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Lo storico risponde

Lo storico risponde
( in memoria del prof. Giuseppe D’Angelo )

Per dare giusta e doverosa continuazione ad una rubrica cardine di LR, che si è pregiata per lunghi anni dell’importante collaborazione del compianto prof. Giuseppe D’Angelo (nella certezza che così anche lui avrebbe voluto), la redazione, in punta di piedi, tenterà di dare risposta ad eventuali quesiti di pertinenza storica (inerenti la città di Castellammare di Stabia).

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Certo che la presente iniziativa possa risultare utile ai tantissimi cultori, agli studiosi e agli innumerevoli appassionati di storia locale, “Libero Ricercatore” resta in attesa di eventuali domande a carattere storico, cui rispondere.

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Info & Contatti:
Sottoponi un quesito all’esperto di redazione: liberoricercatore@email.it

.Avvertenze: al fine di dare spazio a tutti e di non abusare della disponibilità,
i richiedenti sono invitati a porre quesiti specifici e a restringere il tema della domanda.


sabato 8 giugno 2019

Domanda: Complimenti per il sito, “semplicemente”  eccezionale. Il quesito che le pongo riguarda il toponimo Ponte Persica. Da dove viene? Perché questo luogo si chiama cosi? Grazie infinite per la sua risposta. Maria Longobardi.

Risposta: Carissima Maria, innanzitutto grazie per i complimenti (sempre ben graditi). Andando al dunque su notizie afferenti la località Ponte della Persica, diremo sin da subito che ci troviamo davanti ad un antichissimo toponimo risalente al sec. XIII. Vi è infatti, notizia (tratta da: R. Filangieri, I Registri della Cancelleria Angioini Ricostruiti, vol. VI, Napoli 1970 (ristampa), p.138) che nel mese di luglio dell’anno 1271, vi fu una lite sorta tra Mazziotto Vaccaro e tale Iacobo de Sancto Marco, entrambi stabiesi, ai quali la Regia Corte aveva locato la Bagliva della Dogana e Fondaco di Castellammare di Stabia, contro il nobile Signore Radulfo de Suessione, conte di Loreto e Signore di Scafati (ossia feudatario di Scafati), il quale affermava che i territori del Ponte della Persica e della Marina (territorio detto anche della Matina locato un po’ più a nord), appartenevano al territorio di Scafati. E ciò al solo scopo di non pagare i diritti di Dogana. Con ogni probabilità il toponimo ebbe origine per la presenza in zona di numerosi alberi di pesca, in dialetto napoletano: persica.

Note: notizie tratte da: “Le strade di Castellammare di Stabia i luoghi, i personaggi, le storie”, di Giuseppe D’Angelo. Nicola Longobardi editore, anno 2000. Pag. 105.

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