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Ll’Arco ‘e Santu Catiello

Ll’Arco ‘e Santu Catiello

di Corrado Di Martino

San Catello è noto in mezzo mondo è il Patrono della città di Castellammare di Stabia, ma perché dedicargli un arco, una delle porte della città, se a poche decine di metri è situata proprio la Cattedrale?

ARCO DI SAN CATELLO

Il motivo è tutto stabiese, come stabiese, è la propensione a raggiungere o preservare il proprio profitto, finanche, ma non è questo il caso, nelle dispute più sterili e povere. In origine l’Arco di San Catello, detto Porta del Quartuccio, era il luogo di transito di uomini e merci che accedevano alla città antica. Ivi degli esattori, riscuotevano il diritto di passo su tutte le mercanzie portate in città: – orzo e vettovaglie varie, legumi, olio, frutta. – Come è stato detto in altre pagine, veniva riscossa una gabella di origine angioina, denominata Quartuccio dall’antica unità di raffronto pari a poco più di due chilogrammi (2,294 kg).

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Dragut il Corsaro

Dragut il Corsaro

Dragut il Corsaro

di Giuseppe Zingone

Dragut il Corsaro

Dragut il Corsaro (immagine reperita dal Web)

Dragut, Turghut Reis, Darghout Rais, Turhud Rais, Dargut (Bodrum, 1485 – Gozo, 25 giugno 1565), Corsaro ed ammiraglio dell’Impero Ottomano

Quali nozioni abbiamo della Corsareria e della pirateria in generale? Forse i più fortunati avranno ricordi scolastici della battaglia di Lepanto, lo scontro tra due modi di vivere completamenti diversi che nel 1571, pose fine all’avanzata dell’Impero Ottomano in Europa. Oggi questi eventi sembrano ripetersi, ma sostanzialmente il mondo è cambiato e tutto si è ridotto ad una guerra tra popoli ricchi e popoli poveri, dove spesso i meno fortunati muoiono.1

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  1. Per comprendere il fenomeno della pirateria, della corsareria potrebbe essere utile leggere questi articoli correlati: La Madonna della MisericordiaL’arte calpestata, le riggiole a Castellammare, Sinan Pascià e le sette C.