La colonna di via Sarnelli

( a cura del dott. Tullio Pesola )

La colonna di via Sarnelli (foto Tullio Pesola)

La colonna di via Sarnelli (foto Tullio Pesola)

Portandoci da Piazza Municipio su via Sarnelli, quasi al termine di questa strada, sulla destra, notiamo incassata nel muro di pertinenza dell’episcopio (quella che è comunemente conosciuta come la “dimora del vescovo”) – ma ben evidenziata – una colonna o quel che resta di essa. Un profano, quale io sono, si pone diversi interrogativi, ma la domanda ricorrente è quella di conoscere la storia o quanto meno sapere a cosa sia servita un tempo quella struttura. Noi sappiamo che la colonna ha origine assai antica e probabilmente deriva dall’uso primitivo di porre un tronco d’albero a sostegno di architetture lignee. In epoca storica la troviamo impiegata in serie ritmiche in funzione strutturale nell’architettura sacra e profana. Nei diversi periodi, poi, essa si differenzia e assume particolari caratteri e denominazioni in base all’ornamentazione e alla forma dei suoi tre elementi costitutivi: la base, il fusto e il capitello.
Ma… quale è stata la funzione della colonna di Via Sarnelli?……..

E’ stata, forse, luogo di supplizio e di gogna per i rei? Ha avuto funzione di “colonna infame”, cioè di colonna commemorativa che il tribunale faceva elevare sul luogo dove un tempo si erigeva la casa di un imputato, demolita come ammonimento? O dobbiamo, forse, pensare che trattasi unicamente di “colonna alveolata”, ossia di colonna incassata nel muro? Potrebbe essere questa, forse, una delle spiegazioni maggiormente accreditabili. In tal caso, allora, ci dovremmo aspettare che il perimetro dell’Episcopio dovrebbe offrirci quantomeno la presenza di qualche altro esemplare incassato nella stessa o in altra parete della struttura. Invece, no! Chissà che non sia ciò che resta di qualche precedente complesso, visto che nel tempo la nostra Cattedrale è stata oggetto di modifiche ed ampliamenti! Di sicuro ciò che constatiamo con i nostri occhi è che la colonna di via Sarnelli resta unica a fare quotidianamente bella mostra di sé a quanti le passano davanti con indifferenza, ma più ancora a coloro che, ogni qualvolta la vedono, sono assaliti da interrogativi senza risposte.

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Amante della diffusione nel tempo di memorie, notizie, testimonianze e costumi del passato della nostra Città, è autore di diverse riflessioni, frutto di assiduo impegno, di grande passione e di accurate indagini storiche.

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