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La Nuova Statua di San Catello

Statua antica di San Catello

Il Parroco della con-Cattedrale di Castellammare di Stabia, ci ha concesso una breve intervista, nella quale spiega le valide motivazioni, che hanno indotto la Curia a far eseguire una copia fedelissima della statua lignea del Santo Patrono. Scolpita nel 1609 da Giovan Battista Vigilante, sarà sostituita per le cerimonie all’aperto, da una copia in fibra di vetro. In pratica, in seguito ad una nota scritta dalla Sovrintendenza nel febbraio 2017, nella quale veniva chiesto di non consentire più l’uscita della statua in legno antico in processione, e a causa degli attacchi di agenti atmosferici ed inquinanti, la Curia, dava mandato al laboratorio di restauro Breglia-Guidone, di eseguire una copia perfetta della statua antica.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=C6Rb9a36zOA

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I Presepisti ASAP e i tutorial

Luigi Vanni durante una dimostrazione pratica

Come ogni anno, l’ASAP (Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe) tiene alcuni seminari sulla realizzazione del Presepe. Artigiani esperti e pazienti, mostrano con video esclusivi, le varie attività legate alla messa in scena della Natività. Luigi Vanni, Vincenzo Del Gaudio, Anna Longobardi e Antonio Sbacchi, con grande competenza illustrano il loro appassionante lavoro.

I vari servizi video sono stati condotti da Annamaria Finizio, che con grazia, garbo ed eleganza tutta femminile ha introdotto, uno per uno i vari artigiani all’opera.

Ad iniziare dalla performance del Duo Cecere (Franco e Raffaele Cecere, attori cantanti) prende il via la serie di tutorial dedicati alla costruzione del presepe, qui i seminari già pubblicati:

Parte Quarta:

Parte Terza

Parte Seconda

Parte Prima

 

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Il Presepe di Viviani

Raffaele Viviani – 1932

Quest’anno in esclusiva assoluta, Libero Ricercatore, presenta l’evento nell’evento, che ha caratterizzato la Mostra del 2018. Nella grande rassegna di presepi artistici,composti da vari maestri artigiani stabiesi e non, spicca per particolare originalità, la sezione interamente dedicata al grande drammaturgo e poeta Raffaele Viviani.

La proposta inclusa nel cartellone Cantieri Viviani, realizzato dalla Regione Campania attraverso la Fondazione Campania dei Festival, e concepito da Giulio Baffi, è frutto di una collaborazione avviata per l’occasione con l’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe presieduta da Massimiliano Greco, con il coinvolgimento per la promozione in esclusiva di Libero Ricercatore.

La sezione dedicata a Viviani è una sorta di sezione a tema; Antonio Sbacchi, maestro artigiano, ha immaginato Raffaele Viviani insieme a Carluccio indimenticabile figura cittadina, nei pressi dell’Arco di San Catello, in adorazione alla Natività. Ancora ispirate dai lavori di Viviani troviamo “’O Vico d’’e Guagliune” del maestro Antonio De Martino, ricco di particolari, che ci riportano alla mente come in un film mai dimenticato, i frame tratti dalle poesie di Viviani. “’E Piscature” del maestro Luigi Di Martino, un gruppo di pescatori e le loro famiglie, in riva alla spiaggia, mentre si preparano per il duro lavoro quotidiano. E poi “Faciteme magnà” del maestro Franco Liguori, un’osteria, affollata di beoni e nulla facenti dediti al vizio del mangiare. L’ultimo omaggio al poeta è quello di “Tiempe belle ‘e ‘na vota” di Pietro Giordano, nel quale si ricordano i giardini pubblici com’erano un tempo. L’esposizione di queste ed altre opere di pari pregio, resterà fruibile tutti i giorni fino al 6 gennaio 2019.

Sarà una buona occasione per tutti per ammirare i presepi, e ricordare che uno dei drammaturghi più grandi del novecento italiano è nato a Stabia.

