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Accadde Oggi (31 maggio)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 31 maggio

Castellamare di Stabia (foto Corrado Di Martino)

Nel 1912 il Consiglio Comunale delibera che Castellammare venga scritto con due “m”

Il 31 maggio 1912, il Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia approva una decisione storica. Su proposta del sindaco Ernesto Fusco, viene deliberato che il nome della città si scriva ufficialmente con due “m”: Castellammare.

Fino ad allora, la grafia era spesso incerta. Si alternavano “Castellamare” e “Castellammare”, creando confusione. Quel giorno, il Comune mette fine al dubbio. La forma attuale viene riconosciuta come unica e corretta.

Quella delibera è più di un atto formale. È affermazione d’identità. Il 31 maggio resta così una data simbolica. Segna il momento in cui la città scrive con decisione il proprio nome, così come oggi lo conosciamo.


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Castellammare con due “m”

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Castellammare con due “m”

31 maggio 1912: memoria e dignità nella delibera del Consiglio Comunale

a cura di Maurizio Cuomo

Castellammare di Stabia

Castellammare con due “m”: qui un errore grossolano storpia il buon nome della città

Il 31 maggio 1912, il Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia si riunisce per una decisione importante: la difesa del nome ufficiale della Città. A presiedere il Consiglio, il Sindaco, commendatore Ernesto Fusco.

Ciò si rese necessario, perché, l’allora Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, in ben due lettere del 22 marzo e del 15 aprile, erroneamente scriveva Castellamare (con una sola “m“). Adducendo di essere nel giusto perché un Regio Decreto del 1863, riportava proprio quella forma.

L’Amministrazione stabiese, certa dell’errore ed in assoluto disaccordo, però, dimostra e fa presente che già in una delibera del 4 novembre 1862, Castellammare era scritto con due “m” e che tutti gli altri documenti comunali confermano questa grafia.

Il 28 maggio, il Ministero prende atto dell’errore e suggerisce al Comune di avviare le pratiche per correggere ufficialmente e definitivamente il nome.

Il 31 maggio, il Consiglio Comunale approva la delibera. Si chiede al Governo del Re di riconoscere come nome corretto Castellammare di Stabia, con due “m“. Inoltre, si chiede l’appoggio del Consiglio Provinciale, affinché approvi la proposta.

Questa decisione non fu solo un atto formale, ma una scelta di identità, poiché il nome di una città rappresenta la sua storia, le sue radici e con esse la sua stessa gente.

Quel giorno, Castellammare di Stabia difese il suo nome con orgoglio, chiarezza e dignità.

Castellamare con una sola "m"

Castellamare con una sola “m”: l’errore sul lampione (zona Banchina ‘e zi’ Catiello).

Note: 

Il presente articolo prende spunto da alcuni cenni storici, contemplati (a pagg. 114 e 115) in “Stabiae e Castellammare di Stabia”, di Michele Palumbo, Antologia storica edita da Aldo Fiori Editore nel 1972.


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Castellamare


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Il 31 maggio del 1912 il Consiglio Comunale delibera che Castellammare venga scritto (con due m).

a cura di Maurizio Cuomo

Con tutti gli stabiesi che nel leggere il titolo di questa pagina sono balzati dalla sedia, ci scusiamo e diremo subito che non abbiamo commesso un errore ortografico! L’errore scritturale è voluto e brucia tanto anche a noi, ma “Castellamare”, a nostro personale avviso, è il titolo più azzeccato e diretto per segnalare l’ennesimo orrendo svarione perpetrato ai danni della nostra Castellammare di Stabia… un danno d’immagine macroscopico che in quella “m” in meno racchiude l’immensa pochezza di chi ancora una volta avrebbe dovuto vigilare affinché l’errore non si verificasse e non l’ha fatto e soprattutto, l’abominevole negligenza di chi probabilmente se ne è accorto e non lo ha prontamente segnalato alle autorità competenti, incarnando alla perfezione l’adagio popolare: “Ma a me, che me ne fotte!”.

Castellamare di Stabia (foto Corrado Di Martino)

Castellamare di Stabia (foto Corrado Di Martino)

Questa nuova segnalazione posta in essere dalla redazione di LR, di certo smuoverà nella ristretta cerchia di stabiesi DOC (i cittadini che realmente amano la nostra Castellammare di Stabia e fattivamente si prodigano affinché la sua immagine non venga mai offuscata), una nuova ondata di malcontento, ciò dispiace (a noi non piace polemizzare, preferiamo i fatti alle parole, e sollevare l’opinione pubblica sulla questione è il solo ed unico modo con cui possiamo contribuire), ma non potevamo fare altrimenti e credeteci questa volta la mortificazione, che oscura il buon “nome” della nostra città, va oltre ogni limite e immaginazione. Ma di cosa stiamo parlando?
Ebbene certi che una immagine possa rendere meglio di un milione di parole, poniamo alla vostra attenzione delle fotografie che, ahimé, daranno un senso a questa nostra nuova segnalazione.

Dalla Banchina 'e zì Catiello (foto Corrado Di Martino)

Dalla Banchina ‘e zì Catiello (foto Corrado Di Martino)

La scena è quella solita (mozzafiato) che ogni buon stabiese è abituato a vedere quando, dalla Villa Comunale, ci si spinge verso il mare percorrendo la celebre banchina ‘e zì Catiello: l’arenile, l’inconfondibile profilo dei palazzi del lungomare e il dirimpettaio Vesuvio che all’orizzonte svetta sul nostro mare, peccato che nell’aguzzare la vista non si può fare a meno di notare lo strafalcione posto nella scritta sul frontalino della cassettina d’ispezione dei lampioni… e qui tutto il nostro rammarico… a voi la parola!!!

Castellamare (foto Corrado Di Martino)

Castellamare (foto Corrado Di Martino)

Castellamare (foto Corrado Di Martino)

Castellamare (foto Corrado Di Martino)


P.S.: *il presente articolo per la prima volta è andato in pubblicazione su LR l’11 marzo del 2014.