L’11 gennaio 1877 il Comune di Castellammare di Stabia ricevette ufficialmente la nuova Piazza della Ferrovia, uno spazio destinato a diventare uno dei fulcri urbani della città moderna.
La nascita della piazza (oggi Piazza Matteotti) è strettamente legata a un evento precedente e decisivo: l’inaugurazione, il 1° agosto 1842, della linea ferroviaria Napoli–Castellammare, che collegò la città a Napoli e ai grandi traffici del Regno.
Prima della ferrovia, l’area del rione Spiaggia era popolata da modeste case di pescatori attivi tra la foce del Sarno e la costa. Con l’arrivo dei binari, quel tratto divenne il principale punto di carico e scarico delle merci provenienti dall’interno, fino alla Calabria e alla Puglia, trasformando radicalmente il tessuto economico e sociale del quartiere: dai pescatori nacquero famiglie di operai, sorsero depositi e stabilimenti industriali, e il volto urbano cambiò rapidamente.
Fino al 1876, davanti alla stazione non esisteva una vera piazza: l’area era di proprietà della fabbrica di cuoi fondata dal francese Francesco Bonnet nel 1809, poi passata alla famiglia Jammy. Fu solo con l’accordo tra il Comune e gli eredi Jammy che si poté procedere alla realizzazione della piazza, consegnata appunto l’11 gennaio 1877.
Durante i lavori emerse la necessità di colmare il dislivello tra il piano della piazza e quello della stazione: nacque così la scalinata monumentale e venne ridisegnato l’atrio. L’aspetto esterno dell’attuale stazione ferroviaria risale proprio a quell’anno, segnando un passaggio simbolico dalla Castellammare marinara a quella industriale e moderna.