Castellammare nel golfo di Napoli, Jacob Alt (1837) galleria Liberoricercatore

Castellammare nell’Ottocento

Castellammare nell’Ottocento

di Giuseppe Zingone

Furono i Borbone come abbiamo scritto a rendere Castellammare una città moderna e industrializzata, (La strada di ferro per Castellammare, Castellammare nella guida Bradshaw) ed insieme a nobili visitatori giunsero per mare prima e con la ferrovia dopo molti stranieri, chi con capitali da investire, chi con guide da viaggio, altri con un semplice taccuino da appuntare che fortuna assistendo, avrebbe visto la stampa, una volta rientrati in patria.

Viaggiare da Napoli a Castellammare era alquanto scomodo via mare e la forza motrice delle braccia andava pur ripagata. Ma cosa sappiamo?

Imbarcazioni: “Una barca con 4 remi costa al giorno 3 piastre; con 2 remi, da Napoli a Portici, 1 duc.; un seggiolino in barca che vela quotidianamente per Sorrento, Castellammare, Capri, Torre del Greco o Ischia costa 20 grani“.1.

Castellammare nel golfo di Napoli, Jacob Alt (1837) galleria Liberoricercatore

Jacob Alt, Castellammare nel golfo di Napoli, Galleria Liberoricercatore

È Louis Edouard Gauttier du Lys d’Arc, che ci racconta della sua traversata via mare fino a Castellammare: “Così mi sono imbarcato nel porto di Napoli, alle due del pomeriggio, con uno dei miei amici, e ho fatto vela per Castellammare con una di queste lance (tipo una chiatta), governata da marinai vigorosi, che vengono utilizzate per la comunicazione tra le due città”. (Ed ancora dopo aver descritto la costa ed il viaggio non proprio felice) ndr: “Improvvisamente la cantilena di un giovane, ripetuta a voce bassa dall’equipaggio, ci avvisò che avevamo superato la chiesetta della Madonna di Porto Salvo, posta su un vicino punto elevato e che noi eravamo fuori da qualsiasi pericolo. Dopo pochi minuti siamo arrivati alla spiaggia di Castellammare, dopo tre ore di attraversamento. A prima vista sembrerebbe che questa città sia stata appena invasa da squadroni di asini, così grande è la folla di questi animali, nonostante il luogo e le banchine”.2

Siamo invece nel 1820 circa quando un altro visitatore Keppel Richard Craven, ci narra una Castellammare impegnata in un’attività lavorativa frenetica, ma essenzialmente ancora fedele al proprio territorio, una terra che sostanzialmente nutre colui che la vive e l’abita e soprattutto se ne prende cura; perché ciò che fatica è pane per il futuro, un intimo ed indissolubile legame con la propria terra, che andrebbe recuperato: “Un altro promontorio separa Vico da Castellammare, situato nella parte più alta della catena montuosa che confina con la baia di Napoli. Un picco in particolare, chiamato Sant’Angelo, è più alto del Vesuvio, e tra le profonde fessure sui suoi lati vi è la neve tutto l’anno. Questo posto è infatti la fabbrica di ghiaccio che fornisce alla capitale (Napoli ndr.) questo articolo di indispensabile necessità durante tutto l’anno. È solo trascinato in grosse grotte naturali, da cui viene poi estratto quando se ne richiede l’occasione.

Salvatore Fergola, Castellammare particolare, foto Giuseppe Zingone

Salvatore Fergola, Castellammare particolare, foto Giuseppe Zingone

Il modo di trasportarlo da queste altezze è semplice come è singolare e veloce. Parecchie corde lunghe sono tese in una direzione inclinata da punto a punto fino a raggiungere la riva del mare. I fasci di neve temprata, accuratamente imballati in foglie morte all’interno di fagotti, sono sospesi su queste linee per mezzo di un bastone storto e il loro peso li spinge verso il basso con incredibile velocità. Un ragazzo è posto a ogni angolo, il cui compito è quello di spostare ogni fascio da una corda all’altra, mentre l’ultimo li porta verso le barche, che aspettano di ricevere la merce e trasmetterla direttamente a Napoli.3

