L’Incrociatore Caio Duilio

( a cura del dott. Tullio Pesola )

Prima del varo

Prima del varo

Il 22.12.2012 segna una ricorrenza particolare per il nostro Cantiere Navale, orgoglio e vanto della nostra Città, e per la gloriosa Marina Militare Italiana: il cinquantenario del varo dell’incrociatore lanciamissili portaelicotteri Caio Duilio (554) avvenuto appunto a Castellammare di Stabia in tale data. Col termine di “incrociatore” si definisce quell’unità navale della marina militare di grande dislocamento (dalle 7000 alle 12000 tsl), dalle dimensioni intermedie tra una corazzata e un cacciatorpediniere. Tale tipo di vascello venne impiegato per la prima volta durante la guerra di secessione americana (1861-65), per designare grandi (4000 t) pirocorvette corazzate (corvette a vapore) impiegate per il controllo e l’intercettazione del traffico marittimo. Quel giorno nel palco delle autorità nella Navalmeccanica prendevano posto il Presidente della Repubblica on. Antonio Segni, l’Onorevole Giulio Andreotti, ministro della Difesa, ed il Senatore Silvio Gava, oltre a tante alte cariche civili e militari dell’epoca.
In precedenza altre due navi della marina italiana avevano portato il nome Caio Duilio, costruite anch’esse nei cantieri di Castellammare di Stabia. La prima era una corazzata che, entrata in servizio nella Regia Marina nel 1880, venne messa in disarmo nel 1906 e radiata nel 1909. La seconda era una nave da battaglia che, entrata in servizio nel 1915, venne radiata nel 1956 dopo essere stata ricostruita tra il 1937 e il 1940. Le prime navi che ebbero capacità elicotteristiche furono le “Alpino”, fregate antisommergibili, ma presto seguirono gli incrociatori lanciamissili della Marina Militare Italiana classe Andrea Doria, l’Andrea Doria e il Caio Duilio, che furono i primi incrociatori portaelicotteri. Avevano a prua un lanciamissili Mk 20 per missili Terrier, a mezza nave una batteria di 8 cannoni antiaerei da 76/62 mm e 6 tubi lanciasiluri e a poppa un ponte di volo e un hangar per 4 elicotteri leggeri o 2 pesanti.

Tipo di unità adatto per le scorte antiaeree e antisommmergibili, realizzato presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, il Caio Duilio fu frutto di una fiducia della N.A.T.O. e degli USA verso le istituzioni italiane nel più difficile periodo della “guerra fredda” tra il blocco occidentale e quello sovietico.  Assegnato al 2º Gruppo Navale d’Altura della II Divisione Navale di base a Taranto, negli anni ottanta il vascello fu trasferito di sede da Taranto a La Spezia con il contemporaneo trasferimento del gemello Andrea Doria da La Spezia a Taranto. Per tutti gli anni ’80, poi, ha svolto il ruolo di nave scuola per gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, sostituendo in questo compito Nave San Giorgio, andata in disarmo nel 1980. Tra le crociere addestrative svolte in quegli anni sono state memorabili quella del 1984 negli Stati Uniti, che fu realizzata in concomitanza con i giochi olimpici di Los Angeles, in cui la nave toccò le due coste degli Stati Uniti; del 1987, nella quale operò lungo le coste dell’America Latina, e quella del 1988 in Australia che ebbe luogo contemporaneamente ai festeggiamenti del bicentenario della sua scoperta. La nave è stata messa in disarmo nel 1990“.Per adattare l’unità a nave scuola fu necessario effettuare modifiche nelle sistemazioni e nell’armamento, con l’eliminazione di 2 cannoni da 76/62 mm e la riduzione del numero degli elicotteri imbarcati. Tale riflessione e quante altre ne potranno pervenire se per un verso concorreranno a mantenere viva la memoria di quelle navi ormai poste in disarmo e che tanto hanno significato per la storia del nostro Paese, per l’altro verso contribuiranno perché i nostri tradizionali valori non vadano dimenticati, e soprattutto perché l’attività operativa della nostra cantieristica navale molto intensa e ricca di eventi sia incessantemente nota a tutti, in quanto il Cantiere Navale di Castellammare di Stabia è la più antica fabbrica di navi intesa in senso moderno.

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Amante della diffusione nel tempo di memorie, notizie, testimonianze e costumi del passato della nostra Città, è autore di diverse riflessioni, frutto di assiduo impegno, di grande passione e di accurate indagini storiche.

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