Lettere alla redazione 2010

giovedì 30 dicembre 2010 (Antonello Ferraro)

Antonello Ferraro racconta un simpatico aneddoto:
“Caro Maurizio, ti segnalo un modo di dire antico, ma che ho appreso solo stamattina. Due persone discutevano offendendosi a vicenda ed una terza ha esclamato: “S’unisce ‘a tiella faveza e ‘o pesce fetente”.
Credo che il significato sia “si sono uniti due soggetti uno peggio dell’altro”. La cosa che mi ha divertito è che mentre mi appuntavo questa frase per spedirtela ho scoperto che alcuni dei presenti che mi hanno dato chiarimenti sul detto erano accaniti frequentatori entusiasti di liberoricercatore.it.
Cordialissimi saluti. Antonello Ferraro

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domenica 26 dicembre 2010 (dott. Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il carissimo Angelo Del Gaudio:
“Vorrei aggiungere al bel pensiero che ha avuto il prof. Luigi Casale di inviare la poesia natalizia di S. Alfonso (rif.: post del 25 dicembre 2010), a doverosa postilla, che il testo è stato musicato in chiave natalizia da Padre Enrico Buondonno, frate francescano, compositore e maestro di musica del circondario stabiese.
Approfitto per ringraziare il prof. BONUCCIO GATTI per la deliziosa strutturazione dei 90 numeri della tombola. Spero di non voler ultrapetere se mi auguro che tale impostazione ludica venga fatta imparare ai bambini delle elementari come stimolante quiz storico-culturale della nostra realtà cittadina.
Un caro abbraccio a te Maurizio. Angelo.

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sabato 25 dicembre 2010 (Luigi Casale)

Ci scrive il prof. Luigi Casale:
“Porto in dono il testo di “Quanno nascette Ninno a Bettlemme. Buon Natale!”.
Luigi Casale.

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giovedì 23 dicembre 2010   (Gigi Nocera)

Gigi Nocera scrive una letterina (aperta) a Gesù Bambino:
“Caro Gesù bambino eccomi ancora qui, come gli anni scorsi a chiederti qualcosa.
Questo vecchio-bambino, petulante come tutti quelli della sua età e capriccioso come tutti i bambini….capricciosi, anche stavolta ti chiede qualcosa. Come sai lui non chiede mai per se, anche perché la vita gli ha già dato tanto e tanto lui ha dato alla vita. Da tempo vive lontano da questa sua bella Castellammare, ed ogni volta che la calamita della nostalgia lo attrae la trova sempre più disadorna, più sporca, più caotica, più sconcia. Insomma non più bella come una volta.
La colpa, naturalmente, è di tutti e quindi di nessuno. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Molti speravano nella nuova Amministrazione comunale. Ma se il buon giorno si vede dal mattino… Buonanotte!!
Alcune recenti disposizioni si sono preoccupate di regolamentare l’abbigliamento degli abitanti. Gonne lunghe o corte? Le zoccolette (…no! cosa avete pensato?. Io mi riferivo a quelle di legno che si calzano d’estate) da portare con discrezione. Non più petti maschili villosi o rachitici in bella mostra; per non parlare di quelli delle donne. E altre amenità del genere. A me sembra che le ordinanze comunali siano state quasi tutte al negativo: “vietato questo, vietato quello, ecc.” Di propositivo, di costruttivo, quasi nulla. Cosa si è proposto per la annosa questione della Reggia di Quisisana? Per la raccolta differenziata e in generale per la pulizia della città? Per il verde pubblico? Per la salvaguardia dei nostri bellissimi e famosi boschi? Per onorare qualche illustre concittadino? Senza dimenticare la gravosa questione del Cantiere Navale alla cui esistenza è legata la sorte di migliaia di famiglie di stabiesi.
Perciò, caro Gesù bambino, fa che nell’animo di questi amministratori (catapultati da noi per motivi politici) nasca l’amore vero per questa bellissima città; quell’amore che si impossessa del cuore di chi in questa città ha aperto gli occhi per la prima volta nella vita. A volte, proprio per la mancanza di questo verace affetto, affermano di voler portare in città un poco di civiltà, di cultura. Ma di cosa parlano? Forse se studiassero attentamente la storia della antica Stabiae, si accorgerebbero di quanta civiltà e di quanta cultura è stata portatrice: nei secoli, nei millenni!
In conclusione, caro Gesù bambino, ti prego fa che per il bene della città il confronto fra le autorità comunali ed i cittadini si svolga col massimo rispetto reciproco, senza faziosità e con spirito costruttivo: l’epoca dei proconsoli è passata da secoli!
A Castellammare ci sono enti, associazioni, siti web, organizzazioni che sarebbero ben disposti a dare una mano, a collaborare, a “tirare il carretto” affinché la Città diventi sempre più bella e fascinosa: come quella di una volta. Basterebbe interessarli, farli partecipi.
Ti ringrazio caro Gesù bambino se anche tu vuoi dare una mano.
Non mi resta che augurare un Buon Natale a tutti i miei concittadini, a tutte le Autorità, a tutti coloro che amano questa città, e vogliono il suo bene”. Gigi.

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mercoledì 22 dicembre 2010 (Michelangelo Gargiulo)

I saluti del carissimo Michelangelo Gargiulo:
“Carissimo Maurizio… Sono sempre affascinato dai vari racconti del passato, perché un po’ mi appartengono e poi le foto meravigliose dei panorami, ma anche dei luoghi meno moderni, in special modo mi piacciono gli scatti dal mare perché ci fanno godere di una vista “paradisiaca”. Come vedi nel nostro piccolo anche noi questa estate, abbiamo fatto uno scatto d’autore perché non è da tutti farsi ritrarre insieme ad una persona cosi eccezionale. E così insieme a mio cognato UGO MELI, ti rinnovo tanta felicità, con simpatia GARGIULO MICHELANGELO.

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lunedì 20 dicembre 2010 (Giuseppe Di Massa)

L’invito di Giuseppe Di Massa, presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria di Nola”:
“Buongiorno Maurizio… sono finalmente rientrato a casa. Volevo chiederti se mercoledì sera dalle 17,00 alle 20,00 hai tempo per venire a Gragnano, presso la Biblioteca Comunale, dove presenteremo il Quaderno Culturale 3, il Calendario 2011 e una mostra collettiva di artisti contemporanei che hanno realizzato il calendario del Centro. Se non puoi essere presente, faccio comunque un invito ai tanti amici di libero ricercatore e agli “escursionisti stabiesi”, ai quali volevo anche chiedere se in questi giorni è prevista una escursione “tranquilla”, perché sono un po’ arrugginito! Spero di vederti presto!”
Peppe Di Massa

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mercoledì 15 dicembre 2010 (Lucia Amendola)

La carissima Lucia Amendola, ringrazia: Gigi, Peppe e la redazione per gli auguri (rif.: post di lunedì 13 dicembre 2010):
“Caro Maurizio, vorrei saper ringraziare in maniera sostanziale e non retorica tutta la redazione per il messaggio di auguri che, nel giorno di Santa Lucia, mi ha rivolto attraverso Gigi Nocera e Giuseppe Zingone. Mi ha fatto molto piacere l’esplicito riferimento al mio romanzo, che oggi mi lega più di ieri alla dolce città delle acque. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere con le mie parole, certamente dettate dal cuore, un omaggio alla città dove sono sepolti i miei genitori.
Si stenta a credere tuttavia che una città così ricca di storia, di bellezze archeologiche, naturali e tuttora abitata da cittadini nobili per sentimento e intelligenza, possa oggi vivere nel degrado. Non so e non voglio dare colpe, ma è assolutamente impensabile che una persona giunta con la Funivia sul Monte Faito (nome che probabilmente proviene da faggio, ma che potrebbe provenire da fata, fatato, fantastico, favola, favoloso…, che ci sia una matrice comune?) debba essere soccorsa da una turista americana, perchè i servizi igienici della stazione, nulla hanno di igienico. Questo per citare un episodio che mi è capitato la scorsa estate. Quante volte ho assistito nel cimitero a funerali di persone morte ammazzate, tra l’indifferenza o la paura dei presenti che assuefatti a scene del genere sembravano non vedere o non capire quello che capitava intorno, assorti nella cura dei propri cari defunti!! Ora è anche in forse la vita del Cantiere, una volta primo se non tra i primi in Europa. Siamo noi che dobbiamo lanciare il grido di dolore e impedire gli scempi che continuano a perpetrarsi, a dispetto di un golfo che non è secondo a nessuno nel mondo.
Tutta la redazione di Libero Ricercatore e con loro gli affezionati visitatori stanno svolgendo da anni un ruolo ammirevole nel mettere in luce gli aspetti positivi di Stabia e degli Stabiesi e combattere al tempo stesso tutto ciò che di marcio vi è nella propria città. Possa, come nelle favole, trionfare il bene!
E’ con questo augurio che rispondo a tutti sentendomi ormai parte del gruppo”.
Lucia Amendola

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martedì 14 dicembre 2010 (Giovanni Ferraro)

La lettera di Natale di Giovanni Ferraro da Jesolo (Venezia):
“Agli amici della redazione e di Castellammare, la ricorrenza di quella che è la più calda festa dell’anno, a prescindere dalla stagione in cui cade, ci riporta tutti un po’ indietro nel tempo a rivisitare i nostri ricordi. A rileggere la nostra storia, quella dei nostri cari, quella della nostra famiglia, quella dell’ambiente in cui siamo vissuti prima di lasciare la nostra località d’origine per approdare altrove per motivi di lavoro o d’altro. Di come, cioè, era la vita d’allora, con le sue fatiche, le sue rinunce, le sue speranze molto spesso, purtroppo, proiettate nel nulla tanto appariva incerto il domani. Tuttavia ricordo quel tempo con molta nostalgia per tanti motivi, non soltanto perché ero un ragazzo spensierato, ma soprattutto perché erano vivi i miei genitori e tra gli amici che avevo ce n’erano alcuni ai quali mi sentivo legato come un fratello. Castellammare, la mia bellissima città, non offriva benessere per tutti e la situazione sicuramente era peggiore di quanto possa esserlo tuttora. Ma c’era anche tanta forza, coraggio e buona volontà di emergere e di sopravvivere a tante situazioni avverse. E non erano poche! La famiglia, malgrado tutto, era come un abbraccio che ci teneva uniti tutti assieme, soprattutto durante questo periodo.
E quella sicurezza era la cosa più importante perché riusciva a darti giusto il senso della protezione di cui ciascuno di noi ha bisogno. Sempre! Di amore, infatti, non si parlava perché si vedeva che c’era con i fatti. Credo che nella vita di ciascuno di noi ci siano dei momenti che brillano come stelle, e quello in cui appare questo sfavillio sia proprio il Natale! E poi la nostra casa! Dove i profumi della cucina natalizia, di cui sentiamo ancora vivo l’olfatto, ci inebriavano al punto da farci sentire gioiosi più che mai. Ebbene, in un mondo così massificato, conformista e veloce come quello che attualmente stiamo vivendo, credo sia importante che sopravvivano ancora in noi questi ricordi unici ed irripetibili. Buon Natale a te Maurizio Cuomo, a tutta la redazione e agli amici stabiesi”.
Giovanni Ferraro

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lunedì 13 dicembre 2010 (Gigi Nocera)

Gli auguri di Gigi Nocera alla signora Lucia Amendola (condivisi da Giuseppe Zingone da Ladispoli e dalla Redazione tutta di liberoricercatore.it):
“Caro Maurizio, oggi si festeggia Santa Lucia. Fra le più assidue frequentatrici del Libero Ricercatore c’è la Signora Lucia Amendola Ranesi da Roma. Questa gentile Signora ha scritto un tenero e bellissimo libro biografico (che io ho avuto il privilegio di leggere in anteprima) dove descrive di due giovani innamoratisi nelle aule del Liceo Classico di Castellammare, complici l’incanto magico dei boschi di Quisisana e del Faito e del nostro mare affatato. Quei due innamorati diventeranno poi i suoi genitori. Il titolo del libro è “La luna a strisce” e sarà pubblicato nelle prossime settimane dall’editore Guida. Un suo zio, Ferdinando Amendola capitano di lungo corso, e nostro valoroso concittadino, morì durante il bombardamento aereo di Napoli del 5 maggio 1943, come testimonia il signor Antonio Cimmino storico della nostra marina militare. Alla Signora Lucia voglio dire “Grazie” per aver descritto così mirabilmente le bellezze e l’incanto delle nostre terre, che nell’animo di chi ci vive lontano reca sempre tanta nostalgia. La festa di Santa Lucia dà l’occasione a me e a Giuseppe Zingone da Ladispoli (esuli non volontari) di porgere alla Signora Amendola i più sinceri e affettuosi auguri. Che, sono certo, saranno condivisi da te, da tutti i frequentatori di questo sito e dai suoi collaboratori.
AUGURI SIGNORA LUCIA!”.
Gigi Nocera

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giovedì 9 dicembre 2010 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il dott. Angelo Del Gaudio:
“Caro Maurizio, bella sorpresa il tuo cenno storico sul terziere di SCANZANO. Non so se sei a conoscenza che la località SCANZANO è molto diffusa in Italia ( c’è anche Scanzano in provincia di Brescia ) a riprova della tesi che prenderebbe nome dalla gens Scania, nota famiglia di guerrieri romani e quindi facilmente dislocabile per l’Impero Romano ( un po’ come i Carabinieri dei tempi nostri ).
Visto che sagacia ed acume non ti mancano, prova a dare una risposta a questo detto popolare: “Scanzano scansatell – Private privatell – e quann’arriv a Mezapreta avotate arreta”. Credo che questi tre terzieri non godessero di buona fama fin dai tempi antichi, ci sarà un perchè?! Lo chiedo a te e so che ci sarà una risposta.
Grazie ancora per la notiziola storica sopratutto perché mi ha dato l’occasione di poterti contattare dopo tanto tempo, anche se sei sempre presente nelle assidue e-mail che scambio con l’amico Gigi Nocera.
Un abbraccio e sempre ad maiora. Angelo”.

Caro Angelo, grazie per il costante e sempre attento interesse che mostri per i contenuti di liberoricercatore.it, ciò mi lusinga e gratifica… Dai una occhiata alla rubrica “Proverbi stabiesi”, forse lì trovi una risposta al tuo simpatico quesito.
Ad maiora semper. Maurizio”.

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giovedì 9 dicembre 2010 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, ieri, l’emozione e la commozione non mi hanno permesso di esprimere subito al caro Nello Lascialfari, a te e a Nando, tutta la mia gratitudine. Ancora una volta ( con un video ) avete voluto simpaticamente onorare questo figlio di Castellammare che mai dimentica che questa bella città. Ancora una volta, e non retoricamente, mi chiedo se sono degno di tanta attenzione. E’ vero che ormai faccio parte dei ruderi (essi si gloriosi!) di questa Stabia, ma il mio solo merito è quello di essere nato in Piazza dell’Orologio. Questo epicentro della mia vita giovanile mi ha permesso di conoscere bene la nostra gente, i miei concittadini. Brava e bella gente! Quindi io li ringrazio e ringrazio la sorte che mi ha fatto aprire gli occhi di fronte a questo mare incantato, a questo Faito maestoso ed incombente, a questa Città che porterò sempre dentro il cuore.
Ancora grazie. Gigi Nocera”.

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venerdì 3 dicembre 2010 (Enrico Discolo)

Ci scrive il carissimo Enrico Discolo:
“Carissimo Maurizio ti mando una foto storica: l’inaugurazione di Telestabia avvenuta l’8 dicembre 1976. Ovviamente in video c’è il sottoscritto che presentò il primo telegiornale e subito dopo venne messo in onda un suo documentario su Fratielle e Surelle girato nei dodici giorni della dodicina alla Madonna e comprensivo delle processioni mattutine montate nel corso della festività dai tecnici dell’emittente diretta professionalmente dal Dirigente del Cantiere navale Cav. Catello Scala. Un caro saluto. Enrico”.

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lunedì 29 novembre 2010 (Gina Cerrone)

Ci scrive Gina Cerrone, studentessa di Scienze di Beni Culturali:
“Gentile Maurizio Cuomo, sono una studentessa di Scienze di Beni Culturali e sto svolgendo un lavoro didattico di Arte Contemporanea che ha per oggetto lo studio di un monumento del ‘900 della provincia di Napoli, dunque le scrivo per chiederle se può cortesemente darmi delle informazioni relative al “Monumento ai caduti” di Giuseppe Renda della città di Castellammare. Avrei bisogno di informazioni più approfondite rispetto a quelle pubblicate sul sito del Comune della stessa città. Con la speranza che possa aiutarmi aspetto una sua risposta e la ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi. Distinti Saluti, Gina Cerrone”.

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domenica 28 novembre 2010 (Ugo Meli)

Ci scrive il carissimo Ugo Meli da Mozzate (Como):
“Un grosso ciao a tutti Voi, a settembre sono stato a Castellammare e ora ho già nostalgia di ritornare. Voglio ringraziare Maurizio che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere di persona ( finalmente ) vedendo lui ho capito che tutto il gruppo di L.R. è veramente grande, continuate così e per quanto possiamo in merito ai ricordi e le nostre esperienze dei tempi passati, daremo anche noi, il nostro piccolo apporto.
Un saluto particolare al dottore Fontanella che non ho avuto piacere di conosce, con suo padre Stanislao detto NINI’ siamo cresciuti insieme fino alla mia partenza.
Vi allego la foto ricordo che ho fatto con Maurizio e mando un caloroso e fraterno abbraccio a tutti Voi. Alla prossima, ciao da Ugo”.

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lunedì 15 novembre 2010 (Paolo Balzano)

Ci scrive Paolo Balzano da Tivoli:
“Carissimo Maurizio, del tempo ne è passato (circa un anno!!!) da quando da Agrigento cercando nel web qualcosa d’ interessante sulla bellissima città di Castellammare di Stabia mi sono imbattuto nel mitico “Libero Ricercatore”… Per farti capire meglio all’epoca, avevo aggiunto un po’ di soprannomi stabiesi, nell’area dedicata, fra i quali quello di mio suocero Franco Esposito (lavorava all’AVIS) detto ‘O Monaco… se non erro mi ha detto che ha avuto anche l’occasione di conoscerti un po’ di tempo fa in villa comunale… Con la mia famiglia ora non sono più ad Agrigento bensì a Tivoli, faccio sempre lo stesso lavoro… (il carabiniere)… porto comunque e sempre nel cuore un pezzo della bellissima Stabiae… ancora di più grazie al tuo sito! Un saluto a presto!”
CORDIALMENTE PAOLO BALZANO & Family

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sabato 13 novembre 2010 (Gennaro Cesarano)

Lettera aperta di Gennaro Cesarano (amico di liberoricercatore.it), che scrive al Sindaco Luigi Bobbio (visualizza l’allegato):
“Carissimo liberoricercatore, a seguito dei tragici avvenimenti che purtroppo vedono migliaia di famiglie della piana del Sele vittime di una catastrofe naturale e nella certezza che il mio pensiero possa essere condiviso da tutti gli stabiesi, ti giro per conoscenza la lettera che ho inviato al Sindaco Bobbio. Sicuro della tua attenzione, ti chiedo la gentilezza di rimetterla quanto prima in pubblicazione anche a beneficio degli affezionati lettori del nostro sito”.
Grazie infinite. Gennaro Cesarano

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giovedì 11 novembre 2010 (Giuseppe D’Angelo)

Ci scrive Giuseppe D’Angelo, studente di architettura:
“Salve sono Giuseppe D’Angelo, studente d’ architettura a Napoli, mi ha dato il suo riferimento e sito internet Don Fabio Di Martino… Mi piacerebbe trattare come tema di Restauro Architettonico la chiesa di Santa Maria Della Pace, di cui so che è un grande conoscitore. Essendo impossibilitato all’ingresso per rilevarne l’interno e scattare foto, vorrei, se fosse possibile, che mi inviasse il materiale e le foto dell’interno. Le sarei davvero grato. Mi scuso per il disturbo e la ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti, Giuseppe D’Angelo”.

