Mario Buonsollazzi in arte Solatium

Mario Buonsollazzi in arte Solatium

di Giuseppe Zingone

I pittori stabiesi Gaeta e Filosa, immagine tratta da Michele Palumbo

Mario Buonsollazzi, nasce a Napoli (secondo la maggior parte dei documenti) nel 1859 e qui muore il 19 Dicembre del 1933. La sua grande attività di caricaturista non è frutto di studi, in quanto come leggeremo si è formato da autodidatta, rifiutando di frequentare l’Istituto di Belle Arti di Napoli. I suoi soggetti preferiti (le sue vittime): tutta la classe politica e la buona società napoletana di fine Ottocento ed inizi Novecento. E proprio in questo contesto culturale e soprattutto nelle parentesi estive che Mario Buonsollazzi si sposta a Castellammare di Stabia con la sua arma preferita: la matita.

Alcune precisazioni:

L’immagine che apre l’articolo è inserita nella vita di Enrico Gaeta tratta dall’opera di Michele Palumbo, Stabiae e Castellammare di Stabia.1In realtà la didascalia, erroneamente indica Giacinto Gigante come autore. Diciamo che oltre a non essere nello stile del massimo esponente della scuola di Posillipo (sia per la grafica che per gli strumenti usati) è chiaro che l’aspetto caricaturale come notato dal dottor Carlo Vingiani, non poteva che esser frutto della matita di Mario Buonsollazzi, nonostante la firma sia corrotta è pur sempre leggibile; inoltre non tornava nemmeno la data come vedremo in un prossimo articolo sul pittore stabiese Giovan Battista Filosa.

Ho deciso, però, d’intraprendere anche una ricerca sull’effettiva data di nascita di Mario Buonsollazzi, poiché il 1859 (senza giorno e mese) sembrava troppo vago, del resto l’epoca in cui visse Solatium dovrebbe appartenere a documenti non antichissimi. Alcuni dati ci erano noti: il cognome: Buonsollazzi, la città: Napoli, il cognome della madre: Viglia.

Questo è ciò che abbiamo trovato e riportiamo in sintesi: L’anno Milleottocento cinquantasei il dì 24 del mese di Febbraio alle ore sedici è comparso davanti a Noi…. Il Signor Don Federico Buonsollazzi di anni quarantotto, Uffiziale del Real Ministero di Grazia e Giustizia, il quale ci ha presentato un maschio, nato da lui dichiarante e dalla Signora Donna Giuseppa Viglia di anni Trentanove. nato nel giorno suddetto alle ore dodici. Lo stesso ci ha inoltre dichiarato di dare al medesimo i nomi di Mario Francesco Salvatore.

La presentazione e dichiarazione antidetta si è fatta alla presenza di Don Giuseppe Buonsollazzi di Napoli, di anni trenta di professione Impiegato nel Ministero degli affari Ecclesiastici in detto luogo Zio Paterno del neonato.

Matrimonio Mario Buonsollazzi

Nel retro del foglio dell’atto di nascita, angolo in alto a sinistra, è stata inoltre inserita una nota che così recita: Addì 1 Luglio 1893, Mario Buonsollazzo (i n.d.r.) ha contratto matrimonio in sezione Chiaia con Cerelli Vittori Bice.2

Una breve biografia di Solatium al secolo Mario Buonsollazzi è inserita in un prezioso documento dal titolo Un secolo di satira 1820-1920. Una pubblicazione curata da Francesca De Ruvo e Alessandramonica Mazzaro, con caricature della Fondazione Pagliara e dell’Istituto Suor Orsola Benincasa, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, Gennaio 2016, pagine 146.3

La biografia di Solatium su Un secolo di Satira:

Mario Buonsollazzi
in arte Solatium
Napoli, 1859 – Napoli, 1933

Attivo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, Mario Buonsollazzi, in arte Solatium, fu uno dei maggiori caricaturisti napoletani. Nonostante le informazioni sulla vita e sulla sua formazione artistica risultino scarse, una delle fonti principali per ricostruire la sua figura è senza dubbio un corposo articolo della rivista, La vita italiana. In esso si legge che l’artista appartenne ad una famiglia aristocratica ben nota a Napoli dove «… il bel vivere, il morbido vivere gliel’insegnò il padre suo che i più aristocratici saloni napoletani non hanno dimenticato ancora, e le aspirazioni di grandezza, anche nella vita intima, le ereditò dalla madre che era figlia del famoso amico di Ferdinando II, D. Michelangelo Viglia». Buonsollazzi ebbe un approccio all’arte da autodidatta, tant’è che «… scappò subito dalle pastoie dell’Istituto di Belle arti e non ha studiato disegno», ed ebbe il suo primo contatto con la caricatura da giovanissimo,
osservando le opere dei principali caricaturisti partenopei in quanto «…aveva già fanciullo ricreato il suo spirito e forse scoverte le sue tendenze, ammirando in casa una collezione di caricature che il padre aveva raccolte. Eran del Mattei, del Licata, del Colonna, del Delfino (Delf) i padri, diciamo così, della caricatura a Napoli».
Tra le riviste con le quali collaborò, ricordiamo il Caporal Terribile, L’Occhialetto, Il Bello Gasparre… e basta così, il Don Chisciotte, il Don Marzio, Masto Rafaele e il Monsignor Perrelli. Dei suoi numerosi album di caricature, invece, ricordiamo High Life del 1879, di cui vennero pubblicate due tavole a colori ogni mese per una lira, e Napoli Fashionable album di caricature di Solatium. Il 1882 è, invece, l’anno in cui Buonsollazzi realizzò un album di caricature in collaborazione con il giovane Enrico Della Leonessa, dal titolo Solatium Lionne album di caricature.
A cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento, vennero infine pubblicate Solatium anno IX e Consiglio comunale di Napoli. Tutti questi lavori sottolineano quanto Solatium divenne un vero e proprio esperto nella realizzazione delle caricature personali, i cui soggetti potevano essere tanto politici locali e personalità del mondo artistico e culturale, quanto esponenti dell’ambiente borghese napoletano.
Non a caso, Mario Buonsollazzi fu assiduo frequentatore della borghesia napoletana, impegnata nelle frenetiche attività che si svolgevano a quel tempo tra teatri, saloni da ballo, salotti privati, stabilimenti balneari e ippodromi, luoghi in cui trovava facilmente continui spunti per le proprie caricature.
Nel primo numero de L’Occhialetto, del 1889, compare un articolo dedicato alla sua attività di caricaturista dove si legge: «Son dodici anni o giù di lì, che la società napoletana è preda di uno sciagurato, il quale sotto il nome di Solatium, scorazza impunemente le vie e sceglie le vittime che prima o poi dovrà inchiodare alla gogna! […] usa nei suoi crimini, un innocua matita (la chiama innocua il brigante!) […] faccia il cielo che non t’imbatti in Solatium, perocchè la tua trasfigurazione sarà compiuta in un attimo».
Lo ritroviamo, inoltre, menzionato da Antonio Maresca di Serra Capriola Duca di Ariola, nobile napoletano dell’epoca, che ricorda: «Verso il 1880 circa nella stagione estiva facevo i bagni nello stabilimento Cannavacciuolo […] Era assiduo mio compagno il mio amico Mario Buonsollazzi, celebre caricaturista che aveva eseguito le caricature di tutta Napoli conosciuta di quell’epoca, firmandole “Solatium”, competitore di Antonio Manganaro, di Delfico e di Sant’Elia che si firmava ‘Enoch’, ebbe gran successo in Napoli. Uomo di spirito e di piacevole conversazione, morì il 19 dicembre 1933».4

