Sacha Distel alle Terme di Castellammare 1965
di Giuseppe Zingone
“Le Nuove Terme hanno aperto indubbiamente maggiori prospettive per l’avvenire turistico e industriale di Castellammare. Esse hanno valorizzato in pieno il bacino idrominerale stabiano e hanno richiamato l’interesse di molte nazioni. Si tratta di una realizzazione inaugurata nel 1964, che – per modernità e funzionalità – è quanto di meglio esista oggi”.
Queste le parole del professor Antonio Ziino, in un opuscolo del 1984, presente nel nostro archivio, dal titolo: Castellammare di Stabia e le sue Terme.
Lasciandoci alle spalle la triste realtà odierna, nella quale versano le Antiche Terme ed anche le prospettive nuove per il parco idrotermale sulla collina del Solaro, vi racconto oggi di un articolo del 1965 di TV RadioCorriere.
L’ex «play boy» Distel s’affaccia nel Golfo di Napoli
Ex-chitarrista di jazz e «play boy» in disarmo, Sacha Distel è sempre sulla cresta dell’onda come cantante. Due anni fa, lanciò la moda della bossa nova in Europa. Ora è acclamato a Parigi come il profeta della bostella, la curiosa danza a base di mischie da rugby che piace tanto a Salvador Dalì. A trentadue anni, Sacha vanta un «curriculum» da rubacuori che potrebbe suscitare l’invidia d’un Rubirosa: tra le sue fidanzate più celebri ci sono state Juliette Gréco, Jeanne Moreau, Brigitte Bardot. Ma la sua carriera di don Giovanni è ormai conclusa. Dal 25 gennaio 1963 è infatti un assennato capofamiglia. Sua moglie, una delle più belle ragazze di Francia, è l’ex campionessa di sci Francine Bréaud.
Non meno movimentata e brillante è stata la carriera musicale di Sacha. Figlio di un ingegnere d’origine russa e nipote del famoso direttore d’orchestra Ray Ventura, il giovanissimo Distel imparò a suonare la chitarra sotto la guida di Henri Salvador, e a 15 anni era già uno dei migliori solisti del complesso di Claude Bernard. Nel 1950 era al «Tabou» (che è un po’ il «tempio» francese del jazz) con uno scelto gruppo di musicisti europei, e l’anno seguente, entrato in società con lo zio, si trasferiva prima a Londra e poi a New York, per concludere una serie di accordi d’esclusiva per le sue edizioni musicali.
Cominciò col jazz
Dopo il servizio militare, nel 1955, riprese l’attività di editore e musicista, incidendo fra l’altro dei dischi con una formazione denominata «Jazz All Stars» che comprendeva fra gli altri il sassofonista Bobby Jaspar. Più tardi, Sacha fece parte del trio di chitarristi che accompagnavano Juliette Gréco nei suoi recitals. Poi, fondò una propria casa di edizioni musicali e discografiche e incise fra l’altro un microsolco rimasto celebre: Afternoon in Paris, con John Lewis, il pianista del Modern Jazz Quartet.
Fu l’arrangiatore americano Billy Byers che gli suggerì, durante una seduta di registrazione, di esordire come cantante. Le sue prime canzoni furono Scoubidou Personnalité, ed ottennero un successo strepitoso in tutto il mondo. Era il 1958. Da allora, l’ascesa di Sacha Distel nelle quotazioni delle «vedettes» internazionali è stata costante: dischi venduti a centinaia di migliaia di copie (fra i quali l’ormai celebre Mon beau chapeau), tournées in Europa e in America, molti film (Les mordus, La bonne soupe con Annie Girardot, ecc.) e un’interessante proposta da Holly-wood per interpretare una biografia cinematografica di Maurice Chevalier.
Ora è poliglotta
Ultimamente, Sacha Distel, che aveva già inciso dischi in inglese, in spagnolo e in tedesco oltre che in francese, ha tentato la conquista del nostro mercato della musica leggera con due canzoni in italiano: Una come te e Non so più che santo pregare. Queste canzoni, le riascolteremo ora alla televisione in Un giorno a Castellammare di Stabia, una trasmissione che fa parte della serie di itinerari turistico-musicali proposti dal regista Enzo Trapani che ha già collaudato felicemente, in altre occasioni, la sua formula degli spettacoli ambientati in esterni.
Stavolta, il programma si svolgerà nei luoghi più ameni e caratteristici di Castellammare di Stabia e sarà presentato da Grazia Maria Spina e Francesco Mulè che, attraverso una serie di interviste e di incontri volanti, illustreranno agli spettatori le curiosità locali e i dati turisticamente più interessanti. Sacha Distel eseguirà le sue due canzoni nell’ambiente delle celebri Terme di Castellammare, e costituirà il numero di centro dello «show». Ma ci saranno anche altri cantanti di valore nella trasmissione, e precisamente Pino Donaggio, Beppe Cardile, Roberto Murolo, Nini Rosso, Vasso Ovale, Los Marcellos Ferial, Isabella Iannetti, il quartetto vocale «Le amiche», Nicola Di Bari e Marisa Solinas. Di quest’ultima, nota soprattutto come l’ «attrice tascabile» di Boccaccio 70, La commаre secca, Le conseguenze e altri film di successo, pochi sanno che, prima d’entrare nel mondo del cinema, aveva iniziato la carriera proprio come cantante di musica leggera (ed è forse per questo che un regista francese ha pensato a lei per un film sulla vita di Edith Piaf). S. G. Biamonte
Un giorno a Castellammare va in onda mercoledì 21 aprile, alle ore 22, sul Programma Nazionale televisivo.1
La ricerca poteva dirsi conclusa con l’articolo, ma cercando su Youtube una delle due canzoni, presentata da Sacha Distel, mi è capitato di cogliere un particolare interessante.
Il brano Una come te, è girato all’interno della Hall delle Nuove Terme.
La canzone fa parte del film del 1965, Viale della Canzone, di Tullio Piacentini ed oltre ad un giovanissimo Peppino Di Capri, è presente anche il brano Chiove, (di Bovio – Nardella nota anche come: ‘A canaria) cantata da Roberto Murolo, con la sua chitarra, dall’alto del muro di cinta del castello di Castellammare.
Il film completo per i nostalgici di quegli anni:
Attori cantanti: Pino Catini, Sacha Distel, Pino Donaggio, Peppino Di Capri, Nicola Di Bari, Nico Fidenco, Roby Ferrante, Jimmy Fontana, Wilma Goich, I 4 Di Lucca, Isabella Jannetti, Marino Marini, Los Marcellos Ferials, Marianella Morcelli, Roberta Mazzoni, Roberto Murolo, Renata Pacini, Dick Rives, Nini Rosso, Bobby Solo, Marisa Solinas, Sonia E Le Amiche, Elisabetta Velinski, Edoardo Vianello, Fausto Billi, Vanna Brosio, Mario Zelinotti.
Articolo dell’8 settembre 2025
1. TV RadioCorriere, Anno XLII, del 18 – 24 aprile 1965, pag. 18 e 19.




