Thomas Uwins a Castellammare

Thomas Uwins a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Thomas Uwins, disegno a matita di John Partridge, Napoli 1825, 238mm x 184mm, National Portrait Gallery, London

Thomas Uwins, disegno a matita di John Partridge, Napoli 1825, 238mm x 184mm, National Portrait Gallery, London

Thomas Uwins fu certamente a Castellammare, come avevamo accennato nell’articolo: Ragazza stabiese con cesto di frutta, e  in questo articolo come promesso vogliamo inserire ancora alcuni dettagli della sua permanenza presso la nostra Città e le relazioni con la famiglia Acton.

Grazie al connubio con il suo mecenate Richard Acton, Thomas Uwins intraprende tutta una nuova serie di lavori che gli spiana la strada per altre commissioni. La nostra galleria di Pitture Nostrane ci orienta in un tempo non molto lontano, testimoniando la presenza massiccia di stranieri in visita nella nostra Città o il loro solo passaggio, attraverso quello straordinario paese che è l’Italia, nel periodo del Grand Tour. Un turismo culturale che a sua volta generò opere d’arte letterarie (come i diari di viaggio) o i dipinti di migliaia di artisti che venivano in Italia a cimentarsi con le opere dei nostri campioni dell’arte, a conoscere e a riscoprire le vestigia delle antiche città appena riscoperte dai Borboni, e sottratte alla sepoltura dell’eruzione vesuviana del 79 d.C.. Giovani pittori, disegnatori e paesaggisti, hanno disseminato l’Europa ed il mondo intero delle loro opere vendute a questi ricchi viaggiatori, a volte con l’unico scopo di potersi sostenere economicamente. Così fu per Thomas Uwins. e allo stesso modo ce ne parla Franz Ludwig Catel e la sua fondazione. Le notizie che riportiamo sono state da me tradotte, (in maniera libera e senza nessuna pretesa) avvalendomi dell’ausilio delle moderne tecnologie, esse prendono spunto dal libro (opera in due volumi) intitolato: A memoir of Thomas Uwins, edito da Sarah Uwins a Londra nel 1858.

Richard Acton, olio su tela 1830, Coughton Court, Warwickshire

Richard Acton, olio su tela 1830, Coughton Court, Warwickshire

Si tratta della raccolta della corrispondenza dall’Italia tenuta principalmente per rimanere in contatto ed aggiornare i suoi due fratelli David e Zechariah, ma che inevitabilmente si era allargata ad altri personaggi del mondo della cultura di quel tempo.

Thomas Uwins, sarà sempre fedele e discreto nei confronti della famiglia Acton ed in particolare con Richard Acton, questo nonostante appartenenti a due confessioni cristiane distanti tra loro, Uwins è infatti protestante mentre gli Acton notoriamente cattolici,1 ecco alcune sue osservazioni al riguardo:

Gli Actons sanno bene che io sono un protestante e uno di carattere deciso e inflessibile. Non ho mai dovuto camuffarlo, e sarei pronto a rivelare le mie opinioni al loro tavolo, e chiarirle, come avrei fatto in qualsiasi altro posto; ma la stessa generosità della loro condotta richiede da parte mia apertura e sincerità”.2

Inoltre nella stessa pagina ci fornisce notizie su Charles Acton: “la mia conoscenza Charles Acton (che è un gesuita alla spina dorsale) è stato qualche tempo uno dei segretari privati ​​del Papa, ed è stato recentemente promosso segretario del nunzio del Papa a Parigi – non solo perché è un uomo inglese di famiglia antica, ma perché la sua conoscenza delle buone maniere e della lingua inglese può dargli un vantaggio sul procedimento inglese;”. Inoltre aggiunge: “Di recente ho avuto molto credito, sia qui che a Roma, da una piccola parte del fratello di Sir Richard Acton, nelle sue splendide vesti come vice-legato di Bologna. I dignitari della Chiesa Cattolica, nei loro colori porpora, i loro merletti, le loro croci e le decorazioni, crea materiali molto migliori per le immagini, rispetto ai miei vecchi amici scozzesi presbiteriani. Suppongo che se dovessi essere vivo e in Italia, quando questo giovane è diventato Cardinale, sarò di nuovo incaricato di illustrare il suo avanzamento. Nella mia mente, questa piccola immagine è la migliore che abbia mai dipinto. Ne sono lieto, perché temo che Sir R. Acton abbia alcuni dei miei disegni peggiori”.[3. A Memoir of Thomas Uwins, volume 2, pag. 155-156. Nella lettera datata: Naples, June 26, 1830, al fratello David“.]

