Il mosaico del rapimento d’Europa

Il mosaico del rapimento d’Europa

di Giuseppe Zingone

Il rapimento d’Europa, Villa San Marco, mosaico I° secolo dopo Cristo

E’ notizia di questi giorni che il Sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino, ha scritto al Ministro Dario Franceschini, affinché le autorità italiane si adoperino per riportare nella nostra Città una statua trafugata 44 anni or sono, ed attualmente esposta negli Stati Uniti al Minneapolis Institute of Art, il Doriforo di Stabiae. Tornerà mai a casa? E soprattutto saremo così attenti da far sì che queste cose non acadano mai più?

Noi siamo fiduciosi in un cambiamento di rotta ed una maggiore attenzione del cittadino stabiese alle proprie radici, perchè a criticare gli altri ci vuole poco, la fatica è mettersi in discussione e dire: E’ anche colpa mia se questo è accaduto!

Questa notizia giuntami attraverso le milleformi vie del web, mi spiazzava, non solo non conoscevo per nulla questa meravigliosa statua, ma ancor più mi chiedevo come quest’opera per nulla modesta nelle dimensioni possa attraversare oceani, mari e stati senza peraltro lasciare nessuna traccia di sé.

Doriforo di Stabiae, marmo pentelico, Stabiae fine seconda metà del I° sec. a.C.

Nel frattempo ero intento in alcune ricerche bibliografiche personali e nell’osservare un dipinto francese, forse per coincidenza o forse per fortuna cliccando su di un link mi sono ritrovato proiettato nel sito del Museo Condé, scorrendo la pagina ho trovato ciò che per molti studiosi e amanti di archeologia stabiana è sicuramente noto, il mosaico del rapimento d’Europa.1

La situazione per la nostra bellissima Europa, è però ben diversa da quella del Doriforo di Stabiae. Non abbiamo necessità di smuovere ministri ed autorità e neanche il nucleo dei Carabinieri a tutela del nostro patrimonio artistico, perché galeotto fu il Borbone che lo regalò all’ospite francese.

Henri d’Orléans, Duc D’Aumale e Maria Carolina Augusta di Borbone duchessa D’Aumale

Così vien descritta la collezione del Duca di Aumale nel pagina wikipedia ad essa dedicata:

Antichità, gli oggetti d’antiquariato del Duca di Aumale rappresentano 150 pezzi di varia origine: egizia, etrusca, greca, ma soprattutto romana e gallo-romana per più della metà. Alcuni di questi oggetti d’antiquariato – bronzi, vetrerie, ceramiche – provengono dalle escursioni del Duca di Aumale agli scavi di Pompei e offerti dal suo ospite, Ferdinando II, Re delle Due Sicilie. Nel 1854 acquistò le collezioni del suocero Léopold de Bourbon-Siciles, che comprendono in particolare i mosaici integrati da allora nella decorazione del castello (Mosaico della caccia, Il rapimento d’Europa), nonché piccoli marmi. Il duca acquista anche alcuni pezzi in occasione delle vendite: statuette Tanagra, un’anfora greca a figure rosse di Nola, attribuita al pittore greco Aison, una statuetta di Minerva. Alcuni pezzi sono anche scoperte locali, provenienti da siti gallo-romani, come la piccola statuetta in bronzo di una fauna di Buiron fosse o una statuetta di un cinghiale gallico. Si noti che una decina di oggetti sono falsi realizzati nel XIX secolo e venduti al Duca a sue spese.

In pratica insieme ai beni del suocero, Enrico Eugenio Filippo Luigi d’Orléansduca d’Aumale, ebbe l’onore di sposare la figlia di Leopoldo Giovanni Giuseppe Michele di Borbone,2 ossia Maria Carolina Augusta di Borbone.

Castello di Chantilly, Sala delle Guardie, Rapimento di Europa

I due fidanzati si trasferirono nel maggio del 1845, nel castello di Chantilly. Successivamente Maria Carolina si trasferì in Algeria, perché il marito era stato nominato governatore generale della colonia francese.

La salle des Gardes, avec la mosaïque de L’enlèvement d’Europe Album de photographies du domaine de Chantilly, avant 1897

Proprio nel favoloso castello Di Chantilly (famoso per la crema che porta il suo nome attribuita erroneamente a François Vatel) il mosaico del rapimento d’Europa, fa bella mostra di sé, nella sala delle Guardie, sopra un maestoso camino.

Articolo terminato il 20 ottobre 2020


Note:

  1. Il primo a parlarci del ratto d’Europa ad opera di Zeus, fu Omero nell’Iliade. Zeus vide un giorno Europa mentre raccoglieva fiori in un prato vicino al litorale fenicio e se ne innamorò. Per farla sua, si trasformò in un toro domestico, bianco e profumato di zafferano che si avvicinò alla fanciulla invitandola a salire sulla sua groppa stendendosi ai suoi piedi. Presa dal suo fascino, Europa salì sul dorso del toro-dio, che la portò con sé attraverso il Mediterraneo per approdare a Creta. Ma, giunto sulla terra ferma Zeus rivelò la sua vera identità e tentò di usarle violenza. All’inatteso rifiuto della bella Europa, Zeus si trasformò in aquila riuscendo a sopraffarla in un boschetto. Europa divenne la prima regina di Cipro e dalla sua unione con Zeus nacquero tre figli, tra questi Minosse, che fece costruire il famoso labirinto.
  2. Leopoldo era il sedicesimo figlio di Ferdinando I di Borbone 1751-1825, e Maria Carolina Augusta di Borbone l’unica sopravvissuta dei figli di Leopoldo.

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