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La Verità Anno I Numero 7   23 Febbraio 1908

La Verità

Anno I Numero 7   23 Febbraio 1908

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La Verità

Stampato dal 1908, si definiva giornale politico amministrativo, la cui sede era in Piazza Municipio 28 e diretto da Luigi Morfino. Si hanno notizie almeno fino a tutto febbraio 1914. Fu l’organo ufficiale del partito di Alfonso Fusco, deputato monarchico costituzionale del collegio stabiese, definito dai socialisti del settimanale napoletano, La Propaganda, l’uomo di fango, in quanto simbolo della degenerazione della lotta politica meridionale clientelare.

Fusco fu un valente imprenditore; i suoi interessi industriali furono inizialmente concentrati soprattutto in una importante fabbrica di alcool a Castellammare di Stabia e in una pionieristica azienda per la produzione del gas a Torre Annunziata, con la quale conquistò l’appalto dell’illuminazione cittadina e il monopolio della fornitura per motori a gas negli impianti in uso nei pastifici della zona. Inoltre si fece promotore di una Società agricola meridionale, una sorta di consorzio delle aziende della provincia, che gli valse la considerazione degli organismi sindacali, premi e diplomi alla Esposizione nazionale di Torino del 1882 e l’attenzione del ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, D. Berti, che lo insignì del titolo di cavaliere dell’Ordine della corona d’Italia. 

La Verità Anno  II Numero 22    19  Settembre 1909

La Verità

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La Verità

Stampato dal 1908, si definiva giornale politico amministrativo, la cui sede era in Piazza Municipio 28 e diretto da Luigi Morfino. Si hanno notizie almeno fino a tutto febbraio 1914. Fu l’organo ufficiale del partito di Alfonso Fusco, deputato monarchico costituzionale del collegio stabiese, definito dai socialisti del settimanale napoletano, La Propaganda, l’uomo di fango, in quanto simbolo della degenerazione della lotta politica meridionale clientelare.

Fusco fu un valente imprenditore; i suoi interessi industriali furono inizialmente concentrati soprattutto in una importante fabbrica di alcool a Castellammare di Stabia e in una pionieristica azienda per la produzione del gas a Torre Annunziata, con la quale conquistò l’appalto dell’illuminazione cittadina e il monopolio della fornitura per motori a gas negli impianti in uso nei pastifici della zona. Inoltre si fece promotore di una Società agricola meridionale, una sorta di consorzio delle aziende della provincia, che gli valse la considerazione degli organismi sindacali, premi e diplomi alla Esposizione nazionale di Torino del 1882 e l’attenzione del ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, D. Berti, che lo insignì del titolo di cavaliere dell’Ordine della corona d’Italia. 

La Lente sul Territorio n. 4

La Lente sul Territorio

a cura di Gaetano Fontana

Anno II n. 4 – Aprile 1993

In questa pagina pubblichiamo il n. 4 del nuovo mensile stabiese di attualità, cultura, politica e sport. Il Direttore Responsabile era Wanda Baratta e direttori Laura Cesarano e Nino Esposito, annoverava tra i collaboratori: Raffaele Bussi, poi diventato Direttore editoriale del periodico, Antonio Morese, Giuseppe Comentale, Luigi D’Alise, Marzio Donà, Carlo Manfredi, Roberto Cautiero, Marica Esposito, Roberto Gargiulo, Flavia Iacuaniello, Arturo Manganaro, Marialuisa Maresca, Ettore Pica, Catello Romano. Purtroppo il mensile, edito da Treves Editore, via Roma 101 Gragnano, purché ben fatto, non andò oltre il secondo anno di vita cessando le sue pubblicazioni dopo l’estate del 1993.

Lente sul Territorio n. 4

Lente sul Territorio n. 4


La Lente sul territorio contava numerose corrispondenze, distribuite in modo capillare su tutto il comprensorio. Le più attive provenivano da Castellammare di Stabia, Pompei, Vico Equense, Sorrento, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Lettere, Gragnano, Agerola e Pimonte. Ogni località offriva uno spaccato autentico della vita quotidiana, con notizie, curiosità e approfondimenti che contribuivano a costruire un racconto corale del territorio.

Molto seguita era la sezione politica, orientata verso il pensiero socialista. Gli articoli trattavano con lucidità temi di attualità, problemi sociali e dinamiche amministrative. Il linguaggio era diretto, spesso pungente, ma sempre ben argomentato. La redazione non esitava a sollevare interrogativi scomodi o a denunciare storture locali, attirando così l’attenzione di un pubblico attento e partecipe.

