Anton Sminck Pitloo, Il Castello

Castellammare nel 1795

Castellammare nel 1795

a cura di Giuseppe Zingone

Anton Sminck Pitloo, Il Castello

Anton Sminck Pitloo, Il Castello

La Città di Castellammare nel 1795, descritta dall’Abate Francesco Sacco, è per quel che concerne la toponomastica, la stessa città che conosciamo oggi. Entrando invece nel dettaglio e nei particolari del Dizionario Geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, ci troviamo di fronte ad una Castellammare del tutto inedita: Città Regia e Vescovile, nella provincia di Salerno, da poco ereditata da Ferdinando IV, poiché appartenente alla casa Farnese, la cui popolazione di poche migliaia di abitanti vive dei prodotti della terra e del mare, ma anche della nascente industria dei cantieri.

CASTELLAMMARE: Città Regia e Vescovile Suffraganea di Sorrento nella provincia di Salerno, la quale giace in riva al Mar Tirreno, d’aria salubre nella distanza di quattordici miglia dalla Città di Napoli, e sotto il grado quarantesimo primo in circa di latitudine settentrionale e trentesimoterzo in circa di longitudine che si appartiene al Patrimonio privato del Re Nostro Signore per la successione a’ Beni Farnesiani. Ella la Città di Castellammare riconosce la sua origine dalle rovine dell’antica Città di Stabia, la quale fu distrutta, e ridotta in piccoli Villaggi da Lucio Silla, per aver voluto seguire il partito di Gajo Papio Capitano Italicese nella Guerra Sociale. Sotto l’Imperio di Tito, e propriamente nell’anno settantanovesimo dell’Era Cristiana ebbe la disgrazia d’essere finita sepolta con le Città di Pompei e d’Èrcolano. Finalmente coll’andar del tempo si rifece dalle rovine dell’antica Stabia; e sotto Carlo I d’Angiò, che la cinse di mura, e la munì di due Castelli, acquistò il nome di Castellammare ed è oggi divenuta una Città bella a vedersi, e molto commoda ad albergarsi.
Si ammirano in questa Città un sontuoso Duomo a tre navi, ufiziato da diciannove Canonici, e da dodici Eddomadarj;1 una Parrocchia di mediocre disegno sotto il titolo dello Spirito Santo; una Chiesa Regia sotto l’invocazione della Madonna del Carmine servita da un numeroso Clero; Due Monisteri di Monache di clausura; un Conservatorio di Zitelle povere sotto il titolo di Sant’Anna; Cinque Conventi di Regolari, il primo de’ Padri Domenicani, il secondo de’ Minimi di San Francesco da Paola il terzo di San Giovanni di Dio, il quarto de’ Riformati, ed il quinto de Cappuccini; e tre Confraternite Laicali sotto l’invocazione del Crocifisso, dell’Immacolata Concezione e di Santa Caterina. Inoltre ella ha varie fabbriche di tele, di broccati, di cotone, e di polvere di cipro; un Molo fatto costruire dal Re Carlo di Borbone; ed un Cantiere per la costruzione delle navi, co’ suoi magazzini, co’ corpi di guardia, e con un Ospedale militare fattovi costruire dal Regnante Ferdinando IV. Nostro Augusto Monarca.
Le produzioni poi del suo territorio sono granidindia, legumi, frutti, vini, ortaggi, alberi di castagne, pascoli e greggi, e molte acque acidole di vario genere dentro, e fuori la Città; e tra queste una acidola marziale similissima alla famosa acqua di Spà, scoperta dal Filosofo, e Medico di Camera del Re Nostro Signore Giuseppe Vairo, la quale è dentro la Città, ed è efficacissima per le ostruzioni, per le malattie isteriche, per lo scorbuto, e per correggere l’acrimonia degli umori. La sua popolazione finalmente ascende a novemila duecento, e ventidue sotto la cura spirituale di due Parrochi. Questa stessa Città, la quale è stata patria del Giureconsulto Michele Riccio, comprende sotto la sua giurisdizione Vescovile cinque luoghi, i quali sono I. Botteghelle, 2. Mezzapietra, 3. Privato, 4. Quisisana, 5. Scanzano; ciascuno de’ quali distintamente sarà descritto a suo proprio luogo.2