Oltre al disegno di Gaeta e di Giovan Battista Filosa, nel libro di Michele Palumbo, un’altra caricatura di Solatium è presente nel volume di Giuseppe D’Angelo, La Castellammare Borbonica 1734-1860, dove compare il Principe di Moliterno5che a Castellammare aveva una villa oggi nota come Villa Petrella, leggi l’articolo di Gelda Vollono e Lino Di Capua: Villa Moliterno.

Best Fashion, 1879, litografia a colori, inventariata 16764

Secondo il professor D’Angelo, il principe di Moliterno è l’uomo impettito che cammina verso sinistra con bastone e sigaro nella mano destra, identificabile anche dalla scritta Liberoricercatore.it. Allo stesso modo inseriamo un’altra pagina qui in basso, dove un oblungo personaggio passa davanti allo Stabia Hall,6luogo dato in concessione dal comune di Castellammare, proprio al principe di Moliterno. Come ben spiegato in questo articolo di Gelda Vollono e Lino Di Capua: Lo Stabias Hall, che ha riscosso moltissimo successo su Liberoricercatore, tanto da essere citato da molti altri, in alcune rivisitazioni estemporanee.

Malatchin, 1879, litografia a colori, Inventariata 16770

La raccolta più importante di litografie, di Mario Buonsollazzi in arte Solatium è senz’ombra di dubbio Napoli Fashionable, dove le sue caricuture sono raccolte in tre volumi, a partire dal 1879.

Solatium e Castellammare:

Qui in basso inseriamo due litografie da noi rintracciate nel Catalogo Generale dei Beni culturali e due di proprietà del dottor Carlo Vingiani, che le ha concesse per questa ricerca; ben consapevoli che altri faranno meglio di noi, nel trovarne ancora.

A Castellammare, S. E. dell’Agricoltura e del Commercio, Forse Bernardino Grimaldi succeduto a Domenico Berti, 1884

Il Varo del Goito, 1887, probabilmente si tratta di Benedetto Brin, il Goito fu varato a Castellammare il 6 Luglio 1887

Solatium, In the paddock, Castellammare, 1884

Solatium,The Starter, Castellammare, 1884

Articol terminato il 2 Aprile 2022


 

  1. Michele Palumbo, Stabiae e Castellammare di Stabia, Flory editore 1972, pag. 606.
  2. Mario Buonsollazzi, atto di nascita: Archivio di Stato di Napoli, anno 1856, numero d’ordine 158.
  3. Per coloro che fossero interessati, la suddetta pubblicazione si puo trovare anche in rete sotto il titolo: Un secolo di satira.
  4. Mario Buonsollazzi in arte Solatium: Francesca De Ruvo e Alessandramonica Mazzaro, Un secolo di satira 1820-1920, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, Gennaio 2016, pagina 140 e 141.
  5. Caricatura del Principe di Moliterno in Giuseppe D’Angelo, La Castellammare Borbonica 1734-1860, Lulu.com 2014, pag. 42.
  6. Le immagini qui inserite appartengono alla pubblicazione di Francesca De Ruvo e Alessandramonica Mazzaro, Un secolo di satira 1820-1920, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, Gennaio 2016, pagina 140 e 141.

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

2 pensieri su “Mario Buonsollazzi in arte Solatium

  1. Simonetta cirella

    Salve, mettendo a posto casa dei miei genitori, ho trovato una caricatura che sembra proprio di Solatium. Lei crede che possa avere un valore commerciale? Saprebbe indicarmi a chi posso rivolgermi?

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    1. Giuseppe Zingone Autore articolo

      Salve, io mi occupo solo di ricerca, non ho contatti con venditori… In realtà quella che può valere è l’intera pubblicazione e non il singolo pezzo. Potrei sbagliarmi, ma se vuole un metro di comparazione basta guardare su eBay.

      Rispondi

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