Pillole di cultura: Effimero

a cura del prof. Luigi Casale

Effimero significa “di breve durata”, che dura un giorno.
La sua origine è in una espressione della lingua greca: ̉εφ’ημέραν (leggi: ef’emèran) = “per un solo giorno”. Effimero, quindi – etimologicamente parlando – dovrebbe significare: della durata di un giorno.
Altre parole della stessa origine sono efèmera (insetto la cui vita dura un giorno), effemeride o efemeride (libro delle registrazioni giornaliere; rubrica giornalistica a cadenza quotidiana; e via discorrendo), emeroteca sezione di una biblioteca dove si raccolgono e si custodiscono le pubblicazioni quotidiane; e – per estensione – anche tutte le altre pubblicazioni a stampa (periodiche).
Ricordiamo il saluto augurale dei greci: kalimèra (buon giorno), parola che nella forma Calimera o Calimero è presente anche nella lingua italiana come toponimo o appellativo.
La parola effimero, dunque, per significato è vicina agli aggettivi giornaliero (“che vale un giorno solo” oppure “che si verifica ogni giorno”) e quotidiano (dal latino “cotidie” (= ogni giorno), a sua volta da “quot diebus” (= per tutti i giorni, cioè “che si ripete ogni giorno”), e al sostantivo diario (dal latino “diarium” – proveniente da “dies” = giorno – che significava razione giornaliera, quota di denaro, di materiale, o d’altro che doveva bastare un giorno).
Diarium, poi, ha la stessa formazione di “salarium” = razione di sale, che si dava ai soldati.

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Collaboratore
Classe 1943, è un insegnante di liceo in pensione, cura la rubrica "pillole di cultura" e partecipa volentieri alla produzione di "storie minime". Inoltre è presente sotto le voci: detti, motti e tradizioni locali.

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