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martedì 9 novembre 2010 (Rodolfo Armenio)

Ci scrive Rodolfo Armenio, dell’Associazione Internazionale “Regina Elena”:
“Egregio Sig. Direttore, mi chiamo Rodolfo Armenio e sono il Delegato di Pompei dell’ Associazione Internazionale Regina Elena, ho letto l’articolo LA DUCHESSA D’AOSTA ELENA D’ORLEANS a cura di Giuseppe Zingone, alla fine dell’articolo non è precisa l data di morte, ho in possesso il certificato di morte della Principessa Helene di Francia Duchessa d’Aosta, la Duchessa mori il 20 gennaio 1951. Complimenti per l’ottimo lavoro che fate, resto a vostra disposizione per qualunque notizie nell’attesa saluto cordialmente.
Rodolfo Armenio”.

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martedì 2 novembre 2010 (Gigi Nocera)

Un nuovo messaggio del carissimo Gigi Nocera da Torino:
“Ecco come i buoni stabiesi anche a Torino fanno onore a Castellammare ( articolo tratto dal giornale “La stampa” del 31/10/2010 )
Cari saluti, Gigi Nocera”.

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sabato 30 ottobre 2010 (Giuseppe Zingone)

In rif. ad “Allegoria di Stabia“, una riflessione di Giuseppe Zingone:
“Una città che fugge? Semplicemente il fuoco, il vulcano, il Vesuvio che lambisce le nostre vite, la stessa collocazione ed il dito indicano chiaramente che si tratta della lava, la paura che accompagna chi come noi vive sotto “Lo sterminator Vesevo”, certo le belle parole usate dal professor Casale, indicano che quella scultura si presta a diverse interpretazioni. E allora, se quel dito indicasse gli amministratori della nostra bella Città dai quali bisogna fuggire? Chissà…
Giuseppe Zingone”.

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martedì 26 ottobre 2010 (Lucia Amendola)

Ci scrive la carissima Lucia Amendola:
“Carissimo Maurizio, è tanto tempo che non scrivo, in compenso consulto spesso il sito e gli aggiornamenti. Ho ricevuto una bella lettera da uno dei più grandi matematici polacchi del momento. L’ho conosciuto in occasione di un convegno, abbiamo parlato e mi ha chiesto una copia del libro. La cosa ha avuto un seguito straordinario, che non mi sarei mai aspettata, per cui gli ho mandato una serie di fotografie dei protagonisti e ora mi dice che vuol conoscere i luoghi di cui parlo nel romanzo. Sa che ho provato un po’ di timore al pensiero che possa rimanere deluso, dato il degrado in cui si trovano quei posti a noi tanto cari e che certo sono tra i più belli del mondo? Vorrei tanto con i miei scritti contribuire, seppure in minima parte rispetto a quello che fate voi e il FAI, alla loro rinascita. Le allego la lettera del Professor Kijowski. Seguo con ansia le sorti del cantiere e spero che tutto vada per il meglio.
Con affetto, Lucia Amendola”.

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venerdì 22 ottobre 2010 (Giovanni Ferraro)

I ricordi della memoria dello stabiese Giovanni Ferraro:
“Spettabile redazione, sono Giovanni Ferraro, stabiese, ma ora residente a Jesolo in provincia di Venezia da più di 50 anni. Seguo costantemente le rubriche del vostro sito, tutte davvero molto interessanti. A suo tempo vi feci invio di una mia lettera che puntualmente pubblicaste e per questo lasciate che vi ringrazi. Nella speranza di riconoscere qualche volto amico dei tempi che furono visito spesso i ” ricordi della memoria ” dove in una foto addirittura c’era mio padre. Vi assicuro, per me fu una bella emozione. Ho pensato di inviarvi, con preghiera di pubblicarla nella rubrica di cui sto parlando, questa vecchia foto della Juve Stabia ” B ” anni cinquanta, dove sono stato portiere prima di passare poi ad altre squadre. Sarei veramente contento se qualcuno si riconoscesse e soprattutto mi riconoscesse.
Vi ringrazio e vi saluto cordialmente, Giovanni Ferraro”.

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martedì 19 ottobre 2010 (Gennaro Ferrara)

Ci scrive Gennaro Ferrara, laureando in Ingegneria Edile:
“Gentile Professore, sono Gennaro Ferrara, laureando in Ingegneria Edile presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il mio tema di tesi è la riqualificazione dell’area Magazzini Generali – ex silos del grano e del sale – sul porto di Castellammare di Stabia. Un buon progetto non può prescindere da un’adeguata conoscenza del contesto su cui si interviene, per cui sto svolgendo ricerche storiche e archivistiche sull’area portuale e soprattutto sulle costruzioni ivi insistenti, al fine di determinarne la storia, le trasformazioni, la consistenza. Ho consultato i testi di storia stabiese (D’Angelo, Salvati, Vanacore, Parascandolo…) e altri più prettamente tecnici sulle opere portuali. Ho inoltre visitato l’archivio storico comunale, dove ho preso visione di cartografie storiche e foto d’epoca. Ho già ricavato molte informazioni (anno di costruzione, promotore, impresa, descrizione dei lavori, ecc.) che sarebbero sufficienti per una tesi “ingegneristica” e non “storica” quale è il mio caso; tuttavia questa ricerca mi ha appassionato e vorrei arricchirla con planimetrie, piante, disegni di progetto, foto del cantiere dell’area dei silos. Saprebbe indirizzare in qualche modo la mia ricerca, indicarmi un ente o archivio a cui far riferimento (è demanio marittimo lì?)?Nell’attesa di una risposta, Le porgo i miei complimenti per le sue ricerche. Le garantisco inoltre la mia disponibilità a mostrarle il frutto della mia ricerca.
Saluti. Gennaro Ferrara”.

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domenica 17 ottobre 2010 (Luigi Casale)

La lettera del carissimo prof. Casale:
“Caro Maurizio, sono contento di aver ripreso i contatti. La mia rinata euforia è dovuto ai 15 gg trascorsi a Castellammare nello scorso settembre. Lo sciopero delle Terme mi ha offerto l’occasione (causa la mancata seduta mattutina ai bagni di fango) di visitare i due siti archeologici più importanti del comprensorio; la conseguente ricerca dell’antiquarium (che in effetti non ho potuto visitare per gli ovvi motivi che tutti conoscete), mettendomi sulle tracce della scuola Stabia, di là al Plinio Seniore, grazie alla cortesia di una segretaria, mi ha fatto incontrare il Prof. Carosella, mio insegnante di latino a Torre negli anni 1962/64. Lo stesso disguido poi mi ha fatto scoprire il “prezioso” museo diocesano dove ho conosciuto persone squisite e delicate, impegnate sul fronte della cultura e della socialità. Ho contattato anche il centro di studi per l’archeologia di Stabiae (ex-salesiani). Ho fatto una passeggiata a Gragnano, dove ricordo di esserci stato da bambino in occasione di qualche festa patronale. Dappertutto ha scattato foto. Tantissime foto. Un’altra favorevole circostanza mi ha fatto incontrare il vostro vescovo ( che inconsapevolmente avevo fotografato, quella stessa mattina – in prima fila – al corteo della manifestazione per i Cantieri; era questo il motivo per cui mi ero affrettato, dietro suggerimento di mio nipote Alfonso, a trasmetterti le foto ). Nella stessa occasione ho rivisto con tanta gioia don Vicenzo Donnarumma, parroco di Pimonte, mio amico di classe alla 1^ liceo nel 1959/60. La verità è che pur praticando Castellammare, per avervi lavorato ( alla Stazione FS negli anni 1972-73 ), ne conoscevo solo le zone confinanti con Torre e il bel lungomare fino all’Acqua della Madonna. Ora ne sono innamorato.
Scusa per lo sfogo confidenziale. Adesso ti ritrasmetto le “stroppole” di ieri, aggiornate con qualche correzione e integrazione.
Luigi Casale”.

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giovedì 14 ottobre 2010 (Antonio Orazzo)

Lettera si Antonio Orazzo, presidente della locale UNITRE:
“Risposta al signor Nocera e precisazione al mio amico Cimmino: Premesso che sia le azioni naziste che quelle dei Piemontesi sono da condannare e non si devono mai più ripetere, voglio precisare il perchè delle 100 volte peggiori. Non so se il signor Nocera di Torino è andato a visitare Fenestrelle. Fino a qualche anno fa era impossibile entrarci, oggi ci si può andare ed io ci sono stato l’anno scorso e forse ci ritornerò a Novembre. Fenestrelle è quasi lunga quanto la muraglia cinese ma per vedere delle foto basta ricorrere al sito www.unitrestabia.it all’incontro “I campi di concentramento”. Ho visitato i campi di concentramento tedeschi, Auscwitz e Bikenawer, nel 1991 quando seguivo la costruzione di quattro motori Sulzer per la Tirrenia a Katowice. Ora: da Fenestrelle non è uscito mai vivo nessuno e nel giro di un mese morivano, mentre dai campi di concentramento tedesco si. A Fenestrelle i prigionieri morivano per il freddo intenso, avendo i piemontesi divelto tutte le imposte, e la morte per il freddo intenso è la peggiore che si possa augurare perchè incominciano a ghiacciare prima gli arti e poi a poco a poco si arriva al cuore. Ad Auschwitz si moriva nelle camere a gas, ma la morte con il gas è molto dolce basta leggere i tanti episodi che avvengono da noi durante l’inverno per i morti per esalazioni si ossido di carbonio. I tedeschi dopo Marzabotto, dopo le Fosse Ardeatine ecc. non distrussero le città, mentre i Piemontesi dopo l’uccisione dei cittadini, donne, uomini e bambini, bruciarono le città come a Casalduni, Pontelandolfo ed altri 87 Comuni. Tutto è stato letto in diari lasciati da militari sabaudi. I tedeschi erano in guerra con noi, con i Piemontesi eravamo “fratelli d’Italia”.
Al mio amico Cimmino voglio dire che non sapevo che era lui a scrivere quelle biografie, ci incontriamo spesso e ne avrei parlato da vicino. Tutto quello che ho detto su Guglielmo Acton si legge nel Comune di Gaeta e presto inviterò il Sindaco a C/mare a tenere una conferenza.
Un caro abbraccio a tutti, Antonio Orazzo”.

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mercoledì 13 ottobre 2010 (Antonio Cimmino)

Antonio Cimmino scrive in merito allo scritto di Antonio Orazzo:
“Caro Maurizio, ho letto quanto scritto da Antonio Orazzo. Indubbiamente i vertici delle forze armate del Regno delle Due Sicilie, furono “comprati” da agenti di Cavour e le sue osservazioni (senza qualche colorito passaggio) potevano essere utili per aprire un pacata discussione su una pagina alquanto oscura della nostra storia nazionale. Ma il livore che emana questo suo scritto non favorisce certamente una analisi obiettiva degli avvenimenti storici che potrebbero essere visti da altre angolazioni e dalla parte dei vinti. Gugliemo Acton, comunque, per la Marina Militare, resta uno dei pilastri per la costituzione della Regia Marina del nuovo Stato. Sono fermamente convinto che la divulgazione storica tra i giovani, dovrebbe essere scevra da posizioni estremistiche (quanti danni hanno prodotti i “cattivi maestri” degli anni di piombo!).
Questo è quello che volevo dirti. L’uscita di Orazzo, credo, possa ritenersi comunque positiva perché rappresenta la dimostrazione che il sito – semmai ce ne fosse bisogno – è vivo e riesce a creare vivaci (e inconsulte) reazioni.
Ad maiora semper, Antonio Cimmino”.

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martedì 12 ottobre 2010 (Gigi Nocera)

Una missiva del carissimo Gigi da Torino:
“Caro Maurizio, tramite il tuo sito vorrei far pervenire al Signor Orazzo le seguenti mie considerazioni. Chiedo scusa quindi se approfitto della tua disponibilità.
“Egregio Sig. Orazzo, nel leggere il suo scritto su “L’ultimo giorno dell’assedio di Gaeta”, pubblicato sul Libero Ricercatore qualche giorno fa, sono rimasto allibito. Tutto preso dallo studio rivalutativo dei Borbone, Lei si è fermato ad analizzare gli avvenimenti storici occorsi più di 200 anni fa, sottovalutando quello che di molto più tragico è avvenuto in Europa una ottantina di anni fa.
Lei ha mai sentito parlare dei campi di sterminio nazisti? Ha mai saputo che in questi “campi”sono stati messi a morte più di 6 milioni (SEI!) di innocenti nel modo più atroce ed immaginabile possibile? Ha mai sentito parlare di una certa ragazzina che si chiamava Anna Frank? Questo nome: Primo Levi le dice qualcosa? Oppure quest’altro nome ( e ne potrei citare a migliaia) Elie Wiesel lo ha mai sentito nominare? E per stare più vicino a noi, ha mai sentito parlare delle sorelline napoletane di 4 e 6 anni Alessandra e Liliana Bucci, cattoliche e non ebree, che sulle loro braccine portavano tatuati i numeri che ne rivelavano l’internamento nell’atroce campo di Auschwitz? O del loro cuginetto Sergio, di 6 anni, finito nella clinica (?) del famigerato dottor Mengele e torturato atrocemente per dei criminali esperimenti genetici che lo portarono alla morte, a SEI anni?
Di fatti analoghi ne potrei citare a migliaia, ma forse a lei non interessano in quanto è convinto che le azioni delle W-SS (cioè l’assassinio di sei milioni di innocenti) “sono state 100 volte più blande di quelle dei piemontesi e dei traditori meridionali” effettuate durante l’assedio di Gaeta. Evidentemente le giuste unità di misura per lei sono opzionabili. Secondo Lei può esserci un paragone su un fatto, seppur tragico, che ha comportato qualche centinaio di morti con lo sterminio di milioni di esseri innocenti? Se nel caso volesse aggiornare le sue conoscenze su quanto è avvenuto nel cuore dell’Europa dal 1938 al 1945 sarei ben lieto di regalarle una decina di libri-testimonianza. A polemizzare con lei, e mi scuso se questa mia offende la sua suscettibilità, mi ha spinto l’incongruo paragone, anzi la sottovalutazione, che lei ha fatto di una tragedia dell’umanità che fece dire a un testimone diretto: “Se c’è stata Auschwitz non c’è Dio!”. Con i più distinti saluti.
Gigi Nocera”.

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venerdì 8 ottobre 2010 (Ilaria Cascone)

Ci scrive Ilaria Cascone:
“Sono Ilaria Cascone e voglio far sapere a tutti che non è mai troppo tardi. Seppure alla tarda età di 36 anni, oggi mi laureo. Grazie dell’ospitalità.
Ilaria Cascone”.

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mercoledì 6 ottobre 2010 (Michele Castellano)

Ci scrive Michele Castellano:
“Gentili amici, ho letto il racconto di Libera Coppola con le lacrime agli occhi, mi sono visto lì dove sono nato nel vico Mammane a Castellammare, volete essere gentili da farmi avere la mail o il numero di telefono di Libera Coppola, volevo parlarle per chiedere alcune cose del suo racconto. Ci conto grazie.
Michele Castellano”.

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mercoledì 6 ottobre 2010 (Angelo Del Gaudio)

La lettera del carissimo Angelo Del Gaudio:
“Ho letto con interesse la lettera di Antonio Orazzo e mi sono meravigliato e ammirato per i tanti e vari corsi che organizza l’UNITRE. C’è da chiedersi quali e quanti volontari si prestano per gestire gli eventuali corsi attivati dal momento che tutto è gratis. Orazzo certamente saprà che per queste iniziative formative ci sono i Fondi CEE e pertanto non sono gli amministratori che si devono attivare ma i responsabili a livello regionale perchè i corsi validi proposti siano accettati e finanziati. Ciò non solo dà respiro all’associazione ma gratifica chi vi aderisce sapendo che il riconoscimento regionale di tali qualifiche è una carta di credito per future immissioni nel mondo del lavoro.
Angelo Del Gaudio”.

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martedì 5 ottobre 2010 (Antonio Orazzo)

L’invito di Antonio Orazzo, presidente UNITRE di Castellammare:
“Venerdì 8 ottobre alle ore 18, nel salone “Spazio per tutti”, adiacente alla Chiesa del Carmine, l’Unitre di C/mare di Stabia inizia il suo tredicesimo anno. La prolusione è tenuta dal naturalista Ferdinando Fontanella e dal regista Salvatore Raiola sul tema: “La natura del Faito” Perché Università delle Tre Età?
Università delle Tre Età e non della Terza Età perchè è ormai in crisi la separazione tradizionale delle età. Non esiste più la distinzione rigida fra giovinezza a scuola, età adulta al lavoro e vecchiaia assistita. Oggi si parla della diminuzione del lavoro nelle industrie, della recessione, della mancanza di esportazione ed io mi domando: a che cosa è dovuto? Certamente il declino del lavoro dipendente è dovuto per due terzi alla scomparsa di mansioni di operaio qualificato. Bisogna preparare i giovani di quelle conoscenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro e per poter fare questo occorrono politiche sociali fondate sul capitale umano e sulle conoscenze, occorre ripensare i nostri sistemi scolastici ormai disastrati, creare le condizioni educative e culturali affinché i giovani siano vincenti sul mercato. Costruiamo depuratori e termovalorizzatori e non funzionano perchè mancano coloro che devono condurli e manutenzionarli. Il cattivo funzionamento dei depuratori ha fatto allontanare migliaia di turisti stranieri dalla Campania. Tutti i soldi stanziati per la formazione dei giovani dove sono finiti? La Regione ha mai organizzato corsi specifici la manutenzione di depuratori, inceneritori, sicurezza, gas tossici? Mai, perché su questi corsi non si poteva lucrare, dovevano essere fatti seriamente per salvaguardare la vita degli addetti.
La democrazia, di cui tanto parlano la maggior parte dei nostri politici, ignorandone il vero significato, si regge sulla partecipazione, sul senso di responsabilità, sulle conoscenze. Ecco il motivo che ci ha spinto a definire UNITRE : Università delle tre età. Parlo solo dei giovani perché attualmente la disoccupazione giovanile in Campania supera il 60%, i dati che ci danno sono fasulli. Un GIOVANE costruisce la propria vita con le esperienze di studio, di lavoro, di cura del corpo, della mente, del fisico, con rapporti sociali molteplici e differenziati e qui nell’Unitre può trovare tutto questo, integrando e completando le esperienze di scuola, di lavoro, di svago con gli amici. Anzi, molti anziani, che frequentano l’Unitre sono propensi a preparare i giovani ad una professione di sicuro avvenire: basta solo avere i locali e le attrezzature. Abbiamo spesso inviato alla Regione e al Comune raccomandate per la formazione gratuita di tecnici per la progettazione e installazione di impianti di generazione termica, fotovoltaica ed eolica, tecnici per la manutenzione e conduzione di depuratori ed inceneritori ma inutilmente, risposte non ne abbiamo avuto forse perchè l’Unitre effettua i corsi gratuitamente. Da due anni cerco di organizzare un corso per “Incisore di cammei” ma inutilmente; in Italia non ci sono “argonisti”, una specializzazione che va scomparendo, ne cercano a migliaia, e chi se ne deve preoccupare? I nostri governanti….dormono,…. dormono…!!!! Tanto ad essi non interessa niente delle morti bianche!!!!!
In questi anni abbiamo visto crescere l’interesse nei nostri riguardi, segno non solo di vitalità, ma anche di risposte concrete alle istanze dei soci studenti. Anche l’Università di Napoli “Parthenope” ha inviato un suo laureato a fare il tirocinio presso l’Unitre e la stipula della convenzione ci ha riempito d’orgoglio. Abbiamo soci giovani che provengono da tutta l’Italia e questo ci fa onore perchè da questi giovani attingiamo la forza per andare avanti perchè riusciamo dare loro non solo la speranza ma la certezza di trovare un lavoro e poi siamo spinti dai nobili scopi perseguiti dall’UNITRE chiaramente indicati nello Statuto.
Quest’anno abbiamo molte novità, le apprenderete venerdì 8 agosto ; per ora vi elenco, in ordine sparso, i corsi che intendiamo attivare: Patchwork – Incisore di cammei – Intorno a Socrate – Laboratorio musicale di chitarra – Fitoterapia – Depurazione dell’acqua – Smaltimento dei rifiuti con particolare riguardo dei termovalorizzatori – Ginnastica dolce – Italiano per stranieri – Corso di Scrittura – Laboratorio teatrale – Inglese – Conduttore generatori di vapore – Energie rinnovabili – Hatha Yoga – Impianti frigo e condizionamento – TAI CHI – Storia del Regno delle due Sicilie – Storia del Turismo – Informatica (office) – Alfabetizzazione Informatica – Ricamo – Storia dell’acqua – Aritmetica e geometria dell’operaio e della massaia – Merletti di Cantù (tombolo) – Ginnastica ritmica – ed infine abbiamo intenzione di attivare un corso sui gas tossici visto i tanti incidenti che accadono quasi giornalmente.
Il costo d’iscrizione è sempre di euro trenta annuale (per l’assicurazione, libretto, tesserini di riconoscimento, manifesti ecc.) più 10 o 20 euro annui, a secondo del corso, per le spese che si devono sostenere. Voglio sempre ribadire che la nostra è un associazione senza fini di lucro ed alcuni anni fa per chiedere di inaugurare l’Unitre nel Palazzetto del mare, mi furono chiesti 550 euro (solo a titolo di cronaca).
Per concludere voglio dire che dopo che ho portato il libretto alla stampa, altre persone sono venute da me per dare gratuitamente il loro sapere. Ciò vuol dire che a C/mare sono tanti che vogliono dare e devo pensare che l’unico problema sono le Amministrazioni che non hanno capito niente.
Antonio Orazzo”.

