Il Presepe del Duomo di Castellammare

di Massimiliano Greco

Il Presepe, rappresenta l’attimo in cui la storia umana ebbe a cambiare. Il Presepe, è il Vangelo, noto in ogni angolo del mondo: folklore, devozione, tradizione e famiglia si fondono nel crogiuolo melodico delle zampogne. Tempo è trascorso dal 24 dicembre del 1223, quando Frate Francesco (e il fido Frate Leone), ebbero una dispensa da Onorio III° per poter onorare il Natale in modo memorabile.

Tempo è trascorso dalla prima messa natalizia nei pressi di un presepe, celebrata  dal Cardinale Ugolino Conte di Segni. Tempo è trascorso dal 1470, quando Giovanni e Pietro Alemanno, allestirono una rappresentazione della Natività, a Napoli. Dal legno si passò alla terracotta, poi alla cartapesta: – Natività posta nella grotta (o stalla che dir si voglia), la buona novella ai pastori assopiti; la taverna e gli avventori; divennero i tre momenti rilevanti del Presepe Napoletano del ‘700.- Dai cardini primari di una grande professione di fede, ad oggi il Presepe rappresenta la sintesi della Fede Cristiana. In questo filmato, composto di documenti di rara valenza storica, si narra il Presepe Stabiese.

About 

Appassionato di tradizioni e cultura stabiana, nonché profondo conoscitore di arte presepiale, è fondatore e presidente dell'A.S.A.P. (Associazione Stabiese dell'Arte e del Presepe).

1 pensiero su “Il Presepe del Duomo di Castellammare

  1. giovanni filosa

    Credo che il lavoro di Massimiliano – e di quelli che gli sono vicini in questa sua opera – sia notevole per quanti credono ancora che il futuro si debba basare sulla tradizione. Quella del presepe è una cultura universale, che abbraccia credenti e no, perché è la storia dell’evento più importante per l’umanità, di cui ci si ricorda giusto una volta ogni anno e, quella volta, sempre con maggior fretta e, forse, distacco dai valori simbolici che essa presenta e rappresenta. Ho visto anche il filmato, ho ricordato, così, magari en passant, vecchie (nella mia mente, naturalmente) figure che hanno bisogno solo di luce. Di uscire dall’oscurità della grettezza e riprendere la propria forza evocativa.

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