Lo spazio di pochi minuti sarà sufficiente per questo viaggio aereo, che con qualsiasi altra modalità di trasporto avrebbe impiegato alcune ore, in quanto i percorsi di montagna sono complessi e difficili. I muli e gli asini, però, sono quasi costantemente impiegati per abbattere il legno per i diversi rami del commercio cooperante, che si svolge in larga misura a Castellammare. Questi animali nella loro discesa portano un giovane albero di castagno fissato ai fianchi; ma questo compito è eseguito anche da donne e bambini, che trascinano il tronco dell’albero, spogliati dei rami e delle foglie, alternativamente su ogni spalla, l’estremità snella che si appoggia al terreno. Quando è necessaria una tregua temporanea da questa fatica, il peso viene trasferito ad un palo, previsto allo scopo, ma calcolato contemporaneamente per aiutare il trasportatore che, per un sforzo di questo tipo, includendo un viaggio di otto miglia o più, nella stagione più calda, viene remunerato con tre metà pence dei nostri soldi. La città di Castellammare, vicino al sito dell’antica Stabiae, è esposta a nord e ha acquisito grande celebrità come residenza estiva in conseguenza della sua rinomata freschezza, la salubrità della sua aria, e la bellezza dei suoi dintorni. A queste attrazioni deve essere aggiunto quella di diverse sorgenti minerali di notevole efficienza; e in un determinato periodo dell’anno tutte le sue case e ville vengono fittate, quando si presenta in allegria e splendore con la capitale stessa. Ha circa 10.000 abitanti e ha un’enorme importanza come la sede di un palazzo reale e la residenza del Sott’Intendente della provincia; svolge anche diversi rami di commercio con la metropoli. La città è ben costruita lungo un bellissimo porto turistico e si estende fino al mare che si alza immediatamente dalla riva, dove tutte le case abitate sono costruite per i vantaggi della freschezza e della vista. Quest’ultima abbraccia l’intero circuito della baia, comprese tutte le città sotto il Vesuvio, il vulcano stesso, Napoli proprio di fronte, le colline di Puzzuoli, la punta di Misenum e le isole di Nisida, Procida e Ischia. Tuttavia, durante i mesi caldi, Castellammare si rivela una residenza idonea.

L’arrivo precoce dell’autunno la spoglia del suo meraviglioso fascino. In quel periodo, i vapori umidi creati dall’aumento di tutti i flussi che lo rinfocano durante l’estate, continuano a muoversi sopra la città dalla montagna sovraincombente, mentre l’assenza del sole durante la maggior parte della giornata produce un’atmosfera più fredda e penetrante. Il re possiede una casa di campagna, sulla montagna, in una luogo più incantevole, conosciuta per il nome di Qui si Sana, che dovrebbe essere derivata da Casa Sana”.4

Rudolf Johan BÜHLMANN, Il Castello di Castellammare

Rudolf Johan Bühlmann, Il Castello di Castellammare

Certo lo scopo del turista di fine settecento e inizi ottocento, era quello di vivere un’avventura, completare la propria formazione umanistica compiendo un viaggio, il Grand Tour, ed un viaggio in Italia di Marguerite Gardiner, duchessa di Blessington, ci mostra ciò che avremmo visto nella nostra terra quasi duecento anni fa.

