Francesco Esposito (Ciccio)

Francesco Esposito (Ciccio)

a cura di Giuseppe Zingone

Francesco Esposito, riceve il collare D’oro 2019

Nella giornata di ieri 16 Dicembre 2019, Francesco Esposito insieme ad un numero considerevole di atleti giovani e meno giovani ha ricevuto dalle mani del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte il collare d’oro del Coni, nella categoria campioni del mondo prima del 1995.

All’atto della presentazione, di Ciccio Esposito, il conduttore Andrea Fusco, ha sottolineato che il nostro campione del mondo durante le Olimpiadi di Atlanta del 1996 fu premiato come migliore atleta dei giochi olimpici nella categoria pesi leggeri. Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha invitato, oltre Giuseppe Conte, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti ed il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

La cerimonia si è svolta nella Palestra Monumentale del Foro Italico in Roma. Il collare d’oro è la massima onorificenza del Comitato olimpico nazionale italiano, viene conferito ad atleti che hanno ottenuto, risultati o titoli nelle varie discipline in prove olimpiche o campionati del mondo. Ma anche a dirigenti sportivi che hanno onorato lo sport per oltre quarant’anni, ed alle società sportive attive da almeno cento anni e con all’attivo una stella d’oro al merito sportivo.

Articolo aggiornato il 16 Dicembre 2019

Ciccio1

Ciccio Esposito

Chi ha avuto l’onore di conoscere Ciccio Esposito, sa di trovarsi di fronte ad un uomo modesto, caparbio, tenace, che ha fatto del canottaggio la sua ragione di vita; quando sono andato da lui per porgli delle domande ho trovato un uomo pacato, riflessivo votato al canottaggio anima e corpo. Ciccio, ancor oggi si allena ed allena la Canottieri Irno di Salerno, il suo cuore porta incisa la sigla  C. N. S. (Circolo Nautico Stabia). La tecnica acquisita, la sua straordinaria vogata fa di lui il prototipo del canottiere italiano, una mirabile icona dello sport. Francesco Esposito nasce a Castellammare di Stabia, il 4 marzo del 1955.

Ciccio2

Ciccio Esposito

 

Titoli Mondiali di Canottaggio:

1980 Hazewinkel (Belgio) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

1981 Monaco (Germania) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

1982 Lucerna (Svizzera) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

1983 Duisburg (Germania) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

1984 Montreal (Canada) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

1988 Milano (Italia) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

1990 Tasmania (Australia) 1° Classificato, imbarcazione Quattro di coppia

1992 Montreal (Canada) 1° Classificato, imbarcazione Quattro di coppia

1994 Indianapolis (USA) 1° Classificato, imbarcazione Doppio

Altri piazzamenti mondiali:

1985 Hazewinkel (Belgio) 2° Classificato, imbarcazione Doppio

1993 Brno (Cecoslovacchia) 3° Classificato, imbarcazione Doppio

Olimpiadi:

Los Angeles (USA) 5° Classificato, imbarcazione Doppio Seniores

Titoli di Campione d’Italia:

Ben 15 volte Campione d’Italia da 1976 al 1995

Medaglia d’Oro al valore Atletico:

negli anni 1981, 1992, 1994

Premio alla Carriera Fisa (Federazione Internazionale di Canottaggio):

“The Thomas Keller Medal for an outsandin career in rowing”,
anno 1996 in occasione delle Olimpiadi di Atlanta (1).

Guinness World Records:

Anno 2004 per il Canottaggio (maggior numero di titoli mondiali);

Anno 2005 Canottaggio (miglior tempo 4° di Coppia realizzato nel 1992 a Montreal

 

Altre onorificenze:

Dal 1976 al 1995 numerose affermazioni in gare internazionali;

Anno 2004 Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana;

Il 12 Dicembre 2005 riceve il distintivo d’oro per Benemerenze-Sportive Coni Salerno.

dedica

La dedica di Ciccio Esposito, straordinario indimenticato campione

* * *

(1) Riportiamo integralmente il testo inglese e la traduzione della motivazione che ha accompagnato la “Thomas Keller Medal” attribuita a Francesco Esposito nel 1996, ricordando che è stato il primo canottiere italiano a ricevere l’ambita medaglia, a coronamento di una carriera esemplare.

