Archivi tag: gaetano fontana

Un piccolo tesoro galleggiante

Conosci Stabia

Un piccolo tesoro galleggiante

a cura di Antonio Cimmino

Guardando questa foto del varo di una nave a Castellammare. Nell’ultima fase del varo, quando l’invaso lascia l’avantiscalo e la nave prende galleggiabilità, sulla superficie dell’acqua galleggiano pezzi di legno delle taccate e tronchi dei puntelli rimossi pochi attimi prima del fatidico “In nome di Dio, taglia!”.

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

L’attrito tra scalo e nave veniva vinto grazie a particolari tipi di grasso, parte del quale finiva in acqua insieme al legname, creando un piccolo tesoro galleggiante.

Un tempo, questo momento attirava sciami di pescatori, pronti a raccogliere tavole, puntelli e grasso, preziosi per la piccola economia locale. Il legno serviva per riparare barche o scivoli di varo, mentre il grasso lubrificava cuscinetti, mozzi, molle e parti dei motori.

Un frammento di storia stabiese immortalato in questa foto.

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Il pilota stabiese Giovanni Salvati

Sport a Castellammare

Il pilota stabiese Giovanni Salvati

( le immagini raccontano il fatale incidente )

a cura di Gaetano Fontana

La cronaca di una evitabilissima tragedia,
raccontata su AutoSprint (anno XI n. 47 / 22-29 novembre 1971)

Per un maggior ingrandimento, clicca sulle immagini!

Il pilota stabiese Giovanni Salvati

Il pilota stabiese Giovanni Salvati (AutoSprint)

Autosprint

La rivista fu fondata a Torino nel 1961 dalla giornalista Renata Anselmo e ceduta l’anno successivo all’editore Luciano Conti di Bologna, che nel 1966 chiamò in redazione il giornalista Marcello Sabbatini, promosso alla direzione nel 1968. La crescita di Autosprint era seguita con favore da Enzo Ferrari, amico di Conti e di Sabbatini, che riteneva insufficiente, rispetto al presumibile interesse degli appassionati, lo spazio dedicato alle gare automobilistiche dalle testate tradizionali, come Quattroruote e L’Auto Italiana, e caldeggiava la creazione di una testata esclusivamente dedita al settore delle competizioni automobilistiche.

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Castellammare la città dei Consolati

Conosci Stabia

Castellammare la città dei Consolati

a cura di Enzo Cesarano

Sapevate che nell’Ottocento Castellammare di Stabia ospitò ben 19 Consolati stranieri?

Un numero sorprendente per una città non capitale, segno del prestigio e del respiro internazionale che seppe conquistare in quegli anni.

Durante l’epoca borbonica Castellammare visse una delle stagioni più splendide della sua storia: città del Grand Tour, sede del Palazzo Reale e capitale estiva del Regno.

Castellammare la città dei Consolati vista dalla croce di Pozzano

Castellammare la città dei Consolati:

Austria-Ungheria – via Benedetto Brin, 15

Francia e Gran Bretagna – Corso Vittorio Emanuele

Grecia – via Mazzini, 3

Spagna – via Marchese de Turris

Olanda – salita Santa Croce

Paraguay – via San Matteo

Turchia (Sublime Porta Ottomana) – via Alvino, 8

Stati Uniti – dal Corso Vittorio Emanuele a Piazza Ferrovia

Impero Russo – via Coppola

e ancora Baviera, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Sardegna, Svezia, Lubecca ed Egitto.

Una Castellammare vivace, Palazzo Reale, capace di dialogare con il mondo. Una città che seppe cogliere le opportunità del suo tempo, diventando un punto di riferimento per cultura, economia e relazioni internazionali.

Da questa storia può nascere l’ispirazione per una nuova stagione per la nostra città. Giuseppe D’Angelo.

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Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”

Conosci Stabia

Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”

a cura di Enzo Cesarano

Al civico 18, un tempo, c’era il negozio “Raffaele Dattilo & Figlio”, rivendita di corsetteria, biancheria e calzoleria. Sulla facciata spiccavano i due draghi progettati dall’architetto Cosenza, lo stesso che ci ha regalato la splendida Cassarmonica.

Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”: il negozio di Raffaele Dattilo & Figlio (coll. Carlo Vingiani)

Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”: il negozio di Raffaele Dattilo & Figlio (coll. Carlo Vingiani)

Ma non era solo un negozio: attraversandolo si accedeva al primo Cinema Italia, sala liberty dove scorrevano i film muti dei primi del ’900.

Con la Grande Guerra il cinema chiuse, lasciando spazio negli anni ’20 al Caffè L’Aquila d’Oro e poi, negli anni ’30, alla celebre Pasticceria Mosca.

Oggi al suo posto c’è il Bar Di Nocera, ma l’anima di via Mazzini resta la stessa. Giuseppe Marotta nel 1947 definì così:

Bei negozi di eleganze e di squisitezze…

e la folla densa e ridente che pare si rechi sempre a una festa”.

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Plinio il Vecchio e Stabia

Conosci Stabia

Plinio il Vecchio e Stabia

a cura di Enzo Cesarano

Plinio il Vecchio e Stabia

Plinio il Vecchio e Stabia

Plinio il Vecchio e Stabia: il coraggio di un uomo, la lezione di un filosofo
il 24 agosto del 79 d.C., durante l’eruzione del Vesuvio, Plinio il Vecchio giunse a Stabia per soccorrere l’amico Pomponiano e chiunque avesse bisogno d’aiuto.
Bloccato dal vento contrario che impediva di riprendere il mare, rimase nella villa dell’amico: con la sua calma rassicurava i presenti, cenava senza timore, dormiva sereno nonostante la terra tremasse.
Il giorno seguente trovò la morte, soffocato da cenere e fumo, ma coerente fino all’ultimo con lo stoicismo che aveva scelto di vivere:
non aggiungere miseria al mondo, accrescere il sapere, amare gli amici, soccorrere il prossimo, prendersi cura di sé.
«Dio, per un mortale – scrisse – è aiutare un mortale».
Stabia ha un rapporto carnale con questo immenso uomo: a lui dovrebbe erigere una statua di pietra lavica, eterna come il suo esempio.

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