Purchiacchielli a fungetiello ( Portulaca a funghetto )

Su gentile concessione del naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella.

purchiacchielli

purchiacchielli

La pianta che nel dialetto stabiese è conosciuta come “Purchiacchiello” è per la nomenclatura scientifica Portulaca oleracea L. In Campania è nota anche come: Perchiacchiella, Porchiacca, Porcellana, Chiaccunella. Si tratta di una pianta erbacea annuale, dal portamento prostrato con fusto e foglie succulenti di colore verdastro con riflessi rosso-bruno. I rami primari e secondari spessi come il fusto principale determinano un accrescimento radiale della pianta che arriva ad occupare aree con diametro superiore anche a 60 cm . per tale motivo gli Arabi l’hanno denominata baqla hamqa, che significa ‘pianta pazza’ o ‘pazzesca’ a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo. Si tratta di una pianta infestante delle colture orticole, originaria dell’Asia, oggi diffusa in tutto il mondo. La Portulaca è interamente commestibile ed è conosciuta fin dall’antichità come importante pianta alimentare e medicinale. La tradizione contadina stabiese annovera due metodi per cucinare i purchiacchielli. Il primo di facile realizzazione e comune ad altre località d’Italia, prevede che la pianta sia raccolta e preparata fresca all’insalata, in questo caso le parti più tenere raccolte nel periodo primaverile, da sole o insieme ad altre erbe di campo, possono essere condite con olio, sale, limone o aceto, e costituiscono un delizioso contorno per piatti a base di carne, pesce, o formaggi. L’altro metodo, tipico della nostra terra e più complicato da realizzare, prevede che la pianta raccolta nel periodo primavera-estate, privata delle radici e delle parti più dure, sciacquata in abbondante acqua corrente, sia immersa per alcuni secondi in acqua bollente, operazione questa che dovrà essere ripetuta tre volte. In seguito i purchiacchielli devono essere stesi, su canovacci di tela naturale, al sole ad asciugare ed appassire. Una volta secchi bisogna immergerli per pochi istanti e per tre volte in abbondante acqua di mare per poi rimetterli al sole ad asciugare. Infine quando al tatto la pianta apparirà ben secca potrà essere chiusa in barattoli di vetro ben tappati e conservata nella dispensa per essere poi cucinata nel periodo invernale seguendo questa gustosa ricetta:

(Ingredienti per 4 persone):

250 gr. di purchiacchielli secchi 250 gr. di pomodori a pezzettoni 50 cl. d’olio extra vergine d’oliva 1 spicchi d’aglio 1 peperoncino Sale quanto basta


Preparazione:

( tempo: n.d.   –    difficoltà:  Inesistente )

Fate rinvenire i purchiacchielli secchi in acqua fresca per qualche ora (andrà bene se li mettete a bagno la sera per poi toglierli il mattino seguente) poi lessateli, per 7-8 minuti, in abbondante e bollente acqua giustamente salata. Nell’attesa fate sfriggere in una padella l’aglio, l’olio e il peperoncino. Una volta bolliti colate i purchiacchielli e uniteli allo sfritto e fateli saltare finché non appariranno ben fritti. A questo punto aggiungete il pomodoro, aggiustate di sale e terminate la cottura a fuoco moderato. Servire ben caldi, accompagnati da un buon pane casereccio e da vino locale.

Nota: la ricetta dei Purchiacchielli a fungetiello può essere preparata, in modo sbrigativo, usando direttamente la pianta fresca, in questo caso i purchiacchielli raccolti vanno lavati, bolliti e poi uniti allo sfritto.

Per segnalazioni, consigli o nuove ricette scrivere a: liberoricercatore@email.it

About 

Collaboratore di Redazione

Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E' responsabile della pagina Twitter di LR.

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