Francesco Esposito Thomas Keller Medal Written by Martin Cross 2004

Quando la gente chiede: “Chi è che ha iniziato la grande rinascita del canottaggio italiano?” E’ possibile che ritornino alla mente i due più famosi fratelli italiani, Carmine e Giuseppe Abbagnale. Ma Francesco Esposito era lì prima di loro.
Francesco vinse la sua prima medaglia d’Oro nel 1980, l’inizio di una lunga e ininterrotta serie di trionfi italiani. Il piccolo vogatore stabiese fu presente in quello che fu il periodo magico degli Azzurri. Infatti, Francesco in quattordici anni conquistò nove medaglie d’Oro, una d’Argento e una di Bronzo. Nello stesso periodo equipaggi italiani vinsero medaglie d’Oro ogni anno. E’ ammirevole per un uomo che ha speso una lunga parte della sua vita, all’ombra di Giuseppe e Carmine Abbagnale, di ricevere la medaglia Thomas Keller un anno prima di essi, e ancor di più di riceverla sul podio dei vincitori al lago Lanier durante le Olimpiadi di Atlanta (Georgia – U.S.A.): questo significa che lui era lì per incoraggiare e spronare Agostino il terzo degli Abbagnale, che in quell’anno vinse un’altra medaglia d’Oro per il Canottaggio italiano.
Essere presente significava molto per Francesco. Come gli Abbagnale egli veniva da Napoli (provincia), nel Sud Italia. Quando il Canottaggio, iniziò i primi passi, era quasi esclusivamente praticato nel Nord Italia, ma Francesco dimostrò che la gente del Sud poteva competere alla pari. Una grande testimonianza di chi proveniva da una famiglia molto povera. Francesco appariva una persona comune, ma internamente era determinato a dimostrare al mondo intero di cosa era capace. Forse questa era la ragione per cui si prefiggeva traguardi impossibili. Giovanni Postiglione ricorda: “Franco si propose come competitore agli allenamenti effettuati dagli Abbagnale, era sempre lì in competizione con loro in una imbarcazione singola, e dovete sapere che malgrado la sua statura, questo piccolo uomo ha sempre creduto di essere più forte di loro”. Questa determinazione diede i suoi frutti, ma per un lungo periodo egli non riuscì ad entrare nella squadra nazionale. Finalmente il suo allenatore convinse La Mura a rivolgere la sua attenzione su questo giovane leone del Circolo Nautico Stabia. Con un po’ di aiuto da parte di Thor Nilsen, nacque l’armo Esposito – Verroca, dal 1980 al 1984, vinsero 5 medaglie d’Oro nel “Doppio” pesi leggeri. Francesco fu nuovamente sul podio nel 1988, questa volta con un altro compagno, Enrico Gandola. E ai Campionati di Milano, ebbe una delle sue migliori e più veloci gare, conquistando la sua sesta medaglia d’Oro. A questo punto l’attitudine di Francesco cominciò ad influenzare anche gli altri membri della Nazionale italiana di canottaggio. Uno di essi ricorda: “Francesco era lì con i nuovi “pesi leggeri” per spronarli a sviluppare la forza di carattere e la grinta necessaria per vincere, un requisito che lui già aveva”. Quel lavoro diede i suoi frutti, quando Francesco prese parte al “Quattro di coppia” che vinse medaglie d’Oro nel ’90 e nel ’92.
Vinse la sua ultima medaglia d’Oro nel ’94, nel “Doppio”, l’imbarcazione che lui preferiva. Non solo, ma la vinse con il suo terzo compagno: Michelangelo Crispi. Francesco in quell’occasione fu osservato da Thor Nilsen, un uomo che nella sua vita, aveva visto tanti vogatori eccezionali. Ma di Francesco lui disse: “Era alto 1.68m, ma remava come un uomo di due metri”. E’ quindi giusto che questo gigante del canottaggio italiano, diventasse il primo “peso leggero” a vincere la medaglia Thomas Keller.

