Titolo: Nave Giovanni Bande Nere
Tratto da: Domenica del Corriere
n. 19 – 11 maggio 1930
1881 – La Flavio Gioia
Tratto da: L’Illustrazione Popolare
Vol. XVIII 17 Luglio 1881
Nota:
La nave fu progettata dall’Ispettore Generale del Genio Navale Carlo Vigna e costituiva una classe di due unità assieme alla gemella Amerigo Vespucci costruita nell’arsenale di Venezia.
Il Flavio Gioia fu impostato nel cantiere navale di Castellammare di Stabia il 9 dicembre 1879 e varata il 12 giugno del 1881. Con un dislocamento normale di 2.493 tonnellate ed a pieno
carico di 2.751, possedeva una scafo in acciaio lungo f.t. 84,50 metri ( fuori tutto, cioè dalla punta
dell’albero di bompresso fino all’estrema poppa), la larghezza di 12,78 metri e l’immersione di 5,48.
Aveva una protezione orizzontale di tipo cellulare montata sul ponte di coperta ( bolzonato ) per
la difesa dei locali sottostanti ed una struttura cellulare al di sotto della linea di galleggiamento.
Nonostante avesse un completo armamento a vela ( l’albero di maestra e di trinchetto a vele quadre e l’albero di mezzana a vele auriche) che lo rendeva capace di navigare autonomamente con al forze dei venti, possedeva anche un apparato motore.
Otto caldaie costruite dalla ditta inglese Penn, fornivano vapore ad una motrice alternativa a
triplice espansione dell’Ansaldo per un potenza di 4.156 cavalli. Una elica permetteva alla nave
una velocità di 14 nodi.
Il suo armamento originale era formato da 8 cannoni da 150 mm, tre mitraglie Northenfield
da 75 mm e due impianti lanciasiluri da 335 mm. sistemati a dritta ed a sinistra sul ponte.
L’equipaggio era formato da 268 uomini.
Il varo della Duilio, sesta “dreadnought” italiana
Il 24 aprile 1913, le acque di Castellammare di Stabia furono testimoni di un evento epocale nel panorama navale italiano: il varo della corazzata Duilio, la sesta “dreadnought” ad entrare in servizio nella Marina Militare Italiana. L’evento, immortalato nelle pagine della rivista “La Tribuna Illustrata” (n. 18 Anno XXI – 4-11 Maggio 1913), rappresentò un punto di svolta nella storia navale del paese.
La cerimonia di varo, presenziata dalle più alte autorità militari e civili dell’epoca, fu un’occasione solenne e trionfale. La corazzata, imponente nella sua maestosità, testimoniava l’avanzamento tecnologico e la potenza navale italiana nel contesto europeo. I lavori di costruzione, iniziati tempo prima nei cantieri navali stabiesi, culminarono in questo momento di orgoglio nazionale.
Questo evento non solo consolidò la reputazione dei cantieri navali di Castellammare di Stabia come leader nella costruzione navale, ma rafforzò anche il prestigio e la capacità difensiva della flotta italiana in un’epoca di crescente tensione internazionale. Il varo della Duilio rappresentò un capitolo significativo nella storia militare e industriale del Regno d’Italia, celebrato ancora oggi per il suo impatto storico e tecnologico.
L’articolo de “La Tribuna Illustrata” del maggio 1913 descrive dettagliatamente il processo di costruzione e gli sforzi titanici degli operai e degli ingegneri coinvolti. Le immagini pubblicate ritraggono il varo stesso, con la corazzata che lentamente si libera dalle catene e si tuffa nelle acque del Golfo di Napoli, suscitando ammirazione e emozione tra i presenti.
la cronaca tratta da:
1880 – Italia (Corazzata)
Tratto da : L’Illustrazione Italiana
Anno VII N. 44 31 Ottobre 1880