Archivi tag: officine di posta

Rege Poste sotto al palazzo Cardone

Le sedi delle principali officine di posta a Castellammare di Stabia nell’Ottocento

articolo di Gelda Vollono & Lino Di Capua

Alla memoria del compianto prof. Michele Naclerio,
appassionato cultore e studioso di storia postale prefilatelica
del distretto di Castellammare e dei circondari della provincia di Napoli.

In un’epoca dominata dal telefono e da internet mandare e ricevere un messaggio è una cosa non solo comune e alla portata di tutti ma soprattutto immediata, tanto che fa quasi sorridere, perché antiquato e non al passo coi tempi, pensare di affidarlo ad un foglio di carta da piegare, affrancare ed imbustare. Tuttavia solo in un passato relativamente remoto era una rarità. Infatti perché un messaggio scritto possa esistere debbono sussistere diverse condizioni che nel corso dei secoli si sono sviluppate in maniera graduale.  Il primo requisito è che devono essere in molti a saper scrivere e leggere, cosa che per molti paesi europei si è verificato all’inizio del secolo scorso. Se poi guardiamo al nostro paese ed in particolare alle regioni del sud possiamo senz’altro affermare che fino agli anni ’40 del ‘900 la maggioranza della popolazione  era del tutto analfabeta, tanto che quello dello scrivano era un vero e proprio mestiere:

Lo scrivano

Fig.1 Lo scrivano. Immagine tratta da Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti di Francesco de BOURCARD

la celebre scena di Totò nella parte dello scrivano che riceve un cliente nel film “Miseria e nobiltà” fotografa in maniera crudele ma reale la situazione culturale della Napoli di fine ottocento, rimasta ahimè attuale fin quasi alla prima metà del ‘900. Secondo presupposto è che ci debba essere una distanza tra i due interlocutori tale da giustificare l’invio di una lettera, cosa che si verifica dopo l’unità d’Italia quando la mancanza di lavoro nelle campagne spinge intere popolazioni a cercare lavoro nel nord Europa o addirittura oltre oceano. Continua a leggere