Tre ciucci, ‘nu cane e ‘nu puorco

I tre concorrenti: Pasetto-Romano-De Simone

Tre ciucci, ‘nu cane e ‘nu puorco – 14/12/ 2018, Corrado Di Martino

Il 15 dicembre del 1960, toccò a Castellammare di Stabia cimentarsi in un gioco a quiz televisivo: Campanile Sera, nel video che è seguito da qualche notizia storica, intervistiamo uno dei partecipanti a quella appassionante ma sfortunata serata per la nostra città. Il professor Pasquale Romano, la studentessa Dea Pasetto ed il laureando Rosario de Simone, affrontarono gli esperti della città di Cento, non andò bene, ma poco importa, la città visse, televisivamente parlando, un indimenticabile momento storico.

È indubitabile che l’Unità d’Italia, almeno quella culturale, si sia avviata quasi 100 anni dopo quella storicamente riconosciuta. Dal 1954 in avanti, un grande ruolo nell’unificazione culturale italiana, lo ebbe la Radio-Televisione Italiana. Un tratto caratterizzante di quella Televisione, era quello di creare una cittadinanza pronta a condividere cultura, tradizioni, modi di vivere; il motivo per cui diventò così celebre così amata. I programmi più noti al tempo erano “Lascia o raddoppia?” con Mike Bongiorno; Il Musichiere con Mario Riva e Campanile Sera, ancora con Mike Bongiorno, un gioco televisivo ad indovinelli, creato per portare in televisione la provincia, il vero tessuto cultural-popolare italiano. Due cittadine, una del Nord e una del Sud, si contrapponevano in una gara fatta di quiz e giochi di abilità. Parliamo ancora di una TV, che deve crescere, la diffusione dell’apparecchio televisivo non è ancora capillare, il medium non è ancora apprezzato per il suo valore almeno fino alla notte del 20 luglio 1969, quando attraverso il televisore di casa, si riuscì ad assistere in diretta allo sbarco sulla Luna di Neil Armstrong. I media cartacei, tratteranno l’argomento solo 36 ore dopo, una eternità secondo le valutazioni odierne dei mezzi di comunicazione di massa. Non trascuriamo, poi, il grande lavoro per l’alfabetizzazione, fatto dalla trasmissione “Non è Mai Troppo Tardi” del mitico maestro Manzi. In questo grande fermento tecnologico e culturale, un posto importante fu occupato dal quiz televisivo “Campanile Sera”. Trasmesso il giovedì sera alle 21, era condotto negli studi della Fiera di Milano da Mike Bongiorno, in esterna da una giovanissima Enza Sampò che sostituì Renato Tagliani e, dal garbato e simpatico Enzo Tortora. Fu il capostipite dei giochi collettivi interattivi, poiché conferiva al pubblico la partecipazione da casa insieme a quello invitato in studio a Milano.

Il 15 dicembre del 1960, toccò a Castellammare di Stabia cimentarsi in questo gioco, Il professor Pasquale Romano, la studentessa Dea Pasetto ed il laureando Rosario de Simone, rappresentarono quali esperti in studio Castellammare di Stabia, mentre in diretta dalla cittadina “il pensatoio”, qualche esperto locale, oltre un cane addestrato (?) si difesero strenuamente in una serata fredda e sfortunata. Dopo gli esiti negativi della gara, la satira popolare si accanì contro gli sconfitti, ironizzando sul fatto che oltre al cane, avevano preso parte al quiz tre ciucci e ‘nu puorco.

17 1 1943, la Rotta della Morte

17 1 1943, la Rotta della Morte

11 dicembre 2018

Antonio Cimmino – ANMI

Continua la collaborazione fra Libero Ricercatore, l’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) Gruppo Luigi Longobardi di Castellammare di Stabia, ed ITNS Nino Bixio di Piano di Sorrento.

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