Stemma Principato di Citra tratto da Enrico Bacco

Castellammare nel Principato di Citra

Castellammare nel Principato di Citra

di Giuseppe Zingone

La cartina che si può vedere (in basso) riprende il principato di Citra, all’incirca alla fine del milleseicento, si tratta di una stampa tratta da: Il Regno di Napoli in prospettiva, di Giovan Battista Pacichelli, opera in stampa datata 1703.

Principato di Citra, Giovanni Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, stampata nel 1703

Principato di Citra, Giovanni Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, stampata nel 1703

Da pagina 168, l’argomento trattato è: Della Picenza, O Citerior Principato, Seconda Provincia del Regno e nelle successive (pagina 170-171) vengono enumerate le città del Principato citeriore il quale: “Comprende appunto diciotto Città, delle quali Salerno, ed Amalfi posseggon la prerogativa del Pallio Arcivescovale. Della Mitra di Vescovo sono le altre adornate, cioè a dire, Acerno, Campagna, Capaccio, Capri, Cangiano, Castell’ à Mare di Stabia, Castell’à Mare della Bruca, la Cava, Lettere, Minori, Marsico nuovo, Nocera, Policaſtro, Ravello, Sarno, e Scala. Vi si aggiongono cenciguanta Terre, e Casali difficili à numerarsi, molto vicini, e quasi frà lor connessi, in modo che rassembrano un’altro Cairo, ò Babilonia Città di ambito immenso. L’Isole di Capri, e Sirenussa volgarmente le Sirene si abbracciano in questa circonferenza provinciale, e così le picciole, ma di antico grido Leucotia, & Enotria.

Soggiorna il Preside, col Tribunale della Regale Udienza in Salerno, composto di quello, di trè Auditori, e del quarto per Capo di Ruota, del Fiscale, del Segretario, & altri, col Trombetta, e invece de’ dodici Alabardieri, della squadra accresciuta del soldati , i quali per la sospettion dell’aria non in tutto purgata nella State, ascendon poco discosto alla vaga, e migliore stanza di Vietri. Da questo Uditorio si provoca in Napoli alla Gran Corte della Vicaria. Havvi domicilio anche il Percettore, che per la Maestà del Rè esigge. Guardansi da cento Torri,1 e dal forte Castello di questa Metropoli i tre Golfi, di Pesti, Eleate, e Lao frà Promontorj di Atene, Pesti, e Palinuro: sendo anche da altretanti Fiumi irrigati i suoi campi, dal Sarno, Silari ò Selo, e Tanagro ò Negro. In tre Monti anche s’inalza per l’osservatione del Cluverio, Lattario, Alberno, e Calamatio . Il suo simbolo è la Bussola Marinesca, già rinvenuta da gli Amalfitani. I suoi habitanti han concetto di acutezza d’Ingegno, massimamente per l’Economia, e publica Negotiatione: e capacissimi di approfittarsi nelle Lettere, e negli Esercizi militari”.

Un breve resoconto sulla città di Castellammare, viene fatto dal Pacichelli nelle pagine 185 e 186.

Dal testo di Giuseppe Maria Alfano: Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici provincie; abbiamo una descrizione storica sull’origine delle suddivisioni del Regno di Napoli sin dal tempo dei Romani. “Volendo l’Imperadore Augusto dividere le Regioni conquistate dalla Republica Romana, ridusse quelle del Regno di Napoli, in cinque sole. La prima conteneva il Lazio, e la Campagna: La seconda i Picentini; La terza i Lucani, ed i Bruzj; La quarta il Salentino, e Puglia, E la quinta i Frentani, Peligni, Marzi, Vestini, e Precuntini – Coll’andar del tempo per le varie traversie de Popoli, e Domini furono le medesime divise, e suddivise in Dinastie, Ducee, Principati, Contadi, ed altro; E finalmente dal Rè Alfonso si stabilirono per il Regno dodici Questori, o siano Tesorieri per riscuotere le Regie rendite, e così in appresso rimasero col titolo di Provincie denominate: Campagna felice, volgarmente detta Terra di Lavoro, la di cui Capitale descrivesi Napoli: Principato Citra, Salerno: Principato Ultra, Benevento: Basilicata, Acerenza: Calabria Citra, Cosenza: Calabria Ultra, Santa Severina: Terra d’ Otranto, Otranto: Terra di Bari, Bari: Capitanata, o sia Puglia, Manfredonia: Contado di Molise, Molise: Apruzzo Citeriore, Lanciano; ed Apruzzo Ulteriore, Aquila; E perchè molti Tribunali, che risiedevano in quelle Metropoli si trasferirono di tratto in tratto in altre Città, anno esse acquistato il nome di Capitali della Provincia, come in Principato Ultra passò il Tribunale da Benevento in Monte fusco: In Basilicata da Acerenza in Matera: In Calabria Ultra da Santa Severina in Catanzaro : In Terra d’Otranto , da Otranto in Lecce: In Terra di Bari, da Bari in Trani: In Capitanata da Manfredonia in Lucera; ed in Apruzzo Citeriore da Lanciano in Chieti. Confrontando poi queste nuove Provincie con quelle antiche Regioni di sopra descritte, ritroviamo, che la Provincia di Terra di Lavoro comprende il Lazio nuovo“.2

Molto più interessante è invece il libro dalle cui pagine abbiamo estrapolato lo stemma sottostante del Principato di Citra, Enrico Bacco,3 Il Regno di Napoli diviso in dodici Provincie, Napoli 1608.