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martedì 28 settembre 2010 (Pasquale Cuomo)

Lettera aperta al Presidente della Repubblica, di Pasquale Cuomo:
“Egregio Presidente della Repubblica (scrivo alla “Posta del Quirinale”), per manifestare tutto il mio amaro disappunto per ciò che sta accadendo, sono un operaio di Castellammare, che crede ancora nelle Istituzioni (anche se gli ultimi, noti avvenimenti fanno vacillare queste mie certezze). La mancanza di lavoro che oggi colpisce il “nostro splendido Cantiere navale…”, nato più di due secoli fa, molto prima della nostra stessa Repubblica (fondata sul lavoro o no?) ha buttato nello sconforto un’intera città e i cittadini delle sue zone limitrofe. In questo particolare momento, vedo negli occhi della nostra gente la disperazione, la tristezza e l’impotenza di chi non arriva a fine mese in una terra già martoriata dalla delinquenza (che ci aspetta a braccia aperte) e dall’ABBANDONO da parte delle Istituzioni. Sono genitore di tre FIGLI, e giorno dopo giorno, vedo svanire i sogni e le speranze di un’intera generazione e di quelle a venire. Possiamo solo far sentire la nostra voce in cortei e manifestazioni, ma i fatidici “Fili”, purtroppo, vengono mossi da persone senza cuore e assolutamente non meritevoli di trovarsi al Governo (Lei mi dirà che li abbiamo votati noi, si è vero, ma è altrettanto vero che le “facce” a candidarsi sono solo e sempre le stesse, la scelta quindi è assolutamente forzata: mio nonno 40 anni fa, votava le stesse persone). Giovedì sera di ritorno da Palermo, città in cui lavoravo (anche io ora son finito nella “tetra” cassa integrale), ho visto “Annozero” in collegamento con la FINCANTIERI di Castellammare, ho provato tanta rabbia nel vedere che in studio si è parlato per tutta la puntata di cose futili e inconsistenti: la casa a Montecarlo di un onorevole, dedicando così solo tre interventi di un minuto o poco più (assolutamente troppo poco risalto), alla nostra annosa questione, una crisi che attanaglia la nostra/Vostra “terra”. ‘O sazio nun crede ‘o riùno”, recita un famoso detto napoletano, lei mi capirà di certo essendo conterraneo, ma noi non chiediamo sussidi o elemosina, i lavoratori oggi chiedono solo LAVORO (un nostro diritto) in modo che con orgoglio e dignità, ed aggiungo umiltà (mi creda, sappiamo solo lavorare) da onesti lavoratori e padri di famiglia non si spenga la luce nei nostri occhi. A lei non manca…, la stima che abbiamo nei suoi confronti è infinita, veda quindi di ammorbidire i toni al Governo, e metta la “buona parola” con chi conta (Lei di sicuro ci riesce), faccia in modo che con il lavoro rifiorisca in tutti noi l’orgoglio di essere Italiani…

Con i più Distinti saluti e speranzoso che questa mail sia veramente letta da Lei, la saluto caramente anche a nome di tutti gli operai della storica Fincantieri di Castellammare.
Pasquale Cuomo”.

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martedì 28 settembre 2010 (Marcello Esposito)

Ci scrive Marcello Esposito, operaio stabiese della Fincantieri:
“Invito tutti gli affezionati lettori di liberoricercatore.it (iscritti a Facebook), a scrivere una lettera al Presidente della Repubblica per esternare i nostri stati d’animo e per rendergli chiara qual é la vera situazione (Fincantieri).
Magari non serve… ma in questi casi è doveroso provarle tutte, ecco il link diretto alla rubrica: La Posta del Quirinale
Marcello Esposito”.

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venerdì 24 settembre 2010 (Gigi Nocera)

Un pensiero di Gigi Nocera in merito alla crisi del nostro cantiere:
“Maurì stu sisco che hai messo come sottofondo all’Editoriale, mme fatto venì ‘o core comme nu pullicino. Quel fischio che ho sentito come stabiese e come operaio del Cantiere mi ha messo addosso una tristezza senza fine, che non è semplice nostalgia. Si, è pure nostalgia, ma prima di tutto è il pensiero del dramma che d’ora in poi vivranno tante famiglie, che vivrà Castellammare che mi rattrista, accompagnato da altri mille pensieri e domande che hanno affollato la mia mente: “Come vivrà tanta povera gente?”, “Che fine farà questa bella città senza la sua principale fonte di reddito?” “Ma coloro che decidono una tale tragedia, una coscienza ce l’hanno?” e ancora: “Ma non hanno pensato che una loro siffatta decisione può spingere molti giovani nelle braccia della camorra?”
Nella lettera che scrissi l’anno scorso a Gesù Bambino, e che il L.R. pubblicò, questo temevo. Vuol dire che la volontà di questi uomini infami è più forte di tutto e di tutti? Non voglio crederci, non debbo crederci. Cosa posso fare io per “dare una mano”, pur se lontano? Poco o nulla, ma la solidarietà e la condivisione della loro tristezza non gliela farò mancare mai. Coraggio, miei concittadini, miei fratelli!
Gigi Nocera”.

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mercoledì 15 settembre 2010 (Giuseppe Zingone)

Un nuovo messaggio di Giuseppe Zingone da Ladispoli:
“Gentile Liberoricercatore, ho letto con interesse, il comunicato sulla Cassarmonica, in realtà pensavo si trattasse di una presa di coscienza da parte della cittadinanza attiva della Città e che finalmente ci si facesse carico personalmente del bene artistico in questione, senza attendere le sonnolente istituzioni per risolvere i problemi annosi che attanagliano Castellammare. Già a Giugno numerosi cittadini avevano notato che alcune parti della Cassarmonica costituivano un pericolo per gli avventori incauti (penso ai bambini) ed avevano chiesto più volte l’intervento dei vigili, ottenendo sia il distacco delle parti pericolanti che il transennamento a chiusura della stessa. Sullo stato delle piante e il degrado della Villa, Nando Fontanella ci ha palesato la situazione già da qualche annetto, per cui mi sembra non solo tardivo il comunicato, ma quasi una notizia doppione, inviterei perciò “l’associazione idea Città” ad andare oltre; penso sia giunto il momento della realizzazione delle idee, affinchè le idee diventino realtà. L’anno scorso uno stabilimento balneare si appropriò di una porzione di spiaggia libera (a Ladispoli dove vivo) si raccolsero immediatamente firme ed io stesso vi partecipai, la spiaggia ci fu restituita, quindi vi invito ad organizzate un sit in, provate a smuovere qualche ente preposto ai beni artistici o sensibile a tali iniziative, bisogna andare “oltre” “‘e parole nun fanno rummore” cantava Pino Daniele, perchè di idee che non si concretizzano se si scava nelle carte del Comune ne troverete scaffali stracolmi.
Saluti, Giuseppe Zingone”.

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domenica 12 settembre 2010 (Gigi Nocera)

Un nuovo messaggio del carissimo Gigi Nocera da Torino:
“Caro Libero Ricercatore, l’appassionata e puntuale segnalazione del coraggioso naturalista stabiese Nando Fontanella ha portato ancora una volta all’attenzione dei cittadini l’amore che i suoi amministratori hanno per questa splendida città.
Cosa vuoi che siamo quattro piante secche proprio sotto i loro occhi quando si affacciano dal balcone del Palazzo Comunale. Loro sono sobri, non amano gli addobbi al loro passaggio. Sono impegnati in ben altre faccende affaccendati! Per esempio si battono strenuamente in tutte le sedi appropriate per risolvere la crisi del nostro glorioso Cantiere Navale. Cercano di porre rimedio al susseguirsi dei “lavaroni” appena qualche millimetro di pioggia si abbatte sulla città. Indicono importanti manifestazioni per onorare degnamente i nostri illustri concittadini (Viviani, Ruccello, Denza, Bonito e tanti altri). Si preoccupano per tenere sempre più pulita la città; di regolare il caotico traffico cittadino. Sono uomini del “fare” loro. Altro che pensare a dei miseri arbusti!. E se il “verde” diventa marrone che importanza ha: sempre colore è. E che il Signor Nando, “fissato” con questa natura, non rompa le scatole. Se gli piace tanto il verde, la bellezza dei paesaggi che se vada in Irlanda, in Svezia, o se più vicino, in Alto Adige o in valle d’Aosta, o in qualsiasi altra parte d’ Italia, dove tanti concittadini già ci sono andati. Naturalmente non per ammirare i paesaggi, ma perchè la loro città nulla aveva da offrirgli: neanche un poco di verde, o un albero dove sotto le sue fronde godersi la brezza marina che nessun uomo del “fare” può impedire di far soffiare. Gigi Nocera”.

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venerdì 10 settembre 2010 (Gianni Ferraro)

Ci scrive il sig. Gianni Ferraro da Jesolo (Venezia):
“Spettabile redazione, vi prego cortesemente far pervenire al sig. Carotenuto Raffaele, i miei più sentiti ringraziamenti accompagnati da affettuosi saluti, per avervi inviato quella foto del 1952 dove è ritratto mio padre assieme al gruppo dei ragazzi della congregazione di S. Francesco Saverio del rione Spiaggia. Carotenuto Raffaele, sebbene credo siano trascorsi più di 40 anni dacchè non ci siamo più incontrati, sicuramente si ricorderà del sottoscritto, amico intimo del suo simpatico genitore. Grazie infinite.
Gianni Ferraro da Jesolo (Venezia)”.

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martedì 7 settembre 2010 (Antonio Orazzo)

Ci scrive Antonio Orazzo, presidente dell’UNITRE di Castellammare di Stabia:
“Salve, invio in allegato una delle inziative dell’Unitre (università delle tre età) relative all’anniversario dell’invasione di Napoli da parte dei garibaldini.
Cordiali saluti, Antonio Orazzo” ( visualizza l’allegato “messa in suffragio” ).

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domenica 5 settembre 2010 (Don Catello Malafronte)

Ci scrive don Catello Malafronte, rettore del santuario di San Michele al Faito:
“Cari amici, il 24 settembre p.v. ricorre il 60° anniversario della Consacrazione del santuario di San Michele al Faito. Ho pensato di ricordare questo straordinario evento rimettendo sul Campanile del santuario le quattro campane del 1950. Ho bisogno dell’aiuto di “250 amici” disponibili a offrire 100,00 euro ciascuno in onore dell’ Arcangelo Michele. Sono certo che non mi lascerete solo! Intanto vi invito a partecipare alla solenne inaugurazione delle campane e alla celebrazione eucaristica nel giorno della festa il 29 settembre alle ore 17,30. Grazie di cuore. Don Catello”.
Per contatti e ulteriori info si consiglia di consultare: www.sanmichelealfaito.it

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martedì 31 agosto 2010 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio… io prendo le cose della vita ridendo e scherzando… Cosa vuoi, io non riesco a prendere sul serio quasi nulla: do importanza soltanto a quei fatti, a quelle cose, che veramente sono seri e che possono incidere profondamente nella mia vita. Come la salute dei miei cari, la loro serenità (non parliamo di felicità) e dei miei cari carissimi giovani amici che tanto affetto, stima e rispetto mi portano. Quanto al resto , come vedi scherzo anche sulla mia morte, che non mi fa per nulla paura, tanto, come diceva quel faro che ha illuminato e segnato il cammino della mia vita, cioè mio padre “A ‘na certa età haddà ascì ‘nu ca… ‘a mmiezo ca te porta ‘Mparaviso”. Ma siccome io non ho nessuna fretta, anzi!, riempio la mia vita di progetti e mi vengono in mente le parole dette da Mario Soldati ad un giornalista che lo intervistava in occasione del compimento dei suoi 90 anni: “Caro signore io al mattino mi sveglio con in testa tanti di quei progetti che per realizzarli tutti mi occorrono altri 90 anni, e quindi voglio concretizzarli”. E per me è lo stesso: ho iniziato tanti di quei lavori che per finirli tutti effettivamente mi occorrono 90 anni, e sono certo (presuntuoso!) di portarli a termine. E poiché siamo nel discorso, ti informo che ho iniziato a scrivere un altro “ricordo” per il nostro L.R.. Parlerò di quando l’apparecchio radio a Castellammare lo possedevano pochissime e soltanto benestanti famiglie. Io ho avuto la fortuna di avere il nonno materno che stava “abbastanza bene” e quindi l’aveva, e io ne godevo. Te lo invierò verso metà settembre-
Ora ti mando un pensierino che se ritieni lo puoi pubblicare suo sito quando vuoi.
“Nei giorni scorsi un frequentatore del sito ha ricordato “‘a sagliuta de carcere”. Ebbene, poiché per molti anni, quando da casa mia, ‘ncoppa a Caperrina, mi recavo alla Chiesa della Pace, oppure da mio nonno che abitava all’inizio di via S. Caterina, davanti a chella sagliuta ci passavo parecchie volte al giorno. E di quel edificio tetro e triste che era il carcere quello che mi colpiva di più non erano le inferriate di quelle finestre dove nell’interno la luce, penso, era sempre poca, e, come quel gigante del Teatro (la maiuscola non è casuale, perchè quello era Teatro!), Eduardo fa dire a Filumena Marturano quando descrive il basso dove è nata e vissuta “addò ‘o sole non trase manco a miezo juorno (neanche a mezzogiorno)”. Dicevo quindi che quello che più attirava la mia attenzione era la scritta che campeggiava sulla facciata, e che io leggevo tutte le volte che da li transitavo “CARCERE MANDAMENTALE”. Cosa frullava nella testa di un bambino di 7/8 anni con la mente fervida e assetata di sapere, che, in quei momenti, invece di pensare ai giochi si fermava a cercare di capire cosa volesse dire quella seconda parola? Gigi Nocera”.

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domenica 22 agosto 2010 (Antonello Casulli)

Ci scrive il sig. Antonello Casulli da Mantova:
“Con la presente volevo ringraziare Lei per il suo lavoro che si vede mosso da grande passione. Questo sito, per me che amo la mia città, e soprattutto la sua storia, ma che vivo ormai da anni lontano da Castellammare, è molto importante perché mi permette di coltivare anche da Mantova, dove mi sono stabilito, il mio amore per la storia locale della mia città. Ne approfitto per chiedere di pubblicare qualcosa su “La grotta di San Biagio”, che secondo me è uno dei capolavori della nostra città, ingiustamente trascurata. La sua storia come prima cattedrale, dove sono racchiusi affreschi importanti che racchiudono molto della storia di Stabia (anche di S. Catello di cui ci sono alcune sue ricerche sul sito) è ancora avvolta da un alone di mistero che secondo me la rende ancora più affascinante. Meriterebbe una campagna per la sua riscoperta e ristrutturazione!
Cordiali saluti. Antonello Casulli”.

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mercoledì 18 agosto 2010 (Enzo Esposito)

Ci scrive il carissimo Enzo Esposito, cantante/attore stabiese:
“Carissimi, vi invito sabato 28 agosto p.v. alle ore 21 presso le Nuove Terme di Castellammare di Stabia (NA) alla decima edizione del Gran Gala della Canzone Classica Napoletana “Palcuscenico” scritto ed interpretato da Enzo Esposito e Carmen Viviani; con la partecipazione di: Antonio Buonomo; Teresa Rocco; Luciano Salvetti; Anna Sciotti. Direzione musicale del Maestro Gianni Pepe. Regia Antonio Sciotti. Il Premio Mignonette di quest’anno sarà attribuito anche all’attore stabiese Italo Celoro scomparso recentemente, i figli, Marcella e Sergio, ritireranno il premio. Con preghiera di diffusione e partecipazione
Enzo Esposito!!!”.

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venerdì 13 agosto 2010 (Catello Guida)

Ci scrive Catello Guida del R.O.S.S. ( visualizza il sito ufficiale dell’Associazione ):
“Salve Maurizio, ti volevo comunicare che per tutte le domeniche del mese di agosto la nostra associazione svolgerà servizio di primo soccorso alle persone che si recheranno ai lidi in zona Pozzano e faremo assistenza ai viaggiatori nel caso si creassero delle code sulla SS145. Per le altre iniziative ti terrò costantemente aggiornato, ad esempio nel mese di giugno e una parte del mese di luglio i nostri volontari hanno provveduto alla pulizia dell’area sottostante la fontana del Re in zona Boschi di Quisisana bonificando l’intera area e cercando di restituire alla cittadinanza uno spazio di verde ormai abbandonato dall’amministrazione. A volte siamo anche in villa comunale con le nostre due unità cinofile e facciamo un po’ di addestramento sull’arenile anche per avvicinare le persone al mondo del volontariato… Ci teniamo come associazione a farci conoscere dai cittadini stabiesi vista la moltitudine di servizi che offriamo sul territorio della provincia di Napoli e quella di Salerno. Per dirla tutta i comuni limitrofi alla cittadina stabiese ci chiamano ogni qualvolta abbiano bisogno del nostro supporto mentre il settore di protezione civile del Comune di Castellammare, non so ancora per quale motivo, non ci ha preso ancora in visione per il supporto in manifestazioni. Spero che almeno cominciando con internet si possa rendere visibile l’opera splendida del volontariato che non richiede niente in cambio in termini economici, se non soltanto un GRAZIE. E invece in questo momento dico GRAZIE a te per la tua completa disposizione in tutto!!! A risentirci!!!
Saluti. Catello Guida”.

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giovedì 12 agosto 2010 (Gaspare Adinolfi)

In riferimento al precedente post (si veda: giovedì 12 agosto – Amalia Dema), giriamo alla vostra attenzione l’immagine ritratta (il giorno 11 agosto 2010) dal ricercatore sorrentino Gaspare Adinolfi:
“Pur se defilato e silenzioso, quello di Faito è un cantiere alquanto laborioso, nel bene e nel male… ecco il pilastro in oggetto.
Gaspare Adinolfi”.

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giovedì 12 agosto 2010 (Amalia Dema)

Giriamo alla vostra attenzione l’informativa segnalataci dalla gentilissima Amalia Dema della CPS di Castellammare di Stabia:
“Mi giunge in questo momento la notizia che si starebbe demolendo uno dei piloni detti Palorci che testimoniano l’attività industriale e commerciale che dal Cinquecento all’Ottocento si svolgeva tra il Monte Faito e la Marina di Vico Equense. I Palorci, progettati dall’economista Bartolomeo Intieri e realizzati da Michelagnolo Porzio, nella metà del Settecento, servivano come appoggi alla teleferica usata per il trasporto della neve, del legname e di altri prodotti: Trattasi di beni storici e architettonici che caratterizzano il paesaggio che si ammira dal Faito e dalla frazione Massaquano ove la teleferica terminava. Rappresentano vestigia di un’epoca e di studi che coinvolsero i migliori illuministi napoletani da Genovesi a Intieri; delle produzioni di neve e di legnami del Faito, con le quali hanno vissuto migliaia di famiglie. Di quel mondo resta soltanto la testimonianza dei ruderi dei Palorci. Mi permetto di invocare l’attenzione del mondo accademico e di tutte le persone consapevoli del danno che viene perpetrato alla nostra memoria. Chiedo l’intervento degli enti pubblici responsabili, dalla Sovrintendenza ai Beni Storici e Ambientali, al Ministero della Cultura, alla Presidenza della Regione, al Sindaco di Vico Equense. Se lo scempio è in atto, lo si fermi; se non lo è ancora, si faccia in modo che non avvenga. Ringrazio per l’attenzione pregando le persone e gli enti in indirizzo di diffondere questo appello.
Dottor Vincenzo Esposito, Via G. Nicotera 29/b – 80069 Vico Equense”.

