2017: anno funesto per la Cultura stabiese

Un “2017 “che lascia increduli e basiti nel segno del lutto!

Dopo la già, gravissima e incolmabile perdita del prof. Pippo D’Angelo e del nostro fraterno

amico Bonuccio Gatti, Castellammare nel giro di poche ore perde altri due uomini di vera

cultura: il dott. Antonio Orazzo, presidente della  locale UNITRE (Università delle Tre Età) e il

prof. Ciro Abagnale, direttore editoriale della rivista “Cultura & Società”.

lutto stabiese

lutto stabiese

Estremamente sconvolti per la tragica perdita dei cari Antonio e Ciro

la redazione tutta di liberoricercatore.it,

si stringe in cordoglio alle famiglie Orazzo e Abagnale.


 

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Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

1 pensiero su “2017: anno funesto per la Cultura stabiese

  1. raffaele scala

    Ieri sera c’ero anch’io nell’aula consiliare di Palazzo Farnese per la presentazione dell’ultimo Quaderno di Cultura&Società, confuso tra la folla che riempiva la sala. Appena il professor Ciro Abagnale ha iniziato la sua relazione mi sono subito reso conto che qualcosa non andava. La sua voce non era solo emozionata nel ricordare l’amico scomparso nel febbraio scorso, Pippo D’Angelo, era una voce stanca, troppo stanca. Poi il silenzio. Antonio Ferrara gli è accorso subito vicino, preoccupato. Pochi istanti ancora e Ciro si è accasciato. Prontamente è intervenuto un medico presente nella sala, lo hanno disteso sul pavimento, prestandogli le prime cure. Poi l’autoambulanza, ma è stato tutto inutile. Addio Professore. Non sono molti i ricordi che abbiamo condiviso, ci siamo incontrati diverse volte a Piazza Spartaco, abbiamo parlato del Quaderno che non si riusciva a pubblicare della cronica carenza di fondi, delle pubblicazioni che presentavo e che qualche volta non sono stati pubblicati per mancanza di spazio o perché altri avevano la precedenza. E ricordo una sua correzione, quando presentai la biografia di Antonio Cecchi, diversi anni or sono. Me lo disse con voce piana, un consiglio, mi disse, per non urtare la mia suscettibilità. Un consiglio che invece apprezzai molto. Piccoli insignificanti ricordi, ma non li dimenticherò.
    Giungano le mie più sincere condoglianze alla famiglia.

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