Libero d'Orsi

Libero d’Orsi – La Biografia

articolo a cura di Martina Cesarano

Libero D’Orsi (Castellammare di Stabia, 30 marzo 1888 – Castellammare di Stabia, 18 gennaio 1977) è stato un archeologo italiano, noto per aver ripreso le attività di scavo presso Stabiae.

Libero d'Orsi

Libero d’Orsi

Libero d’Orsi nacque a Castellammare di Stabia il 30 marzo del 1888 da Antonino e Concetta Vitale. Si laureò in Lettere presso l’Università di Napoli e in Filosofia presso l’Università di Padova. Insegnò per molti anni in Puglia, Veneto e Romagna, dove ottenne l’incarico di preside; nel 1946 divenne preside della scuola media Stabiae dove rimase fino al 1958, ritornando così nella sua città natale. Nel 1949 fu nominato ispettore onorario alle Antichità e Belle Arti e poi Conservatore Onorario del Museo Statale di Castellammare di Stabia. Fu Grande Ufficiale della Repubblica Italiana e fu insignito della Medaglia d’Oro al Merito della Repubblica per la Scuola, la Cultura e l’Arte. Affascinato dall’Archeologia nel 1950, assieme a pochi operai, con non poche difficoltà sia a causa dello scetticismo dei proprietari terrieri, sia per problemi economici, ottenne la possibilità di effettuare degli scavi archeologici sulla collina di Varano, dove due secoli prima i Borbone avevano riportato alla luce le antiche vestigia della città romana di Stabia e dove alcuni anni prima, tra il 1931 e il 1933, in alcuni fondi agricoli erano riaffiorate parti di mura.

Il 9 gennaio 1950, data storica, Libero d’Orsi diede inizio agli scavi partendo da Grotta San Biagio, dove vengono rinvenute alcune tombe di fabbrica romana. Il 16 febbraio 1950, iniziarono gli scavi a Varano e dopo una giornata di lavori venne rinvenuto un piccolo ambiente: una stanzetta di 3,30m per 3,50; i muri in opus reticulatum e con piccole zone di colore giallo e rosso. In poco tempo riemersero tre ambienti, di quella che sembrava una grande villa romana, e si scoprì l’affresco del mito di Arianna che in seguito avrebbe dato il nome alla villa. Nello stesso anno si costituì il “Comitato per gli Scavi di Stabia”, che aiutò il preside d’Orsi a sostenere molte delle spese per continuare la sua opera di riscoperta dell’antica Stabiae. In poco tempo scoprì nelle vicinanze di Villa Arianna, altri resti antichi, individuando anche Villa San Marco. Nel 1957 vennero riscoperti i resti di Villa Petraro, domus ritrovata per caso ma poi nuovamente interrata dopo alcuni anni di studio (le indagini proseguirono fino a interrompersi nel 1962 a seguito della mancanza di fondi). Tra il 1950 e il 1968 furono scavate dal d’Orsi circa 10 ville, tutte posizionate lungo il pianoro di Varano. Purtroppo la mancanza di aiuti economici e gli attriti con i contadini, hanno costretto gli scavi a fermarsi più volte: un esempio, nel 1967 venne portata alla luce la “Villa del Pastore” (nominata così grazie al ritrovamento di una  statua raffigurante un pastore anziano, vestito di pelli, che trasporta in spalla un capretto) ma gli scavi furono interrotti e tutto il materiale appena scoperto fu interrato per lasciar spazio alle coltivazioni. I frammenti di affreschi e di stucchi recuperati all’interno delle ville venivano custoditi nella Grotta San Biagio. Successivamente Libero d’Orsi individuò una grande necropoli dell’antica Stabiae ed oltre 300 sepolture, del VII e IV secolo a. C., nella zona di S. Maria delle Grazie e altre tombe di età ellenistica nei pressi del Castello di Castellammare di Stabia, a Lettere e a Santa Maria la Carità. Negli anni, gli affreschi ritenuti più importanti, furono staccati, per consentirne una migliore conservazione; i quasi novemila reperti raccolti furono ospitati presso alcuni locali seminterrati della scuola media Stabiae, di cui Libero D’Orsi era preside. Venne così fondato, nel 1959, “l’Antiquarium Stabiano”, dove era possibile visitare la mostra permanente dei reperti raccolti durante gli scavi; a causa dell’inadeguatezza delle autorità e dello stato di abbandono in cui riversava, l’antiquarium fu chiuso al pubblico nel 1997. Tuttavia il 24 settembre 2020 è stato inaugurato, negli storici ambienti della reggia di Quisisana, il “Museo Archeologico di Castellammare di Stabia”. Il museo è stato intitolato a Libero d’Orsi e al suo interno sono esposti vari reperti, alcuni mai esposti prima in Italia, tra affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, terrecotte, vasellame da mensa, oggetti in bronzo e in ferro, in parte già ospitati nell’Antiquarium stabiano. Libero d’Orsi si spense a Castellammare di Stabia il 18 gennaio 1977 a quasi novant’anni.

 Martina Cesarano       

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Collaboratore di Redazione

Appassionato di folklore, teatro e tradizioni locali. Amante della fotografia, è l’ideatore della rubrica “Banca della Memoria stabiese” ed autore di numerosi interessanti articoli a sfondo popolar-tradizionale. E' responsabile della pagina Facebook di LR.

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