Il “Palazzo Reale di Quisisana” chiede certezze…

( di Maurizio Cuomo )

I "custodi" della Reggia (foto Maurizio Cuomo)

I “custodi” della Reggia (foto Maurizio Cuomo)

Quisisana è un toponimo fin troppo scontato. Tutti sanno che in questo angolo di mondo, posto all’ombra del Monte Faito, affacciato sul Golfo di Napoli, si guarisce. In passato Quisisana è stata una “casa sana” che ha protetto regnanti e potenti, preservandoli dalle pestilenze che decimavano l’inerme popolino. Oggi che la peste, il colera e gli altri morbi letali sono stati debellati dalla scienza moderna, oggi che il sovrano non è più uno solo, ma il popolo, purtroppo, un nuovo e tremendo male ci minaccia: l’ignoranza diffusa. Un popolo sovrano che dimentica la sua storia, non conosce le tradizioni, ignora le risorse e gli equilibri naturali del territorio, è destinato ad abdicare ed essere nuovamente suddito umiliato. Quisisana, allora, se solo lo vogliamo, può tornare ad essere la nostra “casa sana”, il luogo dove poterci rifugiare per debellare l’ignoranza. Le immense sale del Palazzo reale, con la Scuola di Restauro e il Museo Archeologico Stabiano, custodi della memoria collettiva, i sontuosi Giardini e il maestoso Parco arboreo, ristrutturati e sorvegliati, baluardi del territorio che non si piega alla speculazione. In questo tempio della libertà e della conoscenza noi tutti possiamo ritrovarci per affermarci come singoli e come collettività. Affinché ciò si realizzi è necessario, però, che Quisisana sia la casa di tutti, pubblica e libera, governata da uomini saggi bramosi solo di cultura e conoscenza. Un luogo da cui sono banditi, oggi e per sempre, gli interessi personali e le speculazioni di potere. Un luogo libero dalla camorra, dai partiti, dalle finte fondazioni, dove nuove generazioni di cittadini possano imparare ad essere veramente sovrani di se stessi. Ecco perché noi tutti dobbiamo chiedere a gran voce che l’Amministrazione comunale, rispetti gli accordi presi negli ultimi anni dalla Città con: Governo, Regione Campania e Provincia di Napoli. Quisisana concessa per manifestazioni commerciali, come Evento sposi “Tra Sogni e Realtà 2011”; Quisisana concessa per spettacoli frivoli, come “Miss Vesuvio 2010″; Quisisana albergo di lusso, come sembra il volere dell’attuale Amministrazione; Quisisana “venduta” al migliore offerente rappresenterebbe la fine della speranza di un futuro migliore per tutti noi, ed è per questo  che  oggi,  Castellammare,  per  salvaguardare le proprie radici storiche, chiede certezze e lo fa con una petizione popolare che sarà sottoposta al

Le nostre radici - bosco di Quisisana (foto Corrado Di Martino)

Le nostre radici – bosco di Quisisana (foto Corrado Di Martino)

Presidente della Repubblica, al quale si segnalerà che i lavori di restauro strutturale al Palazzo reale di Quisisana risultano completati da tempo, e che nel monumentale edificio di Castellammare di Stabia, ancora non vengono avviate le previste attività.
Per fare il punto della situazione, già dallo scorso luglio, numerose associazioni cittadine, si sono riunite nel “Coordinamento per la cultura di Castellammare di Stabia”, per chiedere all’Amministrazione comunale, di conoscere lo stato di attuazione delle predette attività, ma purtroppo, tali richieste sono rimaste tristemente inascoltate.
Da ciò il suddetto coordinamento, ha deciso di indire una petizione popolare, per chiedere direttamente al Presidente Giorgio Napolitano, di fare un po’ di luce e di chiarificare quali siano i reali intenti delle autorità cittadine. Per chiarezza descrittiva, a seguire riportiamo la nota integrale che introduce i moduli di raccolta firme della petizione: “Signor Presidente, a Castellammare di Stabia è stato restaurato con fondi pubblici il Palazzo reale di Quisisana, di proprietà comunale, per ospitare una Scuola nazionale di restauro e per realizzare il Museo archeologico di Stabiae. Ebbene, signor Presidente, nonostante nel corso degli ultimi 15 anni, siano stati sottoscritti in materia: accordi, protocolli d’intesa, documenti, e siano stati adottati atti, delibere e decisioni a tutti i livelli istituzionali, le attività previste nel Palazzo di Quisisana non decollano. Numerose associazioni cittadine, riunite nel “Coordinamento per la cultura di Castellammare di Stabia”, chiedono alle autorità dal luglio 2010 di conoscere lo stato di attuazione del processo di apertura della Scuola di restauro e del Museo, ma ad oggi nessuna risposta è pervenuta. NOI sottoscritti ci rivolgiamo pertanto a Lei perché ci aiuti a capire: quando aprirà la Scuola di alta formazione per il restauro (corso quinquennale) quale sezione distaccata dell’ISCR nel Palazzo reale di Quisisana; quando sarà ospitato a Quisisana il Corso di laurea quinquennale in restauro attivato dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e destinato ad occupare parte dei locali del Palazzo reale; quando sarà trasferita a Quisisana l’intera collezione archeologica dell’Antiquarium statale stabiano, di competenza della Soprintendenza archeologica di Napoli-Pompei, nel nuovo allestimento del Museo archeologico di Stabiae; quando sarà completamente restaurato e aperto alla pubblica fruizione il Giardino storico e il parco botanico che circondano il Palazzo di Quisisana, di proprietà comunale; quando sarà aperta la prevista sede distaccata dell’Enoteca regionale della Campania, in alcuni locali del Palazzo di Quisisana, iniziativa promossa dalla Regione Campania; quando saranno organizzati i servizi di custodia e vigilanza del Palazzo e del Parco di Quisisana, da parte della Provincia di Napoli, così come da impegni assunti”.

L'ingresso al Viale degli Ippocastani (foto Giuseppe Zingone)

L’ingresso al Viale degli Ippocastani (foto Giuseppe Zingone)

Si fa pertanto appello a chiunque avesse a cuore la nostra storia, di partecipare alla raccolta firme,  prevista per domenica 6 febbraio c.a., nei pressi della Cassarmonica di Castellammare di Stabia (dalle ore 10.00 alle 13,30 e dalle 17,00 alle 20,00). La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

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Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
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