Esposito Vincenzo detto O Surdo

Vicienzo ‘o giurnalaio

Vicienzo ‘o giurnalaio
di Domenico Esposito

Breve premessa dell’autore
Pregiatissimo Direttore, Le scrivo ispirato da questo clima autunnale che mi rende malinconico nel “ricordare” le tradizioni della mia famiglia.

Mi chiamo Esposito Domenico, io e la mia famiglia siamo stati edicolanti per poco più di 50 anni in una zona storica di Castellammare di Stabia, Via IV Novembre, per gli stabiesi meglio conosciuta come: “‘nmiez’‘o Quartuccio”. Fu mio nonno, Esposito Francesco, detto “Ciccio ‘o Giurnalaio” che nel primo dopoguerra iniziò come strillone, colui che al tramonto manifestava ad alta voce lo storico giornale serale dell’ultima notizia “‘o Paese Sera”, altresì una delle voci di “fratielle e surelle”, sopra Fratte (zona natale di mio padre e mio nonno).

Esposito Vincenzo detto 'o surdo

Esposito Vincenzo detto ‘o surdo

Da lui ebbe origine il famoso chiosco di giornali, tradizione continuata da mio padre, Esposito Vincenzo detto “‘o surdo” che nel secondo dopoguerra incrementò l’azienda di famiglia, aprendo un’altra edicola in via Denza (altra strada trafficata di Castellammare per toponimo dialettale ancora conosciuta come “‘ncopp’‘a ghiacciera”), condotta da mia madre Maria per più di 40 anni, con la vendita di rotocalchi e giornali delle più accreditate testate nazionali che coinvolse interi quartieri stabiesi alla lettura dei quotidiani.
Ritornando ai ricordi di via IV Novembre rimembro quelle giornate fredde e piovose dove la piazza si allagava e gli storici commercianti del tempo, come Francesco De Meo nella sua gioielleria, il pescatore Raffaele “Hilter”, Vincenzo l’acquaiuolo e mio padre accorrevano ai ripari e soccorrevano ai propri esercizi divenuti, in quelle ore di rovescio, sommersi di acqua.

L’attività fu poi proseguita dal sottoscritto, che dal 1989 al 1996 mantenne viva la tradizione fino a quando la crisi del settore mi ha costretto a malincuore a cambiare lavoro per poter “tirare a campare”.

Ciò mi rattrista molto, perché il ricordo dell’odore dei giornali appena consegnati ancora permane nella mia mente, l’aspettare trepidante l’arrivo del corriere, il sistemare secondo un ordine alfabetico indicava che tutto scorreva nella normalità, e l’inizio di una nuova giornata si stava impostando.
Questo mondo che vi ho appena descritto sta scomparendo pian piano divenendo sempre di più telematico, soppiantato da notizie che fluiscono velocemente nel web, notizie prive di emozioni distaccate e indifferenti che lasciano nel cuore dei passati giornalai solo un vago ricordo.

In ricordo di Vincenzo Esposito, il figlio Domenico.


Nella certezza che il compianto Vincenzo, fosse persona conosciuta e molto amata, alleghiamo in calce, parte dei commenti, rilasciati dai nostri lettori su facebook:

Lello Muollo: il ricordo di queste persone semplici, oneste, garbate genera un malinconico sorriso ma anche un po’ di amarezza! Oggi siamo tutti…..anonimi!

Enzo Cesarano: da piccolo compravo figurine, fumetti e mi diceva sempre: ‘o vuo’ bene a Marcuccio ‘o scarpare??????

Catello Caiazzo: … figure storiche…

Gerardo Schettino: scambi di intrepido e monello usati. Chi della zona Quartuccio non ha partecipato a questo baratto?!

Raimondo Maiello: brava persona… lo ricordo con affetto e simpatia.

Francesco Saverio Aiello: grande Vicienzo… ovunque tu sia, FA QUALCOSA PER LIBERARCI DALLO SCEMPIO CHE HA SUBITO QUESTA CITTA’!!!!!!!!!!

Alessandra Greco: che bei ricordi…

Michele Donnarumma: grande Vicienz”o giurnalaio… un pezzo di storia stabiese, persona umile e sempre disponibile con tutti. Grazie Mimmo per avercelo ricordato.

Luciana Celotto: UA me lo ricordo.

Rino Cavallaro: pezzo storico di Castellammare… grande raccolte di figurine panini… saluti alla famiglia ESPOSITO…

Concetta Esposito: quanti ricordi belli, l’edicola era una tappa obbligata per le mie figlie che ogni sera volevano comprare figurine, album e buste sorpresa.

Annamaria Cesarano e Massimo Aiello: grande Vincenzo… quanti ricordi.