Stemma Principato di Citra tratto da Enrico Bacco

Stemma Principato di Citra tratto da Enrico Bacco, 1608

Le Torri enumerate dal Pacichelli per il Principato Citra sono 100 nel 1703, ma abbiamo un elenco delle Torri che guardano il mare anche in questo libro di Enrico Bacco, che ne enumera 69.  Giuseppe Maria Alfano ci conferma che le ulteriori 31 Torri, prese in esame dal Pacichelli,4 sono state costruite per affrontare in maniera più sistematica e capillare, la minaccia piratesca musulmana, che sarà debellata molto più tardi, nel XIX secolo, e naturalmente anche per meglio difendersi dai nemici del Regno di Napoli.5

Per quel che concerne Castellammare si fa riferimento solo alla Torre di Revigliano, non si parla assolutamente di una torre Alfonsina, (1451-1452 circa), che però il Pacichelli, in una delle sue stampe ci mostra ben delineata prospiciente il mare, con il camminamento coperto del muro che la congiungeva al Castello. Naturalmente Enrico Bacco non può essere a conoscenza neanche della Torre di Portocarello costruita solamente più tardi nel 1635.6

Riportiamo qui l’elenco di torri così come riportate nella volume di Enrico Bacco, per facilitarne la lettura, e non dilungarci in un enorme elenco le abbiamo raccolte in una immagine che qui poniamo:

Torri e Fortificazioni, tratte da: Enrico Bacco, Il Regno di Napoli diviso in dodici provincie

Torri e Fortificazioni, da: Enrico Bacco, Il Regno di Napoli diviso in dodici provincie, Napoli 1608, pag. 24 e 25.

Viaggiare per mare a ridosso della costa della nostra terra, è meraviglioso. Il mare è il protagonista di questo incanto. I nostri avi ben adattarono le proprie necessità al territorio in cui vivevano senza violentarlo. Osservare l’aspro paesaggio della costa, ammirare le terre e i paesi, scrutare le antiche Torri su aspri pendii o nei porti, dà l’idea della grandezza della nostra gente: questi stupendi ed incredibili manufatti sono oggi i silenziosi testimoni, di un passato che ci scivola dalle mani.

Ho inserito qui diversi scatti fotografici di una passeggiata via mare da Castellammare ad Amalfi, (ed altri scatti) la prima delle foto è lo Scoglio di Rovigliano, per le altre Torri di Castellammare, invitiamo a leggere: La Torre Alfonsina.

Buona Visione

Articolo terminato, nell’Ottobre 2018.


Note

  1. Così scrive Giuseppe Maria Alfano: “Principato Citra, o Salerno, e di là Principato Ultra, o Benevento. Questa Provincia, che anticamente alla Lucania apparteneva confina colla Basilicata all’Oriente, col mar Tirreno a Mezzogiorno, con Principato Ultra a Settentrione, e con Terra di Lavoro all’Occaso. Il suo clima in buona parte anche dolce, e temperato, concede lunga vita a suoi Abitatori. Contiene nel giro 89. Torri maritime per la difesa da Corsari; e per insegna della sua Impresa fa una bussola nautica colla calamita nel mezzo, una stella polare al di sopra, e quattro angoli, che significano i quattro venti maestri; alludendo alla città d’Amalfi di sua pertinenza, in dove fu iventata la bussola“. In: Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici provincie, Napoli MDCCXCVIII,pag. 36.
  2.  Giuseppe Maria Alfano: Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici provincie, Napoli MDCCXCVIII, pag2Castellammare di Stabia è menzionata a pag. 39, con una popolazione di 13672 anime.
  3. Enrico Bacco è stato uno storico, libraio ed editore di origine tedesca. Giunto a Napoli nel 1575, iniziò a lavorare come apprendista nella libreria Orazio Salviani, di cui divenne proprietario dopo la morte di quest’ultimo (1594?). I suoi primi lavori da editore vanno dal 1597 al 1607, con opere di stampa di Giovanni Giacomo Carlino (Napoli), Giovanni Giacomo Carlino e Antonio Pace (Napoli) e quello di Leonardo Angrisano e Luigi Castellano (Cosenza). Morì dopo il 1607.
  4. Sono invece, 89 le torri secondo Giuseppe Maria Alfano, nel 1798.
  5. Vedi: Dragut il Corsaro e Sinan Bassà e da Enrico Guisa.
  6. Enrico Bacco,  Il Regno di Napoli diviso in dodici Provincie, Napoli 1608, da pag. 18 a 27.

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

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