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giovedì 5 agosto 2010 (Giovanni Cotticelli)

Il messaggio del sig. Giovanni Cotticelli:
“Mi chiamo Giovanni Cotticelli, sono nato ed abito a C/mare. Sono recentemente venuto in contatto tramite FB con dei parenti che non sapevo di avere che vivono a New Haven (Connecticut, USA) dove sono membri di una confraternita locale per il culto di S. Catello (per approfondimenti si leggano: “San Catello Society…” e “Stabiesi nel mondo”). A settembre ne celebreranno il 109mo (!) anniversario e mi chiedevano via email se fosse possibile avere/acquistare medagliette collanine braccialetti et similia del Santo. Ho chiesto in Cattedrale ma mi hanno risposto che sono disponibili solo immaginette. Potete aiutarmi?”.

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mercoledì 4 agosto 2010 (Umberto Cesino)

Ci scrive il carissimo Umberto Cesino:
“Carissimo Maurizio, ho letto i cenni storici del prof. D’Angelo sul Caffé Spagnuolo e, come al solito, ti devo ringraziare per l’inserimento dell’immagine del mio quadro. Credo che tu abbia notato su FB l’annuncio della mia mostra di pittura a Subiaco. Ogni tanto “tradisco” la mia amata città per qualche altro luogo ameno e pittoresco; spero non me ne vogliano i miei concittadini, anzi ne sono convinto, visto che “San Catiello è amante dei furastieri”. Se non l’hai fatto dai uno sguardo al sito Simbruina Stagna, che ha dato notizia dell’evento, tuttora in corso.
Ti informo, poi, che anche quest’anno sono tra i partecipanti al prestigioso Premio Terna 03, e ti invio il link alla mia opera in concorso.
Un caloroso abbraccio, Umberto”.

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martedì 27 luglio 2010 (Gigi Nocera)

I saluti del carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, in occasione delle tradizionale vacanze agostane voglio inviare a tutti gli amici del sito che finora mi hanno onorato della loro amicizia, della loro, stima e del loro rispetto, i più cari e sinceri auguri di buone vacanze per loro e per le loro famiglie. Avrei voluto contattare ognuno singolarmente, ma mi trovo fuori sede e non ho a portata di mano la rubrica con gli indirizzi e-mail. Quindi affinché il mio auguri pervenga a tutti indistintamente approfitto della cortese ospitalità del Libero Ricercatore. A te, alla cara Lia, ai piccoli e grandi Cuomo un affettuoso abbraccio. Vogliatemi e vogliatevi bene tutti. Gigi Nocera”.

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mercoledì 21 luglio 2010 (Silvano Cannavacciuoli)

Ci scrive il carissimo Silvano Cannavacciuoli da Boston (U.S.A.):
“Carissimo Maurizio, sono Silvano Cannavacciuoli da Boston (USA)… Spero tutto bene in famiglia. Scrivo perché nel sito non sono riuscito a trovare informazione oppure foto del cosiddetto “Palazzo dei Tedeschi”. Io ho delle belle memorie dell’interno del palazzo nella mia gioventù. Mi ricordo che dentro era un giardino e il proprietario lasciava aperto il cancello al Corso Vittorio Emanuele, e quello di dietro… così che gente prendeva l’accorciatoia dal Corso e usciva dietro le scuole elementari presso il Largo Fusco. Durante la guerra mi ricordo che i Tedeschi usavano il dentro per addestramenti e cantavano. Più tardi mi ricordo che divenne un bel ristorante all’aperto. Un ricordo molto particolare è che io festeggiai il mio diciottesimo compleanno, giovedì una sera molto bella, non fredda, e incantevole, a mangiare una pizza con Pupetta Pappalardo, una ragazza molto bella. Mi piacerebbe leggere la storia di quel palazzo ed anche vedere fotografie del suo interno, se è possibile. Grazie mille, Maurizio. Tanti saluti da Boston, Silvano”.

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mercoledì 21 luglio 2010 (Stefania Miotto)

Ci scrive la prof.ssa Stefania Miotto da Caneva (Pordenone):
“Gent.mo professore, sono un’insegnante di Lettere della scuola secondaria di I grado di Caneva (provincia di Pordenone) e sto compiendo una ricerca sulla famiglia Chiaradia, nell’Ottocento una delle più facoltose e influenti del paese. Credo che Eugenio Nino Chiaradia, nato a Castellammare nel 1875 (autore di numerosi saggi letterari) ed Eugenio nato nel 1921 (famoso campione di bridge) siano rispettivamente figlio e nipote di Eugenio Chiaradia di Caneva (1835-1900), che negli anni sessanta dell’800 si trasferì a Napoli e fu direttore del Giornale di Napoli e della Gazzetta. Mi potrebbe aiutare a confermare questi dati? Le sarei veramente grata! Ringraziando per la disponibilità, La saluto cordialmente. Stefania Miotto”.

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venerdì 16 luglio 2010 (Coop. di Teatro C.A.T.)

L’invito della Coop. di Teatro C.A.T. di Castellammare di Stabia:
“Salve, come già per gli altri anni, anche per questo anno la nostra Cooperativa di Teatro C.A.T. – che con il 2010 compie 42 anni di attività – propone una rassegna teatrale dedicata a Raffaele Viviani, che avrà luogo, nel parco delle Nuove Terme di Stabia, zona laghetto dei Cigni. La rassegna sarà composta da una serie di spettacoli teatrali, a partire da domenica 25 luglio (25/07) per concludersi domenica 15 agosto; per un totale di quattro rappresentazioni (posto unico € 10,00):
L’ULTIMO SCUGNIZZO: capolavoro in tre atti di R. Viviani (in data 25/07)
LO SPOSALIZIO: commedia comicissima in due atti di R. Viviani (in data 01/08)
SANTA LUCIA NOVA: brillante commedia in due atti di R. Viviani (in data 08/08)
L’ULTIMO SCUGNIZZO: capolavoro in tre atti di R. Viviani. (in data 15/08)
Certi che sarete lieti di inserirla ( visualizza la bacheca degli eventi ) nel vostro interessantissimo sito internet, distintamente salutiamo.

Grazie per la disponibilità, Cooperativa di Teatro C.A.T. “.

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lunedì 12 luglio 2010 (Dino De Luca)

Il messaggio di Dino De Luca da Siena.
“Ragazzi siete grandi!!!!!!! Per chi come me, vive lontano dal proprio paese, il vostro sito è una manna dal cielo. Ben strutturato, sobrio e pieno della tradizione stabiese, quella vera, popolare, spontanea e non inquinata dai fatti degli ultimi anni. Un suggerimento: una sezione dedicata ai personaggi celebri (Carlucciello ‘o ricuttaro, Gennaro ‘o pazzo, Filucciello, Aniello ‘o bidello, ò nfinfero, ecc. ecc.) A proposito: chi era Carneade? sicuramente non era dei miei tempi (sono classe ’61).
Un saluto da Siena e complimenti. Dino De Luca”.

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lunedì 12 luglio 2010 (Ex Diversis Unum)

Il messaggio di Lino e Gelda dell’Ass. Onlus “Ex Diversis Unum” di Castellammare.
“Ciao Maurizio, abbiamo letto la lettera della laureanda Stefania (rif.: post di domenica 11 luglio 2010) e pensiamo di poterle essere di aiuto. Se vuole può contattarci e prendere un appuntamento ( cell.: 340 7160400 – eduonlus@email.it ).

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lunedì 12 luglio 2010  (Gianpaolo Valitutti)

L’avv. Gianpaolo Valitutti, invita tutti gli esponenti delle associazioni culturali e civiche di Castellammare di Stabia.
“L’Associazione civica “IDEA CITTA’”, di recente costituzione, è un centro di vita associativa, di ricerca, di studio e di divulgazione della cultura, nonché di ascolto e servizio nei confronti dei cittadini di Castellammare di Stabia; è aperta e si rivolge, comunque, all’intera popolazione del territorio regionale; è autonoma e pluralista. Con questo spirito abbiamo promosso una prima iniziativa pubblica:

GIOVEDÌ 15 LUGLIO 2010 – ORE 18,30
CINEMA MONTIL – SALA RUCCELLO
“REGGIA DI QUISISANA ed EX CASA del FASCIO (Quali prospettive per la Scuola di restauro, il Museo di Stabiae e la nuova Biblioteca comunale?)”

alla quale parteciperanno, tra gli altri, l’assessore alla Cultura Antonio Coppola e il presidente di Idea Città Gianpaolo Valitutti.
Si tratta di un primo, significativo momento di incontro e dibattito sulla necessità di dotare la città di queste fondamentali infrastrutture culturali. Sarebbe utile, ai fini di una più incisiva azione di proposizione e stimolo della pubblica amministrazione, che come associazioni culturali ed esponenti del mondo della cultura e della scuola si desse vita a un coordinamento per meglio seguire l’evolversi dei progetti e la loro attuazione.
A tal fine, ci pregiamo sottoporvi una bozza di documento che potremmo sottoscrivere e consegnare, alla fine dell’incontro-dibattito, ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, e avviare così una concreta collaborazione tra quanti si sentono impegnati per la realizzazione di questi importanti obiettivi per la vita civile e culturale stabiese.
Nell’attesa di incontrarci, vogliate prendere nota del mio recapito telefonico. GIANPAOLO VALITUTTI (366 4544484).
Cordiali saluti, gv”

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domenica 11 luglio 2010 (Stefania)

Ci scrive Stefania, universitaria della Facoltà di Architettura di Napoli:
“Salve, chiedo scusa per il disturbo… per caso ho visitato il suo magnifico sito sulla città di Castellammare di Stabia, belle immagini d’epoca, sono davvero interessanti!!! Sono una ragazza che studia architettura alla facoltà di Napoli, siccome devo fare un lavoro per l’università, si tratta di un progetto di restauro e tesi… mi chiedevo, se gentilmente, siccome non conosco bene questa città, se mi può consigliare qualche edificio d’epoca o chiesa, che versa in condizioni abbastanza precarie e che abbia una storia alle spalle.
La ringrazio in ogni caso e le faccio di nuovo i complimenti per il sito!!!”

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giovedì 8 luglio 2010 (Beppe Cuomo)

La lettera di Beppe Cuomo dalla Florida:
“La scomparsa dell’avvocato Gaetano Pagano mi ha colpito profondamente; lo ricordo come Presidente dell’Azienda del Turismo, di cui faceva parte anche mio fratello Enzo Cuomo. Ricordo di lui che ogni volta che pubblicava un libro di poesie puntualmente me lo spediva ovunque vivevo negli Stati Uniti con delle bellissime dediche. Un grandissimo amico oltre che uomo di cultura eccezionale. Le mie più profonde condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Beppe Cuomo dalla Florida”.

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mercoledì 7 luglio 2010 (Alessandro Tedesco)

La segnalazione di Alessandro Tedesco:
“Ciao Maurizio, volevo segnalarti il soprannome di mio nonno, decano dei commercianti stabiesi. Il negozio era sito al vico San Vincenzo ed è stato, credo, il primo negozio a vendere sapone e detersivi a C.mmare. Mio nonno è conosciuto come ‘ON ALISANDRO…
Grazie. Alessandro Tedesco”.

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martedì 6 luglio 2010 (Geltrude Vollono)

Ci scrive la prof.ssa Gelda Vollono, presidente di “Ex Diversis Unum”:
“Ciao Maurizio, ti allego l’invito-locandina della presentazione del libro Architettura per oggi e per domani. La ricerca a Napoli e in Campania, edito dalla Clean a cura di Cherubino Gambardella e dela nostra associata Dollores Morelli, che si terrà al Pan a Napoli in via dei Mille 60, mercoledì 7 luglio alle ore 18. Chiaramente l’invito è esteso a tutti i frequentatori del sito. Ciao Gelda”.

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domenica 4 luglio 2010 (Tariffa Stanislao)

L’infermiere Tariffa Stanislao (da Perugia col furgone):
“Ciao ragazzi, Forza Juve Stabia… dopo aver girato l’Italia senza bici per lavoro, sono qui a Perugia a deliziarmi di questo sito interessante… la nostra meravigliosa città per la sua posizione geografica è conosciuta in tutta Europa e voi sapete le bellezze che il nostro paesaggio sa offrire ai turisti, che tra una impepata di cozze e una bevuta d’Acqua della Madonna e ‘na graffia di Pupetta, difficilmente dimenticheranno il bel mare di Castellammare e le sue TERME, per poi completare con l’impetuosità del monte Faito… un abbraccio dall’infermiere TARIFFA STANISLAO… Ciao”.

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venerdì 2 luglio 2010 (Vittorio Cappa)

Il cortese messaggio di Vittorio Cappa:
“Caro Maurizio ho visto le foto e ho letto il servizio della serata al Montil. Spero solo che possa esserci una prossima occasione per essere tra voi tutti (staff, amatori e sostenitori), ancora complimenti a tutti. Ho letto l’editoriale su Quagliarella, mi associo completamente a te su quanto hai scritto, lo merita tantissimo in quanto SIGNORE DI SERIETA’, PROFESSIONALITA’ E UMANITA’. Peccato però che in occasione di questo ennesimo riconoscimento ricevuto dalla provincia di Napoli, sia stato confuso con un altro FABIO. Saluti a te e a tutto lo staff. Vittorio Cappa.
P.S.: il sig. Nocera vive a Torino, devi sapere che io ho vissuto a Torino dal ‘54 al ‘70 la mia bellissima gioventù. Ciao”.

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mercoledì 30 giugno 2010 (Lucia Amendola)

Ci scrive la gentilissima prof. Lucia Amendola da Roma:
“Carissimo Maurizio, sia mio marito che io siamo rimasti molto contenti della cerimonia. E’ difficile oggi armonizzare semplicità e ricchezza di contenuti culturali e umani. La sincerità dei sentimenti belli e nobili della gente che vale senza far rumore traspariva dall’ atmosfera calda e intima che avete saputo creare con naturalezza. All’improvviso mi sono sentita della famiglia. Grazie a tutti voi, non è necessario nominarvi uno per uno! Grazie per avermi fatto sentire che c’è ancora tanta gente vera nella terra dei miei padri, in un mondo troppo spesso sommerso dal gossip e dalla falsità. Un saluto affettuoso a tutti e al carissimo Gigi Nocera.
Lucia Amendola”.

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mercoledì 30 giugno 2010 (Gioacchino Pignataro)

I ringraziamenti di Gioacchino Pignataro:
“Grazie per avermi informato e reso partecipe della bella serata in onore di Gigi Nocera. G. Pignataro”.

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martedì 29 giugno 2010 (Umberto Cesino)

Il messaggio del pittore stabiese Umberto Cesino:
“Ciao, Maurizio, ho visto il sunto e credo tu possa ritenerti soddisfatto della meravigliosa serata. Ho ricevuto domenica la telefonata di congratulazioni di Frank Avallone, che mi ha fatto un piacere grandissimo. Mi ha detto che tu gli hai raccontato lo svolgimento della serata e che il ritratto di Gigi ha avuto molto successo. Mia moglie è rimasta molto contenta di tutto e delle belle persone intervenute. Alla fine ci siamo intrattenuti col dottor Raffaele Esposito, che conosciamo da anni, venuto in compagnia del segretario del PD stabiese Nicola Cuomo; entrambi hanno espresso complimenti nei tuoi riguardi.
Un caro saluto, Umberto”.

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martedì 29 giugno 2010 (Nicola D’Auria)

Il gradito messaggio di Nicola D’Auria di Pragma Production:
“Ciao Maurizio, non ho potuto essere presente all’evento. Spero possa rifarmi con questo piccolo articolo pubblicato su Magazine Pragma. Ciao, Nicola”.

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martedì 29 giugno 2010 (Andrea Cristina)

Ci scrive Andrea Cristina dall’estero:
“Buonasera, sono la nuora di Dante Esposito Sansone e vivo fuori dall’Italia. Vi risulta possibile inviare la newsletter direttamente a lui ad un numero di fax?
Cordiali saluti, Andrea Cristina”

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martedì 29 giugno 2010 (Silvestro Migliorini)

Ci scrive il carissimo Silvestro Migliorini da Terni:
“Grazie, Maurizio, ho condiviso il sunto fotografico della presentazione del libro, su FaceBook… Cordialità. Silvestro”.

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martedì 29 giugno 2010 (Enrico Discolo)

Il messaggio di Enrico Discolo:
“Grazie Maurizio. Quando sarà pronto il dvd ti prego di farmene una copia per il mio archivio. Grazie. E’ inutile ripeterti che è stata una magnifica serata all’insegna della cultura e della storia della Città. A presto”.

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martedì 29 giugno 2010 (Gianna Petagna)

Ci scrive la carissima Gianna Petagna, nonna a tempo pieno in quel di Roma:
“Caro Maurizio, grazie sempre di tutto e mi scuso per la mancata partecipazione, avrei voluto esserci ma sto facendo la nonna a tempo pieno a Roma. Avete sempre delle belle iniziative e i miei complimenti vanno a tutti voi.
Un abbraccio, Gianna Petagna”.

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martedì 29 giugno 2010 (Luigi Griva)

Ci scrive il sig. Luigi Griva da Torino:
“Trovo interessante la serie dei “Quaderni”. Se mi avverte sui titoli in preparazione, controllo nelle mie collezioni se ho qualcosa di inerente. Per cartoline di “vari a Castellammare – inizio ‘900″ sono a disposizione. Cordialità. Griva di Torino”.

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martedì 29 giugno 2010 (Leonardo Iessi)

Ci scrive il carissimo amico Leonardo Iessi:
“Caro Maurizio sia io che mio suocero, il prof. Salvatore Esposito, ti ringraziamo per l’invito e ci scusiamo per non essere potuti venire, per impegni familiari, alla presentazione di sabato. Comunque ti facciamo un grande in bocca al lupo per ogni iniziativa che farai in futuro per la nostra Castellammare. A presto. Leonardo Iessi”.

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lunedì 28 giugno 2010 (Gigi Nocera)

I saluti e i ringraziamenti di Gigi Nocera, appena rientrato a Torino:
“Caro Maurizio, sono appena rientrato nella mia famiglia originaria dopo aver lasciato l’altra acquisita: quella del “libero ricercatore”. Ancora frastornato ed emozionato, tutto quello che ho vissuto sabato sera mi sembra un sogno. Un sogno che avete reso realtà voi amici di L.R. Tu, attivo e prolifico ideatore di tante iniziative; il buon Nando Fontanella, il naturalista stabiese silenzioso realizzatore di tanti studi sulla origine e sulla natura del nostro bel territorio. E non cito gli altri tuoi vari collaboratori e collaboratrici non per trascuratezza, ma perché mi sfuggono i nomi. La presentazione del primo volume della collana dei “Quaderni del Libero Ricercatore” è pienamente riuscita. I numerosi intervenuti sono venuti per esserci e non perché “passavano da lì per caso”.
Io ringrazio tutti per l’onore che mi hanno fatto e ne cito soltanto alcuni per non rubare spazio: il Maestro pittore Umberto Cesino; il collezionista Signor Gaetano Fontana; il Professore Bonuccio Gatti; Nello Lascialfari per la pregevole recitazione, l’amico Enzo Cesarano per l’ospitalità, l’amico Giuseppe Zingone che pur da lontano ha voluto far sentire la sua vicinanza col tratteggiare con parole acconce il mio carattere, il mio modo di intendere e di vivere la vita; il Signor Enrico Discolo che con grande professionalità ha condotto la serata. Per ultimo, ma non ultime, non posso non citare e ringraziare la Signora Lucia Amendola Ranesi, venuta appositamente da Roma per onorarmi della sua presenza, occasione in cui mi ha donato il suo libro di memorie che parla anche di Castellammare, e la cara, carissima Signora Francesca Tramparulo Cesarano, che nell’abbraccio di commiato ha versato qualche lagrimuccia che non ha lasciato indifferente il mio animo e la mia sensibilità facendo inumidire anche i miei occhi. Grazie amici, grazie! Vi abbraccio tutti con grande affetto. Gigi Nocera”.

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giovedì 24 giugno 2010 (Lucia Amendola)

Ci scrive la gentilissima Lucia Amendola da Roma:
“Carissimo Maurizio, forse questa è la migliore occasione per incontrarci. Ho ricevuto l’invito alla presentazione del “Quaderno di Libero Ricercatore” e penso che sarò presente con mio marito.Nell’occasione le porterò l’intero romanzo che anche io ho stampato per il momento con ilmiolibro.it, anche se non l’ho ancora messo in vetrina… Ho seguito con interesse il suo ulteriore successo e mi complimento ancora una volta con lei e con tutto lo staff di Libero Ricercatore. Con affetto.
Lucia Amendola”.

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mercoledì 23 giugno 2010 (Vittorio Cappa)

Ci scrive l’amico Vittorio Cappa:
“Caro Maurizio già sapevo della serata dedicata a GIGI NOCERA, purtroppo non posso essere presente per un impegno cui non posso rinunciare, tuttavia idealmente sarò presente perché queste occasioni arricchiscono il cittadino stabiese (NON C’E’ FUTURO SENZA LA MEMORIA DEL PASSATO), congratulazioni ancora a te, allo staff, ma soprattutto al sig.GIGI. A PRESTO VITTORIO CAPPA”.

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lunedì 14 giugno 2010 (prof. Bonuccio Gatti)

Il prof. Bonuccio Gatti, scrive in risposta alla richiesta di aiuto di Nunzia, studentessa di architettura (rif.: post di domenica 13 giugno 2010):
“Carissimo Maurizio, la signorina Nunzia può contattare Mario Vanacore, organista della Cattedrale, che è la memoria storica della Chiesa della Pace. DNN. Bonuccio”.

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lunedì 14 giugno 2010 (Enzo Cesarano)

Enzo Cesarano scrive in risposta alla richiesta di aiuto di Nunzia, studentessa di architettura (rif.: post di domenica 13 giugno 2010):
“Carissimo Maurizio, in riferimento alla lettera di Nunzia se vuole notizie storiche e dettagliate sulla chiesa della Pace, può rivolgersi a Mario Vanacore (che è l’organista della Cattedrale). Lo può trovare tutti i giorni in Cattedrale nell’orario dei culti, se poi può essere d’aiuto puoi darle pure il mio recapito telefonico utile per parlare sia con me che con mia moglie Francesca. Ti abbraccio. Enzo”.

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domenica 13 giugno 2010 (Nunzia)

Ci scrive Nunzia studentessa di architettura (chi è in grado di dare un aiuto è pregato di contattare la Redazione):
“Salve sono una studentessa di architettura, ho avuto modo di fare una lunga chiacchierata con Giuseppe Zingone, in merito alla chiesa di Santa Maria della Pace. Purtroppo, a causa della sua assenza da Castellammare, non potendomi fornire direttamente il materiale inerente alla chiesa che ha conservato, mi ha detto di rivolgermi a lei. Le chiedo quindi cortesemente di aiutarmi eventualmente fosse in possesso di foto dell’interno della chiesa e di notizie storiche. La ringrazio fin da ora. Nunzia”.

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Mercoledì 2 giugno 2010 (Raffaele Scala)

Ci scrive Raffaele Scala, appassionato di storia locale:
“Buongiorno, sono uno storico dilettante, che ama la sua città, attualmente impegnato in una nuova ricerca (qualcuna da me pubblicata rientra nella vostra pur ricca biblioteca). Ho visto che possedete copia del periodico, Lo Zampillo, del 1956 e mi chiedevo, e vi chiedo, se fosse possibile averne copia. In subordine sono interessato ad un articolo scritto sulla vita del deputato Tommaso Sorrentino pubblicato su quel periodico. In realtà ho visto che la biblioteca è ricca di volumi che non mi dispiacerebbe consultare, ma non oso chiedervelo. Quello che vi chiedo è di verificare, attraverso il vostro sito, se esistono foto antiche della Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia, e magari di Gragnano, di scioperi operai e manifestazioni, e, perchè, no! Documenti eventualmente conservati da qualcuno. Se ho osato chiedere troppo, vi chiedo anticipatamente scusa. Nell’attesa di buone nuove, cordialissimi saluti e augurissimi per il vostro sito. Raffaele Scala”.

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domenica 30 maggio 2010 (dott. Angelo Del Gaudio)

Il dott. Angelo Del Gaudio scrive in riferimento all’ultimo scritto di Gigi:
“Bello il ricordo di Gigi che racconta uno spaccato di vita intorno alla disgrazia della perdita di una persona cara; anch’io da bambino ero fra quanti nun se facevano ‘e fatte loro, ma sopratutto per rimediare qualche confetto sparso sul letto, spesso più buono di quelli delle feste. Ricordo con sorriso un episodio riferito alla petulanza con cui certe cummare si rivolgevano al defunto, sia per subornazione, sia per esibizione si vegliava un personaggio molto noto a via Coppola e come al solito io ed il mio amico Catello Mosca eravamo presenti, come da prassi una donna della famiglia mi teneva ‘nzino cullandomi con le ginocchia, forse credendo al mio sincero dolore (peraltro completamente assente), ma era anche quella che in un certo modo dirigeva il traffico e interloquiva con le invocazioni di rito, quello che s’udiva spesso era la raccomandazione al defunto per i messaggi da portare alle persone care una volta giunto nell’aldilà:
– Pascà, mò che vai ‘a chell’ata parte salutami a mamma mia!
– Pascà, si vide a sorema dille che a ‘o marito mo’ ce penz’io!
– Cumme vurrìa saglì cu tte p’abbraccià a matiteme!
– Pascà, si vide ‘a mammane, strignela forte e dille che aspetto ‘e nummeri!
Fu a questo punto che la donna che mi sosteneva sulle ginocchia, forse la moglie del defunto, si spazientì e sbottò ad alta voce: “Pascà quanno vai ‘a chell’ata parte fatte ‘e fatti tuoi!!!”
La lezione andò a buon fine e finirono i dialoghi surreali con il defunto per far posto alle più prosaiche aummarie. Angelo”.

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martedì 25 maggio 2010 (Lucia Amendola)

Il gradito messaggio della sig.ra Lucia Amendola da Roma:
“Grazie Maurizio, per aver pubblicato con tanta sollecitudine la poesia di mia madre. E’ inutile dire che mi commuovo sempre. Ho un po’ più di tempo per visitare il sito e le belle attività: leggo volentieri i suoi articoli.
Un saluto affettuoso. Lucia Amendola”.

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domenica 23 maggio 2010 (Enzo Cesarano)

Un pensiero in ricordo di ITALO CELORO, grande stabiese:
“Carissimo MAURIZIO, ieri un altro grande stabiese se n’è andato, ha lottato per anni per un teatro comunale intitolato a RAFFAELE VIVIANI, era un uomo tosto, per alcuni versi severo come il suo volto, domani tutti parleranno bene di lui, i politici molto probabilmente saranno in prima fila, ma il pensiero che ho letto sul suo sito era questo e voglio ribadirlo a futura memoria: “Prosegue il nostro impegno per Castellammare di Stabia e per i suoi figli migliori; prosegue il nostro impegno affinché i nostri rappresentanti (sic!) si rendano, finalmente, conto che, al punto in cui siamo, lasciare ancora la nostra città senza un Teatro Comunale è atteggiamento criminale, in quanto atteggiamento stolto, da ignoranti irrecuperabili, autolesionista. ITALO CELORO”.
Che dire, i figli migliori di questa città porteranno di sicuro avanti il suo importante progetto iniziato 40 anni fa con il dott. CIRO MADONNA e continueranno a combattere l’autolesionismo che ha colpito la nostra città, con le armi della cultura, questo è certo!!! Scrivo di getto questo mio pensiero, e nemmeno il tempo di respirare e di realizzare veramente che ITALO non è più tra noi, che come un filo che si intreccia, mi risuona alla mente l’appello alla città, che in questi giorni, il Presidente del Comitato per gli Scavi di Stabia, il dott. ANTONIO FERRARA, ha portato all’attenzione di tutti, evidenziando l’assenza della parola “Cultura” nel programma del neo sindaco di Castellammare.
E allora mi chiedo: “In questi casi cosa fanno i figli migliori di questa città???” S’indignano cercano di organizzarsi per allontanare questa lenta eutanasia che sta portando alla morte le nostre tradizioni e la storia di Stabia. Cercano di ricordare i padri della nostra cultura, scrivono, ascoltano, elaborano nuove forme di lotta per dare senso alla vita e scopo alla morte. Son certo che al lettore questa mia riflessione potrà sembrare utopica, forse lo è, ma di sicuro non è retorica.
Ti saluto con affetto, ENZO CESARANO”.

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giovedì 20 maggio 2010 (Beppe Cuomo)

Ci scrive il carissimo Beppe Cuomo dalla Florida:
“Caro Maurizio, sono Beppe Cuomo dalla Florida. Comunque le due foto spedite dal Dr. Finamore ( vedi: foto n. 1foto n. 2 ), si riferiscono alla famosa festa “Ciao Liceo” di cui mandai a suo tempo fotografie e articolo sul giornale Roma. Mi piacerebbe avere un contatto con Michele Finamore, il solo col quale ho frequentato le scuole dalla Prima Media fino alla Maturità Classica. Se ti è possibile dagli il mio indirizzo e-mail o mandami il suo numero di telefono. Un caro saluto a tutti gli amici del Libero Ricercatore e a te e famiglia in particolare. Beppe Cuomo”.

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mercoledì 19 maggio 2010 (Gennaro Abagnale)

Il sig. Gennaro Abagnale, tramite l’amico Gaetano Fontana risponde al sig. Antonio Moauro da Roma (rif.: post di domenica 16 maggio 2010):
“Gentile sig. Antonio, vorrei rispondere alla sua e-mail grazie anche al contributo del Sig. Gennaro Abagnale noto panificatore stabiese che da oltre 40 produce biscotti di Castellammare anche conto terzi. L’olio di oliva non può essere usato in quando, essendo il biscotto un prodotto secco, andando al forno l’olio si altera facendo assumere al prodotto un sapore sgradevole. Il sig. Gennaro mi ha precisato che l’olio di oliva non è mai stato usato anche nei tempi più antichi. Il burro con il quale veniva fatto prima non essendo più quello di una volta (molto grasso) non viene usato oggi in quanto il prodotto verrebbe “rachitico” (molto secco) pertanto si è incominciato ad usare la margarina vegetale, anche perché mantiene il prodotto non secco nel tempo e non crea problemi per chi è allergico. Per ordinare direttamente i biscotti può comunque utilizzare l’apposito form di richiesta direttamente dal sito del biscottificio Riccardi ( http://www.biscottificio-riccardi.it/ ) uno dei biscottifici più antichi di Castellammare, che con l’avvento di internet effettua vendite anche on line. Saluti. Gaetano Fontana”.

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lunedì 17 maggio 2010 (Giuseppe Zingone)

Giuseppe Zingone risponde al sig. Antonio Moauro da Roma:
“Gentile Signor Moauro, ha proprio ragione, alcuni sapori rimangono impressi nella mente, nel cuore ed il palato poi li conferma anche a distanza di anni. Per quel che concerne la sua difficoltà sulla margarina vegetale, io ricordo che uno degli ingredienti per tradizione è il burro, da profano penso che l’olio d’oliva ha invece un sapore molto, forse troppo forte per dei biscotti. Io vivo a Ladispoli, ma lavoro a Roma dove mi reco ogni giorno quale pendolare, qualche volta ho portato i biscotti ad amici e colleghi, li compravo in un biscottificio di Castellammare che ora ahimè non c’è più. Il cognome dei titolari era Maresca, e non le dirà molto perché come ben saprà da noi molti fornai hanno questo cognome, ma l’insegna di bottega era eccezionale e mi è gradita l’occasione per ricordarla, perché così recitava: “SONO STATO IL PRIMO E RESTO IL MIGLIORE”. A Roma non ho trovato i biscotti di Castellammare, ma sono a conoscenza del fatto che in estate sono in vendita a Formia, forse è un po’ lontana, ma d’estate magari un saltino non guasta, la vista è bella e si mangia bene. Stia bene Giuseppe Zingone”.

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domenica 16 maggio 2010 (Antonio Moauro)

La lettera del sig. Antonio Moauro da Roma:
“Dopo molti anni, ho ritrovato a Napoli (da Moccia a Chiaia) i vostri biscotti nella carta blu che ricordavo dagli anni quaranta e successivi e che sono introvabili a Roma, dove vivo dal ’60. Il sapore m’è parso quello che ricordavo, poi sull’etichetta ho visto fra i componenti “margarina vegetale”! Come mai? Con l’ottimo olio d’oliva della Campania? Grazie se mi risponderete e mi direte eventualmente qualche negozio di Roma che vende i vostri prodotti. Antonio Moauro”.

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venerdì 14 maggio 2010 (Francesco Chianese)

L’ing. Francesco Chianese risponde alla lettera/appello del carissimo Enzo Cesarano:
“Leggo, come tutte le mattine ‘a robba cavera e voglio rispondere d’istinto all’amico ENZO (rif.: post precedente). Mi ritengo un affezionato partner del Libero Ricercatore ed anche io, come altri, visto la veridicità della riflessione, mi sto limitando a guardare, senza essere parte propulsiva e propositiva, per cui mi sento pungolato, ma altresì stimolato, dalla accoratezza dell’appello. Altre priorità catturano il nostro tempo, ma voglio testimoniare, con queste mie righe, che siamo sempre, vicini a tutti quelli che maggiormente contribuiscono ad arricchire il sito cui voglio assicurare il mio sincero affetto FRANCESCO CHIANESE”.

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venerdì 14 maggio 2010 (Enzo Cesarano)

La riflessione/appello del carissimo Enzo Cesarano:
“Carissimo Maurizio, è un po’ di tempo che nella rubrica “‘a rrobba cavera” non trovo più scritti commenti, spunti e idee degli affezionati frequentatori del sito, questo mi ha portato a varie riflessioni una è sul nome che tu hai dato a questa rubrica “‘a rrobba cavera”, iniziamo con “rrobba”, per roba spesso si intende ricchezza, “quanta rrobba tiene” per intendere la ricchezza di un singolo, “me piglio ‘a rrobba e me ne vaco” porto via con me tutti i miei beni. Questo piccolo preambolo per dirti che la ricchezza di liberoricercatore.it è proprio questa pagina perché dà la possibilità a tutti di dare un contributo di idee e per il confluire di tanti modi diversi di pensare, tutto questo poi ha creato amicizie, antipatie, ha contribuito a mettersi in contatto con tanti stabiesi, sia residenti, e tanti altri ancora che vivono fuori città. Tu dai da sempre la possibilità a tutti di scrivere, e poi secondo i punti di vista uno puo’ condividere o dissentire, questo è il bello della pagina. Però questo silenzio adesso ha creato in me un certo disagio, e mi sono domandato: “…Ma come? All’improvviso nessuno ha più niente da dire? L’oblio che attanaglia la nostra sfortunata città ha contagiato un po’ tutti?” Spero che questa mia valutazione sia condivisa e possa creare tanta nuova “rrobba cavera”. Saluti. Enzo Cesarano”.

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martedì 11 maggio 2010 (C. J. Cuticello)

Da New Haven, Connecticut (U.S.A.) ci scrive Catello Cuticello (americano di origini stabiesi):
“Greetings from America:
We will be having a celebration Mass on Sunday May 16, 2010 at the Church of Saint Michael in New Haven Connecticut who has our beautiful statue of our patron San Catello. I will send pictures after the Mass.
Your friend Catello ( Cotticelli ) Cuticello
Saluti dall’America:
noi avremo una festa domenica 16 maggio, 2010 messa presso la Chiesa di San Michele a New Haven nel Connecticut che ha la nostra bellissima statua del nostro patrono San Catello. Invierò le immagini dopo la messa.
Il tuo amico Catello (Cotticelli)”.

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lunedì 3 maggio 2010 (Giusepe Plaitano)

Il dr. Plaitano, risponde a Gigi Nocera (rif.: “‘O ppane cu ‘a tessera”):
“Carissimo Maurizio, ti scrivo da quel di Acqui Teme, solo oggi collegandomi da casa di parenti “dall’estremo Nord” ho letto l’articolo del grande (in tutti i sensi) Gigi Nocera. Sarei molto onorato se togliesse anche il signore, potrebbe bastare Giuseppe, o Peppe come normalmente mi chiama mia madre, anch’ella sua coetanea del 1923. Carissimo Gigi mi ha particolarmente toccato l’articolo perchè in esso è riportato un episodio di guerra più volte raccontato dalla buonanima di mio
padre (sergente cannoniere) che si trovava sulla nave che portò come giustamente dici “gloriosamente” la famiglia reale, posso dirti altresì, ammesso che tu non lo ricordi, il nome della nave che era la Baionetta. A presto. Giuseppe”.

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giovedì 29 aprile 2010 (Lucia Amendola)

Ci scrive la sig.ra Lucia Ammendola:
“Carissimo Maurizio, mio marito e io abbiamo letto insieme le ‘immagini della memoria’ del bravo e simpatico Gigi Nocera. Sebbene vissuti a Salerno abbiamo ritrovato molto del nostro passato: nei sapori, negli odori e nei giochi di strada. Mio marito abitava sul lungomare a Salerno e anche per lui i tuffi dagli scogli avvenivano quasi quotidianamente quando il tempo lo permetteva. Una cosa mi ha colpito in maniera particolare: il gioco delle figurine, che non conoscevamo affatto. Vivevo spesso anche per lunghi periodi a casa della zia Ines, presso il largo Fusco e gli odori del tabaccaio all’angolo, sono odori mai più sentiti. Quel tabaccaio è ancora lì, ma che differenza! Ringrazio il suo sito e Gigi Nocera per quello che fate per Stabia, mia seconda patria! Saluti a tutti. Lucia Amendola”.

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giovedì 29 aprile 2010 (Giuseppe Plaitano)

Il dr. Giuseppe Plaitano, ringrazia e risponde alla lettera di Gigi Nocera:
“Carissimo Maurizio, ho letto negli aggiornamenti, con immenso piacere, l’imput raccolto dal grande amico Gigi Nocera, a cui rivolgo, tuo tramite, “stroppiandolo”, come si suol dire, un vecchio proverbio: “Gigì, luvateme ‘o don e aumentateme ‘a semmana”. Sono onoratissimo di essere annoverato tra gli amici e spero di aggiornare la mia conoscenza dal virtuale al personale, cosa del resto più volte rappresentata al comune amico Gaetano Fontana. Resto in attesa, e come me di sicuro gli appassionati amici del “Libero Ricercatore” di qualche aneddoto sfizioso di Gigi.Giuseppe”

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mercoledì 28 aprile 2010 (Gigi Nocera)

Scrive Gigi Nocera in risposta al dr. Giuseppe Plaitano:
“Rispondo all’invito dell’amico dottor Plaitano ( rif.: ‘O ppane cu ‘a tessera ) informandolo che sulla tessera annonaria ho da dire qualcosa. Lo farò nei prossimi giorni… e ne racconterò di belle! Abbiate pazienza. Saluti a tutti gli amici del Libero Ricercatore. Gigi Nocera

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martedì 27 aprile 2010 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il carissimo dr. Angelo Del Gaudio:
“Grazie Maurizio per questo incomparabile regalo che fai a noi figli di Stabia lontani. A parte il ricordo nostalgico del nostro retroterra culturale ci offri un saggio del sano parlare dei nostri anziani, semplice, scarno ed immediato che ben si rapporta a scrittori recenti e passati, che abbiamo letto e leggiamo, con la leggerezza del pensiero che ti portano articoli come quelli di Gigi Nocera. Non è adulazione, ma sincera convinzione se dico che in Gigi trovo lo stesso stile e la stessa “presa” dello scomparso Gaetano Afeltra e, più vicino a noi, dello scrittore vivente Claudio Magris. Il motto di Stabia è “Post fata resurgo ” e chissà che inoltrandoci in queste iniziative non ritorni più nuovo il bel tempo felice “ ‘e quanno eramo guagliune…”. Ancora grazie e buon lavoro. Dr. Angelo Del Gaudio”.

