Valentino White di Piero Girace

Storia e Ricerche

Valentino White di Piero Girace

a cura di Giuseppe Zingone

Valentino White, Mareggiata

Il nome di Valentino White, compare più volte nelle pagine del libro di Piero Girace, Giorni e notti di Capri, 1964. Ma una sua personale biografia, è racchiusa anche nell’opera omnia, del critico d’arte e giornalista stabiese: Artisti Contemporanei, EDART, 1970.

Il fotografo e pittore Valentino White, nasce a Positano il 2 maggio 1909 da Alberto Garibaldi White di origine inglese e da Concetta Catuogno, caprese; muore a Roma il 29 aprile 1985.1

Valentino White

Il mio primo incontro con Valentino White avvenne tanti anni fa nella villa non ancora del tutto finita di Curzio Malaparte, dove si banchetto da mezzogiorno al tramonto tra scrittori di fama e mastri muratori. Il pittore era allora un acquarellista che subiva gli influssi di Giacinto Gigante.

Giovanissimo, arguto, malizioso, scaricava il suo umorismo nella conversazione senza scomporsi, con stile squisitamente anglosassone. Faceva il fotografo e dipingeva. La fotografia gli dava da vivere. La pittura lo faceva evadere dalla realtà.

Ma un bel giorno cedette ad un fratello il suo studio fotografico, da cui traeva lauti proventi, e si diede tutto alla pittura. Si distacco da Gigante. Trovò la sua strada. Trovò sé stesso. Fece delle mostre a Roma ed altrove. Ebbe successo. Ma i successi non potevano appagarlo. Egli voleva essere in pace con sé stesso; e perciò lavorò tenacemente, tutti i giorni, in perfetta solitudine nell’eremo della sua casa caprese.

Capri è la sfinge dei pittori: non rivela il suo segreto.

Le numerose brutte pitture che gremiscono le vetrine dei negozi non sono forse la testimonianza dell’inganno della sfinge? Pochi sono gli artisti che sanno scoprirne il segreto. Tra questi Valentino White. Ma, per amor del cielo, egli non vuole essere chiamato il pittore di Capri.

Mi recai un giorno nel suo studio di via Forlovado, in quella viuzza silenziosa dove non si ode che l’eco dei passi dei turisti che si avviano verso il palazzo di Tiberio o l’Arco Naturale. Li mi capitò di trovare non solo della buona pittura, ma anche Capri, una Capri non certo spettacolare, retorica o stucchevolmente pittoresca, ma qual è realmente in certe stagioni, intima, nascosta, popolaresca con i suoi piccoli mercati, con gli interni dei caffè, con le viuzze solitarie, con i dorsi montani dove crescono le ginestre sotto un cielo grigio, con le feste di San Costanzo patrono dell’isola; una Capri insomma, del tutto inedita, scoperta da un artista che alle sue capacità tecniche, al suo senso plastico unisce uno spirito di osservazione acutissimo ed un sentimento poetico fine, quel sentimento intimo che lo salva sempre, anche nei momenti poco felici.

Lì, in quello studio silenzioso, Valentino White mi si rivelò: lì diede conto delle sue doti espressive, del suo talento pittorico, delle sue possibilità, sia nell’acquarello, genere in cui egli può reputarsi imbattibile, sia negli oli, dove con pennellate rapide e riassuntive raggiunge sintesi impreviste, sia nelle tempere, in quelle sue tempere larghe, realizzate in un giuoco di tonalità basse, tra grigi e rossi cupi, con un disegno energico e decisivo, ove la realtà appare del tutto trasfigurata e poetizzata.

Quel giorno mi disse: Se scrivi di me, non chiamarmi, te ne prego, il pittore di Capri ».

Perciò, non chiamatelo così. Se ne offenderebbe.2

Articolo del 3 settembre 2025


1.  Le informazioni sui dati di nascita di Valentino White, sono stati gentilmente forniti dalla nipote Valentina White storica dell’arte e da suo padre Alberto, che curano una pagina Facebook dedicata all’artista: Valentino White – amici ed estimatori .

2. Piero Girace, Artisti contemporanei, edizioni EDART, 1970, pag. 112.

Un pensiero su “Valentino White di Piero Girace

  1. Angelo Prato

    Bella storia per un artista che va divulgato. Era anche da quanto apprendo una persona che si relazionava con la natura attraverso tutti i sensi ed anche oltre con uno spirito alto e divino.
    Nelle sue opere trasferisce a chi le osserva questa dimensione di pace e colore.

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