Mare e pescatori stabiesi

Aniello Lascialfari racconta

( si ringrazia il prof. Luigi Casale per la preziosissima revisione di bozza )

Aniello Lascialfari (costume di scena)

Aniello Lascialfari (Il pescatore: costume di scena)

Così la mia memoria spinta anche dalla fantasia riprende il volo saltando da ramo a ramo. Erano gl’inizi degli anni ’60, ed io ero molto giovane. Nel tempo libero dal lavoro – lavoravo a Napoli – era mia abitudine frequentare i pescatori della Banchina di “Zi’ Catiello”, specialmente nelle belle giornate d’estate quando il tramonto pareva che non finisse mai. Poi venne l’ora legale. Allora in questi pomeriggi allungati si discuteva di pesca, di attrezzatura, di barche, quando in città c’erano ancora i calafati. Qui a Castellammare i migliori – a sentire i pescatori – erano i fratelli Aprea di Sorrento. Le barche da essi costruite … “tènene ‘o mare ch’è ‘na bellezza. È ovère! Costano ‘na cusarella ‘e cchiù, ma nun songhe vutecarelle comm’a chelle che fanne a Torre ‘o Grieche. E pure ‘o lignamme è nata cosa. È chiù staggiunato, chiù tuosto”. Raffaele Aprea era una persona amata da tutti sulla banchina ‘e zi’ Catiello, ex operaio tracciatore dei Cantieri Navali, era ‘o cumpare ‘e tutte quante.Non si contavano infatti i padrini e i figliocci con cui era legato dai vincoli di san Giuvanni: battesimi, comunioni, cresime, matrimoni. Era sempre disponibile, e partecipava a tutte le feste familiari della gente ‘e mieze ‘o ciéveze (largo Gelso), e d’o viche r’e Catelle (vicolo delle Catelle). Egli aveva molta esperienza, ed era bravo a sbrigare pratiche burocratiche, per cui amici, compari e comparielli sapevano sempre da chi andare per risolvere i loro problemi con le varie Amministrazioni. Una volta raggiunta l’agognata pensione passava il suo tempo tra i pescatori r’a banchina ‘e zi’ Catiello. Nunziante Girace, figlio di Enricuccio ‘o muccuse, uomo sanguigno,  buono, e forte come una roccia, alternava al lavoro del Cantiere Navale, quello della pesca, dove era bravissimo. Era un vero capo e comandava i componenti della barca senza parlare, con lo sguardo o con ordini secchi, e non ammetteva repliche. Il suo carisma era secondo solo a quello di don Rafele, ‘o cumpare.  Catello Girace, detto mezamane, era figlio anche lui di Enricuccio ‘o muccuse. Mezamane, perché aveva una mano rovinata da un incidente sul lavoro avvenuto durante una battuta di pesca, quando sulla prora della barca a remi gli si era presentata una “chiorma” di pesci che improvvisamente gli si erano sottratti alla vista. L’esitazione per la sorpresa (forse per non far rumore) e l’attimo gli fu fatale: questa sua imprudenza (chiamiamola “distrazione”) lo segnò per tutta la vita. Quando don Rafele ‘o cumpare l’andò a trovare in ospedale, i due uomini si guardarono negli occhi: “Sette figlie, cumpà Rafe’! E songhe sule io a faticà. ‘E vvote ‘o mare è cattivo”. “Nun te preoccupà, ‘o cumpare sta vicine a ttè!”


Aniello Lascialfari con Rafele Hitler - 17 febbraio 2008 (foto Maurizio Cuomo)

Aniello Lascialfari con Rafele Hitler – 17 febbraio 2008 (foto Maurizio Cuomo)

Rafele Hitler, ‘o figlie ‘e Mariucce, è un vero personaggio di Castellammare: persona che rispetta e si fa rispettare. Ha sempre fatto il venditore di pesce fresco, che compra al mattino presto dai pescatori che tornano dal mare raggiungendoli col suo motoscafo fino a Sorrento. Dove avviene la contrattazione. Di carattere allegro, è rimasto uguale a com’era negli anni ’60. E’ facile incontrarlo nel pomeriggio a passeggio in villa comunale con persone molto più giovani di lui, sempre ben vestito e con uno scilinguagnolo da fare invidia alla gioventù. “Complimenti Rafe’!”

Rete a riposo (foto Antonio Cimmino)

Rete a riposo (foto Antonio Cimmino)

Ramunnielle (Raimondino), detto per soprannome ‘o marenare, era imbarcato da anni sulla barca dei Girace, e nonostante fosse bravissimo nel mestiere, non aveva mai potuto avere una barca di sua proprietà. E perciò, com’è consuetudine dei nostri pescatori, doveva accontentarsi della spartenza della pescata (la quota di pesce, o meglio del ricavato, che spetta ad ogni partecipante alla battuta) al netto delle spese. “E che me rai! Pozze campà cu sti sorde? Io nun ‘e voglio”.  Chi sa chi glielo aveva insegnato. “Avite raggione avite ragione: avimme sta a guaglione e invece simme maste”. E Nunziante gli rispose: “Chiste songhe ‘e sorde che te spèttane;  ‘e cunte? … tie’, falle tu!”

Enricuccio  Girace, detto ‘o mericane per i suoi capelli biondi, è figlio di Nunziante. Fin da piccolo fu avviato alla pesca e, nello stesso tempo, a garzone di macelleria. Al mattino presto già stava sulla banchina per aiutare il padre  ad ormeggiare la barca che rientrava dalla pesca e per portare tempestivamente il pesce fresco al nonno che l’aspettava in pescheria. E’ rimasto com’era da ragazzo, sempre allegro. Non ha perduto l’abitudine di alzarsi presto al mattino  anche ora che sta in pensione. Verso le 5,30 lo si può incontrare in villa comunale dove percorre fino a 15 Km a passo svelto per mantenersi in forma lungo la banchina ‘e zi’ Catiello, sempre salutato dai podisti che si allenano per gare, e da quelli che corrono solo per diporto.

2 pensieri su “Mare e pescatori stabiesi

  1. Cira ambrosio

    Sarebbe bello poter leggere anche dei miei bisnonni nonni di mio padre e i miei zii ” e cincinielli” …..anch’ essi erano e sono un pezzo di storia di c.mare

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    1. Maurizio Cuomo

      Carissima Cira, innanzitutto grazie per il commento, nella certezza risulti gradito, segnalo la pagina dal titolo “Giganti stabiesi” (rif: https://www.liberoricercatore.it/giganti-stabiesi/), nella quale il carissimo Frank Avallone, stabiese emigrato in Florida, tra gli altri personaggi, ricorda anche Cinciniello. Va da sè, che se in famiglia, conservate immagini, o avete informazioni utili a tracciare e a delineare dei ricordi che riguardano la vostra attività di famiglia, e avete piacere di rimetterle in pubblicazione su LR, sarà per noi un piacere poterle ospitare in un articolo dedicato. In attesa di sue eventuali notizie, la saluto cordialmente. Maurizio Cuomo (Direttore Responsabile).

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