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lunedì 26 aprile 2010 (Giuseppe Di Massa)

Ci scrive Giuseppe Di Massa (Presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari):
“Caro Maurizio, si vede che pensiamo con la stessa testa, perchè abbiamo in stampa anche noi come Centro culturale di Gragnano, il primo numero di un Quaderno Culturale! Ovviamente il nostro riguarda cose di Gragnano, dai carbonari ai primi scioperi, ecc. Ovviamente appena sarà pronto, sarà mia cura fartelo avere. Ti saluto cordialmente. Peppe”.

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venerdì 23 aprile 2010 (Maria Oddone)

“Amiche ritrovate!!!”: lettera di Maria Oddone:
“Gentile Maurizio, ti scrivo da parte della Signora Lina Vozza, neozia acquisita da parte di marito, e lo faccio in veste di sua portavoce.
Tramite la rubrica “Le immagini della memoria” in riferimento alla pubblicazione della foto 33/C, la suddetta Sig.ra Vozza era ricordata dalla Sig.ra Enza Sabatino da Terni, che ricercava le sue amiche di gioventù.
Quando le ho raccontato della vicenda lei ne è stata felicissima e mi ha chiesto di mandare queste 3 foto ( vedi: foto n. 1foto n. 2foto n. 3 ), che la ritraggono insieme all’amica Enza Sabatino, scattate alle Terme Stabiane il 5 Settembre del 1955. Per qualsiasi comunicazione non esitare a scrivermi, farò volentieri da portavoce ancora una volta. Rinnovo sempre i complimenti per la tua opera, cordiali saluti. Maria Oddone”.

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venerdì 9 aprile 2010 (ing. Domenico Furci)

L’accorata segnalazione dell’ing. Domenico Furci:
“Cari amici, questa che vi segnalo è ormai “rrobba fredda”.
Se ne parla da mesi inutilmente di questa inaccettabile situazione creatasi alla ASL ex NA5, ambulatorio di senologia, di Castellammare, validissimamente condotto dalla dott.ssa Maria Elefante.
Dopo tutte le chiacchiere del periodo elettorale la situazione oggi è la seguente:
Sede di via Bocchetti: chiusa
presunta Sede presso la radiologia dell’ospedale di Castellammare: chiusa
presunta Sede presso l’ospedale di Gragnano: ?????????????????????????
Possibile che non riusciamo a capire perché le nostre donne devono perdere un presidio così valido? Cosa possiamo fare noi maschietti per aiutarle? Grato del vostro eventuale intervento. Ing. Domenico Furci”.

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mercoledì 7 aprile 2010 (Frank Avallone)

Ci scrive lo stabiese Frank Avallone dalla Florida:
“Caro Maurizio, grazie per aver pubblicato le foto delle mie nipotine (rif.: rubrica FotoDedica immagine 26 – A). Ti scrivo per precisare che esse stanno giocando una partita contro ragazze di tre/quattro anni più grandi, perché risultano essere troppo brave, per la loro età (essendo state allenate in un’accademia di calcio), la piccola Allie ad esempio è campionessa americana nella categoria dei sei anni; ha ottenuto tale riconoscimento vincendo l’ambito torneo di categoria “Wide World of Sport nel 2009” . Molto spesso, le mie nipotine per trovare unnna competizione adatta agonisticamente alle loro capacità, sono costrette a giocare contro i maschietti. Saluti a te ed ai lettori del libero ricercatore. Frank Avallone”.

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domenica 4 aprile 2010 (Gigi Nocera)

Una nuova missiva del carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, in occasione della Santa Pasqua auguro a te e alla tua famiglia tanta felicità. Approfitto del nostro sito per mandare gli auguri a tutti gli stabiesi ed in particolare ai frequentatori del Libero Ricercatore. Inoltre assieme agli auguri, a Gaetano Fontana, al dott. Plaitano e a te i miei complimenti per gli e-book che con tanto impegno state inserendo nel sito. Un abbraccio da Gigi Nocera”.

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domenica 4 aprile 2010 (Giuseppe Zingone)

La missiva di Giuseppe Zingone:
“Un abbraccio a tutti gli amici del sito questa mattina ho trovato Nando in Villa Comunale ed a noi si è unito Corrado di Martino; riusciremo a stare tutti insieme una volta almeno, in una splendida serata stabiese con musica di sottofondo di Denza? Intanto Buona Pasqua, Giuseppe Zingone”.

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sabato 3 aprile 2010 (Corrado Di Martino)

Ci scrive il carissimo Corrado Di Martino:
“Caro Maurizio, intanto vorrei ringraziarti per aver pubblicato il mio racconto. Ma è possibile, alla mia età, emozionarsi nel rileggere un proprio “lavoro” (anche se letto e riletto decine di volte). Pubblicato su L.R., sarà il contesto, la vicinanza di tanta gente sana che lo (ri)anima dandogli una nuova energia, una luce di meraviglia. Tanti auguri di Buona Pasqua… so che Peppe Zingone è a Castellammare, sarà possibile incontrarsi, solo per scambiare due chiacchiere??”

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martedì 23 marzo 2010 (dr. Giovanni Iorio)

Ci scrive il dr. Giovanni Iorio da Napoli:
“Caro Maurizio, come già le scrissi leggo quasi tutte le sere il suo sito e, quando trovo qualche riferimento a me particolarmente caro, lo commento con mia moglie raccontandole i miei ricordi di quando da ragazzo vivevo a Castellammare. E proprio mia moglie Anna Maria, che si diletta di poesia, ha raccolto un po’ delle mie emozioni, a lei trasmesse, e le ha rese in versi scritti. Se le piacciono le pubblichi pure sul Libero Ricercatore. Sperando di poterla incontrare, saluti cordiali.
Dott. Giovanni Iorio, Napoli”.

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lunedì 22 marzo 2010 (Enzo Cesarano)

Ci scrive Enzo Cesarano in ricordo del grande Raffaele Viviani:
“Dopo una brillante carriera, si spense il 22 marzo 1950, all’età di 62 anni. Caro Maurizio 60 anni fa moriva il più grande attore e commediografo “stabiese”, Raffaele Viviani grande in tutto, nella vita e nelle scene, vorrei ricordarlo a tutti. Specialmente agli pseudo politici che stanno facendo campagna elettorale e non hanno accennato minimamente neanche per fini elettorali a progetti che possano interessare questo figlio della nostra terra… e non posso fare a meno di pensare a quanta cultura hanno e al poco amore che portano costoro per la nostra Città. Viviani è stato e sarà esempio per tutti, specialmente per i giovani. Mi auguro che al più presto, qui a Castellammare possa essergli intitolato un teatro comunale che sia segno indelebile della sua “stabianità” e scusate lo sproposito. Saluti a tutti gli stabiesi che frequentano il sito di libero ricercatore che dà la possibilità a tutti di sentirci eredi di una grande storia. Enzo Cesarano”.

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domenica 21 marzo 2010 (Gigi Nocera)

Solidarietà dal carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, circa “l’incidente” di cui ti sei occupato ieri ti esprimo tutta la mia solidarietà e approvo la posizione che hai assunto. Per approfondire compiutamente la questione il discorso, necessariamente, si farebbe molto lungo. Ciò annoierebbe il lettore del sito e non caverebbe un ragno dal buco. Posso però concludere con il buon senso dettatomi dall’esperienza: se si giudicassero con più comprensione e senza preconcetti i fatti sottoposti al nostro giudizio forse giungeremmo più vicini alla verità vera….e nun ce fecessemo ‘o sanghe amaro. Buona domenica. Gigi Nocera”.

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venerdì 19 marzo 2010 (Francesca Tramparulo)

Ci scrive la carissima Francesca Tramparulo:
“Gent.mo Maurizio, sono Francesca la moglie di Enzo ti scrivo perché so’ che mio marito ti ha accennato il lavoro che mi sto accingendo a fare, pochi giorni fa il prof. che avevo scelto per la stesura della mia tesi di laurea mi ha affidato il lavoro da svolgere e siccome lui è uno storico medievale mi ha dato il titolo: STABIAE NEL MEDIO EVO, indicandomi questa primissima divisione per capitoli:

Cap. I: “Insediamento: nascita e struttura della città di Stabia”
Cap. II: Istituzioni civili
Cap.III: Istituzioni religiose stabiesi (diocesi, monasteri…)

Mi ha anche indicato un inizio di bibliografia essenziale come:
– N. Cortese: “Territorio di Sorrento e Stabia nel M. Evo”;
– G. Sangermano: “Ducato di Sorrento, in Storia del mezzogiorno Vol. II, 1980” ;
– G. Sangermano: “Caratteri e momenti di Amalfi Medievale del suo territorio (di cui al II cap. si parla di Stabia), 1980/81;
Autori locali come: Salvatore Ferraro, Mons. Di Capua, Celoro Parascandolo, e qualche accenno sulla presenza di S. Catello nel Medio Evo.

Io ho accettato con entusiasmo perché si tratta di studiare e conoscere in modo approfondito le origini della mia città, ma poi dopo un po’ di giorni mi sono scoraggiata perché sto trovando tante difficoltà a reperire i testi, anche in fotocopie volumi o pubblicazioni varie su Stabia medievale, poi Enzo mi ha dato una bella speranza, rivolgermi a te che sei competente in materia e che hai tante conoscenze di studiosi stabiesi…
Spero che la mia richiesta non ti rechi troppo fastidio, dato che mio marito dice sempre che sei impegnatissimo nel lavoro, famiglia e gestione del Sito di L.R. di cui siamo fan accaniti… Anche se non fosse possibile aiutarmi ti ringrazio anticipatamente, fammi sapere qualcosa. Che Dio ti benedica, Francesca Tramparulo”.

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martedì 16 marzo 2010 (Ex Diversis Unum)

La prof.ssa Gelda Vollono e Lino Di Capua di Ex Diversis Unum, rispondono all’appello di Luigi Coiro (rif.: messaggio di martedì 9 marzo 2010):
“Ciao Maurizio, visto che la lettera è abbastanza “attempata” ci affrettiamo (sperando di riuscire ancora ad essere utili) a darti le poche notizie che abbiamo sottomano. Il dott. Giovanni Celoro Parascandolo, eminente storico di storia locale nonché archivista dei documenti del Capitolo Diocesano di Castellammare, pubblicò nel 1984 un approfondito lavoro sul Monastero di San Bartolomeo. In esso cita e illustra il crocifisso in questione mettendolo in relazione con un altro del 1111. A tal proposito, in occasione della santa visita fatta del vescovo Vincenzo Maria Sarnelli nel giorno 18ottobre 1887 alle clarisse, egli scrive: questa santa visita permette anche di annotare che il Crocifisso dell’anno 1111, restaurato nell’anno 1836, è il Crocifisso cha al presente orna, nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo l’altare della cappella del medesimo titolo e che forse sostituì l’altro Crocifisso, scultura del secolo XVII, attribuita a Pietro Ceraso che al presente si conserva nel monastero: conferma questo assurto la santa visita dell’anno 1693 che annotò nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo un altare dedicato al Crocifisso. Nella nota inserita: Il Crocifisso del Ceraso che si conserva nel monastero non ha documento a comprova, se non la tradizione. I documenti che cita sono: Archivio storico della Curia Vescovile di Castellammare di Stabia, busta della santa visita dell’anno 1880, ff 57 e ss. Busta del monastero di San Bartolomeo Apostolo, stato del monastero di San Bartolomeo Apostolo nell’anno 1879. Busta della santa visita dell’anno 1887, ff 317-318.
Saluti. Gelda e Lino (Ex Diversis Unum)”.

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sabato 13 marzo 2010 (Francesca Tramparulo)

La lettera di Francesca Tramparulo:
“Grazie ancora caro Maurizio per il tuo bel sito che regala sensazioni e emozioni in un momento così particolare per la nostra Città. Ti vorrei ringraziare anche per la bella poesia del signor Gigi Nocera, mi ha toccato profondamente; grazie per il bene che volete alla nostra cara Città, veramente mi auguro e vi auguro a voi tutti della redazione di essere di esempio per il prossimo consiglio comunale, vorrei se è poi possibile dedicare al signor Nocera una poesia della Merini sperando che al suo nobile animo susciti le stesse emozioni che a me ha regalato la sua poesia:

Non ho bisogno di denaro.
ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Francesca Tramparulo”.

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mercoledì 10 marzo 2010 (Stefania Miotto)

Ci scrive l’ins. Stefania Miotto da Caneva (provincia di Pordenone):
“Gent.mo professore, sono un’insegnante di Lettere della scuola secondaria di I grado di Caneva (provincia di Pordenone) e sto compiendo una ricerca sulla famiglia Chiaradia, nell’Ottocento una delle più facoltose e influenti del paese. Credo che Eugenio Nino Chiaradia, nato a Castellammare nel 1875 (autore di numerosi saggi letterari) ed Eugenio nato nel 1921 (famoso campione di bridge) siano rispettivamente figlio e nipote di Eugenio Chiaradia di Caneva (1835-1900), che negli anni sessanta dell’800 si trasferì a Napoli e fu direttore del Giornale di Napoli e della Gazzetta. Mi potrebbe aiutare a confermare questi dati? Le sarei veramente grata! Ringraziando per la disponibilità.
La saluto cordialmente. Stefania Miotto”.

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martedì 9 marzo 2010 (Luigi Coiro)

Ci scrive il laureando Luigi Coiro:
“Gentilissimi Liberoricercatore & Redazione, ho incontrato il vostro bel sito, ricco di spunti e notizie. La cosa è partita così: svolgo un dottorato sulla scultura lignea napoletana di secondo Seicento (Suor Orsola Benincasa – Napoli); in un testo del 1970 (Gennaro Borrelli, Il presepe napoletano), a proposito dello scultore Pietro Ceraso, è citato – e illustrato – come sua opera un Crocifisso ligneo presso le Clarisse di Castellammare: il riferimento, con datazione entro il 1697, si basa sulle indicazioni fornite all’autore dal dott. M. Romano, il quale a sua volta pare le avesse tratte dalla Cronaca di Vescovi conservata presso il Capitolo del Duomo. Sapete per caso se la ricerca ha avuto un seguito, magari attraverso una pubblicazione anche breve? O anche qualora studi locali si siano occupati del convento o delle opere d’arte di Castellammare? Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
Un saluto cordiale, Luigi Coiro”.

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martedì 9 marzo 2010 (Ferdinando Fontanella)

La lettera del naturalista stabiese, Ferdinando Fontanella:
“Caro Maurizio, purtroppo quello che Maria scrive è verissimo (rif.: lettera del 6 marzo 2010), ti sembrerà incredibile, ma da quando ti ho inviato quello scritto la sciagurata gestione degli alberi ha subito una sorta di accelerazione ed è peggiorata. L’albero del Viale Europa è solo uno degli scempi… hanno capitozzato ancora una volta i Platani di salita Quisisana… e che dire degli oleandri della Villa Comunale?! Certe volte lo sconforto prende il sopravvento sulla speranza… e tutto sembra perduto. Per gli alberi, come ti ho detto…, possiamo urlare e scrivere quello che ci pare tanto le cose non cambieranno, c’è troppa povertà d’animo in chi gestisce il verde pubblico… Il nostro appello quindi (salvo che si verifichi una miracolosa presa di coscienza), sarà solo una sorta di onoranza funebre per le nostre povere piante.
Un caro saluto, Nando”.

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lunedì 8 marzo 2010 (Francesco Ricci)

Ci scrive il carissimo Francesco Ricci da Mantova:
“Caro Maurizio, dal mio esilio forzato di Mantova verso tante lacrime “napulitane”…mi manca tanto la nostra città, ma soprattutto a chiesa r’‘a ‘Nnunziatella! Grazie al tuo sito mi sento meno solo… Grazie del tuo lavoro per la nostra città!!!! A presto. Francesco”.

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domenica 7 marzo 2010 (Carmine Ambruoso)

Ci scrive Carmine Ambruoso da Sorrento:
“Ciao Maurizio, mi chiamo Ambruoso Carmine e sono residente a Sorrento, mi permetto di inviarti questa mail poiché, l’amico Gaspare Adinolfi (‘E vvie ‘e miez’) mi ha suggerito di chiedere a te. Passo subito alla richiesta sperando di non rubarti tempo prezioso: sono un appassionato di castelli, fortificazioni, roccaforti, porte della città etc. ed avrei piacere di conoscere dove è posizionata una delle porte della città di Castellammare. Logicamente mi chiederai quale, se vuoi posso inviarti una foto che ho trovato sull’ultimo numero di GEO dove è riportato un vasto articolo sull’antica C/mare. Resto in attesa di una gentile risposta ringraziandoti per la cortese attenzione e congratulandomi per il tuo sito ricco ed esaustivo. Saluti cordiali.
Carmine Ambruoso”.

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sabato 6 marzo 2010 (Maria Oddone)

La spontanea segnalazione della carissima Maria Oddone:
“Cari Maurizio e Ferdinando, tristemente vi annuncio il deliberato taglio dell’ultimo albero superstite al Viale Europa. E’ stato infatti tagliato, senza alcun motivo apparente, un bel Ficus (mi sembra) che svettava nel piccolo giardinetto che divide il tratto del Viale Europa dall’ ingresso dell’autostrada/ingresso Villa Stabia. Dovremmo ancora credere alla solita scusa “era malato”?!?!?!
Cordiali saluti. Maria Oddone”.

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giovedì 4 marzo 2010 (Angelo Del Gaudio)

La lettera del dr. Angelo Del Gaudio per Vittorio Iovino (rif.: “L’8 settembre a Castellammare”):
“Caro Vittorio, sono Angelo Del Gaudio, abitavo nel tuo stesso palazzo in Via Coppola, ed anche se all’epoca avevo 10 anni meno di te, ricordo nitidamente da piccolo scugnizzo tutte le fasi da te indicate nel caos del ’45 quando avevo sei anni (sufficienti per essere… informato dei fatti). Quante cose mi hai riportato alla memoria, e credo proprio si potrebbe scrivere un romanzo su quei tempi. Voglio solo rinverdire un episodio relativo al saccheggio di Cirio.
Con altri scugnizzetti anch’io partecipai all’arraffa arraffa e riuscii ad abbracciare una grossa scatola di pelati, sui dieci kili, e faticosamente la portai verso casa. Arrivato a piazza Municipio fui affrontato da un uomo che con tono minaccioso mi disse : “Addò ‘a pigliata, ‘sta rrobba ?!” ed io da furbo innocente risposi: “Da Cirio !”. A quel punto partì un solenne ceffone e la scatola di pelati passò dalle mie piccole mani in quelle ben più capaci dell’omone. Come dire, al danno si aggiunse la beffa. Anche questa era la vita del dopoguerra. Un abbraccio. dr. Angelo Del Gaudio”.

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giovedì 4 marzo 2010 (Bonuccio Gatti)

L’accorato appello del prof. Bonuccio Gatti (che condividiamo al 100%):
“Carissimo Maurizio, siamo già in piena campagna elettorale per le prossime elezioni comunali e già stiamo assistendo al solito scempio che in queste occasioni, viene perpetrato alla nostra città; mi riferisco ai tanti candidati che non si accontentano di affiggere i loro manifesti elettorali negli appositi spazi loro riservati, ma devono attaccarli dappertutto! Allora io penso che chi imbratta la propria città non è degno di amministrarla, un imbrattatore non può essere un buon amministratore, allora non votate gli imbrattatori! Siano essi di destra, di sinistra o di centro, anche se oggi è difficile identificarli perché ci sono personaggi che passano dalla destra alla sinistra o dalla sinistra alla destra, passando per il centro con disinvoltura e senza alcun ritegno! Questo appello è rivolto a tutti i visitatori del Libero Ricercatore, a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa nostra martoriata città, benedetta da Dio e maledetta dagli uomini! Non votate gli imbrattatori! Bonuccio Gatti”.

