Lo storico risponde

Lo storico risponde
( la rubrica del prof. Giuseppe D’Angelo )

prof. Giuseppe D'Angelo

prof. Giuseppe D’Angelo

Assolutamente compiaciuti della preziosa collaborazione, così gentilmente concessa dal prof. Giuseppe D’Angelo1, mettiamo a vostra disposizione un valido strumento con il quale si potrà interagire direttamente con il noto e accreditato esperto di storia locale].

Una opportunità interessante e rara alla portata di tutti, nella rubrica infatti convergeranno tutti i quesiti di pertinenza storica (inerenti la città di Castellammare di Stabia), ai quali sarà data risposta dal prof. D’Angelo.

Certo che la presente iniziativa possa risultare utile a tantissimi cultori, agli studiosi e agli innumerevoli appassionati di storia locale, “Libero Ricercatore” ringrazia il prof. Giuseppe D’Angelo per la disponibilità accordata.

* * *

Info & Contatti:
Sottoponi un quesito all’esperto: liberoricercatore@email.it
Contatta direttamente il prof. D’Angelo: gdangelo@libero.it
Consulta il Sito personale del prof. D’Angelo: www.gdangelo.it

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Avvertenze: al fine di dare spazio a tutti e di non abusare della disponibilità del prof. D’Angelo,
i richiedenti sono invitati a porre quesiti specifici e a restringere il tema della domanda.

 

giovedì, 29 gennaio 2015

Domanda:  Gentilissimo direttore, dopo aver letto l’articolo del prof. D’Angelo tratto dal “Rivivi la Città” ho approfondito la ricerca su internet al link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Quisisana 

nelle cui note riporta ad articoli pubblicati sul sito del comune di C/mare, come bibliografia tra le diverse “Giancarlo Alisio, Siti raeali dei Borboni, Roma, Officina Edizioni, 1976”.

Riporto quanto estrapolato :
…“Dopo l’Unità d’Italia la reggia passò ai Savoia fino al 31 maggio 1877 quando divenne Demanio dello Stato ed un anno dopo ceduta al comune di Castellammare di Stabia, che a sua volta la diede in gestione a privati: nel 1898, su forte pressione del sindaco, al suo interno venne aperto un albergo, chiamato Margherita, forse in onore della regina d’Italia, ma già nel 1902 risultò dismesso. Tra il 1909 e il 1910 la struttura ospitò il Collegio dell’Annunziata di Napoli, mentre a seguito dello scoppiò della prima guerra mondiale fu adibita ad ospedale militare e nel 1920 ospitò il collegio militare di Roma. Nel 1923 per volere del sindaco Francesco Monti venne inaugurato nuovamente un albergo, questa volta con il nome di Royal Hotel Qusisiana[1]: nel 1928 oltre a struttura ricettiva venne anche utilizzata dell’Istituto Superiore Agrario e nel 1931 il Royal Hotel fu inserito nella Guida d’Italia del Touring Club come hotel di primo ordine con ben 200 camere e circa 140 posti letto[3]. Durante la seconda guerra mondiale la reggia venne nuovamente utilizzata come ospedale militare e dopo la fine delle vicende belliche ritornò ad essere un albergo anche se fino a metà degli anni sessanta quando venne definitivamente chiuso”.

A questo punto il mio dubbio e il punto di domanda: nella cartolina in calce, trovata su internet qualche anno fa si fa riferimento alla Casa di Salute Calvanico, ed esplicitamente dichiara che trattasi dell’ex Hotel, una pubblicità della stessa casa di cura è riportata nella guida di Castellammare di Frenkel…

Casa di salute Calvanico

Casa di salute Calvanico

…. Al sottoscritto piacerebbe conoscere il motivo per il quale Prof. D’Angelo non l’ha mai citata? Forse una dimenticanza o forse tale struttura non è mai esistita e fu solo pubblicizzata? Restando in attesa di una Sua autorevole risposta, cordialmente saluto. Giovanni Esposito

