Il cav. De Gaetano e la nascita della Piedigrotta Stabiese

di Lino Di Capua e Gelda Vollono

Le Feste Estive, agli inizi del ‘900, sono per Napoli e per molti paesi della sua provincia un appuntamento importante. Il ricco programma di manifestazioni che si organizzano non ha solamente lo scopo di attrarre e divertire il turista, ma è soprattutto l’occasione per pubblicizzare le proprie risorse e caratteristiche al di fuori dei propri confini.
Ogni città diventa palcoscenico sul quale ciascuno, in ogni campo e a tutti livelli, s’improvvisa attore protagonista di uno spettacolo il cui unico fine è quello di vendere bene la propria mercanzia.
Castellammare non è da meno: ha da difendere e consolidare la fama di meta turistica à la page conquistata durante il periodo d’oro del grand tour del secolo precedente.
Non è difficile quindi immaginare quanto il programma estivo delle feste sia fitto di iniziative: gli stabilimenti balneari e quelli termo-minerali, gli alberghi, i ristoranti e i locali più eleganti, nonché i posti più caratteristici della città, quali la Villa Comunale o il parco delle Antiche Terme contribuiscono con una programmazione speciale di concerti e di spettacoli. Anche tutte le personalità cittadine, letterati, musicisti, poeti, sportivi, commercianti e industriali sono chiamati a dare il loro contributo con l’organizzazione di mostre, convegni, gare, concorsi a premio ecc.
E’ probabilmente in questo ambito che nel 1924 si decide, ad imitazione delle Feste Estive che si tengono a Napoli e che culminano a settembre con la annuale celebrazione della Piedigrotta, di promuovere ed organizzare qualcosa di simile anche a Castellammare.

La Piedigrotta

La Piedigrotta stabiese

Il cav. Carlo De Gaetano, direttore del neonato periodico “La Canzonetta Stabiese”, coglie l’occasione al volo per lanciare la sua rivista che pubblica canzoni, pensando che la manifestazione contribuirà a darle grande popolarità e nello stesso tempo offrirà l’opportunità ai tanti giovani artisti collaboratori che “fanno corona alla Direzione della Canzonetta” e che sognano con le loro composizioni di diventare dei nuovi Denza, di diffonderne le canzoni.
Pertanto si lancia nell’impresa di sostenere anche l’organizzazione della prima Piedigrotta Stabiese.
Ma non sono poche le difficoltà che deve affrontare e risolvere e nel primo numero della sua rivista non esita a manifestarle ai propri lettori: “Se non ci fosse mancato all’ultimo momento l’ausilio di tanti o per meglio dire, se non ci fossimo illusi dell’appoggio che molti ci promettevano in un primo momento la Canzonetta Stabiese sin da quest’anno, cioè fin dal suo inizio, avrebbe rivaleggiato con le migliori edizioni del genere, ed avrebbe avuto una ricchissima raccolta di canzoni”.
Gli restano vicino solamente alcuni artisti, tra i quali un certo Arturo Imperati nei confronti del quale così si esprime: “anima della nostra organizzazione, artista impareggiabile”.
Nonostante tutto però, è convinto che il successo della manifestazione costituirà il volano per quello della rivista e pertanto non manca di imbonire i suoi lettori: “Castellammare ove tutto è sorriso e fascino, Stabia gemma fulgida del golfo partenopeo, Stabia sublime e gentile saprà accogliere e incoraggiare la canzonetta stabiese che si propone negli anni successivi di gareggiare con le Edizioni più diffuse e conosciute della provincia”.
Pertanto è molto probabile che si debba alla sua ostinazione se nel settembre del 1924 si tiene nella nostra città la prima edizione della Piedigrotta Stabiese.
Nel primo numero del periodico sono riportati i testi e gli spartiti di 7 canzoni e un monologo finale partecipanti alla manifestazione e per dovere di cronaca ne citiamo qualcuna:

1. Primavera di rose (Versi di Piero-Steno Casoni. Musica di Italo Baldi);

2. Tarantella stabiese (Versi di Arthur Imperati. Musica di Luigi De Lia);

3. Asso piglia tutto (Versi di Umberto Follo. Musica di Italo Baldi);

4. Se sceta Napule (Versi di Di Lieto Matteo. Musica di Salvatore Rose)

5. ’E bellezze ‘e Nannina (Versi di Arthur Imperati. Musica di L. De Lia)