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mercoledì 3 marzo 2010 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera:
“Posso dire che vedere quelle cartoline ( collezione “Educazione Civica” ) e leggere il commento/esortazione che l’accompagnavano mi ha commosso ed ho trattenuto le lagrime? Passerò per un inguaribile nostalgico? Non lo so e non mi interessa. So però che quella era la Castellammare che ho nel cuore. Quando (quando?) la rivedrò, i miei occhi e il mio cuore non la riconosceranno più. Certamente non sarà più quella che mi ha visto nascere e che mi ha fatto uomo. E allora non so se riuscirò a tenere asciutti gli occhi. Gigi Nocera”.

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venerdì 26 febbraio 2010 (Paolo Rastrelli)

Ci scrive il carissimo Paolo Rastrelli, esperto conoscitore di storia marinaresca:
“Caro Maurizio, premesso che sono sempre più ammirato per quello che sei stato capace di creare e che seguo con molto interesse, non mi sono dimenticato la promessa di fare avere al “Libero Ricercatore” la storia della vela agonistica stabiese alla quale continuo a lavorare. Intanto, t’invio una rarità: una foto dei reali d’Inghilterra che escono dalla sede del Club Nautico Stabia. (fonte la rivista “L’Italia Marinara” del maggio 1925). Approfitto anche per chiederti qualche consiglio su dove poter trovare qualche foto degli anni Venti del veliero tedesco a quattro alberi “Pamir” assegnato all’Italia in risarcimento danni della prima guerra mondiale, veliero che è rimasto a stazionare circa quattro anni nel porto di Castellamare in attesa di essere ceduto. Non è possibile che in città non si trovi una foto del porto con il “Pamir” sullo sfondo in primo piano. In attesa di leggerti ti auguro buon lavoro e ti saluto cordialmente. Paolo Rastrelli”.

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martedì 23 febbraio 2010 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera aggiunge un simpatico aneddoto (uno dei tanti) che vide protagonista il grande Eduardo:
“Caro Maurizio, l’amico Enzo ha ricordato la grande l’emozione provata da sua nonna quando, a Castellammare, incontrò per strada il grande Eduardo ( vedi articolo dal titolo “Storia semplice” ). Lo stesso beneaugurante saluto glielo faceva tutte le sere, dopo lo spettacolo, la donna anziana che lo aiutava ad indossare il soprabito. Un giorno all’ennesimo “‘A Maronna v’accumpagna!” Eduardo rispose: “Vuie tutt’‘e sere me facite accumpagnà da’ Madonna. Nu juorno ‘e chisto San Giuseppe se po’ pure sfasterià!”. Questo, più o meno, l’aneddoto ricavato da uno dei tanti libri scritti su Eduardo. Gigi Nocera”.

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lunedì 22 febbraio 2010 (Cav. Salvatore Mancino)

Ringraziamo il Cav. Salvatore Mancino, per la spontanea collaborazione offerta:
“Illustre gestore del sito, mi permetto di consigliarle degli aggiornamenti al suo sito: quanto alla sezione “alterazioni”, il nome Bonaventura è normalmente detto “Venturiell”. Quanto ai proverbi: “Simm felici int’a sta vita!”, esortazione molto diffusa nei primi del Novecento la cui peculiarità è l’aggettivo dimostrativo “‘sta” prima di “vita”. Infine una chicca: una sorta di neologismo che ho avuto modo di riscontrare nelle mie quotidiane passeggiate in villa, tra giovani e meno giovani è molto diffuso il termine “perbenismo”, ma per indicare le persone perbene e non in senso dispregiativo. Fiducioso in un tempestivo aggiornamento del suo pregevole sito, la saluto e le rinnovo i miei più calorosi, sentiti, santersi complimenti per il suo lavoro. Cav. Salvatore Mancino”.

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domenica 21 febbraio 2010 (Ugo Meli)

La lettera del carissimo Ugo Meli, stabiese da numerosi anni emigrato a Mozzate (provincia di Como):
“Caro Maurizio ancora una volta ti devo ringraziare per avermi fatto ritrovare un mio amico/parente, Giuseppe Volpe erano anni (quasi 50) che non ne avevo notizie, ma mi ricordo bene di lui e famiglia. Un grazie ancora e avanti così siete forti.
Grazie, alla prossima. Ugo”.

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sabato 20 febbraio 2010 (Giuseppe Zingone)

La risposta di Giuseppe Zingone al messaggio (vedi post precedente) del giornalista Carmelo Sarcià:
“Gentilissimo Signor Carmelo, la ringrazio per l’accorata lettera, vorrei partire al contrario, dalle sue ultime affermazioni:
E’ vero indietro non si torna, sono consapevole di questo, ma mi sembrava giusto chiarire che ci stiamo riappropiando della nostra VERA storia, quella fatta di una sterminata ricchezza culturale e soprattutto umana, che forse non ha eguali nel mondo e non è una frase campanilistica.
Del resto è giusto così, anche se mi permetta: “Ma ha visto come stanno riducendo questo paese?”, purtroppo quando si fonda l’unità d’Italia o anche la vita di un singolo cittadino su falsità ed ipocrisie allora il risultato non può che essere desolante.
Amo la Sicilia , ed i siciliani, il testimone di nozze di mio padre era di Antillo, la mia collega più cara è di Enna, una mia vicina di casa, di Messina, a 18 anni sono stato a Palermo per un mese ai cantieri navali come operaio, ho ancora i suoi caldi colori negli occhi e qualche lacrima, perché il Sud è DIVINO. La mia era solo una constatazione su alcuni nobili voltagabbana, ma tali fatti accaddero anche a Napoli. Inoltre sto progettando una vacanza con la mia famiglia proprio in Sicilia, beato Lei che ci vive…
Il termine postuma è chiaramente riferito non tanto al destinatario Giuseppe Garibaldi, ma alla mia lettera che non poteva che essere successiva perché sono nato nel 1971, e quindi non potevo esserne coevo. In genere quando si parla di lettere postume, s’intende quelle ritrovate dopo la morte di colui che ne è lo scrittore, quindi comprendo la sua iniziale perplessità; in ogni caso è chiaro dal titolo che non è Giuseppe Garibaldi a scrivere (ma il destinatario) altrimenti avrei intitolato lo scritto quale “lettera postuma di Giusep….”
Anche il contenuto, poi, in sostanza palesa le mie intenzioni. La ringrazio, la saluto e non smetta di amare mai la sua terra, Giuseppe Zingone!”

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sabato 20 febbraio 2010 (Carmelo Sarcià)

Il giornalista siciliano Carmelo Sarcià, scrive a Giuseppe Zingone:
“Gentile Signor Zingone, ho letto la sua lettera al signor garibaldi. Mi permetta di dissentire soltanto sull’aggettivo “postuma” perché, siccome è riferito ad una lettera che ha scritto lei e non garibaldi, per giunta ai giorni nostri, postuma non mi parrebbe l’aggettivo adatto a qualificarla…postumo semmai sarà il famoso eroe… e postume sarebbero le lettere eventualmente scritte dal signor garibaldi e rese note dopo la sua morte. Ma veda lei…Per me la lettera rimane comunque validissima. Pongo inoltre riserve sul tono da lei usato genericamente sul conto dei Siciliani. Non facciamoci la guerra, la prego. Pur non essendo io Campano, ma Siciliano, ho molta simpatia per il Regno borbonico, mi sento legato alla mia terra e mi dispiace della fine che hanno fatto fare ai Borbone. In particolare i miei avi Siciliani all’epoca hanno subito processi sommari, esecuzioni sommarie e stragi, predazioni e stupri. Forse più che voi Napoletani. Mi piacerebbe che tutti i Siciliani potessero sapere almeno del processo farsa celebrato a Bronte. Ma la storia scritta dai Savoia e ritoccata dalla retorica mussoliniana ha nascosto le verità scomode ed esaltato il paravento di ideali contaminati dall’interesse spicciolo. Comunque valuto complessivamente bene la sua “lettera” e la ringrazio per aver trattato un argomento sul quale sono sensibile, non da adesso, ma dai tempi dell’università, allorché mi affidarono una tesi su Nino Bixio e dopo aver compiuto ricerche in Parlamento, a Bronte, a Civitavecchia, a Genova, a Marsala, ho rinunciato schifato alla tesi ed ho cambiato materia… Quanto alla sua lettera, personalmente sarei stato più duro e intransigente col signor garibaldi… ma si vede che voi Napoletani siete più buoni di noi Siciliani. Purtroppo, caro Signor Zingone, indietro non si torna. I danni fatti da garibaldi e dai Piemontesi non sono stati ancora riparati e non vedo prossima la soluzione della questione meridionale. Le segnalo il mio sito: dopo le tre w “graffiti-on-line.com”… Si tratta di un periodico on line regolarmente registrato al Tribunale di Rieti (sono giornalista). Se avrà piacere e se mi manderà la sua lettera in formato word sarò lieto di pubblicarla sul mio periodico.
Cordiali saluti. C. Sarcià”.

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giovedì 18 febbraio 2010 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, concedimi un po’ di spazio personale sul tuo sito. Oggi è il compleanno di una persona che conosco da una vita e che mi è molto cara. Difatti 87 anni fa, alle undici di sera vide la luce (la luce? alle undici di sera? Mah!) in un alloggio che si affacciava in Piazza dell’Orologio, a Castellammare di Stabia. I saggi dicevano: “Chi ha messo al mondo dei figli ed ha piantato almeno un albero non è vissuto invano”. Lui ha fatto sia l’una che l’altra cosa, in misura limitata, è vero (una sola figlia e 5/6 alberi) ma è a posto. E quindi voglio augurargli altri 87 anni di questa splendida esistenza. Visto che i suoi amici di gioventù a causa di sopravvenuti (previsti e prevedibili) impedimenti non glieli possono fare, se li fa da solo. Sperando che se ne ricordino i suoi giovani amici di oggi.
Grazie! 18 febbraio 2010- Gigi Nocera”.

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mercoledì 17 febbraio 2010 (dott. Antonio Cimmino)

Ci scrive il carissimo Antonio Cimmino:
“Caro Maurizio, in merito al detto “Santu Catiello ‘o sole ‘o castiello, a Santu Biase ‘o sole a tutt”e case” un vecchio capo operaio del cantiere, don Luigi Vingiani, mi fece osservare, molti anni or sono (18 o 20 circa), che il 19 gennaio proprio dal cantiere si vedeva, dopo il lungo inverno, il castello illuminato dal sole ed il 3 febbraio, le case della zona antica, finalmente riscaldate dai raggi solari. Questa potrebbe essere un’altra interpretazione di carattere meteorologico locale, come quella che vuole l’avvicinarsi del cattivo tempo quando ci sono le nuvole nelle cosiddette “cosce di Pozzano”, cioè all’orizzonte (sud-ovest) guardando il cantiere dalla villa comunale. I proverbi ed i detti, comunque, si prestano a molte interpretazioni. Saluti e grazie per la tua consueta disponibilità. Antonio”.

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martedì 16 febbraio 2010 (Peppe)

Ci scrive lo stabiese Peppe:
“Salve, innanzitutto complimenti per il sito. Mi chiamo Peppe e sono un ragazzo stabiese di 26 anni, da sempre appassionato della storia della mia città e dei suoi monumenti e della sua arte, in particolare quella archeologica e pur studiando tutt’altro sono rimasto da sempre affascinato dall’archeologia stabiana e da autodidatta ho sempre cercato di carpire quante più informazioni possibili. L’anno scorso ho deciso di raccogliere queste mie informazioni, aiutandomi con quello che trovavo sui libri, internet e facendo foto alle ville e pubblicare il tutto in un voce sull’enciclopedia on-line più importante al mondo, Wikipedia (la voce sugli scavi di Stabiae è al link http://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia); ebbene dopo un lavoro durato circa sei mesi, dove anche il suo sito mi ha aiutato molto, specie nella parte dedicata alla Grotta di San Biagio, il 19 novembre 2009 è stata votata come una delle migliori voci per contenuti ed immagini di Wikipedia, insignita di quella stellina che si vede in alto a destra che ne certifica l’assoluta qualità. Penso che sia per la nostra archeologia una piccola ma bella cosa, permettere a tutti di conoscere in modo semplice le nostre bellezze! Le rivolgo i miei più cordiali saluti. Peppe”.

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lunedì 15 febbraio 2010 (Enzo Esposito)

L’accorata lettera di Enzo Esposito (cantante / attore stabiese):
“Caro Maurizio, carissimi visitatori di “Libero Ricercatore”, voglio invitarvi a guardare tutti i mercoledì “Regina e Reginella” su Tele Akery alle 20.40; in particolar modo, vi invito a seguire ancora più accoratamente la puntata di mercoledì prossimo: dedicata a Carlo Buti; durante la quale canterò “Chist’è Castiellammare”. Il format non prevede interventi parlati da parte dei cantanti e quindi non posso esprimere chiaramente che è una dedica alla mia città ed ai miei cittadini; ma la commozione che, spero, leggerete nei miei occhi è tutta per Castellammare! Diffondete la voce! Enzo Esposito”.

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mercoledì 10 febbraio 2010 (Gelda & Lino)

Ci scrivono la prof. Gelda Vollono e Lino Di Capua dell’Associazione “Ex Diversis Unum”:
“Caro Maurizio, prendendo spunto dalla e-mail inviata, in data 26/01/10, alla vostra redazione da parte della laureanda Sabrina Schiavone, nella quale vengono richieste notizie approfondite sull’argomento da trattare nella sua tesi, vorremmo ricordare che la nostra Associazione Ex Diversis Unum, occupandosi principalmente di ricerche di storia locale, offre tra i suoi servizi supporto di reference per ricerche agli studenti, ai laureandi e a quanti vogliano approfondire la conoscenza della storia della nostra città. A tal fine siamo dotati di una fornitissima biblioteca che accoglie libri e periodici, nonché documenti di archivio, cartoline e stampe, dall’ottocento ai giorni nostri, che mettiamo a disposizione per la consultazione a quanti ne facciano richiesta. Infine tra i nostri associati ci sono esperti di bibliografia locale capaci di dare indicazioni utili alla consultazione nonché alla localizzazione di opere per perfezionare le eventuali ricerche oggetto di studio. A tutti gli affezionati frequentatori del tuo sito rammentiamo che possono contattarci ai seguenti recapiti telefonici: Lino: 320/0543951 – Gelda: 340/7160400
Oppure scriverci ai seguenti indirizzi e-mail: gvollo@tin.it – eduonlus@email.it
Ti ringraziamo per l’opportunità unica e stimolante che dai a tutti noi con il tuo sito, a presto Gelda e Lino”.

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martedì 9 febbraio 2010 (Lucia Amendola)

Ci scrive la sig.ra Lucia Amendola da Roma:
“Carissimo Maurizio, sono davvero mortificata per non avere ringraziato dell’articolo su Catello Amendola. Lei non mi crederà, ma sono andata continuamente a consultare il sito. Non so come possa essere successo che mi sia sfuggita la pubblicazione. Tra l’altro le avevo scritto per apportare alcune modifiche sulle notizie familiari che erano sfuggite al signor Cimmino. Forse non le è stato possibile, comunque l’articolo è bello e le modifiche sono irrilevanti. Le dicevo di essere quasi alla fine del mio lavoro, diversi mesi fa, ma come lei diceva giustamente, alla fine c’è sempre tanto da fare. Sono andata molto avanti, sto ancora apportando alcuni miglioramenti al romanzo di cui nel complesso sono abbastanza soddisfatta. Non può credere quanto sia stato significativo per me il suo appoggio e quello del sito. Le sono grata per tutto il lavoro encomiabile che svolge. Certamente tutta Castellammare deve molto al suo sito… Mi farebbe piacere di venirla a conoscere al più presto e penso che potrei farlo entro la fine del mese. La ringrazio ancora e mi scuso per il ritardo. Auguri per la sua bella famiglia. Con affetto e gratitudine.
Lucia Amendola”.

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martedì 9 febbraio 2010 (Lucia Amendola)

Ci scrive la sig.ra Lucia Amendola da Roma:
“Carissimo Maurizio, sono davvero mortificata per non avere ringraziato dell’articolo su Catello Amendola. Lei non mi crederà, ma sono andata continuamente a consultare il sito. Non so come possa essere successo che mi sia sfuggita la pubblicazione. Tra l’altro le avevo scritto per apportare alcune modifiche sulle notizie familiari che erano sfuggite al signor Cimmino. Forse non le è stato possibile, comunque l’articolo è bello e le modifiche sono irrilevanti. Le dicevo di essere quasi alla fine del mio lavoro, diversi mesi fa, ma come lei diceva giustamente, alla fine c’è sempre tanto da fare. Sono andata molto avanti, sto ancora apportando alcuni miglioramenti al romanzo di cui nel complesso sono abbastanza soddisfatta. Non può credere quanto sia stato significativo per me il suo appoggio e quello del sito. Le sono grata per tutto il lavoro encomiabile che svolge. Certamente tutta Castellammare deve molto al suo sito… Mi farebbe piacere di venirla a conoscere al più presto e penso che potrei farlo entro la fine del mese. La ringrazio ancora e mi scuso per il ritardo. Auguri per la sua bella famiglia. Con affetto e gratitudine.
Lucia Amendola”.

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mercoledì 3 febbraio 2010 (Cinzia Petagna Cripe)

Ci scrive la carissima Cinzia Petagna Cripe dagli U.S.A.:
“Carissimo Maurizio, le scrivo per ringraziare lei e i collaboratori del suo sito, per il link al mio blog ( www.cinziamaria.wordpress.com ) che avete proposto dalle vostre pagine: esso mi ha dato la possibilità di “incontrare” tanti nuovi amici. Vi rinnovo i complimenti per l’instancabile lavoro che fate e per l’amore costante per la nostra città. Vedo, dalla pubblicazione di alcune foto del bar Petagna, che una delle mie zie mi fa concorrenza!… naturalmente scherzo! E sono felice di vedere le foto del bar (io sono la figlia di Nino, presente in due di esse) e leggere cose che non conoscevo. Ma, oltre a questo, le scrivo perché tramite queste foto che avete pubblicato è accaduta una di quelle cose alla “Carramba!”, e cioè dopo 32 anni ci siamo ritrovate con una cugina che, frequentando il vostro sito, ha visto le foto, ne ha parlato con sua sorella ed ha poi scoperto il mio blog. Sono sicura di interpretare anche il pensiero di mia cugina Lina Iacono da Ischia nel ringraziarvi per averci offerto la possibilità, attraverso le insondabili vie della tecnologia, di rincontrarci e riallacciare i contatti silenziosi da ormai troppo tempo perduti. Mi auguro di avere la possibilità di una visita di persona durante il mio prossimo viaggio in Italia. Nel frattempo, un saluto affettuoso e gli auguri di buon lavoro. Cinzia Petagna Cripe”.

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lunedì 1 febbraio 2010 (Fabio D’Arco)

A seguito di una nostra missiva ci scrive Fabio D’Arco, presidente Wasps Stabia Rugby:
“Grazie per i saluti, se possibile vorremmo metterci in contatto con i compaesani che vivono all’estero, in modo da dargli spazio sul nostro sito (mettendo in home i loro saluti) e magari avendo i loro indirizzi spediremo qualche maglia dei Wasps Stabia con molto piacere. Comunque ora nel menù del nostro sito, alla voce “La nostra Città” si apre il sito liberoricercatore, a breve metteremo anche il vostro logo, grazie per la collaborazione (link alla pagina “Lo Sport a Castellammare”), noi ce la mettiamo tutta per portare sempre in alto il glorioso nome di Castellammare con le sue tradizioni, la sua storia la sue bellezze.
Fabio D’Arco, presidente Wasps Stabia Rugby”.

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domenica 31 gennaio 2010 (dott. Antonio Cimmino)

La lettera del dott. Antonio Cimmino (Vice Presidente A.N.M.I. Stabia):
“Caro Maurizio, oggi ti scrivo un’altra missiva per farti sapere che, a seguito dell’articolo sul marinaio Vittorio Iovino, mi ha contattato il direttore del “Museo del mare” di Bagnoli, che unitamente al prof. Admeto Verde sta allestendo una sala dedicata alla flotta Lauro ( sulle cui navi è stato imbarcato il ns. Iovino ).
Siamo andati a Bagnoli ( vedi foto ) accolti con molta benevolenza, e hanno intervistato Vittorio Iovino sulle sue esperienze nella Marina Mercantile.
Affettuosamente, Antonio”.

