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La Casa Littoria di Castellammare

Storia e Ricerche

La Casa Littoria di Cesare Valle

architettura razionalista a Castellammare di Stabia

articolo di Lino Di Capua e Gelda Vollono

Casa Littoria di Castellammare: meglio conosciuta come Palazzo del Fascio

Casa Littoria di Castellammare: per voce pubblica conosciuta come Casa o Palazzo del Fascio

Presentazione

Questo nuovo lavoro segue il filone di quelli che lo hanno preceduto: ridare un’identità a personaggi, vicende, luoghi e quant’altro che, relegati nei meandri della misconoscenza, sono diventati negli anni per noi studiosi non un compito ma una vera e propria missione.

Tuttavia, mentre per la maggior parte di quanto già pubblicato, si andava a riportare alla memoria dei posteri ciò che aveva subito profonde modificazioni nel corso degli anni (come avvenuto per il Casamento dello Stallone) oppure non esisteva più, in questo si è partiti da una prospettiva diversa: ricostruire il passato di qualcosa, ancora esistente e quotidianamente sotto gli occhi di tutti, ma di cui nessuno conosce la storia.

Sappiamo che nel ventennio fascista in Italia e nelle terre d’oltremare si è costruito molto con uno stile che va sotto il nome di architettura razionalista.

In particolare, seguendo questo nuovo stile, due le tipologie di palazzi che, in numero impressionante, in brevissimo tempo si edificarono: La Casa del Fascio e la Casa Balilla (poi Casa G.I.L.), entrambi rispondenti a determinati canoni architettonici perché rappresentativi del potere e genericamente citate come Case Littoria.

La Casa del Fascio nasceva per dare una sede stabile, così come in tutte le città italiane e in quelle delle Terre d’Oltremare, al partito politico fascista che andava affermandosi dalla seconda metà degli anni ’20 del novecento, accoglieva gli uffici amministrativi e, cosa non trascurabile, doveva disporre di un “palcoscenico” dal quale poter fare proclami, dibattiti vari e propaganda.

La Casa del Balilla era la sede locale dell’Opera Nazionale Balilla (ONB), poi diventata Gioventù Italiana Littoria, la cui funzione principale era quella di  educare e inquadrare militarmente i giovani dai 6 ai 21 anni. Questi edifici ospitavano attività ginniche, culturali e di indottrinamento politico, diventando centri nevralgici per la fascistizzazione della gioventù italiana.

Sul lungomare di Castellammare tra tanti palazzi ce n’è uno che campeggia su tutti per la sua altezza e che, sebbene in grave stato di degrado, si differenzia dagli altri per la sua particolare linea architettonica: La Casa del Fascio.

Perciò il protagonista assoluto di questo lavoro è il Monumento che erroneamente è passato alla storia come “Casa del Fascio”, e del quale, tralasciando gli elementi strutturali, si sono poste al centro della ricerca la storia e la continua evoluzione subita nel corso dei decenni fino ad oggi. Continua a leggere

Palazzo del Fascio

Palazzo del Fascio
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )

Al posto dell’attuale Palazzo del Fascio vi esisteva un antico spiazzo, da sempre chiamato Ponticello. Senonché, nel 1909, l’avv. Giuseppe de Rosa fece richiesta al Comune di censirgli tale suolo per costruire il proprio villino.

Piazza Nino Bixio

Piazza Nino Bixio (rarissima immagine d’epoca – coll. privata)

Questa circostanza fece riflettere il Comune che, nello stesso anno, decise di trasformare la piazzetta – nel frattempo ribattezzata Nino Bixio – in un giardino, con ringhiera in ferro.

Ma inopinatamente, negli anni ’40 del ‘900, la piazzetta fu definitivamente occupata dalla severa e stereotipa Casa del Fascio.

Al termine del periodo fascista e quindi in tempi a noi più vicini, il palazzo, fu dapprima sede della biblioteca Comunale per poi essere occupato per numerosi anni da alcune famiglie terremotate senza tetto che lo presero a ricovero. Continua a leggere