Il legame che si instaura tra Richard Acton e Thomas Uwins è profondo, il pittore sa di lavorare per lui, a lui deve tutte gli incontri di nobildonne e gentiluomini che si appresta a fare e molti dei quali a loro volta gli chiedono o commissionano nuove disegni. Richard Acton ne tesse le lodi con i suoi amici e grazie a lui, Uwins incontrerà, il principe Leopolodo, la baronessa Dachenhausen.3

Palazzo Acton, Castellamare, Oct. 15, 1825.

Caro David

“Anche se le ho scritto poche settimane fa per posta, non potevo permettere a un corriere privato di lasciare la casa nella quale mi trovo, senza dirti ancora quanta salute e piacere mi sto godendo in questo posto veramente delizioso. Studiare la natura nelle stesse scene che sono state i soggetti della matita del pittore nelle migliori età dell’arte; trovarmi seduto proprio nel punto in cui Claude, Poussin e Salvator Rosa si sono seduti davanti a me; penetrare nei loro luoghi preferiti e tracciare le loro composizioni più elaborate è un privilegio che difficilmente avrei sperato di ricevere per me, e di cui non ho parole per esprimere l’eccesso del mio godimento, o l’estensione del mio ringraziamento e gratitudine. E non sono solo le produzioni inanimate della natura che rimangono nel loro stato inalterato – così poco è cambiato nei modi e nelle abitudini della gente, che mentre sto vagando tra le montagne alla ricerca di soggetti per il paesaggio, mi ritrovo circondato da figure come hanno fatto da modelli per Raffaello e Michel Angelo, e la cui bellezza semplice e maestosa può trovare un prototipo in nessun posto ma nelle loro opere. Più vedo questo paese, meno mi sorprendo della perfezione che l’arte italiana ha raggiunto, e più mi meraviglia che si debba sempre ritrovare nello stato di miseria in cui ora lo troviamo”.4

Ancora un appunto di Uwins sulla permanenza a Castellammare in risposta ad una lettera del Signor Severn:

Il signor Uwins era a Castellamare, dove era detenuto tanto dalla bontà che lo circondava quanto da finire due piccole immagini per Sir Richard Acton. Il suo desiderio era di averli finiti a Roma. “In questo”, dice, “avevo letteralmente fatto i conti senza il mio ospite, l’uomo gentile per il quale sono stati fatti, dalla cosa dove sto lavorando, non sentirà parlare del loro andare a Roma. esci da Napoli, non li vedrà mai di più… Il peggio di questo arrangiamento è che il tempo che passo a finirli è perduto per me. L’estate sta volgendo al termine, le foglie mi tremano intorno alle orecchie, e una scarica invernale mi incontra in cima alle montagne. Ancora queste  scene sono belle nel decadimento, e mi piacerebbe ottenere qualcosa di più di loro prima che  siano perse per sempre; ma prima devo fare il mio dovere, qualunque sia il sacrificio che mi è costato”. “E al signor Severn” scrive una lettera “che non aveva ricevuto una lettera scritta tre settimane prima. “Mio caro signore,” Castellamare, 4 ottobre 1825″.5

Ancora:

“Fu il dottor Quin (che, a mia insaputa, aveva mostrato alcuni dei miei disegni ai suoi amici) mi disse che un baronetto inglese di conseguenza era de seriamente intenzionato ad avere due piccole immagini dei miei dipinti, e che desiderava che cenassi con lui quel giorno per parlarne. Sono andato alla casa del baronetto; era il signore Richard Acton, di Shropshire. Di conseguenza stabilimmo gli argomenti, e lui in pochi giorni lasciò Napoli. Ho messo insieme i materiali per le mie foto, e stavo andando tranquillamente a Roma a dipingerli, quando sono stato di nuovo trattenuto da una lettera di Sir Richard, implorandomi di fare due ritratti di due dei suoi amici più intimi. Quindi non potei rifiutare; e proprio mentre stavo preparandoli – avevo persino nominato una prima seduta – mi sono ammalato di febbre. Il dottor Quin mi ha visitato come un fratello, e il mio confinamento non è stato lungo, ma dopo essermi alzato dal letto sono stato obbligato ad andare in campagna per l’ingaggio. Al mio ritorno, ho fatto i ritratti, e sono stato di nuovo rinchiuso con la febbre. 