Enzo Tito: davvero un pezzo di storia stabiese ricordo che il martedì compravo lo sport sud, che tempi…

Gennaro Di Martino: molto bello, sono i ricordi che danno valore ad un posto della nostra città.

Esposito Giuseppe: lo ricordo benissimo: 1988, 1989, 1990, 1991…, sono cresciuto in questo quartiere. Bei ricordi, un abbraccio affettuoso a tutti. A presto Castellammare.

Antonino Longobardi: Vicienzo, mitico e sordo come una campana…. ma avvertiva tutto quello che si svolgeva attorno all’edicola.. un sesto senso??

Pasquale Elefante: bravissima persona e che bei tempi.

Lucio Russo: quanti ricordi! Ci compravo le prime riviste d’informatica, che contenevano i famosi “listati BASIC”, per SINCLAIR ZX e COMMODORE 64… in pratica ore e ore di digitazione e, una volta digitato il comando RUN, il computer eseguiva programmini pressappoco “inutili”… peró che soddisfazione! 🙂 Ricordo poi che Don Vincenzo, con molto garbo, mi faceva sfogliare i numeri, prima di acquistare a “scatola chiusa” e qualche copia molto richiesta me la teneva da parte.

Simone Avella: anche detto Vicienz’ o surd’ ci avrò comprato migliaia di numeri di “topolino”! 😀

Michelangelo Gargiulo: ciao, non ti conosco, ma voglio farti sapere che Vincenzo era il cugino di mia mamma e che io da bambino ho trascorso tanto tempo insieme a loro, fin dall’inizio dell’attività che si svolgeva su un piccolo carrettino di legno. Se vuoi posso raccontarti tutta la storia. Mi puoi contattare tramite E-Mail.

Anna Cucciniello: io abitavo lì vicino, ero piccola, e andavo sempre da lui a comprare le buste a sorpresa la domenica, e per farmi capire non era facile, ke ricordi ^_^

Pino Palmieri: una persona veramente unica. Da ragazzo ci compravo i primi fumetti. Ricordo che mia nonna per farci un regalo ci comprò 100 bustine di figurine della Panini, per l’astronomica cifra di 1000 lire. Con mio fratello un’intera giornata ad incollare giocatori, in quell’album che ancora conserviamo.

Salvatore Satò Romano: quando stava per uscire l’album Panini mi mettevo di sentinella, Don Vicienzo era un po’ duro d’orecchi, bisognava urlare. Quante partite di pallone col figlio Mimmo (detto ‘o Metallurgico), sui marciapiedi di via Catello Fusco… 🙂 ho letto le sue bellissime parole, un saluto ed un abbraccio al carissimo amico d’infanzia!

Cosimo Di Costanzo: LO RICORDO CON AFFETTO E EMOZIONE GRAZIE DI CUORE <3 E INTANTO I CAFFE’ AUMENTANO.

Lena Di Maio: bello quanti ricordi.

Sabina Esposito: ke rikordiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii mamma mjjjj mitico era.

About 

Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

2 pensieri su “Vicienzo ‘o giurnalaio

  1. Umberto

    Carissimo Mimmo sono tuo cugino Umberto anch’io mi associo ai tanti bei ricordi passati accanto all’edicola di zio Vincenzo dove mi fermavo spesso e lui mi invitava a leggere i fumetti e raccontarmi barzellette poi passavo dall’edicola di zia Maria in via Denza e facevo un’altra scorpacciata di lettura di quotidiani, la mia adolescenza l’ho passata spesso da loro, se un giorno non mi facevo vedere quando tornavo mi chiedevano dove sei stato ieri perché non sei venuto, sono stati degli Zii indimenticabili rimarranno sempre nel mio cuore come anche tu, ciao un abbraccio forte da tuo cugino

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  2. raffaele scala

    Vicienzo o giurnalaio, quanti ricordi!!!!!!!!!
    Da lui mi fermavo ogni mattina, dal lunedì al venerdì, ai tempi in cui lavoravo in fabbrica tra il 1975 e il 1984, a comprare Paese Sera, talvolta l’Unità, la mitica Unità di quando ancora esisteva il Pci di Enrico Berlinguer. Un primo veloce sguardo prima di avviarmi verso la stazione della Circum. Anche nella stazione c’era una edicola ma io preferivo comprare i quotidiani da lui per la simpatia che mi ispirava la persona. E quante volte mi fermavo a bere un bel bicchiere d’acqua acidula ricolma della spuma dal vicino Vicienzo l’acquaiuolo. Tempi lontani, tempi perduti, di quando ancora credevamo che un altra società si poteva costruire, una società diversa, più umana. Poi tutto è finito nel lordume nel quale siamo precipitati oggi….

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