Lungomare stabiese (foto Giuseppe Zingone)

L’acqua la paghiamo noi!

L’acqua la paghiamo noi!

di Giuseppe Zingone

È appena trascorsa una settimana da quando sono tornato a Castellammare. Avevo bisogno di cure termali ma ahimè, sono costretto a recarmi alle Terme Vesuviane di Torre Annunziata, si perché noi le terme le avevamo, una volta.

Lungomare stabiese (foto Giuseppe Zingone)

Lungomare stabiese (foto Giuseppe Zingone)

Sabato sera, mi reco in villa comunale col mio piccolo di quattro anni, la villa è bella ed inorgoglisce cittadini residenti e non. Alessandro giocando cade e ci rechiamo ad una vicina fontanina a bagnare le mani ed il viso rigato dalle lacrime del primo dolore. Premo il bottone ed una ridente cascatella d’acqua lenisce il rossore delle mani screpolate dalla caduta. Continuo la mia strada per raggiungere il Miramare ed un uomo brizzolato, baffuto, sulla sessantina mi chiama: Signore, signore, l’acqua si chiude, perché questa la paghiamo noi!
Accompagnato dalla consorte e dal suo altissimo senso civico questo orgoglioso stabiese, mi ha fatto notare che quello che io presumevo un bottone a pressione, tale non era e che andava chiuso a mano, cioè ritratto nella direzione opposta. Nel ringraziarlo del fatto che non si finisce mai di imparare non ho voluto dirgli che io non essendo più a Castellammare da decenni non potevo sapere della chiusura della bella fontana. A Roma nonostante la siccità i “nasoni” continuano a rimanere aperti. Nella bella villa della Regina delle acque si è giustamente pensato di non sciuparla e tenerla severamente chiusa con bottoni manuali alle fontane, ognuno ha la sua visione della vita.
Allontanandomi e guardando il Vesuvio e qualche fiamma alla sua base che ancora si leva verso l’alto, lasciando la sua scia di fumo, la mia mente ha iniziato ad elaborare strani concetti.
È bastato recuperare il tratto più lungo della villa comunale che ogni cittadino sente sua affinché uno sconosciuto dicesse ad un altro: L’acqua la paghiamo noi. Un concetto bello ma non di amore sviscerato verso la città in cui si vive, una frase direi più da portafoglio che da destato interesse sociale per l’acqua e il suo spreco.
Vorrei farle notare caro signore che le sue Terme cittadine sono oramai un ricordo, tanto da vedermi costretto ad andare altrove e non potermi curare nella mia città. Allora vorrei chiederle perché non protesta per questo? Se pensa che ogni giorno la sua Città delle Acque sversa milioni di ettolitri di acqua in mare, perché si preoccupa di alcuni litri in villa comunale quando a due passi da lei nel centro storico si consuma un crimine contro l’umanità?

Notturno in Villa Comunale (foto Corrado Di Martino)

Notturno in Villa Comunale (foto Corrado Di Martino)

Ma si e guardato in giro? I giardini sono infestati da erbacce alte, troppo alte per un pratino all’inglese, le belle lucine sulle passerelle dell’inaugurazione già sono spente e non funzionanti. La fontana del Tritone e quella del canottiere denotano un senso atavico di abbandono per una città che si autodefinisce Regina delle acque. Ma l’acqua dov’è? Lei ha notato e giustamente uno spreco, sarà il caldo di queste ore, ma ha puntato il dito sull’aspetto sbagliato, ha perso di vista la globalità del problema nel luogo in cui passeggia. Ad onor del vero non potevo sapere perché non più residente che lo spreco d’acqua era vietato nella città delle Acque e la ringrazio. Ma credo che lei abbia ancora da puntare molto il dito, sui milioni di problemi che nella bella serata di sabato chissà perché, il suo altissimo senso civico ha finto di non vedere.


P.S.: Forse una fontana a pressione eviterebbe ai cittadini stabiesi ed ai non residenti di rovinare una bellissima serata come quella trascorsa, saluti!

About 

Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

2 pensieri su “L’acqua la paghiamo noi!

  1. Antonio Fabbrocino

    Gli “stabiesi” sono inebriati dalla villa comunale, non ancora ultimata, da ben tre anni, e già in pessimo stato di conservazione e manutenzione. Sono “inebriati” al pari di un cane affamato a cui vengono buttati gli ossi di una lauta cena consumata da chi se ne fotte del cane. Sono talmente “inebriati” che non riescono a vedere qualsiasi altro problema che affligge questa nostra martoriata città, dalla chiusura delle terme, ricche di ben 28 sorgenti di acque minerali, alla manutenzione dei rubinetti delle fontanine pubbliche che non si richiudono più da soli, tanto che sono di pessima qualità!

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