vico Scaiano alle Fratte

Vico Scaiano alle Fratte

articolo di Maurizio Cuomo

 ( un altro vicolo di Castellammare destinato a sparire )

Non molti giorni fa, una nostra lettrice, la signora Licia Santonicola, sulla nostra pagina facebook ha chiesto notizie sul Vico Scaiano alle Fratte. Personalmente ignoro le motivazioni che hanno spinto la signora Licia a chiedere proprio il nostro aiuto, ma soprattutto ignoravo del tutto che sul territorio di Castellammare di Stabia (che penso di conoscere a sufficienza) vi fosse questo vicolo. La richiesta comunque mi intrigava e colpito dal fascino della ricerca, ho intrapreso, con i pochi mezzi a mia disposizione una sorta di ricerca. Ebbene, non avendo avuto alcun riscontro sui numerosi libri conservati nella nostra biblioteca, non avendo trovato citazioni di sorta nel preziosissimo stradario del prof. D’Angelo, né tanto meno tracce utilizzando “Google Heart”, ho deciso di scendere sul campo per condurre delle interviste a gente del posto. Inutile dire che tra i giovani non ho ricavato informazioni utili: stranamente anche i ragazzi di 20/30 anni cresciuti e residenti alle Fratte, non ricordano questo vicolo… nessuna tabella stradale che lo indicasse. La ricerca si è fatta così sempre più intrigante e difficile dal farmi pensare: “Possibile che il vicolo Scaiano sia solo una fantasia di una nostra lettrice?!”, poi chiedendo a delle persone anziane del posto, è venuto fuori, ciò che di qui a breve, avrò il piacere di riportare a futura memoria.

vico Scaiano alle Fratte

vico Scaiano alle Fratte (archivio liberoricercatore.it)

Vico Scaiano o quantomeno ciò che resta di esso, è esistito realmente! Il vicolo in questione (non sappiamo se trattasi di un’opera pubblica o privata), è a pochi metri dall’antichissima chiesetta di Santo Stefano protomartire, una stradina che in origine aggirava il ponte sul rivo di strada Fratte, passando per l’ingresso del villino Santonicola e del palazzo Cimmino; in tutto un percorso di circa 25 metri.

Questo antico vicoletto, forse più antico della stessa strada Fratte, è stato usato finché, e siamo negli anni Sessanta, i proprietari del palazzo Cimmino pensarono bene di ampliare il loro stabile appropriandosi del tratto di vico Scaiano adiacente alla loro proprietà.
Poi col terremoto del 1980 il palazzo Cimmino, fortemente lesionato è stato abbattuto, e il vico Scaiano è via via stato dimenticato da tutti, continuando, però, a funzionare nel primo tratto che portava all’ingresso del villino Santonicola. Poi, storia recente dei giorni nostri, a causa di un cedimento strutturale della strada (questa sembra essere la motivazione ufficiale), circa 2 mesi fa il passaggio in questo vico è stato interdetto dal Comune, che per tutela dell’incolumità e la sicurezza lo ha occluso con l’innalzamento di un muro (foto a seguire).

Oggi i proprietari del palazzo Cimmino  (dopo 35 anni) hanno deciso di ricostruire lo stabile…
Da ciò sorge il problema che dove prima c’era il vico Scaiano questi signori stanno costruendo il palazzo, mentre in origine con ogni probabilità così non era… (la porzione di una rara carta topografica proposta in apertura di questo articolo, recuperata nei nostri archivi, attesta che il vicolo che forma una sorta di “U” a ridosso del rivo delle Fratte, all’altezza del numero 98, segnato su via Fratte, negli anni ’60 era praticabile e scombro in tutto il suo percorso). Ciò lascia chiaramente intendere lo stato originario dei luoghi di Vico Scaiano, prima che una sua porzione divenisse una sorta di cortile di palazzo Cimmino… tratto di circa 2 metri, che con ogni probabilità oggi verrà incorporata nel palazzo di nuova costruzione.

Un altro frammento di storia stabiese è quindi destinato a sparire alla luce del giorno, e pensare che nel palazzo del vico Scaiano (riporto altre informazioni tratte da anziani abitanti) risiedeva il “Principe”, un uomo molto ricco ed elegante (del cognome di questo “nobiluomo” si è del tutto perduta memoria, forse, azzardiamo che il suo cognome potesse essere “Scaiano”, ma con certezza non sappiamo se egli fosse veramente un principe).
Il palazzo era bellissimo e riccamente decorato con affreschi ai muri e al soffitto e maioliche al pavimento, scale di piperno, inferriate in ferro battuto… mobilio di legno finemente lavorato (altro mobilio dismesso era stipato in soffitta).
La signora Nanninella (nata alla fine del ‘800), nonna della persona da me intervistata, lavorava dal Principe come cameriera/cuoca… mi raccontano che quando lei si sposò ebbe in dono dal Principe un servizio da tè e alcuni mobili usati conservati sulla soffitta, un comò e due comodini.
Comunque sia tutta questa ricchezza fu spazzata via negli anni Ottanta… dopo il sisma, il palazzo fu abbattuto e tutto finì in macerie.
Questo è per sommi capi quello che ho saputo di questo vicoletto che, a quanto pare, è destinato a sparire.

Maurizio Cuomo

About 

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

2 pensieri su “Vico Scaiano alle Fratte

  1. licia santonicola

    esimio direttore leggo solo ora l’articolo relativo alla richiesta che avevo fatto due anni or sono volendo chiarire le notizie a me pervenute in merito e senza strumenti di ricerca. In realtà non possiamo affermare se il nome del vicolo sia scaiano ma solo ora ho avuto la possibilità di leggere un’articolo che tratta dei nomi dei rivi che scendono dalla montagna a valle ed esso indica come rivo Faiano il sottostante rivo adiacente al vicolo. Certo è che il vico indicato è uno dei 6 e non 7 vicoli di fratte che nel tempo hanno assunto una connotazione anche privata (non x tutti) non dovuta a mio parere .L’articolo che ho letto ripete il nome Faiano così come mi era stato indicato dal compianto professore d’Angelo e quindi evinco che il nome del vico possa e debba essere Faiano e non scaiano poichè l’origine di questo nome non è a me nota e attribuibile a notizie di alcuna data o memoria. Era a forma di U come indicato dall’antica mappa e probabilmente univa proprietà storicamente unite fra loro poiche’ probabilmente divise in un tempo seguente alla seconda guerra mondiale. Grazie ossequi Licia Santonicola.

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