Archivi tag: partigiani

25 Aprile: Tra camicie Nere e fazzoletti Arcobaleno

Storia e Ricerche

25 Aprile: Tra camicie Nere e fazzoletti Arcobaleno

Riflessioni da un Museo

di Giuseppe Zingone

Se c’è un nodo che il pettine della storia italiana non riesce ancora a districare, è proprio quello del 25 Aprile. Una data che, invece di essere il porto calmo della concordia, somiglia ancora oggi a un mare agitato dove le correnti ideologiche continuano a scontrarsi, agitando i relitti di un passato che molti, forse troppi, vorrebbero riscrivere o, peggio, dimenticare.

Museo di Anzio 31 gennaio 2025, in alto a destra Piazza Orologio

Continua a leggere

Luigi Di Martino

Luigi Di Martino, un partigiano di Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Luigi Di Martino, un partigiano di Castellammare di Stabia

articolo del dott. Raffaele Scala

Caro Maurizio, a seguire trovi un’altra delle mie piccole biografie, questa volta dedicata a Luigi Di Martino, una delle più specchiate figure del movimento operaio stabiese, antifascista duramente perseguitato dal fascismo, tra i pochi veri partigiani del nostro territorio e successivamente sorvegliato dalla stessa polizia repubblicana, fino alla sua morte avvenuta nel 1969. Il 30 gennaio ricorre l’anniversario della sua scomparsa. Probabilmente il suo nome non dice più nulla alla maggioranza degli stabiesi, ma forse proprio per questo potrebbe essere utile ricordare questa prestigiosa figura di dirigente politico e sindacale della sinistra stabiese, tra l’altro consigliere comunale per diverse consiliature.

Con stima e simpatia. Raffaele Scala

Luigi Di Martino

Luigi Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia l’11 novembre 1897 da Giovanni e da Giulia Fabboni, Luigi Di Martino fu una delle più belle e carismatiche figure del movimento operaio stabiese, irriducibile antifascista fin dal suo avvento, coerente fino all’autolesionismo, visse in povertà, ma con grande dignità, la sua esistenza di operaio e di militante comunista. Franco Ferrarotti nel suo bellissimo libro, La piccola città, raccolse la sua autobiografia, di cui, di seguito, riprendiamo il brano d’apertura:

Sono figlio di un misero marinaio navigante sui battelli a vela che scaricano materiale per la Sicilia e stava mesi interi senza guadagnare il becco di un quattrino. La vita si svolgeva nella più squallida miseria. La nutrizione erano fagioli e pastasciutta alla domenica e nella stagione estiva, che guadagnava di più, si vedeva il vino e qualche pezzetto di carne. (…), mia madre faceva la lavandaia. Qualche sorella andava a servire (…). All’età di 10 anni cominciai a lavorare ai Cantieri Mercantili per la costruzione di navigli in legno. Prendevo 4 soldi al giorno. Si cominciava alle sei del mattino e si finiva quando il sole era scomparso. Quando c’era da preparare il legname per i lavori del giorno successivo, anche dopo il tramonto del sole, sino alle 21 di sera…[1] Continua a leggere