Adèle d’Affry a Castellammare

Adèle d’Affry a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Edouard Théophile Blanchard, Portrait de la duchesse Castiglione, 1877, Musée d'art et d'histoire Fribourg

Edouard Théophile Blanchard, Portrait de la duchesse Castiglione, 1877, Musée d’art et d’histoire Fribourg

Quando si parla di scultura, in genere vengono in mente pochi nomi a cui fare riferimento tra questi spiccano Michelangelo, Gian Lorenzo Bernini, per i cultori di storia patria Giuseppe Sammartino, con il suo Cristo velato che oggi più che mai, incanta visitatori provenienti da tutto il mondo.

Un grande maestro di arti plastiche mi ha insegnato che la scultura è la più faticosa e fisica delle arti, ancor di più essa è profetica e visionaria, poiché lo scultore intravede in un crudo sasso dalla forma indistinta, anticipatamente, la sua opera d’arte. Un lavoro fisico adatto agli uomini ne ero convinto anche io, prima di vedere le numerose e straordinarie opere di Marcello. senza tener conto dei preconcetti maschilisti dell’epoca che ancor di più resero difficile il suo cammino verso la notorietà.

Marcello è lo pseudonimo della scultrice svizzera Adèle d’Affry, nata a Friburgo il 6 luglio 1836, riceve una educazione classica e sin da giovanissima si avvicina al disegno e alla pittura. Il 5 Aprile del 1856 Adèle sposa Carlo Colonna, acquisendo il titolo di duchessa di Castiglione Colonna. L’unione durò pochi mesi per la prematura scomparsa del marito, questo increscioso evento la porterà a Roma per vicende legate alla successione dei beni del marito.

Roma, l’Italia, la Francia saranno la sua fonte d’ispirazione primaria, si confronta con le innumerevoli opere scultorie conservate nelle chiese e con i grandi maestri del passato.

Già nel 1860 si manifestano però i primi sintomi della tisi, nel 1877, sfinita dalla tosse e dal dolore alle articolazioni, d’Affry trascorse dicembre in Italia, su consiglio dei suoi dottori. Nel 1878, si spostò costantemente tra Napoli, Svizzera e Parigi, alla ricerca di un clima che avrebbe calmato la sua emottisi.

In alcuni suoi scritti, elenca le sculture che intende lasciare in eredità allo Stato di Friburgo, a condizione che un museo sia dedicato alle sue opere. Nel 1879 si stabilisce a Castellammare di Stabia, Adéle mise in ordine i suoi documenti, iniziando a scrivere le sue memorie che rimarranno incompiute. Morì nella nostra città, il 14 luglio 1879.

Qui è possibile consultare il sito dell’Esposizione permanente dedicato alla scultrice Adéle d’Affry, dallo stato di Friburgo.

Alcune delle sue opere:

Articolo terminato il 23 Febbraio 2020


 

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

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