19 gennaio 1944

19 gennaio 1944

di Giuseppe Zingone

Il 13 aprile scorso, sulla pagina Facebook di Liberoricercatore, il Signor Nunziante Pandarolo (che ringraziamo) scriveva nel post dedicato alle truppe Sud Africane in partenza per Anzio da Castellammare: “Anche al museo dello sbarco di Anzio c’è una foto di piazza orologio, nel giorno di San Catello, con le truppe alleate schierate sul porto che assistono alla processione, in attesa di imbarcarsi per Anzio”.

South African troops of 1991 Swaziland Smoke Company

South African troops of 1991 Swaziland Smoke Company

Partendo dunque da questa informazione abbiamo deciso, di contattare via mail, il sito del Museo dello Sbarco di Anzio, per richiedere una foto di questo fermo immagine del 19 Gennaio 1944, giorno della Festa del Santo Patrono. Dopo qualche giorno (il 20 aprile 2021), siamo stati contattati dal Signor Mauro Agostini per conto del Signor Patrizio Colantuono ai quali, tutta la redazione di Liberoricercatore plaude, per la gentile concessione.

Giuseppe Marotta autore dell’Oro di Napoli, nel 1947 in veste di giornalista giunse a Castellammare per una visita alla nostra città, due sono le osservazioni che ci premono far conoscere al lettore: Nella prima si sottolinea la volontà di ricostruire i cantieri navali, distrutti dai tedeschi in fuga da Castellammare: “I Tedeschi, prima di andarsene, eseguirono anche qui il solito arpeggio di mine; ma, in pochi mesi, poi, gli operai stabiesi ricostruirono tutto. L’affetto che li lega al Cantiere può essere meglio valutato se mentre essi dicono: “Scrivete che il lavoro è insufficiente, ci occorrono materie prime” il visitatore legge, nelle apposite lapidi, gli elenchi delle navi costruite dagli avi di questa gente che gli parla: capolista è la corvetta Stabia varata nel 1786; regnavano i Borboni, allora, così amici dell’Inghilterra, e comunque la materia prima era il legno”.

Cantiere navale di Castellammare (veduta d’insieme della distruzione)

La seconda lascia trapelare il malcontento dei cittadini nei confronti del comportamento di coloro che si presentarono come liberatori dell’oppressore nazista: “Le truppe alleate che presidiarono Castellammare di Stabia furono in massima parte inglesi e non hanno lasciato buon ricordo; assunsero un contegno altezzoso e sprezzante che non poteva piacere agli stabiesi. Questa è gente arguta e fiera, con molti fatti e persone insigni nel suo passato; e di ciò va sempre tenuto conto quando si viaggia, sia pure come vinci­tori di guerre”.1

Le truppe inglesi a Castellammare, per gentile concessione del Museo dello Sbarco di Anzio

La banca della memoria stabiese si è avvalsa  nel tempo, dei ricordi di persone che oggi non sono più con noi, a tale scopo ci piace inserire il link del video (in due parti), di Don Ciro Alminni, (parte seconda) testimone dei tempi andati, che a tratti ci parla, degli Alleati, della fame, dei beni alimentari scaricati nel porto e qualche rara storia finita bene, come il matrimonio di Teresa Cuomo.

Questa non è solo una foto, è un racconto, siamo lontani, molto lontani dai toni entusiastici e celebrativi delle forze alleate a Roma, tratte dai filmati dell’Istituto Luce. Qui ci troviamo di fronte a due mondi completamente opposti, ben evidenziati in questo scatto. La scena si svolge all’altezza di piazza Cristoforo Colombo (per noi piazza orologio), è il 19 gennaio 1944, festa di San Catello, tra gli stabiesi in processione ed i soldati allineati con i loro mezzi in attesa  dell’imbarco per Anzio, non c’è alcun contatto, anzi c’è un vuoto. Troppa sofferenza e troppo dolore avevano lasciato i tedeschi in fuga, una città ricolma di cicatrici e orrore per i deportati. Il popolo stabiese sembra indifferente. La processione tira via dritta, sotto gli occhi curiosi dei militari sui loro mezzi.

Ancora qualche curiosità emerge dall’immagine la presenza in primo piano di bambini forse orfanelli e dei frati Paolotti di Pozzano, con lo stendardo che riproduce l’immagine della patrona della città. Sullo sfondo degli edifici si staglia il tempietto a forma di chiesa eretto per l’occasione con una piccola statua di San Catello, a cui i più lontani fedeli, ancora di spalle rispetto alla processione, rendono omaggio.

Albert Ketcham Murray, Bay of Naples 1944, acquerello su carta, 25 cm x 312

Questa foto, ha un grande valore storico e credo sia importante la rievocazione di quei giorni per meglio comprendere il nostro cammino futuro, intanto vogliamo invitare i nostri concittadini alla visita del Museo dello sbarco di Anzio, magari proprio questa estate, pandemia permettendo, è un dovere ricordare chi ci ha donato la libertà.

Castellammare di Stabia - Medaglia d'Oro al Merito Civile

Castellammare di Stabia , Medaglia d’Oro al Merito Civile, 25 aprile 2005

Gli alleati come dice bene il nostro Ciro Alminni, portarono aiuto e cibo al nostro paese e per questo gli siamo grati, ma dalle parole di molti anziani e di alcuni collaboratori di liberoricercatore,  emergono, amari e spiacevoli ricordi legati agli inglesi, segno di ferite ancora non cicatrizzate.

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Articolo terminato il 20 Aprile 2021


 

  1. In: Giuseppe MarottaSan Gennaro non dice mai no, Garzanti editore.
  2. Albert Ketcham Murray (29 dicembre 1906 – 24 marzo 1992) è stato un artista di combattimento navale americano durante la seconda guerra mondiale e un ritrattista.

About 

Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

1 pensiero su “19 gennaio 1944

  1. Mauro Agostini

    Caro Giuseppe
    Grazie per l’interessante articolo e per la menzione. Ricostruire la memoria di quei terribili giorni e tramandarla ai nostri giovani è un nostro preciso compito, la libertà e la democrazia sono beni civili di inestimabile valore che vanno curati e preservati continuamente e con grande impegno SEMPRE!
    Grazie ancora e venite a trovarci al Museo dello Sbarco di Anzio!
    W il 25 Aprile! Una grande ricorrenza che dovrebbe accomunare tutto il Popolo Italiano!!

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