Strand bei Neapel – Anatomia di un falso

Storia e Ricerche

Strand bei Neapel

di Corrado Di Martino

Tra infinite conoscenze e falsi d’autore digitali, il confine tra vero e falso è sempre più sottile

Con l’avvento del web, l’informazione ha superato confini un tempo impensabili.
Oggi chiunque disponga di una connessione può accedere, in ogni momento e da qualunque luogo, a una quantità di dati e notizie senza precedenti. Biblioteche digitali, archivi storici, motori di ricerca e piattaforme di formazione aprono le porte di un sapere globale, democratico e immediato.

Ma dietro questa immensa ricchezza si nasconde anche un lato oscuro. Truffe informatiche, furti di dati sensibili e, soprattutto, disinformazione rappresentano oggi una delle sfide più insidiose della società digitale.

Qui il video su un falso on line

Quindi solo informazione, ma: commercio online, didattica a distanza, intrattenimento e la comunicazione in tempo reale sono ormai parte integrante della vita quotidiana.

Fanpage foto di Kagoshima e Napoli(?)

Fanpage foto di Kagoshima e Napoli(?)

Fanpage e il “Vesuvio allo specchio”

Un episodio recente mostra quanto sia facile cadere vittima di contenuti manipolati.
Il quotidiano online Fanpage.it, nel voler sottolineare la somiglianza tra Napoli e Kagoshima — città giapponese dominata da un vulcano — ha pubblicato una fotografia in apparenza suggestiva: due paesaggi affiancati, con il Vesuvio che sembra fondersi con il vulcano giapponese.

Peccato che l’immagine fosse palesemente artefatta. Il Vesuvio appariva infatti specchiato, ribaltato rispetto alla sua posizione reale vista da Napoli.
Chi conosce la geografia del golfo sa bene che, osservando dal lungomare napoletano, il Castel dell’Ovo avrà in fondo a destra il Vesuvio e il mare, mentre nell’immagine di Fanpage Vesuvio e mare sono palesemente a sinistra del castello. La manipolazione dell’immagine di Fanpage è quindi un piccolo ma emblematico esempio di come un dettaglio visivo possa alterare la percezione della realtà. Qualcosa del genere è accaduto anche in alcune immagini che ritraggono la nostra bella città e lo soglio di Rovigliano.

Il presunto falso che circola in rete

Il presunto falso che circola in rete

Un falso d’epoca? La litografia “misteriosa” del Golfo

E non è tutto. In rete circola anche una litografia ottocentesca che sembrerebbe raffigurare Castellammare di Stabia, ma che presenta numerosi punti controversi.

Il primo riguarda la colpevole assenza dello scoglio di Rovigliano. Nella prima metà dell’Ottocento, questo isolotto non era un semplice scoglio, ma una vera fortezza costiera: sede di cannoni, fortini e perfino di un piccolo monastero a sua volta. Impossibile, dunque, che un artista del tempo, nel ritrarre i bei luoghi campani potesse ometterlo dalla scena.

Nella foto notturna del 1853 di seguito pubblicata1, coeva della litografia falsa, è rappresentato il passaggio di una cometa sulla città. Lo scoglio di Rovigliano è ben visibile.

Cometa su Castellamare di Stabia, 1853 -https://www.sciencephoto.com/media/153110/view/comet-observation-naples-1853

Cometa su Castellamare di Stabia, 1853 -https://www.sciencephoto.com/media/153110/view/comet-observation-naples-1853

Il secondo indizio sta nella posizione del sole. I riflessi sull’acqua indicano che la luce proviene da ovest, come se il sole nascesse dietro al Vesuvio. Eppure, chi conosce quei luoghi sa che al mattino la luce arriva dal versante opposto: un errore che tradisce l’utilizzo dell’artificiosità della composizione.

Posizione Sole dal sito sunearthtools.com

Posizione Sole dal sito sunearthtools.com

Infine, colpisce la evidente somiglianza architettonica dell’edificio raffigurato con il celebre Castel dell’Ovo di Napoli: stesse finestre, stessa struttura massiccia, stessa grandiosità. Coincidenze? Forse. Ma il sospetto che si tratti di un artificio o di un arbitrario mirroring si fa sempre più forte. specie se l’immagine viene confrontata con un dipinto del 1845 di Eduard Caspar.

Quando il falso diventa verosimile

Questi dettagli, analizzati nel loro insieme, rendono probabile che anche la litografia sia frutto di una contraffazione o di un errore di attribuzione.
Un ulteriore indizio conferma l’ipotesi: la “fortezza” che si vede nell’immagine, all’epoca, non era che una piccola batteria costiera con quattro cannoni, dismessa nel 1867. In un altro documento del tempo, si nota che sullo stesso luogo sorge elegante padiglione dal quale nobili e curiosi assistono a spettacolari manovre militari di terra e di mare. Sembra logico dedurre che se ci fosse stata una fortezza in quel posto, il pubblico blasonato avrebbe assistito alle manovre dalla sua piazza d’armi,

Manovre militari a Castellammare - 11 giugno 1827

Manovre militari a Castellammare – 11 giugno 1827

Un falso d’autore, potremmo dire. Ma un fake che insegna molto: nel mondo digitale, basta un dettaglio ben manipolato per riscrivere la realtà.

Tra verità e illusione

La rete ci offre infinite opportunità di conoscenza, ma chiede in cambio una dote fondamentale: lo spirito critico.
Saper leggere, osservare e verificare è oggi un atto di consapevolezza, quasi di difesa culturale.
Perché, come dimostrano questi casi, il web può essere al tempo stesso volto del mondo e il suo riflesso ingannevole — un luogo in cui la realtà si riflette, ma talvolta, come il Vesuvio della litografia esaminata, finisce rigirato o raggirato.

Il medesimo luogo delle manovre militari di cui sopra

Il medesimo luogo della manovre militari di cui sopra


Note:

1 – Opera d’arte storica di una cometa vista a Castellamare, Golfo di Napoli, Italia, nel 1853. La cometa è nel cielo in alto a sinistra ed era visibile ad occhio nudo. Fumo e cenere si vedono salire dal vulcano Vesuvio a destra. Questa illustrazione è apparsa nell’edizione del 10 settembre 1853 di “The Illustrated London News”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *