A Castellammare le cartoline celebrano il varo

articolo del dott. Carlo Felice Vingiani

In un’epoca in cui non esistevano i telefoni cellulari con Facebook, Instagram e Whatsapp, ma neppure i vecchi telefoni via cavo, in un tempo in cui l’unico modo per dire “io c’ero” non era rappresentato da un tweet o da un post, né da una foto scattata e condivisa in tempo reale, chi voleva informare i propri cari dell’evento di cui era stato testimone spediva loro una cartolina: quel cartoncino rettangolare che celebrava l’epilogo del lavoro delle maestranze stabiesi, il culmine del loro sforzo e delle loro abilità nel trasformare semplici chiodi e bulloni, tavole di legno e lastre di acciaio in un gigante galleggiante, in una regina che avrebbe solcato e dominato i mari.

Il varo era orgoglio per gli operai, lo era per i loro familiari e per la cittadinanza  tutta. Il varo era una festa per Castellammare, era l’entusiasmo contagioso che coinvolgeva i villeggianti che affollavano numerosi la nostra città. Per le signore dell’alta borghesia era l’occasione per pavoneggiarsi negli abiti nuovi, per sfoggiare i cappelli e le acconciature, mentre con i loro mariti impettiti sfilavano per andare ad occupare i settori privilegiati delle tribune. Per la nobiltà di provincia era l’occasione per incontrare i membri della famiglia reale, che immancabilmente presenziavano all’evento.

Poco importava a quale ceto sociale si appartenesse, o in quale misura si fosse coinvolti nel rituale del varo. Tutti, indistintamente, avvertivano il bisogno di far sapere al mondo che loro erano stati lì in quel momento ed erano numerose le tipografie che fornivano loro gli strumenti per soddisfare tale bisogno: le cartoline. Queste, colorate o monocromatiche che fossero, celebravano il varo e le fasi che ne avevano scandito il cerimoniale: l’arrivo dei reali, la benedizione, la bottiglia che si infrangeva sullo scafo, ed infine la discesa della nave sugli scivoli, fino al primo contatto con le onde che da quel momento in poi avrebbero rappresentato il suo regno.

 

7 Novembre 1901: la corazzata “BENEDETTO BRIN”

 

12 Ottobre 1904: la corazzata “VITTORIO EMANUELE III”

 

10 Settembre 1905: la corazzata “NAPOLI”

 

27 Luglio 1908: l’incrociatore “SAN GIORGIO”

 

27 Dicembre 1908: l’incrociatore “SAN MARCO”

 

28 Agosto 1910: la corazzata “DANTE ALIGHIERI”

 

30 Novembre 1911: l’esploratore “NINO BIXIO”

 

23 Marzo 1912: l’esploratore “MARSALA”

 

24 Aprile 1913: la corazzata “DUILIO”

 

23 Luglio 1914: le navi coloniali “CAMPANIA” e “BASILICATA”

 

27 Aprile 1930: l’incrociatore “GIOVANNI DELLE BANDE NERE”

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Collaboratore di Redazione
Carlo Felice Vingiani, Dottore in Farmacia, lavora presso la "Farmacia San Carlo - Gallerani". È collezionista di "cose stabiesi" e fervente meridionalista.

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