Franco Martoriello, un romanzo lungo una vita… (Parte prima)

Franco Martoriello,  si racconta, partendo dalle sue origini, dalla nascita in una famiglia di artigiani impegnati in politica, tanto da subirne personamente le coseguenze. Trattando la prima gioventù, con una vena amara ricorda com’era il suo quartiere: Scanzano; e com’è.

Libero Ricercatore ancora una volta ha dato voce a chi ha cose da dire, a chi con impegno in campo educativo ed in quello sociale, ha dimostrato come si possono avere idee diverse e, pur apprezzarsi per correttezza e onesta irreprensibilità. Il documento oggi proposto è la prima parte dell’intervista fatta al prof. Martoriello, quella relativa all’aspetto biografico. L’indubitabile carisma del personaggio si esalta nella sua pacata narrazione. A tale intervista seguirà quella che tratta ampiamente la vita politica, con la rappresentazione meticolosa di alcuni periodi “storici” della nostra città.

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Informazioni su Corrado di Martino

Collaboratore di Redazione Autore di teatro e autore radiofonico; filmaker, narratore. E' laureato in Scienze della Comunicazione, indirizzo Sociologia delle Comunicazioni. E' laureato in Comunicazione d'Impresa e Comunicazione Pubblica; con specializzazione in Comunicazione Politica. E' responsabile della sezione Video di LR.

2 pensieri su “Franco Martoriello, un romanzo lungo una vita… (Parte prima)

  1. raffaele scala

    Franco Martoriello, un compagno, un comunista della vecchia guardia. Ricordo ancora quando Occhetto, allora segretario del Pci fece la proposta di sciogliere il partito per far nascere la nuova formazione politica, la poi diventata PdS. La rottura insanabile tra compagni di vecchia data e Martoriello schierato contro Occhetto. Poi la sconfitta inevitabile, la scissione e la nascita di un nuovo movimento di Rifondazione del comunismo. Ancora una volta il vecchio Martoriello in prima fila, con l’altro vecchio del Pci, Luigi D’Auria. Quanti ricordi, quante storie da raccontare.
    Vai Franco, siamo con te. Uno di questi giorni vengo da te a prendere un caffè.
    Raffaele Scala

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  2. roberto valestra

    ….è emozionante sentir parlare Franco di una comunità che è stata cancellata, l’ha conosciuta, l’ha vissuta, solo chi ne conserva solo il ricordo non può sapere il fondo di solidarietà che c’era tra chi viveva sulla propria pelle la violenza di quel periodo segnato dal fascismo che le guerre le faceva promettendo “….un posto al sole!”, pensare che gli ultimi anni segnati da ambiziosi progetti per la città abbiano distrutto quel tessuto di relazioni umane, stavamo meglio quando eravamo coscienti di stare peggio!

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