Canzoni e artisti che, come si può constatare, non hanno superato il giudizio inesorabile del tempo finendo oramai coll’essere completamente dimenticati. A confermare il fatto che la manifestazione deve essere anche un momento pubblicitario per prodotti e coloro che li vendono “TARANTELLA STABIESE” e “’E BELLEZZE ‘E NANNINA” hanno lo stesso motivo ma non i versi . Infatti Tarantella Stabiese è dedicata al Sig. Giovanni Cimmino, meglio conosciuto come Giovanni ‘e Puzzano, (Ancora oggi sulla Via Panoramica di Pozzano è presente il ristorante Giovanni ‘e Puzzano) ed i versi devono magnificare non solo le virtù del vino che da lui si può bere

“ Mett’ ’a coppa ’o meglio vino
Che’ malate fa sanà ”.

Ma anche le doti di chi lo serve :

“ ’E Giuvanne ’o canteniere
Nummer’ uno ’e stu paese
Tutt’ ’o popolo Stabiese
Sape ’e certo cuntentà ”.

Negli anni successivi le feste, la cui organizzazione è affidata all’Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo di Castellammare, diventano sempre più articolate e ricche di iniziative tanto che in una brochure del 1929 ritroviamo la Piedigrotta inserita nel cartellone di fine estate insieme a molteplici altre manifestazioni così presentate:
Manifestazioni atletiche – gare nautiche – festa a mare – gare popolari – piedigrotta stabiese – gimkana automobilistica, sotto l’alto patronato del Fascio e del comune di Castellammare di Stabia, con Premi, coppe del Fascio e del comune di Castellammare, del Dopolavoro Provinciale di Napoli, dell’ Hotel Royal, Terme Stabiane ecc.
La manifestazione ebbe inizio il 1° settembre alle ore 20.00 con questo programma:
Piedigrotta stabiese – festa a mare – fuochi d’artificio a mare – gara con premi tra le barche meglio addobbate ed illuminate – concorso a premi ai migliori concertini vocali e strumentali, al migliore balcone addobbato al corso Garibaldi ed alla migliore terrazza balneare.

I premi erano così suddivisi:

al migliore balcone addobbato – coppa delle terme;

alla migliore terrazza balneare – coppa del Fascio;

barche meglio addobbate ed illuminate: 1° premio lire 250; 2° premio lire 150; 3° premio lire 100; 4°-5°-6°-7°-8°-9°-10° premio lire 25 ciascuna; concertini vocali e strumentali: 1° premio lire 250; 2° premio lire 150.

Le Piedigrotte nella nostra città sono continuate almeno sino al 1967, come è attestato nell’edizione speciale di “Città e Turismo”, anno sesto n. 43 agosto-settembre 1967. In essa si legge a p. 20: “9 Settembre: “Piedigrotta Stabiese” con l’Orchestra Desidery e i cantanti Tony Astarita e Nora Palladino”.
Per quanto concerne le altre edizioni abbiamo notizie certe solamente di quelle del 1948 e del 1956: la prima riportata nel libro di Lilino Diogene “All’ombra del castello”, dove si legge che l’organizzatore di quell’edizione fu il maestro Francesco Martinelli, il quale compose per l’occasione anche alcune canzoni e la seconda, dedotta dal numero unico della rivista “Lo Zampillo” del 30 luglio di quell’anno, che riporta nella programmazione delle feste nel golfo di Napoli: “Piedigrotta Stabiese e Sagra della Canzone (16 settembre)”.
E’ certo che le edizioni della Piedigrotta Stabiese del 1929, del 1956 e quella del 1967 si sono svolte in Villa Comunale. Per quanto concerne, invece, la prima edizione (quella del 1924) ci sentiamo di azzardare che essa si svolse a Pozzano, come farebbe pensare la scelta del cav. De Gaetano di titolare il primo numero della rivista, interamente dedicato all’evento: “Pozzano 1924 – La Canzonetta Stabiese”.

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