Risposta: Il “Grand Hotel Quisisana” è cosa diversa dall’ex Palazzo Reale di Quisisana. Quest’ultimo assunse prima il nome di “Albergo Margherita” e successivamente quello di “Royal Hotel Quisisana” e con questo nome durò fino agli anno sessanta dello scorso secolo.
Il “Grand Hotel Quisisana”, invece, detto poi “Albergo Vecchio”, all’epoca del suo massimo splendore era gestito dalla famiglia Denza. Il caseggiato, in origine ebbe il nome di “Vignadonica” ed era di proprietà della famiglia Massamormile, passata poi per matrimonio ai Boccapianola. Cessò l’attività di albergo nel 1910.
Successivamente fu trasformato in Clinica Calvanivo dal prof. Luigi Calvanico e dal suo figlio Raffaele, istituita nel 1920 e chiusa nel 1929.
Ho anche notizie più ampie che, però, saranno pubblicate prossimamente. Spero di aver soddisfatto la sua curiosità. prof. Giuseppe D’Angelo


lunedì, 9 febbraio 2009

Domanda: Spett. prof. Giuseppe D’Angelo, ho notato una forte somiglianza architettonica tra il palazzo della Capitaneria di porto di Castellammare e la Reggia di Quisisana. Mi chiedevo se questi due edifici, recentemente restaurati, non avessero in passato un legame istituzionale. Certo della sua cortese attenzione. Voglia gradire i più distinti saluti. F. Fontanella.

Risposta: Alcun legame istituzionale. Va detto che la vecchia Capitaneria era allocata nell’antica Torre Alfonsina in Piazza Fontana Grande, demolita agli inizi del ‘900 per il passaggio dei binari del tram per Sorrento. La nuova Capitaneria, quindi l’attuale, é opera dell’inizio del Novecento, costruita ex novo. Evidentemente l’ignoto architetto ha un po’ copiato il Palazzo Reale di Quisisana. Cordiali saluti, prof. G. D’Angelo.


lunedì, 26 gennaio 2009

Domanda: Chiedo scusa per il disturbo. Per caso ho notato che nella biografia di Viviani ( pubblicata su liberoricercatore.it ) avete inserito come data di nascita il 9 gennaio. Ma come asserito da egli stesso in “Dalla Vita alle Scene”, la sua autobiografia… è nato la notte del 10 gennaio all’ 1,20… In attesa di delucidazioni, come sempre vi ringrazio. Un saluto caro. Daniele Somma (da Caserta).

Risposta: Allora per prima cosa si chiamava Viviano e non Viviani. Soltanto con sentenza del Tribunale civile di Napoli del 6 ottobre 1914, il cognome fu cambiato in Viviani, mentre la sorella Luisella si chiamò sempre Viviano. Secondo: nacque alle ore 2,15 del 9 gennaio, mentre fu battezzato il 10. Ora devi pensare che una volta le persone dicevano sempre la data di battesimo e non quella reale di nascita. Questo giustificherebbe l’errore commesso dallo stesso Viviani nella sua autobiografia. Saluti, prof. D’Angelo.


sabato, 17 maggio 2008

Domanda: Gentile Professore, in molte cartine d’epoca il confine nord del Principato Citra con la provincia di Napoli coincide con l’ultimo tratto del fiume Sarno. Siccome in epoca longobarda Castellammare era chiaramente parte del Ducato di Napoli, vorrei sapere, in che periodo entrò a far parte della provincia di Principato Citra, eventualmente a seguito di quali vicende e quando è stata poi riannessa alla provincia di Napoli. Grazie per la cortese risposta. Cordiali saluti. Gennaro Cesarano.

Risposta: La nostra città per secoli in alcuni periodi ha fatto parte del Principato Citra e per altri periodi di Napoli. Ovviamente per Principato Citra si intende, grosso modo, l’attuale Provincia di Salerno. I motivi non sono chiari, ma la nostra era una terra posta al confine di tre ducati: Napoli, Amalfi-Salerno e Sorrento. Pertanto a volte veniva incorporata con Napoli, altre volte con Amalfi-Salerno ed altre volte con Sorrento. Per esempio molti Ordini religiosi dipendevano, e ancora oggi dipendono, da Salerno. Mise un po’ d’ordine in questo caos, il regime napoleonico che creò le attuali Province, con Decreto di Giuseppe Napoleone del 08 agosto 1806 (pubblicato il giorno successivo) e Castellammare fu definitivamente annessa alla Provincia di Napoli, divenendo anche, insieme con Napoli e Pozzuoli, Capoluogo di Distretto. Cordiali saluti. Prof. G. D’Angelo.