Tutto ciò ha richiesto molto tempo. L’estate stava rubandomi il tempo, e i medici non volevano saperne del  proseguimento del mio viaggio. Il viaggio, -dissero-, nella stagione calda, e nel mio stato indebolito, mi avrebbe ucciso. Sir Richard Acton ritornò e andò a casa sua a Castellamare, che è considerato il posto più salutare del vicinato; a questa casa ha insistito affinché venissi a riprendermi, e lì ho vissuto nella più grande salute e divertimento; non pigramente, ma più attivamente occupato, non solo nel raccogliere schizzi dalla natura per il mio studio, ma nel dipingere quadri diversi per il mio gentile protettore e amico, e nel formare legami con alcune persone più illustri e rispettabili.Il brutto tempo, che si è abbattuto con tempeste e uragani, ci ha cacciato dai nostri pergolati di beatitudine, ed eccomi di nuovo a Napoli, ancora occupato nella mia professione, ma ancora desideroso di tornare a Roma“.6

Cardinal Charles Januarius Edward Acton, olio su tela 1844, Coughton Court, Warwickshire

Cardinal Charles Januarius Edward Acton, olio su tela 1844, Coughton Court, Warwickshire

David ha, spero, ricevuto due lettere da me, datate a Castellamare. La ragione per cui non scrissi prima era lo stato incerto dei miei piani, e l’antipatia che dovevo mandare a qualcuno dei sentimenti malinconici che la cattiva salute ispirava. Ecco allora tutta la storia nel suo stato logoro: se dovessi dire delle gentilezze che ho ricevuto da ogni quartiere, sia dal mio paese che dagli italiani, un volume, piuttosto che una lettera, sarebbe stato occupato nei dettagli. “Sir Richard Acton, per il quale sono impiegato e con cui ho vissuto, è uno di quei giovani che, con un genio per la politica e il gusto per le corti, si ritrova escluso dagli oggetti della sua ambizione nel suo proprio paese, suconto del suo attaccamento alla Chiesa Romana. Di conseguenza, trascorre poco tempo nelle sue proprietà inglesi e vive qui quasi in modo faticoso. Nei tribunali di Francia, Germania e Italia, è ricevuto, conosciuto e riconosciuto; – da quello del proprio paese solo lui è escluso. Suo fratello, dopo essere stato educato in un’università inglese, è entrato nel Cardinal’s College di Roma, e dalle sue alte relazioni, e dall’importanza che i cattolici attribuiscono agli inglesi di proprietà, un giorno probabilmente diventerà un cardinale. Sono stato molto d’accordo con lui, ma non ci siamo mai avventurati nei punti criticati. È il cattolico più sincero e devoto che abbia mai incontrato. Amabile, gentile e liberale, è severo con se stesso e indulgente verso tutti intorno a lui”.7

 

 

 

 

  1. La Chiesa Cattolica e la Chiesa Anglicana si separarono, sotto il regno di Enrico VIII, sotto la spinta della dottrina protestante proveniente dall’Europa, nel periodo del nostro protagonista le differenze più che i punti di condivisione sono ancora evidenti e non facilmente condivisibili.
  2. A memoir of Thomas Uwins, volume 2, pag. 34. In lettera da Palazzo Campana, Vico Belle Donne,  Naples, April 24, 1827.
  3. A Memoir of Thomas Uwins, volume 2, pag. 50. e A Memoir of Thomas Uwins, volume 1, pag. 268.
  4.  A memoir of Thomas Uwins, volume 1, pag. 262 e 263.
  5.  A memoir of Thomas Uwins, volume 2, pag. 195.
  6.  A memoir of Thomas Uwins, volume 1, pag. 266 e 267.
  7.   A memoir of Thomas Uwins, volume 1, pag. 268.

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

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