La Cassarmonica… gioiello architettonico e vanto stabiese

La Cassarmonica… gioiello architettonico e vanto stabiese

articolo di Maurizio Cuomo

Uno dei vanti della città di Castellammare di Stabia è sicuramente la Cassa Armonica, una preziosa opera architettonica che si erge maestosa sul tratto di Villa Comunale antistante piazza Principe Umberto, laddove a poche decine di metri di distanza, è presente il Monumento ai Caduti, suo fiero dirimpettaio dal 1931. Ma facciamo un passo indietro, ciò ci aiuterà a capire le motivazioni che spinsero l’Amministrazione comunale dell’epoca a richiedere la messa in opera di questa storica struttura che ha ospitato per quasi un secolo musicisti e orchestrali di elevato spessore. Nella seconda metà del 1800, Castellammare di Stabia divenne il luogo d’incontro prediletto di noti personaggi d’epoca: scrittori, poeti, pittori, nonché fucina di artisti di rinomata fama.

La Cassarmonica (coll. Enzo Cesarano)

La Cassarmonica (coll. Enzo Cesarano)

L’Amministrazione per far fronte alla crescente esigenza di poter ospitare e allietare la cittadinanza, i turisti e gli illustri ospiti sempre più numerosi, decise quindi di sostituire lo Stabia Hall, un preesistente padiglione in legno utilizzato per accogliere spettacoli e concerti musicali, con una struttura fissa più consona ad espletare tale funzione, e diede quindi mandato di progettare un’opera in sostituzione a tale struttura. Il prestigioso incarico ricadde su di un giovane ingegnere stabiese, Eugenio Cosenza, fratello minore di Giuseppe, noto archeologo locale. Nel 1898 Eugenio Cosenza presenta all’Amministrazione comunale il suo progetto, che soddisfa pienamente la richiesta e viene approvato nello stesso anno. Dopo circa due anni di lavoro, il 28 aprile 1900, Cosenza consegna alla cittadinanza la prima Cassa Armonica. Tale struttura, purtroppo, ebbe uno sfortunato destino e  vita assai breve, in quanto distrutta appena nove anni dopo (ore 18,45 dell’1 marzo 1909), a causa di un violentissimo vento di libeccio. Il Comune fiero dell’opera precedente, diede ancora una volta l’incarico al Cosenza di costruire una nuova Cassa Armonica, e tale incarico viene espletato egregiamente, il 4 agosto 1911, quando Eugenio Cosenza consegna la seconda Cassa Armonica, rendendola più armoniosa nell’estetica, e riducendola complessivamente nell’altezza, vi apporta una geniale modifica che la rende più solida e stabile: la messa in opera di una cupoletta sfiatatoio in cima alla struttura. Nonostante gli innumerevoli bruschi eventi atmosferici, la Cassa Armonica del Cosenza, che negli anni ha ospitato, numerosissimi concerti musicali e altrettanti orchestrali di fama mondiale, ancor oggi, resiste egregiamente mostrandosi in tutto il suo originario splendore: una piattaforma di calpestio sollevata dalla quota di campagna per circa un metro, raggiungibile attraverso quattro rampe di scale realizzate in marmo bianco, che si alternano a fioriere. Sulla piazzola poggiano dodici colonnine, collegate tra loro da archetti e arabeschi a traforo che sorreggono la copertura composta da una cupola e una tettoia, realizzate in ferro e vetri policromi, le colonnine sono raccordate alla base a tre per volta da una ringhiera artistica che lascia in corrispondenza delle scale, un comodo ingresso. La conformazione degli elementi di copertura e la campana acustica sottostante alla piattaforma di calpestio, soddisfano precisi requisiti che accrescono ed enfatizzano l’intensità delle onde sonore orchestrate al suo interno. Altro valore aggiunto da non trascurare è il contesto in cui la Cassa Armonica è impiantata, ossia i giardini pubblici e il celebre lungomare di Castellammare, che ha attirato e ispirato per decenni i maggiori pittori, che con abile saper fare, hanno catturato sulla tela l’essenza variopinta di questo celebre scorcio cittadino.

La cassarmonica di Castellammare

La cassarmonica di Castellammare (foto Maurizio Cuomo)

Peccato che oggi, la Cassa Armonica, da sempre vanto stabiese, è preda di teppisti e di atti vandalici: lampioncini divelti o sottratti dai loro originari alloggi, un vetro infranto per un imponderato calcio dato ad un pallone dal ragazzo di turno, scritte e sigle di ogni ordine e genere, catene e catenacci ancorate alla struttura a suggellare un futile pegno d’amore (purtroppo sempre più di moda in questi ultimi anni), sono solo alcune delle violenze perpetrate ai danni della Cassa Armonica, un patrimonio cittadino in pericolo, che da quasi un secolo è vanto stabiese.

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Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

3 pensieri su “La Cassarmonica… gioiello architettonico e vanto stabiese

  1. Giuseppe Mollo

    Egr. Direttore, Come tutte le inestimabili bellezze della ns/ Città, anche la Cassa Armonica non si sottrae all’ineluttabile destino degli atti di vandalismo e dell’incuria. Ma è mai possibile che non si riesca a sensibilizzare la cittadinanza su un problema che, se risolto, non può che arrecare vantaggi alla cittadinanza stessa? grazie per l’ospitalità: G.M.

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