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domenica 31 gennaio 2010 (Club Tempo Libero)

L’invito dell’Associazione “Club Tempo Libero”:
“Caro Maurizio, siamo lieti di comunicarti che il 29° Convegno di Numismatica, Filatelia, Materiale cartaceo e Varie, si terrà nei giorni 20 – 21 Marzo 2010, a Castellammare di Stabia all’interno della Tendostruttura Comunale. Nel manifestarti l’eterna stima e gratitudine, t’invitiamo a partecipare alla manifestazione, insieme ai numerosi lettori del tuo magnifico sito, unico punto di riferimento nel panorama storico-culturale per gli Stabiesi e non, nel mondo. La nostra amata Castellammare, per risorgere…rinascere…e ritornare ai tempi d’oro, può prescindere da tutto e tutti…ma non dal Libero Ricercatore. Un affettuoso abbraccio, da Salvatore Correale & Attilio Maglio (Associazione Club del Tempo Libero)”.

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sabato 30 gennaio 2010 (Frank Avallone)

L’amico Frank Avallone scrive al naturalista Ferdinando Fontanella:
“Carissimo Ferdinando, leggo sempre con immenso piacere i tuoi articoli (ho da poco letto “Freddi ricordi”). Continua con la stessa passione che dimostri e prima o poi farai cose grandi. Ammiro moltissimo la tua conoscenza della natura e la tua abilità di descriverla; questo e’ un dono che tu possiedi e che ti rende prezioso, per tutti coloro che amano la flora e la fauna, che Dio ci ha dato. Con sincerità, il tuo amico Franco Avallone”.

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giovedì 28 gennaio 2010 (Ugo Meli)

Ci scrive Ugo Meli:
“Uno ciao a tutti voi; (nei limiti della privacy) potrei sapere se quella signora nella foto insieme a Montesano è mia cugina? Non vorrei sbagliarmi, ma è la prima nipote del maestro FRANCESCO FILOSA. Allora: se sua madre si chiama Emilia, suo padre si chiama Nicola e hanno una zia che si chiama (Titina) Cristina allora è mia cugina. Fatemi sapere. Un grazie e alla prossima. Ugo”.

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martedì 26 gennaio 2010 (Angelo Del Gaudio)

Ancora una missiva del dott. Angelo Del Gaudio per Gigi Nocera:
“Caro prof. Nocera, intanto grazie per il “segaligno” da me mal riposto senza “g”, ma devo ribadire la mia ammirazione e devozione verso cotanto sapere. All’epoca dell’informatica esistono ancora dei motori di ricerca “nature” che sanno rispondere alla sete di sapere di quanti amano la vita e la sua storia: Si dice che c’è l’unico diario che portiamo sempre con noi e questo è la memoria. La sua è lucida, fervida, precisa e, mi consenta di dirlo, costituisce il nostro patrimonio “ambulante” della storia stabiese: Accetti tutto quanto dico, non è esagerato, riporto quanto confrontato con altri stabiesi e ci auguriamo che ancora per tanti anni la sua voce si faccia compagna di strada per un vivere alla veri stabiesi. Grazie per gli insegnamenti che mi dà, per stile, cultura e tanta umanità. Con stima. Angelo Del Gaudio”.

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mercoledì 27 gennaio 2010 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera risponde al dott. Angelo Del Gaudio:
“Caro prof. Del Gaudio, sono una persona segaligna, ho la battuta pronta e un esagerato spirito ironico; ma non sono professore e non ho il dentino sporgente. Comunque si ritenga perdonato per aver sbagliato persona; ma questo perdono è stato influenzato dalle belle parole che mi ha dedicato (in verità un poco esagerate, però). La “vasta e immediata cultura” (?!) di cui mi fa depositario non è il frutto di studi “alti”, come diceva mio nonno quando voleva dire che quella tale persona era istruito. I primi rudimenti della mia istruzione me li ha dati la strada, cioè Via S. Caterina, l’Orologio, la banchina ‘e zì Catiello. Poi, quasi, come il nostro grande Viviani scrive nelle sua nota e famosa poesia:

…ma a dudice anne, a tridece,
cu ‘a famma e cu ‘o ccapì,
dicette: Nun po’ essere:
‘sta vita hadda fernì!

Ma io invece del sillabario, iniziai a leggere di tutto: dai poeti e romantici italiani dell’800, ai Russi Tolstoi, Cecov, Turgheniev, Dostojevskj, dagli americani Jack London a Dos Passos, ai più vicini a noi Calvino, Gadda, Pasolini, Primo Levi, Rigoni Stern e i nostri amati poeti napoletani (quasi tutti), e poi Eduardo, Giuseppe Marotta (chissà perché oggi poco ricordato) e saggi, saggi e ancora saggi. E ancora continuo a leggere. Ecco caro professore dove nasce la mia cultura(!?). Come ha potuto capire io sono un autodidatta. A tal proposito mio padre diceva sempre: “Giggì, chi dice ca sape fà nu poco e tutto cose, nun sape fà niente”. Che si riferisse a me? Io spero di no. L’unica cosa certa che ho è la cultura dei vecchi. Il vecchio sa per esperienza quello che gli altri non sanno ancora. E il sapere è già cultura. Lei a questo punto si potrà chiedere: perché questa confessione, queste confidenze? Perché non mi sono mai preso troppo sul serio. E non mi sono mai preso sul serio perché ho cercato sempre di prendere sul serio gli altri, soprattutto i giovani. E in questi ultimi anni ho preso sul serio i giovani amici del Libero Ricercatore. Egregio prof. Del Gaudio, la saluto cordialmente e la ringrazio per le belle parole. Gigi Nocera”.

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martedì 26 gennaio 2010 (Angelo Del Gaudio)

Angelo Del Gaudio scrive a Gigi Nocera:
“Seguo con interesse e ammirazione la presenza del prof. NOCERA su questo sito… mi assilla sempre un pensiero… ma è il prof. Nocera che ho avuto collega alla scuola media Stabia nel lontano 1963/64?! Ricordo una figura… segalina… dalla battuta pronta e dal… dentino sporgente mi dica se è lui e mi perdoni se sbaglio persona… sappia che l’ammiro tanto e invidio la Sua vasta e immediata cultura con i sensi della più viva stima, dr. Del Gaudio Angelo”.

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martedì 26 gennaio 2010 (Sabrina Schiavone)

La gradita e-mail della laureanda Sabrina Schiavone:
“Buongiorno, avrei bisogno del vostro aiuto per la tesi che sto scrivendo sulle ville di Stabiae. Innanzitutto vorrei dirvi che il sito che avete creato è davvero molto utile, a noi stabiesi per conoscere meglio e più nel profondo la nostra città e a chi per motivi di lavoro o altro ricerca notizie su Castellammare. Ho inserito nella mia tesi lo stralcio dell’articolo giornalistico dal titolo “Castel-la-mare” tratto dal Cosmorama pittorico, però avrei bisogno del nome dell’autore a meno che non sia anonimo. Potete darmi questa informazione? Ve ne sarei molto grata. Aspettando vostre notizie vi ringrazio anticipatamente e vi porgo i miei cordiali saluti. Sabrina Schiavone.”.

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martedì 26 gennaio 2010 (Gianna Petagna)

Ci scrive la gentilissima sig.ra Gianna Petagna:
“Caro Maurizio, stamattina con grande gioia ho trovato pubblicate le foto (del bar “Petagna”), che ti ho inviato, mi sono addirittura commossa. Ti ringrazio proprio tanto e mi complimento con te e i tuoi collaboratori per la solerzia, inoltre ammiro l’affetto di tutti coloro che collaborano al sito dimostrando di amare Castellammare incondizionatamente. Un abbraccio a tutti voi e ancora grazie. Gianna Petagna”.

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lunedì 25 gennaio 2010 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera ringrazia l’amico Corrado Di Martino:
“Il grazioso e affettuoso pensiero dell’amico Corrado Di Martino, mi ha veramente commosso, pur se da tempo non ci sentiamo o ci scriviamo (e di ciò mi rammarico) si è ancora ricordato di me. Il suo ricordo mi ha naturalmente lusingato, ma nello stesso tempo mi ha immalinconito non poco, mi ha fatto pensare a come è ridotta la nostra bella città, metaforicamente ben rappresentata dalla barca arenata, e della quale “nisciuno se ne fotte”. Della mia stima e del suo affetto, condiviso per altro dai tanti altri giovani amici di Libero Ricercatore che me ne danno prova quasi tutti i giorni, cercherò di essere sempre degno anche per lungo tempo (e questo è un augurio interessato che mi faccio). Grazie Corrado! Ti abbraccio caramente assieme a tutti i frequentatori di questo magnifico sito. Gigi Nocera”.

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domenica 24 gennaio 2010 (Alfredo Volpe)

Ci scrive il carissimo Alfredo Volpe:
“Gentile Signor Maurizio, Le invio una foto di gruppo dei ragazzi dei Salesiani di Castellammare, in data 25 febbraio 1953, in occasione della visita all’Istituto del Rettore Generale dei Salesiani, Sac. Don Renato Ziggiotti. Qui fu accolto dal vescovo di Castellammare e da tutto lo Staff Dirigenziale dell’Istituto, dalle autorità locali e da molti illustri ex allievi Stabiesi. Spero di aver fatto cosa gradita.
La saluto con cordialità. Alfredo Volpe”.

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sabato 23 gennaio 2010 (Umberto Cesino)

Ci scrive il carissimo Umberto Cesino (artista stabiese):
“Frank Avallone mi ha telefonato, ieri sera dalla Florida! Due ore (reali) di storie e personaggi stabiesi, di simpatia immediata, di parentele incrociate (se ho ben capito, una sua nonna si chiamava Cira Cesino). Mia moglie che, ascoltando la telefonata, faceva i suoi interventi in merito alle parentele e alle comuni conoscenze. Grazie, Maurizio, per il piacere che mi hai procurato facendomi conoscere, sia pure solo in voce l’eccezionale Frank (voce da trentenne, mai avrei immaginato, se non l’avesse egli stesso rivelato, che avesse la rispettabile età di 71 anni!).
Grazie ancora e a presto, Umberto”.

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martedì 19 gennaio 2010 (Francesco Chianese)

Il suggerimento (a nostro avviso molto utile e costruttivo) del carissimo Francesco Chianese:
“Caro Maurizio, voglio cogliere l’occasione per salutarti e permettimi, ovviamente amichevolmente e con affetto, di suggerirti di numerare le foto (in particolare mi riferisco alle “Immagini della memoria”) in modo che si possano dare precisi riferimenti per la relativa visione; ora che sono diventate tante, e lo saranno sempre di più, diventa poco agevole trasmetterne le coordinate a conoscenti ed amici cui suggeriamo la visione. Buona giornata, Francesco Chianese”.

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venerdì 15 gennaio 2010 (Vittorio Cappa)

Ci scrive il carissimo Vittorio Cappa:
“Ciao MAURIZIO, sono molto contento della risposta da te ricevuta e ne approfitto per comunicare al sig. SORRENTINO (rubrica “Sei stabiese se…”) che l’estate scorsa, ho ammirato “CICCIO VASCUOTTO” in una sua sempre piacevole e divertentissima esibizione, ed aggiungo che nonostante l’età si mantiene molto bene. Volevo poi ringraziare il PROF. D’ANGELO per il suo ritorno sul nostro sito, per quanto mi riguarda è un ulteriore arricchimento culturale. Intanto ti ringrazio e saluto tutti cordialmente. VITTORIOK”.

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mercoledì 13 gennaio 2010 (Edward Flynn Jr.)

La cortese risposta di Edward Flynn Jr. inviata a Gaetano Fontana (che per le festività ha avuto il pensiero di inviare negli Stati Uniti un po’ di regali natalizi):
“Gaetano: Thank you very much for the items you mailed to me..the two DVD’s (Tra Storia E Leggenda & I Capolavori di Castellammare) are beautiful. I will share them with members of the San Catello Society… the book La città di Stabia e San Catello suo patrono is a masterpiece of work… It is done like a talented artist… We will treasurer the calender for 2010 featuring San Catello… I sent one of them to Paul Valenzuolo on your behalf… Attached is a word.doc with a photo of Circolo Stabiese taken in 1949 in front of their Wallace Street Club in New Haven. This is the neighborhood where many Stabiese lived. Wishing you a very Happy & Healthy New Year from my wife Irene Cuticello Flynn and myself Edward Flynn Jr.”.

Traduzione:
“Gaetano: La ringrazio molto per gli articoli che mi ha spedito… i due DVD’s (Tra Storia e Leggenda & I Capolavori di Castellammare) sono belli. Voglio condividere con i membri della Società “San Catello”… il libro “La città di Stabia e San Catello suo Patrono”, è un capolavoro… E’ fatto da un artista di talento… ho mandato un calendario del 2010 con San Catello a Paul Valanzuolo a nome vostro. In allegato rimetto un file con una foto risalente al 1949 del Circolo Stabiese ubicato di fronte al Wallace Street Club di New Haven. Questo è il quartiere dove vivevano molti Stabiesi. Auguri di un Felice Anno Nuovo da mia moglie Irene Cuticello Flynn e da me Edward Flynn Jr.”.

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sabato 9 gennaio 2010 (Michelangelo Gargiulo)

Ci scrive il carissimo Michelangelo Gargiulo (da Castiglione Olona – Va):
“Buon giorno e BUON ANNO. Desidero ringraziarvi perché a distanza di 50 anni, ho rivisto un amico d’infanzia: é successo che casualmente, nel guardare le foto pubblicate su Libero Ricercatore, lui mi abbia riconosciuto e quindi contattato. A Capodanno sono stato a casa sua ed abbiamo fatto una foto con le nostre rispettive mogli. Se non chiedo troppo, vorrei inserirla nelle ( foto dedica )…
Vi ringrazio molto e vi saluto con simpatia. Vs. Gargiulo Michelangelo”.

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giovedì 7 gennaio 2010 (dott. Giovanni Iorio)

Ci scrive il dott. Giovanni Iorio:
“Gent.mo Sig. Maurizio, seguo assiduamente (e con tanta nostalgia) il Suo interessante sito dedicato alla bella Castellammare di Stabia. Credo, a tal proposito, di potermene definire sicuramente un “appassionato lettore”. Ho anche mandato, tempo fa, vecchie immagini scolastiche.
Ho letto l’appello lanciato per ritrovare il cane Tommy e mi è venuta l’idea di approfittare del Suo sito per poter anche io far sapere che nel mese di agosto scorso ho trovato, durante un mio raro ritorno a Castellammare, sulla strada panoramica, nei pressi del Castello, un piccolo cane abbandonato e malmesso che ho raccolto e curato. Credo, da come si comporta, che la provenienza sia domestica.
Allego la foto, ove mai ci fosse un proprietario in pena. Le rinnovo i complimenti per il sito e i ringraziamenti per il suo impegno dedicato alla nostra città. Auguri di Buon Anno Nuovo a tutti. Saluti cordiali. Dott. Giovanni Iorio”.

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lunedì 4 gennaio 2010 (Alfredo Volpe)

La lettera del sig. Alfredo Volpe:
“Carissimo Maurizio, ho visionato con piacere e commozione la pagina ideata, scritta e commentata dal nostro caro Antonio Cimmino, e da te gentilmente inserita sul sito di LiberoRicercatore, in merito alla triste storia del mio caro zio Francesco Di Somma. Un grazie sentito per l’ospitalità.
Ho un solo rammarico, quello di non essere stato presente al brindisi benaugurante di inizio d’anno con te e tutti gli amici della foto. Ti invio i più cordiali saluti.
Con stima. Alfredo Volpe”.

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sabato 2 gennaio 2010 (dr. Angelo Del Gaudio)

Il carissimo Angelo Del Gaudio da Cremona aggiunge un particolare al messaggio di auguri inviatoci ieri dal naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella:
“Caro dottor Fontanella, alle quattro categorie di cittadini da lei elencate bisogna aggiungerne una quinta – quella dei furbi – che beandosi delle sue parole diranno che bisogna cambiare tutto… per non cambiare niente… il nostro mondo è uno strano parto della natura umana. Angelo Del Gaudio”.

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venerdì 1 gennaio 2010 (dott. Ferdinando Fontanella)

Rimettiamo alla vostra cortese attenzione, il messaggio di auguri inviatoci dal naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella (facciamone tesoro!):
“Cari Liberi Ricercatori, la sera del 30 dicembre ho brindato con gli amici de “Il Gazzettino Vesuviano”, periodico a diffusione settimanale fondato nel lontano 1971, che ospita una mia rubrica intitolata “Un naturalista in redazione”. Tra una chiacchiera con i ragazzi che scrivono di sport, politica e cronaca, un bicchiere di spumante, una fetta di pizza e qualche struffolo, ho avuto modo di notare che i muri, della sala riunioni, erano adorni di cornici in cui risaltavano alcuni numeri delle prime edizioni del giornale, tutte risalenti ai primissimi anni settanta.
Allettato dall’idea di poter leggere qualcosa antecedente al mio anno di nascita, mi sono per un attimo estraniato dall’allegra compagnia, ed ho iniziato a curiosare tra gli articoli in mostra: “Bisogna salvare il Vesuvio dai rifiuti”, riferiva a caratteri cubitali un articolo del 1973; “Mare inquinato, stagione balneare a rischio nella provincia di Napoli”, in un pezzo del ‘72; “Periferie abbandonate”, articolo del 1971; “Traffico asfissiante”, “Abuso edilizio”, “Carenza occupazionale”, “Inquinamento”, “Rischio Vesuvio”, “Malapolitica e Malasanità”.
Insomma speravo di scoprire qualcosa del passato e mi sono ritrovato a leggere articoli scritti quarant’anni fa, ma ancora attualissimi! Che tristezza, quarant’anni passati a fare e rifare gli stessi errori, le stesse scelte… “Errare è umano, perseverare è diabolico” recita un vecchio adagio. Beh, io al “diabolico” aggiungerei anche che il perseverare è degli stupidi e noi, alla luce dei fatti siamo stati cittadini stupidi. Ma lo stupido chi è? Per capirlo dobbiamo fermarci ad esaminare chi è il buon cittadino e chi è il cattivo cittadino. Coloro che si adoperano per il proprio benessere e per il benessere della comunità possono considerarsi buoni cittadini. Chi si prodiga per il benessere personale a discapito della comunità può considerarsi un cattivo cittadino. Mentre lo stupido è colui che vive adagiandosi nell’apatica quotidianità subendo passivamente.
Ecco, se consideriamo che la maggior parte di noi siamo stati cittadini stupidi e che i cattivi cittadini prevalgono sui buoni, ci risulta facile capire il perché dello sfacelo quotidiano.
Se devo fare un augurio per il nuovo anno… Auguro la forza di continuare a tutti i buoni cittadini. Auguro un po’ di buonsenso ai cattivi cittadini. Auguro il coraggio di scegliere ai cittadini stupidi.
Per chi è stato attento ed è curioso voglio aggiungere che esiste anche una quarta categoria di cittadini, sono coloro che si adoperano per il benessere della comunità a discapito di quello personale. Queste persone sono gli eroi e i santi. Ma sono così pochi ed è così raro incontrarli che spesso si mette in dubbio la loro reale esistenza.

Felice anno nuovo a tutti voi, il vostro naturalista e amico, Nando Fontanella”.

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venerdì 1 gennaio 2010  (Antonello Ferraro)

A mezzanotte in punto (ore 00.00 del 1° gennaio 2010), ci scrive il carissimo e sempre preciso Antonello Ferraro:
“Caro Maurizio, il Nuovo Anno è appena iniziato ed io sono a casa a brindare, idealmente, con tutti gli amici del sito. Come sempre, nelle feste importanti, sento vicini tutti gli Stabiesi che vivono lontano dalla nostra bellissima Castellammare di Stabia. A tutti auguro un felice e prospero 2010, ma sopratutto tanta salute e tanta serenità. Un abbraccio a tutti. Antonello Ferraro”.

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Collaboratore di Redazione

Appassionato di immagini d'epoca di Castellammare è curatore di diverse rubriche, tra cui: "Le stampe antiche" e "Le navi varate a Castellammare".

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