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Souvenir de Castellammare

Souvenir de Castellammare

Souvenir de Castellammare

(Joseph Lanner e la canzone “Te voglio bene assaie”)

di Lino Di Capua e Gelda Vollono

Nel corso delle nostre ricerche ci siamo spesso imbattuti in composizioni musicali dedicate alla città di Castellammare, come quella di Osvaldo Brunetti, di cui ci ha recentemente messo a conoscenza il nostro amico Gaetano Fontana.

Tuttavia, tra le tante, quella che maggiormente ha attirato la nostra attenzione è stata una marcia composta da Joseph Lanner1 nel 1841 dal titolo: Souvenir de Castellammare: Marche pour le piano…  opera 181, pubblicata a Vienna nel 1841.

Souvenir de Castellammare

Souvenir de Castellammare

Subito abbiamo pensato che questo compositore e direttore d’orchestra austriaco, venuto a visitare Castellamare, ne avesse conservato un ricordo talmente bello da dedicarle una sua composizione. Abbiamo così approfondito la conoscenza della vita del Lanner e con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto che, pur non essendosi mai allontanato molto dalla sua Vienna e dai confini dell’impero Austro- ungarico, perché convinto che il valzer non avrebbe avuto pari successo all’estero, aveva scritto diverse composizioni dedicate a Napoli e ai Napoletani. Tuttavia, ciò non spiegava il titolo dato al suo brano musicale. Eravamo veramente spiazzati.

Abbiamo, perciò, portato lo spartito ad un’amica chiedendole di suonarcelo e … altra sorpresa, l’incipit era pari pari la musica della nota canzone “Te voglio bene assaie”.

Come è noto questa canzone fu presentata alla Piedigrotta di Napoli del 1839 in occasione della festa della Natività di Maria Vergine.

Sulla sua origine vi sono innumerevoli versioni. Secondo la più accreditata, il poeta Raffaele Sacco2, di professione ottico e frequentatore dei salotti partenopei, scrisse la canzone dedicandola ad un’avvenente signora, con la quale avrebbe avuto una relazione. Per quanto riguarda la musica, invece, si dice che il compositore potrebbe essere stato addirittura Gaetano Donizetti, celeberrimo operista di Bergamo.

Oggi è accertato che l’autore della musica è invece un amico di Raffaele Sacco, il musicista Francesco Campanella.

Il successo fu subito travolgente tanto che si dice che furono almeno 180.000 le copielle vendute (cioè i fogli col testo e la musica di questa canzone) e – allora come oggi – non c’era napoletano che non la sapesse cantare. “La risonanza della canzone fu tale che il giornalista Raffaele Tommasi, il 6 agosto 1840 sul settimanale letterario “Omnibus”: Sfido chiunque dei miei lettori a dare un passo, o a ficcarsi in un luogo dove il suo orecchio non sia ferito all’acuto suono di una canzone, che da non molto da noi introdottasi, trovasi sulle bocche di tutti, ed è venuta in sì gran fama da destar l’invidia dei più valenti compositori”.3

Si racconta infine che questa canzone fosse così popolare che per molti napoletani era diventata una vera ossessione. Qualcuno sarebbe addirittura scappato da Napoli per togliersela dalle orecchie e dal cuore!

Sulla base di ciò era logico supporre che, anche a Castellammare, era diventato consueto sentirne la musica nei caffè, negli alberghi, nel parco delle terme, al mare, a Quisisana, durante le serate danzanti che si tenevano a corte oppure nelle ville dei nobili, che venivano a trascorrere l’estate qui in città, insomma dovunque.

Pertanto, siamo giunti alle seguenti conclusioni:

1.    Il souvenir de Castellammare ossia “il ricordo di Castellammare” poiché non poteva essere stato di Lanner doveva per forza essere stato di qualcun altro, magari di un suo amico, che avendo ascoltato la canzone a Castellammare ne aveva portato a Vienna una copiella, per regalargliela proprio come souvenir.

2.   Lanner, avendone ascoltato la musica ed essendo rimasto a sua volta colpito dalla sua orecchiabilità che, probabilmente, era stata la causa del suo grande successo, aveva voluto ripeterlo similmente all’inizio di una sua melodia.

3.    Aveva dato questo titolo al suo componimento forse proprio per rimarcare il fatto che esso aveva avuto origine da quel gadget portatogli dall’amico.

Ci farebbe piacere sapere cosa ne pensano gli attenti lettori di questo sito in merito alle nostre ipotesi e se ne hanno altre da avanzare.

Infine, ringraziamo di cuore l’amico Antonio Ricciardi che gentilmente si è prestato a riprodurci la musica. A seguire, per il piacere di ascoltarlo, segnaliamo il link del brano orchestrato “Souvenir de Castellammare“, presente su YouTube.

                                                                                                                      Gelda e Lino


Note:

  1. Da: Wikimedia Commons. Joseph Lanner (Vienna, 12 aprile 1801 – Döbling, 14 aprile 1843) è stato un compositore e direttore d’orchestra austriaco. È ricordato come uno dei padri fondatori e riformatori del valzer viennese, che egli portò a livelli di dignità mai raggiunti fino a quel momento, con lui il valzer smise così di essere una semplice danza contadina e fece il suo ingresso anche fra i livelli più alti della società, sia come musica da ballo, sia come musica da concerti. Joseph Lanner è altrettanto famoso per l’amicizia (poi diventata rivalità) che lo legò ad un altro padre del valzer e grande compositore del suo tempo, Johann Strauss padre.
  2. Raffaele Sacco (Napoli, 14 agosto 1787 – 20 gennaio 1872) don Raffaele, come lo chiamavano, era un ottico che aveva il proprio negozio all’inizio di Spaccanapoli ed aveva avuto per educatore il sacerdote repubblicano Marcello Eusebio Scotti, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800 dalla reazione borbonica.
  3. Da Wikipedia.
Joseph Lanner

Joseph Lanner

Joseph Lanner

(appendice a “Souvenir de Castellammare”)

di Lino Di Capua e Gelda Vollono

Joseph Lanner

Joseph Lanner

Joseph Lanner nacque il 12 aprile 1801 a Zeismannsbrunn, sobborgo viennese, e dalla documentazione battesimale della parrocchia di St. Ulrich risulta che fu battezzato il giorno stesso della sua nascita. A causa di un piccolo difetto nella scrittura, la sua data di nascita veniva spesso segnata in modo errata e persino sulla sua lapide nel cimitero di Döblinger era incisa 11 aprile 1800. Solo dopo il ritrovamento di un documento da parte della figlia Katharina, la data fu corretta.
I Lanner erano una tipica famiglia borghese viennese: la madre, Maria Anna Scherhauff, era una governante, mentre suo padre Martin era un cappellaio e un guantaio. Già da bambino fu portato dal padre ad assistere ad eventi musicali, verso i quali egli mostrò un vivo interesse. Il 1° dicembre 1812, entrò all’Accademia di Belle Arti per un apprendistato come incisore, tuttavia, dopo solo due anni, fu espulso. Suo padre, allora, visto che il figlio fin da bambino suonava il violino da autodidatta, gli permise di prendere lezioni di musica. Fu così che, ad appena 12 anni, Lanner entrò a far parte dell’orchestra di Michael Pamer, dove più tardi avrebbe incontrato quello che sarebbe divenuto il suo grande amico e rivale: Johann Strauss padre.
I due fin da subito furono legati da forte affiatamento tanto che, nel 1818, abbandonarono insieme l’orchestra per fondare un quartetto con i fratelli Karl e Johann Drahanek, rispettivamente al violino e alla chitarra. Il quartetto sarebbe diventato poi un quintetto con l’aggiunta di un violoncello ed una viola, suonata dallo stesso Strauss. Il progetto crebbe e Lanner riuscì a costruire una vera e propria orchestra, di cui era il direttore, con la quale era in grado di esibirsi con grande successo nei più importanti locali di intrattenimento della città.
Di contro, Strauss, costretto al semplice ruolo di vicedirettore, sentiva troppo sacrificati lui e le sue opere, che non stavano ottenendo i giusti riconoscimenti e questa sua scontentezza portò alla loro separazione avvenuta, dopo un feroce litigio durante un concerto nella sala da ballo ZumSchwarzenBock, una sera di settembre del 1825.
L’orchestra si scisse e anche se Strauss formò una propria orchestra, i due compositori rimasero molto amici e occasionalmente vivevano nello stesso appartamento a Josefstadt 67 insieme alla domestica Anna Zinagl.
Nella primavera del 1826 Lanner cambiò editore e passò da Haslinger a Mechetti. Ne 1829 divenne direttore musicale di k.u.k.1 poi, sempre nello stesso anno, ricevette l’ambita nomina di direttore musicale dei balli nella Redoutensäle2 del palazzo imperiale di Hofburg e due anni dopo assunse anche la direzione della seconda banda reggimentale di Vienna, che gli diede ancora più fama.
Nel 1833 si confrontò con il mondo del teatro, scrivendo la musica per la pantomima “Genesi del Policinello” del maestro di danza Johann Raab3 al Josefstädter Theater di Vienna.
Dall’inizio del novembre 1834, Lanner e la sua orchestra fecero per la prima volta un tour di concerti fuori da Vienna, recandosi dapprima a Pest, parte della moderna Budapest, e a Bratislava nell’ottobre 1835, dove si esibì due volte a teatro, ottenendo sempre un grande successo.
Nel 1836, per il loro impegno in concerti a sfondo caritatevole, sia lui che Strauss ricevettero la cittadinanza onoraria viennese.
Nel 1838 partì con la sua orchestra per dei concerti nelle città di Linz e Salisburgo e, quando l’imperatore Ferdinando I fu incoronato re di Lombardia, nel settembre dello stesso anno, fu invitato a esibirsi ai festeggiamenti organizzati a Innsbruck, Milano e Venezia.
Lanner fu un grande compositore di musica da ballo, la lista delle sue opere conta diverse centinaia di danze, dal galoppo alla polka passando per il valzer. La sua opera più conosciuta, Die Schönbrunn (l’abitante di Schönbrunn), fu dedicata al proprietario del Caffè Dommayer di Hietzing, nelle immediate vicinanze del castello di Schönbrunn.
A tal proposito si racconta che, anche Donizetti4, quando in qualità di nuovo compositore di corte viennese, durante una cena al “Cafè Dommayer” il 2 giugno 1842 lo incontrò e lo udì suonare, ci fosse ritornato più volte, perché gli piaceva ascoltarne la musica.


P.S.: Le notizie che sono state riportate nella biografia sono state estrapolate da riviste, libri e siti internet, spesso in lingua tedesca e austriaca. Pertanto, ci scusiamo con i lettori se, in qualche passaggio, la traduzione non risulta essere completamente corretta.


Note:

  1.  La futura “Opera di Stato di Vienna”.
  2.  Salone delle feste
  3.  Raab, Johann (1807-1888), ballerino, mimo e maestro di danza, era molto popolare come” Policinello” a causa della sua destrezza fisica.
  4. Domenico Gaetano Maria Donizetti (Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) è stato un compositore italiano, tra i più celebri operisti dell’Ottocento e da molti ritenuto l’autore della musica della celebre canzone napoletana “Te voglio bene assaje”.