Arguzie e facezie

Una persona a me cara che ho frequentato nell’infanzia, e anche in gioventú, trovava mille modi per scherzare; ed era solito farlo in ogni occasione, con tutte le persone che incontrava tranne con i musoni e quelli che lui chiamava semplicemente “chillu fetente”, … e questo non era uno scherzo, ma una cosa serissima! Con esse infatti era di poche parole.

Quest’uomo era mio padre. Giocava in tutti i modi: con i doppi sensi della lingua, con il calcolo aritmetico rapido, con i paradossi, con ogni sorta di paraustiello, con le abilità di prestidigitazione, con i facili trucchetti della fisica e della chimica che lasciano sbalorditi i semplici e fanno arrabbiare gli ignoranti, e anche con il gioco delle tre carte (ma questo solo in famiglia con noi ragazzi).
Ricordo che quando verso i quarant’anni, di botto, improvvisamente smise definitivamente di fumare, continuava ad accettare -se qualcuno gliela offriva- la sigaretta. Poi al momento in cui l’amico avvicinava il cerino o l’accendino per accendergliela, facendo il gesto di mettersela nel taschino, gli diceva: Tu me l’hai offerta volentieri e io l’ho accettata di buon grado. Così siamo contenti tutt’e due. Ma non intendo fumare: come l’ho accettata, per dimostrarti che l’ho gradita, la conservo.

fumatore

fumatore

Sempre sulle sigarette – ma la situazione non muterebbe con qualsiasi altra cosa – quando – al tempo in cui fumava ancora – era lui a chiedere una sigaretta, come si fa tra amici nei momenti di necessità, a chi gli rispondeva: “Ma io ne ho una sola”, lui ribatteva: “Embe’! Io una te n’aggia dimandata. Se te ne avessi chieste due, avresti potuto dirmi: “Nun t’he pozzo ra’, pecché ddóje nun ‘e tengo. In quel caso avresti avuto ragione”.

Qualche volta chiedeva (per finta) di andarne a comprare un numero dispari di sigarette, mettiamo cinque. (Allora era possibile solo per certe marche piú vendute.) E diceva: “Fàttene dare metà col filtro e metà senza filtro”.
– “Ma com’è possibile?” gli rispondeva pronto il ragazzo, se era “nu guaglóne scetato”.
– “E che ci vuole? Ne prendi due col filtro e due senza filtro …”
– “Ma queste sono quattro!”
– “Sí. E la quinta la prendi: da un lato col filtro e dall’altro senza filtro”.

Luigi Casale

 

About 

Collaboratore
Classe 1943, è un insegnante di liceo in pensione, cura la rubrica "pillole di cultura" e partecipa volentieri alla produzione di "storie minime". Inoltre è presente sotto le voci: detti, motti e tradizioni locali.

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