venerdì, 11 gennaio 2008

Domanda: Caro Prof. chi ti scrive è il dr. Fabio d’Apuzzo, oltre a farti i complimenti per il bellissimo e ricchissimo sito, mi domandavo con un po’ di orgoglio; perchè non parli anche delle altre realtà industriali che la nostra città ha avuto sin dall’inizio del secolo… Come per esempio… il Molino e Pastificio costruito dal mio bisnonno Cav. Giuseppe d’Apuzzo, oggi ahimè sede dell’ASL ???? Sai che è stata la prima industria della pasta “Automatica a Vapore” d’Italia !!!!!!!! Sai che la nostra pasta era consumata dal RE e fornita al Real esercito Italiano negli anni ’20 !!!!! E che il piccolo artigianale pastificio Barilla… lavorava producendo la nostra pasta… sai che fu premiata a Parigi con Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento dal RE d’Italia !!!! Medaglie che io oggi conservo gelosamente !!!! Otre poi ad essere l’unica industria stabiese a non essere distrutta dai tedeschi in ritirata ??!!! Ringraziandoti per la pazienza con la quale hai letto questa e-mail, e rinnovandoti i complimenti spero che vorrai menzionare l’opera di un grande industriale stabiese, che potrà solo certo dare lustro alla nostra Città, fatta di tante persone perbene che le hanno dato tanto. Grazie, dr. Fabio d’Apuzzo.

Risposta: Gentile dott. d’Apuzzo, la storia, anche se piccola, si fa con i documenti. Io non ho trovato, nel corso delle mie ricerche, granché sul pastificio d’Apuzzo, per cui sarei ben lieto se volesse inviarmi, ovviamente in copia, tutta la documentazione da Lei conservata su tale opificio. Ovviamente accompagnata dai Suoi ricordi e quelli dei suoi ascendenti. Mi occuperei, poi, io di stenderli a mo di storia. Lo storico non può fare miracoli se non ha il materiale da cui attingere le notizie. Mi metta in grado di conoscerle queste notizie, ed io farò il resto. Cordiali saluti. Prof. G. D’Angelo.


domenica 16 dicembre 2007

Domanda: Gentile professore potrebbe indicarmi dove era ubicata e se ancora esiste dove si trova Villa Antonietta? Poiché da questa immagine si evince solo un grande parco. Grazie!