Edward Gennys Fanshawe, Bay of Naples from Castellamare, May 1858 (Italy)

Edward Gennys Fanshawe, Bay of Naples from Castellamare, May 1858

BOTTEGHELLE: Casale Regio nella Provincia di Salerno, ed in Diocesi di Castellammare, situato sopra una collina, d’aria salubre, e nella distanza di mezzo miglio in circa dalla Città di Castellammare, che si appartiene al patrimonio privato del Re Nostro Signore per la successione a’ Beni Farnesiani, In questo Regio Casale è da notarsi soltanto una Chiesa Parrocchiale sotto il titolo di San Matteo. I prodotti poi del suo terreno sono granidindia, legumi, frutti, vini, ed ortaggi. Il numero finalmente de’ suoi abitanti ascende a Novecento, e tre sotto la cura spirituale d’un Parroco.3

MEZZAPIETRA: Casale Regio di Castellammare nella Provincia di Salerno, ed in Diocesi di Castellammare, situato sopra una collina, d’aria salubre, e nella distanza d’un miglio, e più dalla Città di Castellammare, che si appartiene al patrimonio privato del Re Nostro Signore per la successione dei Beni Farnesiani. In esso è da notarsi soltanto una Chiesa Parrocchiale sotto il titolo di San Nicola. Le produzioni poi del suo terreno sono grani, granidindia, legumi, frutti, vini, e verdure. La sua popolazione finalmente ascende ad ottocento ventisette sotto la cura spirituale d’un Parroco.4

PRIVATO: Casale Regio nella Provincia di Salerno, ed in diocesi di Castellammare, che si appartiene al patrimonio privato del Re Nostro Signore per la successione ai Beni Farnesiani. In questo Regio Casale è da marcarsi soltanto una Chiesa Parrocchiale sotto il titolo Sant’Eustachio. I prodotti del suo territorio sono grandindia, legumi, frutti, vini, olj, e verdure. Il numero de’ suoi abitanti ascende a quattrocento trentuno sotto la cura spirituale d’un Parroco. 5

SCANZANO: Casale Regio di Castellammare nella Provincia di Salerno, e in Diocesi di Castellammare, situato in una pianura, d’aria salubre, e nella distanza di un miglio in circa della Città di Castellammare, che si appartiene al patrimonio privato del Re Nostro Signore per la succesione di Beni Farnesiani. Questo Casale Regio è un aggregato di tre Villaggi appellati il primo Salvatore, il secondo Sant’Eustachio, ed il terzo San Nicola poco lungi l’uno dall’altro. In questo stesso Regio Casale sono da marcarsi tre Chiese Parrocchiali di mediocre struttura; ed un Convento de’ Padri Domenicani. Le produzioni del suo territorio sono grani, grandindia, legumi, frutti, vini, ed ortaggi. La sua popolazione ascende a duemila e più sotto la cura spirituale di tre Parrochi.6

Castellammare nel 1795, popolazione:

Castellammare di Stabia, popolazione tra il 1795 e il 1796

Castellammare di Stabia, popolazione tra il 1795 e il 1796

Ai suddetti Casali va aggiunto quello di QUISISANA, che si è pensato di dividere in due parti per non rendere la lettura noiosa al lettore. Vedi Villa ActonQuisisana e la Casina di campagna del Re.

Articolo pubblicato l’11 Marzo 2018.


Note:

  1. Ebdomadario, il sacerdote addetto al servizio liturgico per tutta una settimana o per un giorno stabilito.
  2. Abate D. Francesco Sacco, Dizionario Geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, Tomo I, Napoli MDCCXCV, pag. 250-251.
  3. Abate D. Francesco Sacco, Dizionario Geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, Tomo I, Napoli MDCCXCV,pag. 125-126.
  4.  Abate D. Francesco Sacco, Dizionario Geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, Tomo II, Napoli MDCCXCVI,  pag. 211-212.
  5. Abate D. Francesco Sacco, Dizionario Geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, Tomo III, Napoli MDCCXCVI, pag. 154.
  6.  Abate D. Francesco Sacco, Dizionario Geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, Tomo III, Napoli MDCCXCVI, pag.393.

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi tra cui: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

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