Stabia al Marinaio
articolo di Maurizio Cuomo
Domenica, 12 luglio 1981, la città di Castellammare di Stabia, da sempre legata al mare e alla sua gloriosa tradizione navale, inaugurò il monumento “Stabia al Marinaio”, progettato e realizzato dal comm. Vincenzo Della Monica, allora presidente del Gruppo A.N.M.I. locale.
Le autorità collocarono il monumento nei giardini pubblici della Villa Comunale, cuore verde della città a ridosso del mare. L’intento fu chiaro: rendere omaggio eterno a tutti i marinai stabiesi, civili e militari, che servirono con coraggio la Patria, anche a costo della vita.
La Città, così facendo, volle affermare la propria identità e riconoscere pubblicamente il valore dei suoi figli migliori.
La cerimonia d’inaugurazione, nonostante un fugace acquazzone estivo, fu molto partecipata. Alla presenza di autorità civili, militari e di una folla commossa, l’evento segnò un importante momento di raccoglimento nella storia della memoria collettiva stabiese.
Castellammare non si limitò a inaugurare un’opera, ma esprimeva un dovere morale: ringraziare chi aveva dato tutto, anche la vita, per il mare e la nazione.
Da allora, il monumento “Stabia al Marinaio” veglia su Castellammare e sul suo mare. Ogni anno, durante le commemorazioni ufficiali, la comunità rinnova il proprio tributo, mantenendo vivo il ricordo e trasmettendo alle nuove generazioni un messaggio di onore e appartenenza.
Per rendere maggiormente esaustiva questa breve ricerca, trascriviamo il testo dattiloscritto (conservato nei nostri archivi), del comm. Vincenzo Della Monica, che con minuzia così descriveva agli stabiesi la sua opera:
Egregio Cittadino,
ho costruito il monumento “STABIA AL MARINAIO“, in memoria di tutti i Caduti in mare, fra cui anche mio fratello ANIELLO, Caduto da Prode e decorato al Valor Militare, il 17 settembre 1940 a Bengasi, imbarc. C.T. Cigno.
Essendo Castellammare di Stabia città prettamente marinara ho voluto che esistesse un’ara simbolica dedicata alla memoria di tutti i cittadini stabiesi: militari, mercantili e civili, caduti sul mare.
Cosi ho ideato, disegnato e costruito il monumento “STABIA AL MARINAIO“, attribuendo ad ogni particolare un proprio significato:
- L’ancora rappresenta lo stemma della gloriosa marina militare, detta anche l’ancora della salvezza perché tiene ferma la nave in rada in caso di mal tempo e evita di farla andare alla deriva.
- Dei quattro marinai attaccati all’ancora, due la sostengono verticalmente e degli altri due, appoggiati con i piedi sulle marre, uno saluta con il berretto le navi che entrano nel porto e l’altro regge la fiaccola della libertà.
- L’ancora è di tipo ammiragliato con ceppo fisso, dell’epoca della Fregata Vittorio Emanuele, anno 1856, e i cannoni sono della stessa epoca.
- I basamenti che sostengono l’ancora, i cannoni e i pennoni sono tutti pentagoni, perché il pentagono ha cinque punte come le stelle, e ogni punta rappresenta un continente.
- I pentagoni che reggono la struttura dell’ancora sono sette e disposti in modo che il pentagono sovrastante ha il vertice che cade nel punto centrale del lato del pentagono sottostante. Questo gioco di intreccio, visto dall’alto, da l’effetto di vedere una stella: le stelle che porta il marinaio sul suo solino.
- I pentagoni sono sette, come sono sette i colori dell’arcobaleno: simbolo della pace.
- Il bianco e l’azzurro si alternano sui pentagoni del basamento, l’azzurro rappresenta il mare, il bianco invece è la schiuma dell’onda che si infrange sullo scafo.
In occasione dei lavori di riattazione in villa comunale, l’ingegnere addetto ai lavori propose di sistemare i due cannoni e i due pennoni tutti a sinistra del monumento sul piano di calpestio. Io, ideatore e costruttore del monumento, mi opposi a tale proposta perché il monumento era stato catalogato con il progetto originario al Ministero della Difesa nell’Albo dei monumenti al Marinaio sul suolo italiano. Il monumento è nato con questa simmetria e tale deve rimanere perché tale simmetria ha uno specifico significato: di amore e di pace.
- Simmetria sinonimo di uguaglianza tra i popoli che noi tutti auspichiamo.
Nel corso degli anni “Stabia al Marinaio” ha attraversato periodi alterni di luci ed ombre. A seguire riportiamo le considerazioni e le testimonianze del dott. Antonio Cimmino, esperto di cantieristica navale e tra i maggiori cultori della storia marinara stabiese.
- I cannoni d’epoca ai lati del monumento furono donati dal colonnello stabiese Cascone, direttore dello Spolettificio di Torre Annunziata.
- Le sagome metalliche dei Marinai che compongono il monumento furono lavorate dagli operai dell’Italcantieri di Castellammare.
- La massiccia ancora di epoca borbonica fu donata dal cantiere navale.
- Ogni anno, l’A.N.M.I. di Castellammare depone una corona di alloro ai piedi del Monumento il 25 aprile e il 4 novembre, con solenne partecipazione, per mantenere viva la Memoria.
- L’aiuola che ospita il monumento, originariamente recintata per evitare lo scavalcamento, è stata privata della recinzione metallica per motivi sconosciuti. Di conseguenza, giovani e noncuranti si siedono spesso sui gradoni del monumento, senza rispetto, magari per prendere ombra o consumare una colazione.
- Nel 2013, alcuni cittadini volontari ripulirono e ritinteggiarono il monumento danneggiato da scritte vandaliche, restituendo dignità e decoro all’opera, simbolo identitario e civico.