Risposta: Riporto quello che ho scritto nel mio libro “I luoghi della memoria”: Questa villa, nel tempo, ha avuto vari nomi, legati tutti a quelli dei proprietari: villa Lieven, villa Moliterno o Antonietta, villa Pagliara, villa Petrella. Il principe don Alessandro di Lieven, ministro plenipotenziario (ambasciatore) russo nel Regno delle Due Sicilie, d’estate soleva frequentare la reggia di Quisisana, un po’ come tutti i diplomatici accreditati presso la Corte borbonica. I luoghi, con l’andar del tempo, dovettero piacergli particolarmente tanto da spingerlo ad edificarvi la propria villa.
A tale scopo, acquistò da Pietro Paolo Coppola un piccolo fabbricato con poco giardino e dalle Suore di San Bartolomeo, nel 1842, “un piccol giardino nel luogo detto S. Andrea” ove edificò una splendida dacia con materiali e manodopera fatti venire espressamente dalla Russia. Infine per ingrandire il giardino, comprò il 18.6.1845 da Francesco Grossi una grossa tenuta limitrofa di 3 moggia e due terzi (mq. 12.221) per il prezzo di 9.161 ducati e grana 66. A questo punto, dopo aver ingrandito la dacia, realizzò, anche, un vasto ed ameno parco.
In questa villa soggiornarono molti personaggi di rilievo, tra i quali il pittore Scedrin e la zarina di Russia.
Purtroppo, però, dopo alcuni anni il principe di Lieven dovette andar via da Napoli, poichè dopo l’unità d’Italia questa città non era più la capitale di un Regno e, quindi non più sede d’Ambasciate. Fu costretto, allora, a cedere la propria villa.
Difatti il 24 dicembre 1868, alienò « ai coniugi Principe e Principessa di Moliterno Signori Giuseppe Gallone ed Antonietta Melodia la Villa Casino e Casamen­ti con tutti i mobili, mobilii ed effetti mobiliari […] per la somma di Lire Centomila ».
Da quest’epoca la villa diviene il centro mondano ed intellettuale della città. La principessa Antonietta difatti, molto vicina alla Corte Sabauda, riceveva continuamente personaggi di alto livello. Basti pensare che il principe ereditario Umberto di Savoia, prima di ascendere al trono d’Italia col nome di Umberto I, era già stato per ben due volte, insieme alla sua promessa sposa Margherita (la futura Regina Margherita), ospite nella villa Moliterno. Memorabile, secondo le cronache coeve, fu la festa data in questa villa il 28 marzo del 1870 per la venuta dei due principi: « Ieri il principe di Moliterno raccoglieva oltre a 150 invitati nella sua amenissima villa a Quisisana. Fra essi notavansi i Reali Principi che avevano gentilmente accettato di far parte della scelta ed allegra brigata. La città di Castellammare colse questa occasione per fare le più liete e cordiali accoglienze all’augusta coppia che visitava per la terza volta quei luoghi di delizia. Dalla stazione alla casina Moliterno si accalcava gran folla di popolo al passaggio dei Principi, mentre gli edifizi pubblici, le case private e le strade tutte erano pavesate di bandiere dai colori nazionali. Alla villa Antonietta, antica villa Lieven, tutto era disposto con gusto squisitissimo per parte dei signori Moliterno che facevano gli onori di casa colla più franca espansione. Dopo la colazione servita lautamente sotto un padiglione costruitovi appositamente, ebbero luogo le danze sul prato che vennero poscia continuate fin quasi alle 7 nelle sale a pianterreno della villa. In memoria della giornata fu anche piantato un pino, secondochè si usa in Inghilterra in simili circostanze. L’albero porterà il nome di Principessa Margherita. […] La musica della 2a legione della nostra G.N. fu quella che venne prescelta per suonare durante la colazione e il ballo. […] Il giovane maestro Tosti vi cantò una romanza composta espressamente dal suo amico maestro Denza, che lo accompagnava al pianoforte. Finalmente la signora Moliterno con squisita gentilezza creava un ordine novello, quello della Villa Antonietta e ne insigniva tutt’i suoi invitati con quella grazia che le è propria ». La presenza della famiglia Gallone, ben introdotta a Corte, portò molteplici benefici alla città, tanto che il 22 settembre del 1882 la Giunta Municipale , in segno di riconoscenza, conferi­va al principe di Moliterno Giuseppe Gallone ed al figlio Principe di Marsiconovo Giovanbattista Gallone la cittadinanza onoraria di Castellammare.
Intanto il 15 giugno 1893 Giuseppe Gallone e la moglie Antonietta Melodia donarono la villa al loro figlio Giovanbat­tista principe di Marsiconovo.
Giovanbattista Gallone fu uomo di mondo, come suol dirsi; frequentatore dei migliori salotti d’Europa, animatore, come riferiscono le cronache, delle estati stabiesi. Tra le tante iniziative di cui fu promotore, vorrei qui segnalare quella della fondazione del Circolo Canottieri Stabiani, l’attuale Circolo Nautico Stabia. Difatti in data 20 luglio 1881 inviò all’ammini­strazione comunale una missiva nella quale comunicava la costituzione « …del Circolo Canottieri Stabiani, recentemente istituito in questa città, nello scopo di animare la gioventù all’esercizio del remo ed in conseguenza alle regate. Sviluppare, nelle giovani generazioni, il gusto delle cose marittime torna utile a loro ed all’Italia; già in molti luoghi, sorgono simili società, accolte col plauso generale.» Certo il principe non avrebbe mai immaginato che, a distanza di un secolo, la società da lui fondata sarebbe stata coronata dell’alloro mondiale e olimpico.
Sul finire del secolo il principe trasformò la Villa in un rinomato ed elegante albergo -l’Hotel du Parc- lasciando, poi, definitivamente Castellammare per ritornare in Puglia.
Negli anni ’30 del nostro secolo la Villa fu acquistata dalla famiglia Pagliara, che da pochi anni l’ha ceduta al comm. Errico Petrella, attuale proprietario.


lunedì, 15 ottobre 2007

Domanda: Gentile Professore, ha presente la torre del palazzo di Quisisana che è possibile ammirare in una stampa su questo sito ( Collezione di stampe antiche di Gaetano Fontana ): qual è stata la sua sorte? Vi sono ancora tracce della sua esistenza? Che funzione aveva? Grazie per la risposta. Gennaro Cesarano.

Risposta: Esiste ancora, ma é in pessime condizioni. Era una voliera. Difatti Ferdinando IV (poi Ferdinando I) e il nipote Ferdinando II erano ottimi cacciatori. Purtroppo nell’attuale restauro di Palazzo Reale non é compreso quello della voliera né il parco arboreo. Cordialità.


lunedì, 15 ottobre 2007

Domanda: Su una cartolina (del 1928) e su un vecchio opuscolo ho letto di due acque minerali stabiesi: acqua Vesuvialis e acqua Fides; queste acque sono sparite o hanno cambiato nome?

Risposta: Per quanto riguarda queste due sorgenti di acqua minerale, la storia é lunga. In effetti a volte credevano di aver scoperto una nuova sorgente, ma poi, dopo le analisi, si accorgevano che erano diramazioni di sorgenti già classificate. Le mantenevano in vita per motivi pubblicitari e, poi, le eliminavano. Io, comunque, non le ho mai sentito nominare né ho trovato riscontri documentali di queste due acque. Cordialità, D’Angelo.


sabato 13 ottobre 2007

Domanda: Su una cartolina dei primi del ‘900 si legge: Castellammare d’Italia, c’è stato un periodo in cui la nostra città aveva questo nome?

Risposta: Sulla cartolina é scritto: Castellamare (con una “m”) d’Italia.
Riporterò, ora, quello che ho scritto in proposito nel mio libro “I luoghi della memoria”:
E’ dell’anno 1085[1] (e non 1086, come riporta tutta la letteratura locale, e non solo locale) il primo documento che parla di Castello da mare. Successivamente compare la forma Castrum maris de Surrento[2] ed infine Castrum maris de Stabia, anche nella variante Castrummaris de Stabia.[3] Quindi dal sec. XIII e fino al sec. XVIII si ha Castrummaris de Stabia e Castel­lammare di Stabia. Nel secolo successivo nei documenti troviamo soltanto Castellammare e dal periodo francese (1806‑1815) Castellamare con una “m”.[4]
Sennonché con Delibera Consiliare del 4 novembre 1862, “considerando che questo Comune ha origine dall’antica Città di Stabia” si chiese al re il cambiamento in Castellammare di Stabia; ma il Decreto Reale del 22.1.1863 n. 1140, per un errore materiale, approvò il nome di Castellamare di Stabia con una sola “m”. E bisogna giungere al 1912 (Delib. Cons. Comun. del 31 maggio) per riottenere Castellammare di Stabia, con due “m” questa volta.[5]
Dopo pochi anni, però, nel 1922 (Delib. Cons. Comun. del 16 dicembre) il Comune pensò di mutare il nome in Stabia; si decise si sottoporre la questione a referendum popolare consultivo, cosa che “regolarmente” non avvenne.
Nel 1935 la Società “Dante Alighieri”, con un’arruffata relazione (…secondo le direttive del Duce…; …nell’interesse della diffusione della lingua nazionale…) fece propria la proposta del 1922, ma una nota riservata della Prefettura di Napoli, del 3.11.1937, (… per non sollevare vespai, viste le differenti opinioni etc. si prega non farne più niente …) bloccò ogni iniziativa. Un tentativo, senza esito, fu fatto anche nel 1961.[6] Come si vede, una storia molto tormentata.
Un’altra curiosità: nella foto si vede, sulla destra, lo Yacht Reale e, sul fondo, la squadra navale, forse italiana. Evidentemente la foto fu scattata in occasione di un varo. Cordiali saluti. D’Angelo.

