Castellammare anni '80 (stabilimento bagni acqua ferrata)

Gli stabiesi raccontano la loro Castellammare

Gli stabiesi raccontano la loro Castellammare

a cura del dott. Carlo Felice Vingiani

In questa pagina, invitiamo i lettori a commentare con le proprie memorie (ricordi ed eventuali aneddoti), i luoghi o i personaggi ritratti nelle immagini che di tanto in tanto avremo cura di pubblicare su liberoricercatore.it.

N.B.: gli interventi postati sulla pagina facebook di LR, più interessanti e pertinenti, saranno riportati sul nostro portale, a corredo delle foto pubblicate.


Ultima immagine inserita:

Viale Europa anni ’50

viale Europa anni ’50

Libero Ricercatore: Da questa cartolina d’epoca apparentemente poco significativa ad un occhio distratto, possiamo notare la trasformazione urbana che ha delineato nel tempo l’attuale Viale Europa.


Archivio immagini:

I ruderi raccontano (l’Acqua Ferrata)

Castellammare anni '80 (stabilimento bagni acqua ferrata)

Castellammare anni ’80 (stabilimento bagni acqua ferrata)

Eugenio Coppola: Edificio pericolante da circa un ventennio fu abbattuto e rimase così per un po’ di anni, abitato da qualche colonia di topi. Ci volle il nuovo sindaco, Dott. D’orsi, allora conosciuto notaio, il quale, dopo anche mia modesta insistenza fece sì che l’area fosse bonificata.


Stabilimenti balneari di Pozzano (ex Colonia dei Ferrovieri)

Stabilimenti balneari di Pozzano

Stabilimenti balneari di Pozzano

Notisco Sud: Negli anni ’60 funzionava ancora, era un ottima colonia, dove i bambini venivano trattati benissimo, grazie anche ai severissimi controlli effettuati da FS. Negli ’50 la ferrovia arrivava fino all’Acqua della Madonna, ove c’era una piccola stazione, il cui edificio è ancora esistente. D’estate veniva a controllare anche il direttore generale FS, che arrivava all’Acqua della Madonna da dove con una carrozzella andava alla colonia.

Catello Valanzano: All’interno c’era una piscina funzionante, la casa del custode con discesa a mare era più che una colonia un resort per ragazzi e ragazze figli di ferrovieri che venivano ospitati in modo alternato.

Elvira Scelzo: Questo edificio distrutto non è recuperabile, negli anni ’80 andarono ad abitarci i terremotati che contribuirono a dare il colpo finale.


Via Bonito

Via Bonito, circa 1920

Via Bonito (collezione Carlo Felice Vingiani)

Libero Ricercatore: In questa suggestiva via Bonito dei tempi andati, si intravede Vico del Pesce, luogo in cui vi era un antico mercato ittico, detto anche Pietra del pesce, poiché la freschissima mercanzia pescata veniva esposta su di una grossa pietra.

Maria Avella: Che incantevole strada, antica già a quell’epoca, ti dava calore… quante camminate per questa strada, era tutto autentico, e così è rimasta nella mia memoria.


Stabilimenti balneari stabiesi (anni ’60)

Stabilimenti balneari al lungomare Garibaldi (il lido la Limpida)

Stabilimenti balneari al lungomare Garibaldi (il lido la Limpida)

Luigi Di Martino: All’epoca si fittavano le stanze per i forestieri, precursori dei B&B di oggi, che era un’altra economia (sommersa) su cui le famiglie meno abbienti potevano contare.

Belinda Ingenito: Su quella spiaggia ci sono stata con le suore di San Vincenzo e poi con mia madre, comunque sia quando penso a Castellammare, la penso e la immagino com’era tanto tempo fa.


Raffaele Dattilo & Figli

Raffaele Dattilo & Figlio

Raffaele Dattilo & Figlio (collezione Carlo Felice Vingiani)

  1. Libero Ricercatore: Il negozio “Raffaele Dattilo & Figli”, era una rivendita di Corsetteria, Biancheria, Calzoleria, ubicato in via Mazzini, strada sempre bella ed elegante. Ecco come la descrisse lo scrittore Giuseppe Marotta nel 1947: «Castellammare di Stabia ha, fra piazza Umberto e piazza Municipio, la sua piccola Toledo. Bei negozi di eleganze e di squisitezze… ma soprattutto la folla densa e ridente di Toledo, che pare si rechi sempre a una festa».

Matilde Greco: Mi domando come abbiamo fatto noi stabiesi a perdere tutta questa eleganza e bellezza!!!


Mannara

Mannara (foto Enzo Cesarano)

Mannara (foto Enzo Cesarano)

Libero Ricercatore: La pasticceria Mannara ha regalato, per anni, dolcezze ad intere generazioni di stabiesi. Famose erano le brioches che vi venivano sfornate ogni mattina. Di questa storica pasticceria c’è rimasta solo la facciata del negozio. Sarebbe bello recuperarla.

Pina Castellano: ci passavo tutte le mattine per andare a scuola. E soprattutto mi ricordo il profumo delle brioches e anche il proprietario che all’epoca mi faceva un po’ paura perché era sordo e parlava in modo strano. Ero molto piccola.

Luigi Di Martino: E pensare che quel tubo di eternit chiaro che si vede a sinistra in alto, era il tubo del forno che passava dentro al mio balcone al secondo piano ed io piccolo sentivo tutti gli odori e quel tubo era caldissimo. Ad ogni odore corrispondeva una lavorazione ed io ne approfittavo per scendere nel portone, sempre chiuso, ed entrare nel negozio da una porticina interna per comprarmi la più buona brioche, che qualcuno ha cercato di copiare, ma non è stata mai come quella, ve lo posso garantire. Era fatta con ingredienti naturali e di qualità e con tanta passione dal pasticciere che si chiamava don Ernesto e da Peppe ‘o Surdo che era anche il proprietario dell’esercizio e dello stabile!

Eliana Ricci Panariello: Ricordo che lì compravo una bacchettella di liquirizia particolarmente grande… il proprietario era molto anziano… un negozio di qualità… parliamo di circa 55 anni fa!

Luigi Salvato: Ogni mattina prima di andare all’asilo io e i miei fratelli mangiavamo una brioche di un formato tipico che adesso non fanno più. E chi se lo dimentica più quel profumo e quel calore.

Angela Coraggio: C’era il sig. Peppe che era sordo, come erano belli quei contenitori di vetro con le caramelle.

Pasquale Esposito: Le mie zie confezionavano per il Sig. Mannara i “cuoppi” di carta per metterci le caramelle o i cannellini.

Matilde Aniceto: Ragazzi che bel tuffo nel passato e nella mia infanzia mi state facendo fare con i vostri bellissimi commenti… quanti ricordi di voci, di odori, di sapori, di emozioni… e quanta nostalgia del nostro tempo ormai passato…


Corso Vittorio Emanuele (ottobre 1924)

Corso Vittorio Emanuele

Corso Vittorio Emanuele (collezione Carlo Felice Vingiani)

Libero Ricercatore: in questa rarissima immagine del Corso Vittorio Emanuele, si fonde il romanticismo, la delicatezza e la bellezza di Castellammare del secolo scorso.

Sandro Fedeli:  La Banca D’Italia e di fronte, dove ora c’è Bussi delle scarpe, c’era la nascente Banca Stabiese, allora era solo un’agenzia di cambio! Almeno come mi raccontava mio nonno, amico del nonno dell’attuale Direttore!

Giovanni Esposito: D’inverno qui si spostava il passeggio serale.

 

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Collaboratore di Redazione
Carlo Felice Vingiani, Dottore in Farmacia, lavora presso la "Farmacia San Carlo - Gallerani". È collezionista di "cose stabiesi" e fervente meridionalista.

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