Accanto alla politica, trovava ampio spazio la cultura. Questa parte del giornale era curata con grande passione dall’avvocato Raffaele Bussi, figura di spicco dell’ambiente intellettuale stabiese. Scrittore prolifico e raffinato, Bussi era autore di opere come I Picari di Maffeo, L’estasi di Chiara, Michele T e Servi e Satrapi. I suoi interventi arricchivano il giornale con riflessioni profonde e analisi letterarie di ampio respiro.

La Lente sul territorio veniva stampato presso la storica Tipografia Somma di Castellammare di Stabia. Il costo del singolo numero era di 3.500 lire, una cifra contenuta che ne favoriva la diffusione anche tra i lettori più giovani e tra gli appassionati di informazione indipendente. Il formato era sobrio ma curato, e la grafica, pur semplice, rendeva la lettura chiara e piacevole. In un’epoca ancora lontana dal digitale, questo giornale rappresentava un punto di riferimento vivo, impegnato e profondamente legato al territorio.


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Risveglio di Stabia – numero 11

Risveglio di Stabia – Anno XIII Numero 11 – Sabato 26 Aprile 1947

Risveglio di Stabia -numero 11

Risveglio di Stabia – numero 11


Il Risveglio di Stabia è stato un periodico di rilievo nella storia giornalistica di Castellammare di Stabia. Fondato nel gennaio 1916 da Catello Langella, figura carismatica e polemica della vita politica e culturale locale, il giornale si impose rapidamente all’attenzione del pubblico.

Dopo un periodo trascorso in Australia, dove si era rifugiato per allontanarsi dalle delusioni politiche, Langella tornò nella sua città natale. Qui decise di fondare un giornale che, come affermava lui stesso, rappresentasse “gli onesti di tutti i partiti”.

Con sede a Castellammare di Stabia, in Piazza Matteotti n. 8, il periodico usciva con cadenza variabile tra il quindicinale e il mensile. Attraverso le sue pagine, Langella affrontava con passione temi di attualità. Spesso utilizzava toni accesi e provocatori, senza risparmiare espressioni forti, talvolta offensive, contro i suoi avversari politici.

Inoltre, da fervente interventista, Langella sfruttava il giornale per promuovere iniziative civiche. Tra queste, la valorizzazione del bacino idrominerale stabiese, ispirata dall’incontro con Guglielmo Marconi nel luglio 1916.

Oggi, grazie al lavoro di digitalizzazione di Gaetano Fontana, l’archivio del giornale è consultabile online. Questo permette a studiosi e appassionati di accedere a numeri storici, offrendo uno sguardo diretto su un’epoca complessa.

Il Risveglio di Stabia resta una testimonianza preziosa della vita politica, sociale e culturale stabiese del primo dopoguerra. Riflette le tensioni, le lotte e le aspirazioni di una comunità in trasformazione.


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Stabia Press Numero 4/1878

Stabia Press Numero 4/1878

rubrica a cura di Gaetano Fontana

Anno 1 Numero 4 -Settembre 1978

Stabia Press Numero 4/1878

Stabia Press Numero 4/1878

 

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Rivista fondata da Antonio Colonna nel 1978. Pubblicata per circa 5 anni anche se non in cadenza regolare e cambiando la veste grafica ed il formati nel corso degli anni. Molto interessante perchè copre un periodo molto importante per la nostra città quello del terremoto del 1980. Puoi trovare  sulla nostra rubrica Stabiae-book  un interessante libro di Antonio Colonna e Lilino Diogene sul terremoto “76 immagini del terremoto a Castellammare” del 1981.

 

Considerato come  Mensile dell’associazione commercianti stabiesi, fa la sua apparizione nel 1978 e  come abbiamo già detto il Direttore responsabile Antonio Colonna e un comitato di redazione composta da Francesco De Meo, Franco Mottola, Franco Sansone, Lucio Somma e Dario Sorrentino. Darà voce e spazio alle diverse anime politiche, sociali e culturali della città, con inchieste e interviste. Uscirà fino al 1984.

Tra i collaboratori ci piace ricordare Franco Scarselli, Pasquale Alfieri che poi è diventato giornalista del Mattino, Gianfelice Imparato diventato uno dei più grandi attori italiani, Fernando Canoro, Dario Sorrentino, Armando Traetta ingegnere del cantiere, il professore Tonino Vitale grande illustratore ricordiamo che molti simboli di Castellammare sono stati disegnati da lui, (i cavallucci in villa comunale, le anfore sempre disegnati sul pavimento della villa comunale, l’etichetta della bottiglia dell’acqua della Madonna e dell’Acetosella solo per citarne alcuni).

Il giornale era stampato dalla Tipografia Sicignano di  Pompei.

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