Archivi tag: Conosci Stabia

Un piccolo tesoro galleggiante

Conosci Stabia

Un piccolo tesoro galleggiante

a cura di Antonio Cimmino

Guardando questa foto del varo di una nave a Castellammare. Nell’ultima fase del varo, quando l’invaso lascia l’avantiscalo e la nave prende galleggiabilità, sulla superficie dell’acqua galleggiano pezzi di legno delle taccate e tronchi dei puntelli rimossi pochi attimi prima del fatidico “In nome di Dio, taglia!”.

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

L’attrito tra scalo e nave veniva vinto grazie a particolari tipi di grasso, parte del quale finiva in acqua insieme al legname, creando un piccolo tesoro galleggiante.

Un tempo, questo momento attirava sciami di pescatori, pronti a raccogliere tavole, puntelli e grasso, preziosi per la piccola economia locale. Il legno serviva per riparare barche o scivoli di varo, mentre il grasso lubrificava cuscinetti, mozzi, molle e parti dei motori.

Un frammento di storia stabiese immortalato in questa foto.

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Castellammare la città dei Consolati

Conosci Stabia

Castellammare la città dei Consolati

a cura di Enzo Cesarano

Sapevate che nell’Ottocento Castellammare di Stabia ospitò ben 19 Consolati stranieri?

Un numero sorprendente per una città non capitale, segno del prestigio e del respiro internazionale che seppe conquistare in quegli anni.

Durante l’epoca borbonica Castellammare visse una delle stagioni più splendide della sua storia: città del Grand Tour, sede del Palazzo Reale e capitale estiva del Regno.

Castellammare la città dei Consolati vista dalla croce di Pozzano

Castellammare la città dei Consolati:

Austria-Ungheria – via Benedetto Brin, 15

Francia e Gran Bretagna – Corso Vittorio Emanuele

Grecia – via Mazzini, 3

Spagna – via Marchese de Turris

Olanda – salita Santa Croce

Paraguay – via San Matteo

Turchia (Sublime Porta Ottomana) – via Alvino, 8

Stati Uniti – dal Corso Vittorio Emanuele a Piazza Ferrovia

Impero Russo – via Coppola

e ancora Baviera, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Sardegna, Svezia, Lubecca ed Egitto.

Una Castellammare vivace, Palazzo Reale, capace di dialogare con il mondo. Una città che seppe cogliere le opportunità del suo tempo, diventando un punto di riferimento per cultura, economia e relazioni internazionali.

Da questa storia può nascere l’ispirazione per una nuova stagione per la nostra città. Giuseppe D’Angelo.

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Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”

Conosci Stabia

Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”

a cura di Enzo Cesarano

Al civico 18, un tempo, c’era il negozio “Raffaele Dattilo & Figlio”, rivendita di corsetteria, biancheria e calzoleria. Sulla facciata spiccavano i due draghi progettati dall’architetto Cosenza, lo stesso che ci ha regalato la splendida Cassarmonica.

Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”: il negozio di Raffaele Dattilo & Figlio (coll. Carlo Vingiani)

Via Mazzini, la nostra “piccola Toledo”: il negozio di Raffaele Dattilo & Figlio (coll. Carlo Vingiani)

Ma non era solo un negozio: attraversandolo si accedeva al primo Cinema Italia, sala liberty dove scorrevano i film muti dei primi del ’900.

Con la Grande Guerra il cinema chiuse, lasciando spazio negli anni ’20 al Caffè L’Aquila d’Oro e poi, negli anni ’30, alla celebre Pasticceria Mosca.

Oggi al suo posto c’è il Bar Di Nocera, ma l’anima di via Mazzini resta la stessa. Giuseppe Marotta nel 1947 definì così:

Bei negozi di eleganze e di squisitezze…

e la folla densa e ridente che pare si rechi sempre a una festa”.

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Plinio il Vecchio e Stabia

Conosci Stabia

Plinio il Vecchio e Stabia

a cura di Enzo Cesarano

Plinio il Vecchio e Stabia

Plinio il Vecchio e Stabia

Plinio il Vecchio e Stabia: il coraggio di un uomo, la lezione di un filosofo
il 24 agosto del 79 d.C., durante l’eruzione del Vesuvio, Plinio il Vecchio giunse a Stabia per soccorrere l’amico Pomponiano e chiunque avesse bisogno d’aiuto.
Bloccato dal vento contrario che impediva di riprendere il mare, rimase nella villa dell’amico: con la sua calma rassicurava i presenti, cenava senza timore, dormiva sereno nonostante la terra tremasse.
Il giorno seguente trovò la morte, soffocato da cenere e fumo, ma coerente fino all’ultimo con lo stoicismo che aveva scelto di vivere:
non aggiungere miseria al mondo, accrescere il sapere, amare gli amici, soccorrere il prossimo, prendersi cura di sé.
«Dio, per un mortale – scrisse – è aiutare un mortale».
Stabia ha un rapporto carnale con questo immenso uomo: a lui dovrebbe erigere una statua di pietra lavica, eterna come il suo esempio.

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Non abbiamo saputo amare

Conosci Stabia

Non abbiamo saputo amare

a cura di Enzo Cesarano

In questa immagine del 1955, di in un manifesto pubblicitario di Scarselli, ci sono tutte le meraviglie che avevamo.
C’è il mare, c’è la montagna, colori pastello che raccontano una bellezza delicata, viva.
Ci sono i turisti, ci sono i vecchi lampioni, c’è un’atmosfera che sa di sogno, di speranza, di futuro.

Non abbiamo saputo amare: La Stabia di Scarselli (anno1955)

Non abbiamo saputo amare: La Stabia di Scarselli (anno1955)

E oggi, di tutto questo, cosa resta?

Abbiamo perso perché non abbiamo amato abbastanza questa città.
Abbiamo perso perché non abbiamo stimato il suo valore.
Abbiamo perso perché non abbiamo curato ciò che ci era stato lasciato in dono.
Abbiamo perso perché non siamo stati capaci di essere una città turistica.

Perché non siamo stati capaci di creare ricchezza partendo dalla bellezza.
Perché non siamo stati capaci di guardare lontano.
Perché non abbiamo avuto memoria.
Perché non abbiamo ascoltato chi ci diceva di salvare, di conservare, di proteggere.

Abbiamo perso le occasioni.
Abbiamo perso i luoghi.
Abbiamo perso le persone.
Abbiamo perso l’identità.
Abbiamo perso l’anima di una città che poteva vivere di luce propria.

E tutto questo l’abbiamo perso da soli… per colpa nostra. Ricordare tutto ciò oggi, è un atto d’amore. Forse l’ultimo che ci resta!

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