Ettore Tito

Ettore Catello Tito

brevissima biografia a cura di Maurizio Cuomo

ETTORE CATELLO TITO, nacque a Castellammare il 15 dicembre 1859, dal capitano Ubaldo e Luigia Novella, ma lasciò presto la città per trasferirsi a Venezia, ove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Ispirato alla pittura del Tiepolo, ben presto raggiunse un’ottima fama, esponendo a Parigi, Berlino, Stoccolma. Ebbe il Gran Premio della Biennale di Venezia del 1897 e la Medaglia d’Oro all’esposizione Mondiale di Parigi del 1900.

Ettore Tito

Ettore Tito

L’affinità ideale che lo univa al Tiepolo fece si che fosse affidato a lui l’affresco della volta della chiesa degli Scalzi a Venezia che era stata distrutta nel 1915 da un aereo austriaco. Sue opere si trovano in tutti i musei italiani ed europei. Morì a Venezia nel 1941 all’età di 82 anni.

Castellammare, sua città natale, con delibera Commissariale dell’8 gennaio 1962, gli dedicò la VII Traversa Corso Vittorio Emanuele (spazio antistante alla Banca Stabiese (ex Banca d’Italia), già intitolata Traversa Ferrovia (1° tratto) con Delibera di Giunta del 23 giugno 1880.

Numerosi dipinti di Tito sono conservati in collezioni private, fra le quali la più notabile è la Collezione Antonveneta. Quelli permanentemente esposti in musei includono:

  • La pescheria vecchia a Venezia, (1887), Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma
  • Breezy Day in Venice, (1891), Museum of Fine Arts, Boston
  • Autunno, (1897), Ca’ Pesaro, Galleria internazionale d’arte moderna, Venezia
  • Sulla laguna, (1897), Ca’ Pesaro, Galleria internazionale d’arte moderna, Venezia
  • Chioggia (1898), Museo d’Orsay, Parigi
  • L’onda, (1902), Museo de Arte Italiano, Lima
  • La nascita di Venere, (1903), Ca’ Pesaro, Galleria internazionale d’arte moderna, Venezia
  • Dopo la pioggia a Chioggia, (1905), Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, Piacenza
  • L’amazzone, (1906), Raccolte Frugone, Museo Villa Grimaldi Fassio, Genova
  • Baccanale, (1906), Galleria d’Arte Moderna, Milano
  • Pagine d’amore, (1907), Raccolte Frugone, Museo Villa Grimaldi Fassio, Genova
  • Amore e le Parche, (1909), Galleria d’Arte Moderna, Palermo
  • Il bagno, (1909), Museo d’Orsay, Parigi
  • Le dune, (1909), Galleria d’arte moderna, Firenze
  • La gomena, (1909), Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma
  • Laguna (1910), Raccolte Frugone, Museo Villa Grimaldi Fassio, Genova
  • Oxen Plowing, (1911), Brooklyn Museum, New York
  • Le ninfe, (1911), Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, Piacenza
  • Autunno, (1914), Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma
  • Autoritratto, (1919), Galleria degli Uffizi, Firenze
  • L’aria e l’acqua, (1922), Art Gallery of New South Wales, Sydney
  • Ritratto della Marchesa Malacrida (1926) Ca’ Pesaro, Galleria internazionale d’arte moderna, Venezia

Notizie tratte da:

“Le strade di Castellammare di Stabia, i luoghi, i personaggi, le storie”, di Giuseppe D’Angelo. Anno 2000, p. 138.

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Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
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