Note:
[1] Il prof. Catello Salvati, studiando il documento edito da FILANGIERI RICCARDO, Codice Diplomatico Amalfitano, Napoli, 1917-Trani, 1951, pp. 128-8, e da questi attribuito all’anno 1086, si avvide che non vi era la dovuta corrispondenza tra giorno mese ed anno con l’indizione. Difatti il documento è datato 15 novembre 1086 9a indizione; mentre la nona indizione inizia il 1 settembre del 1085 e termina il 31 agosto del 1086. E’ evidente, quindi, che l’atto va retrodatato e collocato al 15 novembre dell’anno 1085.
[2] Fascicolo Angioino 92, fol. 8: in inquisitione facta castrorum imperialium tempore Frederici II in castris Principatus (…) Castrum maris de Surrento et castrum Scafati possunt reparari (…); (Traduz. “Nell’inventario dei castelli imperiali, all’epoca del re Federico II di Svevia dei castelli del Princi­pato, [vi sono] il Castello a Mare di Sorrento e quello di Scafati che devono essere riparati”) Registro Angioino 1274, B, n. 149, fol. 256v: pro raparatione Castri ad mare de Surrento, 21 Julij 1275.
[3] Registri Angioini, passim.
[4] ASC, passim.
[5] ASC, Registro delibere Consiglio, anno 1862 e 1863; ASC, Busta 305, inc. 13, doc. 1.
[6] ASC, Fascc. vari, in part. Busta 305.13.1‑2; Busta 305.13.3.


sabato, 13 ottobre 2007

Domanda: La foto allegata è stata scattata a Piazza Municipio nel 1948, secondo quanto afferma chi me l’ha regalata, è possibile capire in quale occasione?

13 ottobre 2007 - Piazza Municipio 1948

13 ottobre 2007 – Piazza Municipio 1948

Risposta: Per quanto riguarda la foto di Piazza Municipio é quasi impossibile capire in che occasione sia stata scattata. Dato l’anno, 1948, si può solo ipotizzare che, poiché il 1 gennaio 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione repubblicana, vi sia stata una pubblica manifestazione per festeggiare l’avvenimento. D’altronde io faccio lo storico, non il chiromante. Se non vi sono, oltre alla foto, altri elementi di supporto, é impossibile capire di cosa si tratti. Cordialità, D’Angelo.


sabato 13 ottobre 2007

Domanda: In una nota cartolina di Castellammare veduta dal Castello è visibile una squadra di navi nel nostro porto; si tratta della squadra italiana della marina o di quella inglese e se inglese, cosa ci faceva a Castellammare? Anticipatamente ringrazio. Giuseppe Zingone.

Risposta: Io so questo: nel 1880 fu varata a Castellammare la nave “Italia” alla presenza di re Umberto I. Erano presenti al varo: la squadra navale inglese e quella italiana. Comunque in occasione di vari importanti alla presenza del Re, spesso era presente la squadra italiana. La presenza di squadre navali in rada é da collegare sempre con vari importanti di navi da guerra. Questo so. Per quanto riguarda in particolare la foto, poiché non é certa la data in cui é stata scattata, é impossibile accertare se si tratti della squadra navale italiana o inglese. Cordialità, prof. D’Angelo.


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Note biografiche del prof. Giuseppe D’Angelo:

  1. Nato a Castellammare di Stabia (NA) il 21 gennaio 1943, conseguiva nel 1961 la Maturità presso il locale Liceo Classico Plinio Seniore. Si laureava, quindi, in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli il 6 dicembre 1966. Soddisfaceva gli obblighi di leva militare nell’Esercito, partecipando al 60° corso Allievi Ufficiali di Complemento (Fanteria) ad Ascoli Piceno negli anni 1970-71.

    Professore di ruolo per l’insegnamento di Materie Giuridiche ed Economiche negli Istituti di Scuole Medie Superiori Statali, è stato Direttore della Sede Coordinata dell’Istituto Professionale di Stato per le Attività Commerciali e Turistiche Augusto Graziani di Castellammare di Stabia per dieci anni.
    Dal 1982 al 1989 è stato membro della Commissione Beni Ambientali al Comune di Castellammare e per dodici anni, dal 1977 al 1988, è stato Giudice Conciliatore presso la Pretura di Castellammare. E’ stato, inoltre, Presidente del Circolo Nautico Stabia dal 1989 al 1992.
    E’ stato Assessore Esterno alla Trasparenza e al Bilancio del Comune di Castellammare di Stabia dal 29.1.1993 al Febbraio 1994.
    E’ iscritto all’Albo degli Avvocati del Tribunale di Torre Annunziata e, con Decreto del Ministro della Giustizia del 12 luglio 2001, è stato nominato Giudice di Pace.
    Da anni si interessa della tutela del patrimonio storico e culturale locale. Ha infatti il merito di aver costituito e poi avviato il riordino dell’Archivio Storico «Catello Salvati» del Comune di Castellammare di Stabia di cui è Soprintendente Archivistico Onorario dal 1979.
    Iscritto da vent’anni alla Società Napoletana di Storia Patria, socio dell’Archeoclub Stabiese e del Comitato «L. D’Orsi» per gli Scavi di Stabiae, è stato tra i fondatori della rivista Cultura e Territorio, rivista del Distretto Scolastico 38, presidente dell’Associazione Stabiana di Storia Arte e Cultura, socio del Centro di Cultura e Storia Amalfitana e Caporedattore della neonata rivista Cultura & Società.
    E’ sposato, ha due figlie e due splendidi nipotini: Emanuela ed Alessandro.

    E’, inoltre, autore di apprezzati saggi storici, tra cui:
    Le delibere dell’Universitas di Castellammare di Stabia 1513-1550 (1982),
    Le vicende dell’Archivio Storico Comunale di Castellammare di Stabia (1984), Ricordando Giuseppe Cosenza (1985),
    Le acque minerali di Castellammare nella letteratura (1986),
    La toponomastica cittadina nel quadro delle fonti storiche (1988),
    I luoghi della memoria (1990 1a ediz. e 1994 2a ediz.),
    La vita e il culto di San Catello (1991),
    Circolo Nautico Stabia 1921-1996 (1996),
    Collegio e Chiesa del Gesù (1997),
    Il Duomo di Castellammare di Stabia (1998),
    Le fonti letterarie romane per la storia di Stabiae (1999),
    La Castellammare Borbonica 1734-1860 (1999 e 2002),
    Le fonti letterarie romane per la storia di Stabiae (1999),
    Le strade di Castellammare di Stabia. I luoghi, i personaggi, le storie (2000),
    La chiesa del Gesù e la Missione del 1649 in Castellammare di Stabia, (2001), Appunti storici sul Palazzo Reale di Quisisana (2002),
    Una fonte inedita per lo studio della penisola sorrentina. I Magni Sigilli della Regia Camera della Sommaria 1452-1516 (2002),
    Castellammare di Stabia la città delle acque (2002),
    Castellammare di Stabia nella letteratura internazionale (2002),
    Le fonti letterarie classiche per la storia di Stabiae, in «Stabiae: Storia e Architettura. 250° Anniversario degli Scavi di Stabiae 1749-1999» Convegno Internazionale. Castellammare di Stabia 25-27 Marzo 2000, a cura di G. Bonifacio e Anna Maria Sodo, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza Archeologica di Pompei, Roma, L’Erma di Bretschneider (2002),
    I Ragazzi del ’99. Gli stabiesi alla Grande Guerra, (2006),
    La costruzione della Torre Alfonsina in Castellammare di Stabia 1451-1453 (2007).

    ed è coautore di:
    L’Archivio Storico Comunale (1982),
    Venti anni di vita stabiese 1918-1938 (1982),
    La Città verso l’unificazione nazionale (1983),
    Gran Caffè Napoli. Un caffè e la sua città: cronache e costumi dal 1850 (1987), Stabia e San Catello al VI secolo (1995),
    Le fonti bibliografiche per la storia di Castellammare di Stabia (1996), Castellammare di Stabia luogo d’arte cultura tradizioni (1997),
    Luigi Denza. Il genio di Funiculì Funiculà (2001),
    Castellammare di Stabia. Archivi e Biblioteche (2002).

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