“Nessuna descrizione può rendere giustizia alla bellezza del paesaggio tra Amalfi e Castellammare. un momento che offre viste sul Mediterraneo azzurro, viste spumeggianti sui boschetti e sui vigneti, tra il monte e le montagne, e quella successiva mostrando la parte superiore di un convento che sorge tra un gruppo di alberi o una fortezza rovinata in piedi su una coraggiosa proiezione di roccia. I borghi attraverso i quali passavamo erano estremamente pittoreschi. Ognuno aveva la sua fontana, intorno alla quale gruppi di donne portavano le loro brocche dalla forma classica, cantando, ridendo e chiacchierando; i loro capelli neri sono arrotolati come quelli delle statue femminili antiche e i loro scarni tessuti rivelavano abbastanza le loro forme quali modelle  delle ninfe rurali che vediamo in alcune delle immagini, dei vecchi maestri. Ci salutano con grazia, offrono l’acqua frizzante, la cui freschezza si lodava; e scambiarono sorrisi e convenevoli con i nostri portatori, che, sebbene pieni di allegria, erano privi di un approccio grossolano. In un borgo, Gragnano, le donne sono famose per la loro bellezza, e anche se predisposte a vederle, esse hanno superato le nostre aspettative. Alte, grandiose e ben formate, con capelli dalle tonalità scuro lucida, legati con grazia accanto alle loro teste, occhi brillanti e tinte marrone scuro, con un ricco panno color rosso, erano veramente affascinanti, che avrei voluto avere un pittore sul posto, che avrebbe potuto rendere giustizia a tali soggetti ammirevoli per la sua matita. Le donne anziane erano per la maggior parte occupate a filare o a prendersi cura dei piccoli bruciati dal sole, quasi in uno stato di nudità, che stavano giocando intorno a loro; e gli abitanti maschi sembravano tutti assenti, impegnati nel lavoro di coltura agraria, perché non abbiamo visto nient’altro, tranne alcuni uomini molto anziani che stavano sdraiati su panche di pietra davanti alle loro porte.  Non ci dispiaceva e una buona cena ci aspettava a Castellammare; dopo aver cenato, siamo tornati a Napoli, molto contenti della nostra spedizione, non meno gratificante di cui era stato il nostro passaggio sulle montagne da Amalfi a Castellammare. Castellammare è molto frequentata in estate. Si trova sotto il monte Lactarius, celebrato da Galeno per la salubrità e la dolcezza dell’aria; ed è poco distante da Stabia, dove Plinio lo storico è stato soffocato dai vapori solfati del Vesuvio”.5

Raffaele Carelli, il porto di Castellammare

Raffaele Carelli, il porto di Castellammare

Questi brani, seppur nella loro brevità, contengono quello sguardo di stupore, quella capacità di meravigliarsi, innamorarsi e descrivere le nostre radici che noi abbiamo smarrito. Sarebbe davvero un bene per Castellammare se le nuove generazioni potessero riappropriarsene.


Note

  1.  Boats: A boat with 4 oars costs per day 3 piastres; with 2 oars, from Naples to Portici, 1 duc.; a seat in the market boats which sail daily for Sorrento, Castellammare, Capri, Torre del Greco, or Ischia, costs 20 grani” “. In Jhon Murray, A Handbook for Travellers in Southern Italy, terza edizione London 1858, Paragrafo 27.
  2.  Louis Edouard Gauttier du Lys d’Arc, Viaggio da Napoli ad Amalfi, estratto d’un viaggio inedito in Italia 1824-1827, Parigi 1829, pag. 7, 11 e 12.
  3. Così scrive anche Catello Parisi sui legnami: “Nella industria meccanica rimarchevole è invero il modo inventato per trasportare il legname dalle superiori selve nei luoghi di deposito. Una lunga corda convenientemente situata e non tesa perfettamente in brevissimo tempo una immensa quantità di legname o di fascine ti trasporta per lunghe impraticabili strade sospendendoli in essa con certi grappi o uncini di legno. Anche le travi con tale mezzo trasportansi dalle alte montagne e laddove si avene bisogno varie corde in diversi punti si fermano e l’una comincia dove l’altra finisce sino a giungere nel destinato luogo. La velocità ed il rumore prodotto da tale ordigno stante in azione quelli ti sembrano di una folgore artificiale continuamente succedentesi Di curiosa vista l’è pure la maniera di trasportare delle grandissime botti di olio colla massima leggerezza. Il numero di 24 persone ingegnosamente situate sostengono sulle proprie spalle sei grandi sbarre alle quali vien sospesa con delle forti corde la botte e tutte in ordinata marcia e con passo vacillante pel peso e l’una all’altra appoggiandosi te la trasportano”. Catello Parisi, Cenno storico descrittivo di Castellammare di Stabia, Firenze 1842, pag. 88.
  4.  Keppel Richard Craven, A Tour Through the Southern Provinces of the Kingdom of Naples, London 1821, pag. 398-400.
  5.  Marguerite Blessington (Gardiner, countess of) The Idler in Italy, Paris 1839, pag. 311.312.

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

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