La traduzione di questo testo è opera del carissimo Frank Avallone (stabiese emigrato in Florida), che estremamente compiaciuto e colpito dalla straordinaria carriera sportiva di Ciccio Esposito (Campione, conosciuto solo ora, grazie al nostro sito), a nome di tutti gli emigrati italiani sparsi per il mondo, ringrazia di cuore Ciccio e ci tiene a far sapere di essere orgoglioso di poter condividere con lui le origini stabiesi.

Testo originale:
When people ask: ‘Who was it that started the great renaissance of Italian rowing?’ the chances are your mind may go back to Italy’s most famous brothers, Carmine and Giuseppe Abbagnale. But it was Francesco Esposito who was there before them.
Francesco’s first Gold in 1980 was the start in a long line of Italian triumphs that have never abated. And the little sculler from Stabia was there throughout what was to be a magical era for the Azzuri. In fact, Francesco’s nine Golds, together with single Silver and Bronze medals were won over the next fourteen years. Italian crews won Gold in every year save one during that period. And it was fitting that a man who was to spend much of his life in the shadow of Giuseppe and Carmine was to receive the Thomas Keller medal a year before them. More than that, he received it on the medal rostrum at Lake Lanier during the Atlanta Olympics: it meant he was there to cheer on Agostino, a third Abbagnale, who that year was to win yet another sculling Gold for Italy.
Being there would have meant a lot to Francesco. Like the Abbagnales, he was from Napoli, in the south of Italy. When he first started most of Italian rowing was based in the north. But Francesco was to show that southerners could break that mould. It was a great legacy for someone who came from a poor family. Outwardly Francesco was a very simple man, yet underneath, he was determined to show the world what he could do.
Perhaps that’s why he used to set himself impossible tasks. Giovanni Postiglione remembers: “Franco set himself up to be the Abbagnale’s sparring partner. He was always there against them in a single scull. And you know what, despite his size, this little man always thought he was stronger than them”.
That determination was to pay off. But for a long time Francesco could not break into the national team. Then his coach persuaded La Mura to look at this young lion from the Stabia club. With a little help from Thor Nilsen, the partnership of Esposito and Verroca was born: from 1980-1984, they won five straight Golds in lightweight doubles.
Francesco was back on top of the podium in 1988, this time with a different partner, Enrico Gandola. And at the Milan championships, he was to have one of his best and fastest performances, taking his sixth Gold. By that time, Francesco’s attitude was rubbing off on others in the team. And one of them remembers: “Francesco was there with the new lightweights, helping them to develop the strength of character to fight in races, like he could.”
That work paid off, when Francesco moved into the Italian quadruple scull, which won Golds in ’90 and ’92. But he was to win his last Gold in Indianapolis during 1994 and it was in his favourite boat, the double scull. Not only that but it was with a third partner: Michelangelo Crispi.
Francesco was watched there by Thor Nilsen, a man who has seen many special rowers in his time. But of Francesco he was to say: “He was only 1.68m tall but he rowed like a man of two metres.” It was entirely fitting that this giant of Italian rowing should become the first lightweight ever to win the Thomas Keller medal.

Articolo pubblicato il 16 Aprile 2014

 

About 

Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

1 pensiero su “Francesco Esposito (Ciccio)

  1. Catello

    ” ORGOGLIO STABIESE ” Che dire, oltre ad essere stato, ed ancora oggi , un grande atleta , è anche una persona eccezionale, umile e rispettosa, l’unica cosa che mi vien da dire alle istituzioni e a chi governa la nostra citta’ è di organizzare ogni tanto qualche evento per questi grandi campioni , e non dimenticare che hanno con i loro sacrifici, fatto vittorie in tutto il mondo, facendo cosi risaltare il nome della nostra amata Citta’.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *