Pteride di Creta, reperto interessante della flora stabiana

Pteride di Creta (Pteris cretica)

Pteride di Creta (Pteris cretica)

Ricordo di aver provato un piccolo brivido quando nell’estate del 2005 passeggiando per i monti stabiani ho incontrato questa bellissima felce (Pteridophyta), che cresce tra le rupi ombrose a quote comprese tra 100 e 800 metri ed è distribuita in tutta la fascia tropicale dell’Eurasia, Africa e America, ma in Italia alle medie latitudini è una pianta rara, infatti questa specie adattata a vivere in climi caldo umidi è presente da noi come relitto di una flora tropicale terziaria* che in quel periodo caratterizzava tutta la penisola per poi estinguersi quasi del tutto quando il progressivo mutare del clima, sempre più freddo e asciutto, ha portato alle glaciazioni quaternarie*.

La Pteride di Creta è scampata all’estinzione sopravvivendo in quei luoghi dove le particolari condizioni geomorfologiche hanno smorzato i cambiamenti creando delle nicchie microclimatiche stabili. Il vallone Scurorillo di Castellammare è uno di questi magici luoghi è proprio qui che con somma gioia ho ritrovato questa pianta; purtroppo questo luogo ameno che tanto ricorda una zona tropicale è seriamente minacciato, il tratto iniziale (a valle) è invaso da scarichi di acque reflue e rifiuti di ogni genere provenienti dagli abitati circostanti.

Sarebbe opportuno un intervento repentino delle autorità preposte alla tutela e salvaguardia del territorio, solo una seria politica di conservazione naturalistica può preservare questo luogo e questa specie, evitandogli così il triste destino che già è toccato ad altre località. Infatti in penisola sorrentina, questa pianta, in passato era segnalata in numerose stazioni ma di recente è stata riconfermata solo alla Valle delle Ferriere di Amalfi (Caputo G. et al., 1994). La nuova stazione di Castellammare è una piacevole sorpresa che va assolutamente tutelata e valorizzata.

Ferdinando Fontanella
Twitter: @nandofnt

Pteride di Creta (Pteris cretica)

Pteride di Creta (Pteris cretica)

*L’inizio dell’era terziaria è datato a 65 milioni di anni fa e la fine 1,8 – 2 milioni di anni, l’era successiva è la quaternaria, la più recente che comprende anche l’epoca attuale.

N.d.A. La notizia di ordine floristico relativa alla presenza di Pteris cretica L. al Vallone Scurorillo di Castellammare è stata ricavata da appunti stesi nel corso di escursioni effettuate nell’estate dell’anno 2005.

N.d.A. 2007 – In una recente escursione ai boschi di Quisisana l’amico agronomo Adriano Stinca mi ha mostrato alcuni esemplari di Pteride di Creta, questa importante segnalazione riconferma alcune stazioni già riportate in Guadagno, 1924.

Testi consultati:
CAPUTO G., LA VALVA V., NAZZARO R., RICCIARDI M., 1994. La flora della Penisola Sorrentina. Delpinoa, n.s., 31-32: 3-97.
GUADAGNO M., 1924. La vegetazione della Penisola Sorrentina (IV Parte) [puntata 1a]. Bull. Orto Bot. Napoli, 7: 67-128.
PIGNATTI S., 1982. Flora d’Italia. I vol. Edagricole, Bologna.

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Collaboratore di Redazione

Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E' responsabile della pagina Twitter di LR.

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