San Catello Vescovo di Stabia

Storia e Ricerche

San Catello Vescovo di Stabia

a cura di Giuseppe Zingone

San Catello Ritrovato

San Catello Ritrovato, di Romolo Tamburrini

De S. Catello Episcopo Stabiensi, è una biografia su san Catello, tratta dal Catalogo dei Santi d’Italia, di Filippo Ferrario Alessandrino, una nota a stampa della vita del nostro santo Patrono San Catello, del 1613.

Per noi di Liberoricercatore, questo articolo rappresenta un modo per perpetuare il ricordo del Vescovo di Castellammare, onorato nell’Arcidiocesi accanto a Sant’Antonino di Sorrento.1 Fin dall’antichità, questa congiunta venerazione è il segno tangibile dell’intrinseca unione del nostro territorio, che trova piena espressione nel culto dei due santi, amici nella vita e consacrati a Dio al termine del loro percorso terreno.

 

De S. Catello Episcopi Stabiensi

Philippo Ferrario Alexandrino, Catalogus Sanctorum Italiae, Mediolani, MDCXIII.2

DI SAN CATELLO VESCOVO DI STABIA. Catello, Vescovo di Stabia, visse con Sabiniano e Bonifacio Sommi Pontefici con somma e insigne santità. Fu amicissimo di Sant’Antonino, che è venerato a Sorrento, e con lui visse a lungo a Stabia. Quando poi Antonino, desideroso di solitudine, si ritirò su un monte eccelso tra Stabia e Sorrento, Catello, per non essere privato di un così caro amico, andò anche lui e visse una vita solitaria, e in una cappella che aveva eretto in onore di San Michele Arcangelo, che era apparso a loro e li aveva esortati a perseverare nella vita iniziata, servivano Dio in essa.
A quel tempo Catello fu accusato presso il Papa Sabiniano di aver abbandonato la sua Chiesa e di aver celebrato i sacri misteri sui monti e nelle grotte dei pastori, e fu arrestato e condotto a Roma, e fu gettato in prigione, dove rimase a lungo fino al tempo del Papa Bonifacio, non meno afflitto di quanto lo fosse Catello stesso; sebbene il divino Michele lo esortasse ad avere coraggio. Ma quando Sabiniano ebbe pagato il debito di ogni carne, Bonifacio, al quale Catello aveva predetto che a Sabiniano sarebbe succeduto, e a cui Antonino era apparso di notte per ricordargli la causa di Catello, lo fece uscire di prigione e, dopo averlo onorato con molti doni, lo restituì alla sua Sede.
Catello, tornato a Stabia, incontrò Antonino e lo abbracciò. Dopo aver goduto della sua compagnia per un breve periodo (poiché Antonino, richiesto con insistenza dai Sorrentini,
presso i quali si trovava un cenobio del suo stesso ordine, se ne era andato), non molto tempo dopo, il 19 febbraio, volò al cielo.
Il suo corpo fu sepolto a Stabia, ora a Castellammare di Stabia, che succedette a Stabia, che fu distrutta. Dalla vita di S. Antonino Abate di Paolo Regio Vescovo Equense, libro 1. dei SS. Regni di Napoli, e di Davide Romano nel libro dei Santi della Città di Sorrento.

ANNOTAZIONE. La vita, scritta dagli autori precedenti, ha bisogno di correzione in alcuni punti, specialmente dove dicono che San Catello fu restituito alla sua Sede dal Papa Bonifacio, e tuttavia dicono che tornò alla solitudine: né è probabile che un Sommo Pontefice avrebbe restituito alla Sede un Vescovo che viveva in solitudine contro i Canoni: a meno che non si dica che San Catello, uscito di prigione per ordine di Bonifacio, ebbe la scelta di tornare all’episcopato o di ritirarsi nuovamente in solitudine.3

DI SAN CATELLO VESCOVO DI STABIA

De S. Catello Episcopo Stabiensi

Articolo terminato il 9 novembre 2025


Note:

1. Su Sant’Antonino: Philippo Ferrario Alexandrino, Catalogus Sanctorum Italiae, Mediolani, MDCXIII, pag. 99-100.

2. Frontespizio traduzione: CATALOGO DEI SANTI D’ITALIA Distribuito in dodici mesi. NEL QUALE LE LORO VITE SONO DESCRITTE IN COMPENDIO DAI MONUMENTI DELLE SINGOLE CHIESE, AGGIUNGENDOVI OVUNQUE BREVI NOTE E ANNOTAZIONI: NELLE QUALI SONO SVELATE LE AMBIGUITÀ E GLI ERRORI CHE SPESSO SI VERIFICANO, SPECIALMENTE RIGUARDO AL TEMPO E ALLA VERITÀ DELLA STORIA. OPERA DI P. FILIPPO FERRARI DA ALESSANDRIA, DELL’ORDINE DEI SERVI DI SANTA MARIA, MAESTRO DI SACRA TEOLOGIA, E INTERPRETE PUBBLICO DI MATEMATICA NEL GINNASIO TICINESE.AL SANTISSIMO PADRE E SIGNORE IN CRISTO P. PAOLO V PONTEFICE MASSIMO. È stato aggiunto un doppio indice alfabetico, uno dei nomi dei Santi, nel quale è indicato dove sono conservati i loro corpi, e l’altro dei luoghi, nel quale sono annotati i Santi che vi si trovano. CON PRIVILEGIO A MILANO, presso Girolamo Bordonio. 1613. CON IL PERMESSO DEI SUPERIORI.

3. Philippo Ferrario Alexandrino, Catalogus Sanctorum Italiae, Mediolani, MDCXIII, pag. 40.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *