La Befana
di Giuseppe Zingone

La Befana, Cartolina indirizzata a Francesco Greco, anno 1966, su gentile concessione di Massimiliano Greco
Non amo il capodanno, m’infastidisce il dover attendere la mezzanotte chiassosa, per non parlare della guerra che si scatena prima, durante e dopo, il rintocco ultimo e lo scandire dei secondi dell’anno nuovo.
“Nun me piace!”, avrebbe detto Tommasino, poiché una volta l’anno, contro la mia volontà, l’odore di zolfo dei botti mi arrecano danno ai polmoni ed in quanto asmatico neanche del brindisi con i parenti ho mai potuto godere. A volte per premura i miei genitori mi mettevano un foulard su naso e bocca (per proteggermi dalle esalazioni) e mi sembrava quasi normale apparire come un bandito dei film del vecchio West.
Amo, invece, il Natale perché SACRO, è il momento in cui, unica storia al mondo, un Dio Onnipotente decide di “divenire” ed abbracciare nella nostra carne, divenuta anche Sua, l’umanità intera. Natale è per me sentimento, famiglia, amicizia, odori e sapori ma soprattutto è il presepe, (che tutti questi elementi incorpora) primo tra tutti quello realizzato da mia madre con quella pazienza che l’ha sempre contraddistinta, poi quello oramai divenuto “stabile Stabiano”, lo stesso che continuo a portare nei miei ricordi e che ruba spazio e palcoscenico all’anno nuovo “Ca’ proprio nun me piace!”.
L’Epifania è il momento in cui Cristo bambino diventa star del mondo, dopo aver vinto il primo premio, nella terra natía di Giuseppe, (Betlemme, la casa del pane). Sbaglia chi crede che il Signore mostrò sé stesso ai pagani solo dopo che gli israeliti l’avevano rifiutato. Fu prima, fu tanto tempo prima quando gli occhi di Gaspare, Melchiorre e Baldassare si posarono sul quel bambino tra le tenere braccia di Maria, fu lì che Gesù si “manifestó” al mondo. Continua a leggere

